venerdì 6 agosto 2010

Berlusconi eroe italiacano


Noi italiani siamo un popolo a maggioranza di ignoranti opportunisti e paraculi. Siamo invasati di televisione berlus-piduista e di gioco d’azzardo. Se facessimo 6 al Superenalotto (ma anche 5+1) manderemmo tutti a fanculo. Infatti ci proviamo in continuazione, nonostante sappiamo che l’acqua corre sempre al mare. Il 5+1 da oltre 2 miliardi di lire azzeccato dalla coppia Gaucci-Tulliani nel ‘98, dovrebbe indurci a dubitare sull’attendibilità dei concorsi a estrazione anziché suscitare invidia cieca. Invece la realtà ci dice che il gioco d’azzardo è purtroppo diventato l’autotassazione volontaria più gettonata dall’italico popolo di ignoranti opportunisti e paraculi senza speranza.
L’ignorante italiano non può avere coscienza critica perché non conosce gli insegnamenti della storia. Ignorare il corso della storia rende arduo prevedere il proprio futuro. Infatti, quando l’ignorante italiano è costretto a scegliere, non sa mai cosa fare perché solitamente crede che la sua sorte dipenda dalle volontà di qualcun altro: spesso sconosciute entità spirituali più o meno maligne sulle quali scaricare cause e conseguenze, che invece dipendono solo e soltanto dalle sue scelte di ignorante, reo di non spegnere la tivù e aprire i libri per migliorare la propria conoscenza, quindi la propria libertà.
L’ignorante italiano ama definirsi cristiano senza osservarne la dottrina perché crede di paracularsi il paradiso. E’ solitamente un credulone che non sopporta il peso delle responsabilità perché non si sente in grado di affrontarle. Deluso dagli spiriti maligni e dalla vita “che ce l’ha con lui“, l’ignorante italiano spera sempre di migliorare la sua sorte per intercessione di qualcuno che pensi al suo posto. Sogna l’amico che lo mantenga tanto al chilo o che gli presenti la strafica. Che parli per lui, ignorante italiacano in grammatica e pure in geografia, che della storia è un riflesso.
L’ignorante italiano conosce a spanne l’ambiente che lo circonda solo perché è costretto a deambulare ma avverte lo Stato un’entità tanto lontana quanto grande da pervadergli le tasche della vita, come una formica che sta sul dorso di un elefante. L’ignorante italiano impaurito dalle cose grandi preferisce credere che il mondo gira attorno al suo villaggio, quindi diffida di tutto ciò che è diverso dai suoi canoni e dalla sua misura di individuo. L’individuo ignorante che vive in un ambiente troppo grande, ostile e pieno di incertezze che lo rende insicuro, diventa facilmente ricattabile perché è disposto a tutto pur di sentirsi protetto.
Per l’ignorante italiano il voto di scambio è quindi il male minore se chi si candida alle poltrone del potere è un ricco corruttore di un ricco partito che gli promette uno stipendio senza la difficoltà di dover provvedere e di dover pensare. Il “ghe pensi mi” su tutti i giornali ha proprio questa funzione.
Tra noi italiani a maggioranza di ignoranti, opportunisti e paraculi c’è anche una minoranza di disincantati che ha avuto la sfiga di studiare la storia, la geografia, la grammatica, la matematica e di proiettarle nel futuro con la sola arma della coscienza e dell’onestà. Siamo la minoranza che sta peggio perché assistiamo tutti i giorni a ciò che ci gira attorno e ci sentiamo impotenti di fronte alle efficaci politiche di scaltre facce toste di individui disincantati uguali a noi, che tengono le redini del potere a suon di promesse, regalìe e corruzioni soltanto perché hanno più soldi di noi. Quasi sempre si tratta di individui che si sono arricchiti con scaltri metodi illegali e disonesti. Proprio per questo detengono il potere. Perché vengono votati da una massa di italiani talmente ignoranti da non comprendere le nefaste conseguenze delle loro scelte. Non comprendono, o forse non collegano, che l’opportunismo litiga con la meritocrazia e che il paraculismo fa binomio con la corruzione.
Ecco perché se in Italia cadrà il governo Berlusconi non vedo soluzioni diverse a un ennesimo governo Berlusconi. Che reputa gli italiani “alunni di seconda media nemmeno di primo banco” con buona pace per quei cervelli che possono continuare a permettersi di fuggire dal (fu) Bel Paese. A meno che la crisi economica e il tracollo del capitalismo drogato non porti a una consapevolezza di massa del valore convenzionale dei soldi. Bisogna, insomma, che la maggioranza di italiani ignoranti comprenda che i soldi, alla fine, sono carta straccia. Allora, forse, chissà che fine farà Berlusconi…