venerdì 16 luglio 2010

Farsa nucleare. Un nuovo decreto ribadisce ciò che la Corte Costituzionale ha bocciato

nucleareRicordate il decreto sul ritorno al nucleare bocciato dalla Corte Costituzionale? Il Governo ci ha messo su una toppa. E’ il decreto legge n.105 , “misure urgenti in materia di energia”. Ribadisce le stesse cose che la Corte ha cassato.

Una farsa, oserei dire. Non ho sentito levarsi proteste dalla cosiddetta opposizione. Pd e Idv sono per ora muti.

Tanto per mettere un po’ di ordine preliminare nella giungla: la Corte Costituzionale ha respinto il ricorso contro ilo nucleare presentato dalle Regioni (ha cioè dato ragione al Governo), e di questo i maggiori media nazionali hanno dato ampia notizia.

Io mi riferisco all’altro ricorso, quello di cui si è parlato molto meno. La Corte Costituzionale (tagliando con l’accetta) ha appunto bocciato il Governo a proposito dell’urgenza del ritorno al nucleare e della possibilità di nominare commissari governativi incaricati di scegliere l’ubicazione delle centrali.

Ora il rattoppo governativo, a mio avviso, non ha introdotto un solo elemento che sani l’incostituzionalità. Infatti ci sono di nuovo urgenza e commissari.

La sentenza della Corte Costituzionale numero del 9 giugno 2010 ha bocciato e cancellato, in quanto incostituzionale, il quarto articolo della legge numero 102 del 3 agosto 2009 sul ritorno al nucleare.

Il quarto articolo del decreto legge sul nucleare diceva in sostanza tre cose.

Primo, che la costruzione delle centrali nucleari era faccenda urgente e indispensabile. Secondo, che essa sarebbe stata realizzata con capitali privati, o prevalentemente privati. Terzo, che il Governo avrebbe potuto istituire commissari straordinari con poteri esclusivi e totali a proposito dell’ubicazione delle centrali.

La suprema corte ha appunto stabilito che l’urgenza delle centrali nucleari non si concilia con il ricorso ai capitali privati per costruirle: un’azienda investe dove e quando le conviene, non al comando di un decreto legge.

Dice la sentenza: “trattandosi di iniziative di rilievo strategico, ogni motivo d’urgenza dovrebbe comportare l’assunzione diretta, da parte dello Stato, della realizzazione delle opere medesime”.

Dunque, se lo Stato non si muove in prima persona, le centrali nucleari non sono poi così urgenti. E di conseguenza “non c’è motivo di sottrarre alle Regioni la competenza nella realizzazione degli interventi” e non c’è motivo di nominare commissari.

Il Governo ha cercato di rimediare con il decreto legge n.105 , “misure urgenti in materia di energia”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 9 luglio scorso.

Le nuove norme dicono in sostanza che il Governo individua, d’intesa con le Regioni, gli interventi urgenti in materia di energia (non è fatta esplicita menzione delle centrali nucleari, ma è a questo che in sostanza ci si riferisce) da attuare “con mezzi e poteri straordinari” ed eventualmente con capitali privati, purchè ne siano assicurato “l’effettività e l’entità”.

Se non so raggiunge l’intesa con le Regioni, il Governo può procedere da solo e può nominare commissari.

A me pare proprio che la nuova legge riproponga tali e quali i punti che erano stati rigettati dalla Corte Costituzionale. E se è così, oltre che una farsa, mi pare un fatto davvero grave.

La sentenza della Corte Costituzionale numero del 9 giugno 2010 che boccia il ritorno al nucleare

Il decreto legge n.105 , “misure urgenti in materia di energia”, che ripropone le parti bocciate dalla Corte Costituzionale

Foto Flickr

La segnalazione mi è arrivata via Facebook dal gruppo Il Nobel per la Pace a padre Alex Zanotelli