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domenica 29 agosto 2010

Energia. Paolo Scaroni (Sgaroni Eni) a ruota libera

Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni interviene al Meeting CortinaIncontra sui temi dell’energia e degli investimenti futuri del gruppo leader nel settore energetico Italiano. Lo Scaroni-pensiero spazia dalle considerazioni sulla evanescenza della crisi economica mondiale, alla scelta di partner commerciali esteri non affetti dal morbo assenteista endemico invece nel Meridione d’Italia, ai vantaggi del nucleare, fino alla conta dei decenni che ancora mancano affinchè le energie rinnovabili possano diventare competitive e sostituire gli idrocarburi.
A pensar male si fa peccato, si sa. L’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni – come riportato anche da Il Sud precedentemente - ha sottolineato che non conviene investire al Mezzogiorno perché “c’è un eccessivo tasso di assenteisti”. Secondo il numero uno della compagnia energetica, infatti, al Meridione si assenta dal posto di lavoro il 10%, il doppio rispetto al Nord. Meglio andare all’estero. La notizia è di quelle che fanno rumore, vuoi per la carica di Scaroni, vuoi perché è un affondo sul Meridione proprio in un momento delicato dell’economia del Paese.
L’ad di Eni ha quindi annunciato un investimento da 25 miliardi di dollari in Libia, dove non c’è assenteismo. La società, ci mancherebbe, deve fare tutte le valutazioni di opportunità può investire dove vuole. Sorprende, però, che l’uscita di Scaroni coincida con la visita in Italia del leader libico Gheddafi, che domani arriverà a Roma per le celebrazioni del secondo anno del trattato di amicizia italo-libico.
Del resto, lo stesso Scaroni ha affermato che “la Libia è la pupilla dei miei occhi, con questo Paese abbiamo relazioni importanti”. Relazioni che sono riprese grazie alla stretta di mano tra Berlusconi e Gheddafi per riparare ai torti subiti dalla Libia durante l’occupazione italiana. Un’amicizia che, per la verità, all’Italia è costata. (IlSud)
C’è un grande futuro per le rinnovabili, ma fra 20, 30, 40 anni”: parola di Paolo Scaroni, ad di Eni, che parlando a CortinaIncontra ha però aggiunto che “bisogna essere pronti” con le possibili alternative in previsione dell’esaurimento degli idrocarburi, fra 80 o 90 anni.
“Le rinnovabili, almeno quelle che conosciamo oggi e abbiamo a disposizione – ha dichiarato Scaroni - sono una cosa piccola piccola e che non ha nessuna possibilità di risolvere i bisogni di energia dell’umanità. Questo non per dire di non farle, ma per sapere che non andiamo da nessuna parte”. Per quanto riguarda l‘eolico, secondo l’ad di Eni “l’Italia è il paese meno ventoso del pianeta, quindi mettersi a fare mulini a vento in Italia è un esercizio assolutamente folle. Quelli che per noi sembrano posti ventosi, come la Sardegna, non lo sono per niente. Ha massimo 2500 ore all’anno di vento, quando in Inghilterra ce ne sono 5000”.
Il costo del solare
Quanto alla tecnologia solare, “sta in piedi solo se viene pagato da voi nelle vostre bollette sette volte il costo dell’energia termica - ha detto Scaroni rivolgendosi al pubblico di CortinaIncontra -, perché i pannelli che voi usate sono di una tecnologia vecchissima, anteguerra, che non ha potuto evolvere, basata sul silicio; produrre silicio ha un costo energetico elevatissimo per cui io penso che con questo solare non andiamo da nessuna parte”.
Il nucleare strada da seguire
Il nucleare, invece, secondo Scaroni rappresenta “l’unica forma di energia che non è intermittente e non genera emissioni”, e quindi è una strada senza dubbio da percorrere.
La competitività nel mercato del gas
Commentando con i giornalisti gli ultimi dati diffusi dall’Autorità per l’energia, secondo i quali in Italia la liberalizzazione del mercato dell’energia registra molte resistenze e difficoltà nel settore del gas, a differenza di quello elettrico, Scaroni ha dichiarato: “Se c’è un mercato con una competitività dinamica è il nostro”. “Non so dove l’Autorità dell’energia prenda i dati e come li elabori – ha aggiunto l’amministratore delegato di Eni - certo è che la Commissione Europea e la Banca d’Italia non la pensano come loro. Mario Draghi, nella sua relazione annuale, ha detto che rispetto alle concorrenti europee hanno pagato prezzi sostanzialmente in linea; questo non è il caso dell’elettricità che costa molto di più”.

I dati dell’AEEG

Secondo quanto comunicato dall’Authority per l’energia, nel settore elettrico, a tre anni dalla completa apertura del mercato per tutti i consumatori (1° luglio 2007), oltre 3,2 milioni di famiglie e 1,2 milioni di piccole aziende hanno già cambiato fornitore, scegliendo fra le diverse opportunità offerte da diversi venditori in competizione fra loro. In totale, dal 1° luglio 2007, sono circa 4.424.000 (pari al 12,2% del totale) i consumatori che hanno scelto il mercato libero dell’energia elettrica: di questi, 3,2 milioni sono famiglie (circa l’11,2% del totale) e 1,2 milioni sono aziende (il 16,1% del totale).
Nel settore gas naturale, invece, i cambi di fornitore “sono minori – spiega l’Autorità - perché il mercato gas è ancora poco efficiente ed in forte ritardo nello sviluppo della concorrenza e delle infrastrutture”. A oltre sette anni dalla completa apertura del mercato (gennaio 2003), ha scelto il mercato libero solo il 4% delle famiglie e, in totale, i cambi di fornitore (famiglie e aziende) non superano il 7%.
Eni operatore ancora dominante
L’Authority spiega che “le forti asimmetrie fra il mercato elettrico (più efficiente e progredito) e quello del gas (meno efficiente e scarsamente aperto alla concorrenza) sono legate alla presenza, nel settore del gas, di un operatore dominante (ENI) che controlla ancora il 92% delle infrastrutture di import e il 65% delle immissioni sul mercato nazionale. Nel settore elettrico, invece, la quota nazionale dell’operatore ex monopolista dominante (ENEL) si è ridotta al 30% e sul mercato sono entrati nuovi operatori che hanno indotto anche un aumento della capacità di produzione”. (Casa&Clima)
Ma siamo veramente in crisi? Oppure finalmente l’economia si sta riprendendo? Mah. Vediamo un po’ cosa ne pensa chi ha un osservatorio più completo e attento. Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni ha affermato che: “il mondo non è affatto in crisi. Anzi, cresce del 4 e mezzo per cento. La Turchia è cresciuta dell’8% nel trimestre. La crisi non c’è: c’è la crisi dell’Europa e degli Stati Uniti”.
Scaroni ha osservato che “se saremo competitivi con parte del mondo che non è in crisi l’uscita dal tunnel è assicurata”.
“Certamente - ha riconosciuto l’Ad dell’Eni - noi italiani abbiamo navigato all’interno di questa tempesta meglio di quanto avremmo potuto immaginare. Lo dobbiamo alle nostre famiglie e a un governo che ha fatto le cose giuste ma soprattutto non ha fatto le cose sbagliate. Ho letto stupidaggini autentiche su quello che avrebbe dovuto fare l’esecutivo, come l’aumento della spesa pubblica o la riduzione delle tasse. Per fortuna non c’è stato nulla di questo”. (trend-online)

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