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martedì 31 agosto 2010

L’italiano che punta a bandire ex-criminali dal Parlamento Europeo

[The Irish Times]
Un attivista italiano sta guadagnando consensi nella sua campagna per bandire membri del Parlamento Europeo che siano stati condannati per crimini, una misura che impedirebbe a Jean Marie le Pen, esponente dell’estrema destra francese, ed a Nick Griffin, capo del BNP [ British National Party]di sedere il Parlamento.
Andrea D’Ambra, frustrato dai fallimenti della giustizia italiana nell’impedire accesso al parlamento nazionale ad individui già condannati per reati penali in passato, sta gradualmente guadagnando consensi per la sua iniziativa iniziata tre anni fa, per escluderli dall’assemblea Europea.
La sua campagna è ispirata dagli sforzi di uno dei blogger italiani più conosciuti, Beppe Grillo, per raccogliere consensi per un’iniziativa simile anche nel parlamento italiano.
“E’ un mio amico”, ha detto D’Ambra riferendosi a Beppe Grillo.
D’Ambra punta il dito contro due membri italiani del Parlamento Europeo provenienti dal partito di Berlusconi, il Popolo Della Libertà, condannati per corruzione, e contro un parlamentare della Lega Nord, condannato per incendio doloso.
Quattro parlamentari europei stanno raccogliendo firme tra i loro colleghi per un documento che dichiari il parlamento “pulito” e dove “i candidati alle elezioni europee non debbano essere stati condannati per corruzione, abuso di pubblico ufficio, incitazione al razzismo o crimini di stampo mafioso, affiliazioni a organizzazioni criminali o terroristiche”.
Inoltre il Belgio, che detiene la presidenza di turno della UE, ha dichiarato, in una corrispondenza privata con D’Ambra, la sua volontà di assicurarsi che il Consiglio dei Governi dell’UE esamini ogni proposta di cambiamento alla legge del 1976 che regola le procedure elettorali europee.
I sostenitori di D’Ambra, recentemente laureatosi in Scienze Politiche all’Università Federico II di Napoli, hanno inviato centinaia di copie di una e-mail da lui redatta, a membri del Comitato per le Petizioni e del Comitato per gli Affari Costituzionali del Parlamento Europeo.
L’e-mail chiede ai membri del Parlamento Europeo di bandire i condannati dalla campagna elettorale per il Parlamento, come parte di una prossima revisione delle regole che sanciscono l’età minima per votanti e candidati.
Il contenuto del messaggio richiama l’attenzione sulla presenza in Parlamento di Le Pen, condannato per aver fatto dichiarazioni liquidatorie sul regime nazista, e di Griffin, condannato per la pubblicazione di lettere che incitavano all’odio razziale.
La e-mail riporta anche la condanna nei primi anni Novanta del parlamentare europeo del PdL Aldo Patriciello, accusato di aver elargito l’equivalente di 8.000 Euro ad un politico e sottolinea che il suo collega di partito nel PDL e membro del Parlamento Vito Bonsignore è stato condannato a due anni per tentata corruzione nell’appalto dell’ospedale di Asti per dividere una mazzetta di 1,5 milioni di Euro fra esponenti della Democrazia Cristiana e del Partito Socialista.
Il messaggio fa anche notare che Vito Bonsignore ha una condanna per aver dato fuoco a oggetti appartenenti ad immigrati che bivaccavano sotto un ponte a Torino.
La dichiarazione scritta è co-sponzorizzata da quattro parlamentari europei, l’attivista anti corruzione franco-norvegese Eva Joly, appartenente al Partito dei Verdi, dalla liberale italiana Sonia Alfano e dai socialisti Rosario Crocetta e Rita Borsellino.
La dichiarazione sostiene che i doveri legislativi del Parlamento “non dovrebbero essere condotti da individui che siano stati condannati, anche se in prima istanza, e anche laddove la sentenza non implichi l’esclusione da cariche statali”.
Se la dichiarazione verrà firmata dalla maggioranza semplice dei 736 membri del parlamento, diverrà effettiva. Queste dichiarazioni non sono vincolanti, ma costituirebbe un messaggio forte, poichè solo il Parlamento può prendere l’iniziativa per emendare la legge del 1976.