logo HDM

Debito pubblico italiano

facebook

sabato 26 giugno 2010

Il capo della protezione civile italiana alle strette

Italia Dall'Estero

...come ci vede la stampa estera
[Neue Zürcher Zeitung]
Guido Bertolaso costretto a giustificarsi per uno scandao di corruzione. Lo scandalo intorno un appartamento di lusso a Roma di proprietà del capo della protezione civile coinvolge anche il Vaticano.
Il cappio intorno al collo di Guido Bertolaso, capo della protezione civile, si fa sempre più stretto. Il segretario di stato sessantenne è coinvolto in uno scandalo di corruzione particolarmente sporco. In occasione delle concessioni di lavori pubblici, competenza quasi assoluta di questo dipartimento, pare sia stato favorito un piccolo gruppo di imprenditori. Questi uomini d’affari privilegiati, uno pare sia il cognato stesso del soccorritore di catastrofi, gonfiavano i costi del 50% e oltre. I beneficiari ringraziavano i loro benefattori, come si evince dai verbali delle intercettazioni, ricambiando con feste “mega-galattiche” e orologi preziosi, ma anche con un appartamento di lusso nella bella Via Giulia nella Roma antica.
Ed è proprio questo prestigioso domicilio a mettere ora in difficoltà Bertolaso. Questa settimana ha dichiarato al pubblico ministero che questo appartamento gli è stato messo a disposizione gratuitamente nel 2003 da un carissimo amico. Quest’amico risulta essere niente meno che il Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli e allora Prefetto della potente Congregazione “Propaganda Fide”.
Questa autorità del Vaticano ha come compito l’evangelizzazione dei popoli, ma anche l’amministrazione dei circa 2000 immobili di proprietà del papa a Roma. Con la sua dichiarazione Bertolaso intendeva discolparsi davanti agli inquirenti. Ma è avvenuto l’esatto contrario, perchè i responsabili dell’indagine non gli hanno creduto. Un cittadino romano laico aveva dichiarato da tempo a varie testate di essere lui il proprietario di quella casa. Gli oneri quali affitto e spese accessorie per quell’appartamento in Via Giulia venivano pagati da un’imprenditore nella capitale italiana. Il pubblico ministero ora vuole interrogare il Cardinale Sepe. Da quanto trapelato sabato scorso da circoli vicini al Vaticano, il papa pare abbia esortato l’ecclesiastico a collaborare con la giustizia.
Bertolaso è uno dei più stretti collaboratori del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. E’ stato lui a rimuovere l’immondizia da Napoli, a soccorrere le vittime delle valanghe di fango e dei terremoti, ad organizzare i mondiali di nuoto a Roma, era il responsabile del G8 dello scorso anno, di eventi speciali e festeggiamenti di massa religiosi e di molto altro. Si stima che il capo della protezione civile nel suo ministero a partire dal 2001 abbia speso nientemeno che 10 miliardi di euro. Su come questi soldi siano stati spesi Bertolaso non è tenuto a rendere conto a nessuno. In fin dei conti servivano a risolvere situazioni di estrema emergenza. E per Silvio Berlusconi tra queste si annoverano anche eventi sportivi, religiosi e politici.
“Avevo troppa fiducia in certe persone” dichiarava Bertolaso a inizio anno, quando si leggevano i primi titoli di queste scandalose indagini. Forse “qualcosa gli è sfuggito”, si è giustificato. In primavera Guido Bertolaso avrebbe dovuto diventare ministro. Ma i suoi giorni da segretario di stato sembrano oramai contati. Pare che si stia già preparando un successore.