mercoledì 11 agosto 2010

LETTERA APERTA A GIUSEPPE BUZZANCA, SINDACO DI MESSINA

Dott. Giuseppe Buzzanca, le cittadine e i cittadini responsabili di Messina non sono più disposti ad assistere silenziosi alla evidente condizione di illegalità che la riguarda.
Siamo tutti Vincenzini qualunque”, offesi dalle sue espressioni, che chiedono a chi pretende di governarli un atto elementare: che si rispetti la legge, che si rispettino le sentenze. Che si rispettino, con le leggi e le sentenze, i cittadini “qualunque” alla cui tutela queste sono rivolte.
Da mesi oramai la Consulta ha riaffermato il principio che le grandi città devono essere servite da amministratori a tempo pieno, non distratti nella loro azione di governo da altri oneri di rappresentanza. Come lei sa, le sentenze della Consulta sono immediatamente esecutive e non necessitano di alcun ulteriore atto, normativo o giudiziario che sia.
Riteniamo gravissimo che il primo cittadino affermi che per rispettare la legge occorra non la consapevolezza di ciò che questa chiede, ma la pronuncia di un giudice. Un sindaco non deve nemmeno pensare che perché egli rispetti la legge sia necessario un giudizio: come potrebbe pretendere che i cittadini rispettino le sue ordinanze o paghino le sue multe prima di una sentenza?
Comunque, un giudice (il Giudice Costituzionale) ha già chiarito la sua condizione di conclamata incompatibilità. Ci limitiamo a citare quanto scritto il 5 agosto da Ainis sul ‘Sole 24 ore’: non c’è spazio per la legalità se la legge più alta [ndr: la Costituzione o la giurisprudenza costituzionale] viene costantemente ignorata o disattesa”. Per questo, dott. Buzzanca, le chiediamo di scegliere in che modo servire legittimamente la città che lo ha eletto: come Sindaco o come rappresentante dell’Assemblea Regionale. Non ci risponda che ricoprendo ambedue le cariche può tutelare maggiormente la città. Il Legislatore e la Corte Costituzionale interpretano meglio di chi ambisce ad una doppia carica quali siano gli strumenti istituzionali di tutela dell’interesse collettivo.
Siamo al fianco del nostro concittadino che ha presentato il ricorso avverso l’incompatibilità di legge della sua condizione, ne sosteniamo l’iniziativa e la invitiamo a non mortificare oltremodo le istituzioni cittadine ed a scegliere senza ulteriori indugi. Ne va della sua credibilità e, soprattutto, del rispetto della sua carica.
Sia chiaro che nessuno di noi intende ricattarla. Da cittadini vorremmo anzi sapere chi e per quale motivo o pretesto la ricatta, come lei ha ripetutamente affermato in questi giorni. Messina ha diritto ad un Sindaco a tempo pieno, che agisca liberamente nella piena legittimità costituzionale, rispettando i “cittadini qualunque” di cui dovrebbe sentirsi sempre e comunque al servizio.
L’Associazione Piccola Comunità Nuovi Orizzonti”