sabato 12 giugno 2010

Nel 2009 l’ambiente ha fruttato 20,5 miliardi di euro alla mafia italiana


Italia Dall'Estero

...come ci vede la stampa estera

Nel 2009 le attività della mafia nel settore ambientale hanno prodotto un “giro d’affari” da 20,5 miliardi di euro, secondo uno studio presentato venerdì 4 giugno a Roma da Legambiente, organizzazione italiana per la difesa dell’ambiente.
Tra le attività principali della mafia, che producono tutte dell’economia sommersa, figurano, tra le altre, la gestione dei rifiuti e un’infinità di infrazioni che generano, in particolare, inquinamenti costieri e marini, e la produzione di cemento di scarsa qualità.
Secondo Legambiente, la mafia ambientale è “la sola attività [economica] immune alla crisi, con bilanci sempre positivi. I rifiuti (inclusi quelli elettronici) e il cemento (impoverito) sono sempre in testa, ma l’attività della mafia si estende anche ai centri commerciali, al traffico di animali e all’agricoltura.”
57% DELLE INFRAZIONI INDIVIDUATE NELLE CINQUE REGIONI DEL SUD ITALIA

Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, le infrazioni concernono l’abbandono in discariche non autorizzate o l’invio verso l’Africa o l’estremo Oriente di parti inutilizzabili di computer presentati come apparecchi in buono stato. Le infrazioni, in questo settore dei rifiuti, sono notevolmente aumentate (+33%) nel 2009. Anche le minacce alla fauna hanno registrato un aumento del 58%.
Il celebre giornalista e scrittore Roberto Saviano, autore del best-seller Gomorra, sulla Camorra, la mafia napoletana, nella prefazione al rapporto di Legambiente ha valutato che “il business dei rifiuti è diventato uno dei più proficui nel corso degli anni.” “Utilizzare il territorio italiano come una miniera in cui seppellire i rifiuti è più redditizio che coltivare quella stessa terra.”, aggiunge Roberto Saviano.
La Campania, che comprende Napoli, è la regione, dove si registra il più alto numero di infrazioni (17% del totale), seguita dal Lazio (12%), regione che comprende Roma, dalla Calabria (10%), dalla Puglia (9%) e infine dalla Sicilia (8,8%). Queste cinque regioni del sud Italia (su un totale di venti) accumulano da sole 57,5% delle infrazioni. Secondo il rapporto, realizzato a partire dai dati raccolti presso le forze dell’ordine, gli arresti sono aumentati del 43% nel 2009, così come le confische di beni (+11%) e le denunce (+33%).
UNA “HOLDING SOLIDA E POTENTE”

La mafia si conferma essere “una holding solida e potente” che “minaccia gravemente il futuro del paese, sottraendo risorse preziose all’economia legale”, commenta Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente. “Attraverso i loro affari nel settore ambientale, i gruppi criminali ottengono dei benefici annuali superiori a quelli della Fiat (…) o della Benetton”, afferma Roberto Saviano, che vive sotto protezione da quando la mafia lo ha minacciato [di morte, N.d.T.].