venerdì 6 agosto 2010

La crisi della Grimeca vista e vissuta da Giacomo, 15 anni.


Giacomo.png
Qualche anno fa in TV si sentivano notizie di occupazione di fabbriche. Erano sporadiche, isolate e non ci si faceva caso.
Anch’io le ascoltavo ma erano realtà a me lontane che capivo ma non vivevo.
Qualche mese fa andando a Ferrara e passando per Ruina mi imbattei in un picchetto di lavoratori davanti alla fabbrica IGS Riva. In particolare ricordo che avevano acceso un falò in un bidone per farsi caldo visto che era notte ed il freddo era pungente. Gente comune come i miei genitori i miei nonni i miei zii; OPERAI. Ho cominciato a porre delle domande perchè sfiorato da una realtà non più distante e a conoscere così il significato vero di lotta pacifica per un diritto negato quale il lavoro.
Qualche settimana fa in Piazza Vittorio Emanuele trovo installata una tenda; sono i lavoratori della Bassano Grimeca di Ceregnano; mi fermo e parlo con loro, perchè voglio conoscere dalle loro voci cosa sta succedendo dentro quella fabbrica considerata da molti polesani come un piccolo gioiello di famiglia. Ascolto, dialogo, discuto m’informo come dovrebbe fare ognuno di noi.
Dal momento che una tenda in piazza non è invisibile mi aspetto che molti altri facciano come me, ma nei giorni che passano mi disilludo perchè l’indifferenza s’insinua come una malattia molti sembra che dicano: “se faccio finta di non vederli il problema non esiste” così la gente passa oltre ha quasi paura di fermarsi perche se un loro amico lo vede potrebbe giudicarlo male.
La crisi avanza, il futuro è incerto, più precisamente c’è la sicurezza che andrà sempre peggio.
Essere solidale con 900 operai che stanno rischiando il posto e con le loro famiglie è stata una cosa così naturale, per cui sia in veste personale che a nome del Movimento 5 Stelle, sono stato presente quasi tutte le mattine assieme ai lavoratori e quando non potevo fermarmi a parlare con loro comunque passare per dirgli un semplice CIAO era quasi un obbligo per me.
Il mio interesse è stato ricambiato con un affetto e con una disponibilità nell’ascoltare le mie domande le mie opinioni non vedendomi come un bambino di 15 anni ma come una persona solidale con loro . Gente vera, gente onesta, gente che lavorava per vivere. SI soffre con loro, perché in ballo c’é non solo del loro futuro, ma anche il nostro, il mio.
Ogni giorno un alternarsi di speranze e delusioni. Il “mondo” che passa indifferente alla loro alla nostra lotta o che si vergogna addirittura di sedersi con loro o semplicemente di dirgli BUONGIORNO.
In zona Rovigo tutti conoscono la Bassano; tutti hanno qualche conoscente o parente impiegato; tutti hanno cercato chi più chi meno di lavorare alla Bassano. La fabbrica è stata il miracolo economico di Rovigo. Una continua espansione. Raddoppio, triplicazione degli stabilimenti, acquisizioni a Costa e Lendinara. Rapporti con l’Università di Padova. Un successo.
Il clima al presidio, nonostante la tensione era ottimistico e l’allegria non mancava anche solo per stemperare la tensione dell’attesa di una risposta sul futuro di molti.
Poi, qualche giorno fa la notizia che sono avviate le procedure di fallimento. La risposta alla fine è arrivata ma questo ha incrementato la voglia di lottare testimone ne è l’occupazione del ponte di Boara. Gente che sotto 40° ha manifestato pacificamente e legalmente per un diritto negato. Io ero li con loro e ho visto persone oneste, padri di famiglia che con molta umiltà ma con grande forza d’animo e disperazione camminavano lentamente per bloccare il traffico di macchine, camion e corriere senza insultare o aggredire le persone.
Anch’io ci sono stato e non per folclore. Anch’io ci sono stato e quegli uomini mi hanno insegnato il significato di: rispetto, diritto, lotta, futuro, ostinazione, pianto, dolore, sofferenza, preoccupazione, famiglia, ingiustizia, allegria, ironia, affetto, comunità, umiltà……. Qualcosa deve cambiare. Perché occorre fare sentire le ragioni del popolo non solo ai padroni ma soprattutto alle persone come loro e come noi e se non le vogliono sentire, le grideremo più forte.
Non ho potuto essere presente a Ficarolo dove i lavoratori hanno bloccato la tappa del Giro d’Italia donne, ma so che c’erano altri del Movimento a portare la nostra solidarietà.
Sarò presente alle altre manifestazioni che i lavoratori della Bassano Grimeca organizzeranno per la mia crescita come persona e per il Movimento 5 Stelle che io mi onoro di rappresentare.
Giacomo Gasparetto
Studente di Rovigo 15 anni