lunedì 23 agosto 2010

L'Uomo 2.0

MIRKO PALOMBA
webdemocracy
Nel bene e nel male, da quando la nostra storia ha avuto inizio, siamo progrediti. E' vero che abbiamo tante cose di cui rimproverarci, ma è pur vero che abbiamo raggiunto un grado di evoluzione diffusa sul globo come non c'è mai stata.
I popoli primitivi erano costituiti da tante tribù separate. Quelle tribù dotate di particolare intelligenza sono riuscite ad andare avanti, le altre sono state distrutte o assorbite dalle prime. La popolazione mondiale era molto ignorante, legata più a istinti animali che ad altro. Solo pochi individui erano dotati di quella sapienza tale da essere delle guide per la razza umana.  L'istinto animale di sopravvivenza è alla base di ciò che chiamiamo Ego. L'Ego ci spinge a fare in modo di avere sempre più da mangiare, di possedere cose di cui alla fine non abbiamo effettivamente bisogno ma che un giorno potrebbero servire. Ci spinge ad essere i primi, perché gli individui dominanti possono garantirsi una buona progenie. Questo aspetto dell'Ego è quello più legato al nostro lato animale, perché in fondo proveniamo da quel regno. Dunque l'Ego è legato all'istinto di conservazione della specie, ci spinge all'individualismo, ha generato frasi come "mors tua vita mea" La società che abbiamo creato in questi millenni, per quanto imperfetta, se sfruttata bene è in grado di soddisfare tutte le necessità vitali di cui abbiamo bisogno. La conservazione della specie è garantita dalla società stessa, possiamo liberarci da quest'onere e provare a creare un nuovo tipo di uomo che non basi più la sua vita sull'individualismo ma sul bene comune, sull'altruismo. La popolazione è in forte aumento demografico e un modello di vita orientato all'individualismo non può più essere sostenuto dal Pianeta che ci ospita. I terremoti, gli uragani, i maremoti, le epidemie, sono tutti segni che il grande organismo su cui viviamo si sta ammalando, e quando un organismo si ammala attiva le proprie difese immunitarie.