logo HDM

Debito pubblico italiano

facebook

giovedì 22 luglio 2010

Gli Schiavi del 2000

DI VALERIO PASSERI
Schiavitù_economica
La schiavitù è la condizione per cui un individuo rimane privo di tutti i diritti di persona libera e viene considerato come proprietà di un altro.
Fortunatamente, questo è un sistema sociale abolito in tutti i paesi che consideriamo civilizzati. Tutti noi viviamo in un paese dove libertà e democrazia sono garantiti dalla legge fondamentale, ci sentiamo quindi tutelati e per questo, sembrerebbe ridicolo parlare di schiavitù nel nostro secolo, analizziamo però la situazione attuale: Sicuramente nessuno può palesarsi davanti a noi ed ordinarci di svolgere un determinato lavoro, proprio perché tutelati dalla legge, siamo in grado di rifiutare. Prendiamo però in considerazione una situazione abbastanza verosimile nella vita comune di una persona media, cioè che la stessa persona citata sopra, ci propone un lavoro in cambio di denaro (anche se non molto), la differenza sta nel fatto che noi abbiamo un mutuo sulla casa e le rate della macchina da pagare. Ci sentiamo ancora così liberi di declinare l’offerta? Certo, senza dubbio ci è “permesso” di rispondere negativamente, ma nella realtà difficilmente lo faremmo perché abbiamo necessità di denaro, così, non solo siamo indirettamente costretti ad accettare, ma ringraziamo anche per il lavoro offertoci, quello che nell’esempio precedente era il nostro schiavista. Diventiamo così tutti schiavi per induzione di questo sistema economico, il senso della vita diventa il soldo. Viviamo per accumulare denaro che non basta mai e anche avendone a sufficienza per soddisfare i nostri bisogni primari, ce ne vengono indotti di secondari, ritrovandoci, senza bene rendercene conto, schiavi di rate e mutui per decenni. Spendiamo le nostre vite quindi, per guadagnare, lavoriamo 8 ore al giorno per 5-6 giorni la settimana, nel migliore dei casi, il che ci permette solo di avere del tempo per pagare le bollette e sistemare casa. Tuttavia siamo portati a ringraziare il cielo per il fatto di avere un lavoro. Se pensiamo alle nuove generazioni, nell’aria si percepisce che, l’ambizione comune, è quella di diventare ricchi, a chi importa più di scoprire, scrivere libri e poesie o andare sulla luna, se tutte queste cose non portano ad un guadagno? Questo anche perché il denaro è diventato il mezzo con cui si possono acquistare tutte quelle cose che non sappiamo più conquistarci da soli. Voglio fare sesso ma sono timido e non riesco ad approcciarmi? Basta pagare. Voglio dimagrire ma non ho voglia di fare sport? Basta pagare. Pagare, pagare, pagare. La moneta ora è la risposta più veloce ad ogni tipo di esigenza, si riesce sempre a trovare qualcuno che fa qualcosa al posto tuo, deleghiamo la nostra vita agli altri. E la risposta comune a questo fenomeno di cui tutti sono a conoscenza, ma nessuno sembra rendersene bene conto, è: “ Possibile che siamo tutti soggiogati e nessuno si ribelli?” . Silvano Agosti nel “tipico discorso dello schiavo” dice: “Il vero schiavo difende il suo padrone mica lo combatte. Perché lo schiavo non è tanto quello che ha la catena al piede, quanto quello che non è più capace di immaginarsi la libertà”. Dovremmo, a volte, solo ricordarci che la cosa più preziosa che abbiamo non è ne’ il denaro, ne’ la macchina di lusso, ma noi stessi, la nostra vita e quello che ne facciamo e che la nostra unica occupazione dovrebbe essere di occuparci della nostra felicità, che non si compra con dei fogli di carta.
Non lasciamoci mettere in catene, non prendiamo impegni economici a lungo termine (rate e mutui), teniamo a mente quali sono i nostri veri bisogni primari e prima di legarci con un qualsiasi tipo di contratto, domandiamoci se questo ci permetterà di avere tempo per coltivare noi stessi e la nostra vita ed anche che esso sia rescindibile, non solo legalmente, ma anche realmente, in qualsiasi momento noi vogliamo.