giovedì 29 luglio 2010

Mediapolis: noi non ci divertiamo

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I consiglieri della Regione Piemonte del MoVimento 5 Stelle Bono e Biolè hanno presentato un'interrogazione parlamentare per lo sperpero di milioni di euro di soldi pubblici per Mediapolis (600.000m², 90.000 m² coperti, 22 attrazioni meccaniche, 5 sale cinematografiche, 3 aree gioco per bambini, un’area concerti, un lago di 12.000 m², attrazioni tecnologiche, teatro multimediale, discoteca, studi televisivi, ristoranti, centri commerciali, genericamente, un albergo con 342 stanze e quindi 7800 parcheggi e 140 posti autobus, un eliporto). Un'opera che distruggerà un luogo meraviglioso ai piedi della Serra di Ivrea. Leggete l'interrogazione e sbiancate. La Regione Piemonte e la Provincia di Torino stanno finanziando (per ora) con 5,5 milioni di euro una società di scatole cinesi il cui 71% delle quote è detenuto da Mediapolis Investment Sa Lussemburgo che a sua volta è controllata al 55,4% dalla britannica Brainspark plc. Una società con disponibilità finanziarie insufficienti per affrontare Mediapolis, il cui amministratore delegato Porcellini ha dichiarato: "Male che vada ci rivolgeremo agli istituti di credito libanesi. Lì, certamente, non hanno problemi di soldi" (La Stampa, 1/4/2009). "L’unica cosa certa è che i 600.000 mq del terreno seminativo di Albiano, che costituivano un’improduttiva proprietà della ex Olivetti, hanno conosciuto dopo la sottoscrizione dell’accordo di programma una rivalutazione abnorme: infatti nel 2007 il loro valore era di € 1.291.980,00 (il riferimento è ai valori agricoli medi Euro/Ha indicati dall’Agenzia del territorio, verosimilmente non suscettibili di rivalutazione trattandosi di terreni esondabili), mentre il presidente Villa ha parlato nelle scorse settimane di un valore di 52 milioni di euro; ragion per cui la sola sottoscrizione dell’Accordo di programma avrebbe già fruttato un profitto superiore al 4000% (dall'interrogazione)". Bono e Biolè hanno chiesto al Collegio di Vigilanza presieduto dal presidente di Regione di recedere dall'accordo.
> Leggete e stampate l'interrogazione del MoVimento 5 Stelle su Mediapolis