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mercoledì 9 giugno 2010

Passerano Marmorito guarda avanti


Martedì 08 Giugno 2010 21:10
di Andrea Bertaglio - Terranauta.it
Si può cambiare, o meglio, è necessario farlo. Negli ultimi anni anche in Italia sono sorte interessanti forme di reazione all’attuale degenerazione politica, economica, sociale ed ambientale, che hanno iniziato ad avere una diffusione di un certo rilievo. Tre di queste hanno, sin dalla loro nascita, una comunione di intenti che sta prendendo sempre più forma: Città di Transizione, Comuni Virtuosi, Decrescita Felice.
“Tre modi diversi di affrontare lo stesso tipo di tematiche, perseguendo lo stesso tipo di obiettivi”, afferma Maurizio Pallante, presidente e fondatore del MDF. Tre realtà aventi origini diverse sì, ma da sempre accomunate dal desiderio di ricreare una società che vada oltre la forsennata produzione di merci ed il loro frenetico consumo, resi possibili in questi ultimi decenni da una grande disponibilità di petrolio a basso costo.
L’Associazione dei Comuni Virtuosi si occupa prettamente di buone pratiche amministrative, cercando di mettere in rete, anche attraverso il suo “Premio” annuale, le esperienze di tutte quelle amministrazioni che fanno sforzi per rendere più sostenibili la mobilità, la gestione del territorio e dei rifiuti, gli stili di vita e l’impronta ecologica dei loro cittadini. Il Movimento Città di Transizione coinvolge, nelle città interessate, sia la società civile che le amministrazioni in un progetto unitario di progressiva riduzione della dipendenza dalle fonti fossili. Il Movimento per la Decrescita Felice si pone invece l’obiettivo di delineare un progetto politico e culturale che abbia una valenza non solo locale, ma che orienti le attività di chi agisce nel settore industriale, nell’attività politico-amministrativa e di chi vuol cambiare i propri stili di vita.
Le influenze reciproche fra i tre non sono una novità. Cristiano Bottone, uno dei rappresentanti a livello nazionale delle Transition Towns, ricorda che “la prima volta che in Italia si è parlato delle Città di Transizione è stato nel corso di un meeting organizzato dal Movimento per la Decrescita Felice”. Marco Boschini, coordinatore nazionale dell’Associazione dei Comuni Virtuosi, ritiene invece “essenziale, prima ancora che logico, trovare forme di contatto e reciproca contaminazione tra le varie esperienze in campo”. Anche Ellen Bermann, presidente di Transition Italia, sembra soddisfatta di questa “apertura e volontà di permettere la risonanza e la sinergia tra i Movimenti”.
Recentemente alcuni rappresentanti delle tre associazioni hanno incontrato a Passerano Marmorito, piccolo comune in provincia di Asti, l’amministrazione comunale, i cittadini, le associazioni ambientaliste locali.
Tre movimenti che ora hanno deciso di andare oltre, intraprendendo un progetto comune, e portando la fisiologica attrazione reciproca che queste realtà da sempre esercitano l’una sull’altra ai primi risultati. Recentemente, infatti, alcuni rappresentanti delle tre associazioni hanno incontrato a Passerano Marmorito, piccolo comune in provincia di Asti, l’amministrazione comunale (che ha partecipato nella sua interezza), settori di popolazione, associazioni ambientaliste locali e produttori locali.
L’obiettivo è stato quello di capire se l’amministrazione stessa era disposta ad intraprendere questo discorso, facendolo diventare uno stimolo per tutta la popolazione. Ma perché proprio Passerano? Non solo per la maggiore fattibilità, dovuta al fatto che ci sono solo 460 abitanti, ma anche perché quella del comune monferrino è un’amministrazione che non rientra nella logica dei partiti, che ha rotto con un passato in cui amministrare significava solo sviluppo urbanistico, mettendosi in un’ottica di tutela ambientale. Passerano amministra coinvolgendo la popolazione. Periodicamente tutta la giunta incontra i cittadini (40/50 abitanti per frazione), diventando così espressione della società civile, con la quale vuole lavorare.
Maurizio Pallante ha fatto la proposta, Marco Boschini l’ha sottoscritta ed Ellen Bermann ha presentato la metodologia di lavoro. Ora sta al comune metabolizzare questo discorso. Un discorso complesso, ovviamente, che secondo il sindaco, Silvana Bruna, richiederà un po’ di tempo per la sua completa messa in pratica. Le premesse sono ottime, ma anche un comune così piccolo ha bisogno di tempo per organizzarsi in modo tale da tradurre in realtà proposte che, comunque, comporteranno grandi ed importanti cambiamenti.
L’amministrazione comunale, vicina ad una scelta definitiva riguardante l’inizio di questo progetto, secondo la metodologia “di transizione” non si limiterebbe più ad assemblee con la cittadinanza fatte solo per la gestione dell’esistente (strade, boschi, acque), ma affiancherebbe alla consultazione della popolazione anche un elemento di progettualità.
Per capire insieme come aumentare la propria resilienza, ossia come potersi “difendere” dai grandi cambiamenti in corso, assorbendoli senza subire traumi. Magari anche riscoprendo modi e usi di quando l’economia di questo grazioso villaggio piemontese, e di tutti i paesi italiani, non si fondava sull’abbondanza di petrolio a basso prezzo; di quando anche senza di esso si andava avanti, perché c’era un rapporto di conoscenza con le risorse del territorio che permetteva di utilizzare al meglio la capacità di entrare in relazione interpersonale (anche di solidarietà), affrontando così una serie di problemi oggi apparentemente insormontabili.
Tutti i comuni che hanno già fatto delle scelte “virtuose” possono portare i loro progetti dalla politica amministrativa alla progettazione del futuro della città e della vita dei cittadini.
Una volta avviato questo primo progetto, l’obiettivo è di fare in modo che tutti i comuni che hanno già fatto delle scelte “virtuose” (a partire ovviamente da quelli della rete dei Comuni a 5 stelle), avendo già dimostrato una certa sensibilità, possano portare i loro progetti dalla politica amministrativa alla progettazione del futuro della città e della vita dei cittadini, e diventino un ulteriore supporto di diffusione dell’esperienza della Transizione.
Ma sarà davvero possibile diffondere questo tipo di proposte su larga scala, dopo questa prima esperienza piemontese? Maurizio Pallante è ottimista: “La crisi accentuerà questo processo, perché costringerà a rivedere quelli che sono gli attuali stili di vita, sviluppatisi negli ultimi 50 o 60 anni di storia dell’umanità. Siamo immersi in questo tipo di dimensione e convinti che questo sia il modo naturale di vivere, ma storicamente sappiamo che le attuali condizioni sono particolarmente anomale, e molto difficili da riprodurre. Sarà quindi indispensabile scoprire le potenzialità del futuro insite nei modi di vivere di quando non c’era questa abbondanza di fonti fossili a basso costo”.
L’alleanza filosofica e strategica fra i tre Movimenti sta dando i primi risultati. Speriamo che Passerano non rimanga un caso isolato, ma che sia solo il primo tassello di un mosaico di realtà che faranno della svolta epocale che stiamo vivendo il nuovo Rinascimento che, forse in modi diversi, tutti ci auguriamo.
 
Illustrissimo Presidente Giorgio Napolitano
Scritto da Administrator   
Sabato 05 Giugno 2010 10:47

Illustrissimo Presidente,
spesso i politici dicono e fanno cose con lo scopo di accattivarsi la simpatia dei cittadini elettori. Prestando molta attenzione a non urtare le sensibilità e le suscettibilità. Evitando scomodi argomenti che potrebbero far perdere qualche voto al loro partito.
L’esatto contrario, ci verrebbe da dire, di quanto fa quasi quotidianamente buona parte della politica nazionale. Quella stessa politica che per mano della Legge (e di un Prefetto costretto suo malgrado ad applicarla) mette sotto accusa un sindaco  perché troppo virtuoso, sobrio e concreto nella gestione di un servizio come la raccolta dei rifiuti.
Per affrontare la cosidetta emergenza rifiuti in Campania, infatti, il Governo ha emanato una Legge specifica per la Regione che, in buona sostanza, impone a tutti i comuni di cedere la gestione della raccolta e smaltimento dei rifiuti a consorzi provinciali. Questo senza nessuna distinzione tra comuni efficienti e non, tra chi spreca e chi risparmia, tra chi gestisce direttamente e in modo efficace e chi specula e sperpera denaro pubblico.
Il Comune in questione, proprio per uscire da una situazione paradossale, qualche anno fa ha deciso di gestisce direttamente la raccolta e il conferimento dei rifiuti nei siti preposti. Una scelta che il tempo ha rivelato giusta.
Il Sindaco si chiama Vincenzo Cenname, guida l’amministrazione del Comune di Camigliano (CE), comune virtuoso scelto dall’associazione dei Comuni Virtuosi nel novembre 2009 come sede per la cerimonia di premiazione della terza edizione del nostro Premio Comuni a 5 stelle.
E’ un comune con il 65% di raccolta differenziata, che fa il compostaggio domestico e ha abbassato la tariffa ai cittadini, che ha messo i pannolini lavabili al nido e raccoglie e recupera gli olii esausti.
E’ un comune che ha deciso di interrompere la cementificazione del territorio (e le odiose speculazioni edilizie conseguenti), che fa risparmio energetico montando le lampade a LED nel cimitero comunale.
E’ un comune che è stato in grado di bloccare una cava abusiva, dando un segnale inequivocabile e fermo di legalità e rispetto delle regole in un territorio da questo punto di vista dolorosamente compromesso.
E’ un comune virtuoso, insomma, dove il buon senso fa rima con accoglienza e partecipazione, condivisione e concretezza.
In una provincia, quella di Caserta, dove la cronaca quotidiana parla di possibili infiltrazioni camorristiche e dove il Prefetto e le istituzioni locali e nazionali avrebbero il DOVERE di intervenire con mano ferma e senso di responsabilità.
Un Comune (Cenname è sostenuto dalla sua maggioranza e dalla comunità nel suo insieme) il cui sindaco non ha intenzione di retrocedere di fronte alla minaccia di commissariamento ricevuta a mezzo raccomandata dalla Prefettura.
“Consapevoli delle conseguenze (scioglimento del consiglio comunale e nomina di un commissario prefettizio), e guidati da uno spirito politico di onesto ed autentico servizio nei confronti della cittadinanza, non abbiamo alcuna esitazione a rimettere il nostro mandato politico, se azione politica non ci è più consentito di svolgere”.
Forse è proprio questa la pietra dello scandalo della nostra esperienza di comuni virtuosi: abbiamo un’idea della politica come un servizio reso alla comunità, a tempo determinato e non come professione.
Riteniamo le istituzioni (in primis quelle locali) come un luogo in cui agire il nostro essere cittadini di una comunità, con le nostre idee e i nostri sogni, le nostre speranze e convinzioni, certi che dal confronto e dalla contaminazione con l’altro passi la giusta sintesi che porta ad una comunità più sobria e sostenibile, inclusiva e partecipata.
Il silenzio assordante della politica nazionale e dei media rispetto a questa vicenda paradossale e assurda, ci ferisce e ci sprona a chiedere l’intervento diretto della massima carica dello Stato, il Presidente della Repubblica, perché riteniamo che lo Stato non possa dare un segnale come questo, in un momento come questo e in una zona come la provincia casertana: punire un comune perché troppo efficiente e virtuoso, alla cui guida governa una classe dirigente onesta, trasparente ed efficace, sarebbe un segnale nefasto e una sconfitta per tutti.
Chiediamo quindi a Lei, Presidente Napolitano, di interessarsi al caso, e se condivide la nostra profonda preoccupazione e la nostra frustrazione, di verificare tutte le strade e gli strumenti percorribili nel rispetto delle Leggi per impedire quello che sarebbe, a tutti gli effetti, un enorme autogol per le istituzioni che Ella rappresenta a nome e per conto del popolo italiano.
Confidando in una cortese risposta, Le porgiamo cordiali saluti.
Il Comitato direttivo dell’Associazione Comuni Virtuosi
LUCA FIORETTI, Sindaco di Monsano (AN) e Presidente Associazione Comuni Virtuosi
MARCO BOSCHINI, Assessore di Colorno (PR) e Coordinatore Associazione Comuni Virtuosi
DOMENICO FINIGUERRA, Sindaco di Cassinetta di Lugagnano (MI) e membro del comitato direttivo
IVAN STOMEO, Sindaco di Melpignano (LE) e membro del comitato direttivo
EZIO ORZES, Assessore di Ponte nelle Alpi (BL) e membro del comitato direttivo
ALESSIO CIACCI, Assessore di Capannori (LU) e membro del comitato direttivo
Alle firme in calce si aggiungono i 27 comuni presenti all’ultima assemblea generale dell’Associazione, svoltasi lo scorso 28 maggio a Firenze, in cui all’unanimità è stata espressa piena solidarietà alla battaglia di principio che sta portando avanti in queste ore Vincenzo Cenname e l’amministrazione di Camigliano (CE).
Il Premio Nobel per la Letteratura Dario Fo, insieme alla moglie Franca Rame e al figlio Jacopo Fo, sostengono la battaglia del Comune di Camigliano (CE) e sottoscrivono la lettera-appello al Presidente Giorgio Napolitano. Si uniscono anche i giornalisti Federico Taddia e Sandro Ruotolo, il Presidente del Movimento per la Decrescita Felice Maurizio Pallante, Luca Mercalli.
La Rete dei Comuni Solidali (che raccoglie oltre 200 comuni in tutta Italia) ha approvato all'unanimità un ordine del giorno a favore del Comune di Camigliano (CE).
Il "Coordinamento nazionale Enti locali per l'acqua bene comune e la gestione pubblica del servizio idrico" sostengono la battaglia di Camigliano e sottoscrivono l'appello al Presidente della Repubblica.
Anche la Rete del Nuovo Municipio si unisce all'appello indirizzato al nostro Presidente Napolitano per evitare il commissariamento di Camigliano (CE).
Anche Reset Radio sostiene la nostra battaglia, e segue da tempo il caso di Camigliano (CE) e del Sindaco Vincenzo Cenname.