martedì 8 giugno 2010

Disoccupati scatenati

napoli, citta' paralizzata

Disoccupati scatenati, blitz al San Carlo
Devastata sede dell'Udeur |Video

Un'altra giornata di caos e blocchi per il corteo dei senzalavoro. Mastella tuona: aggressioni terroristiche

Senzalavoro sul tetto del San CarloSenzalavoro sul tetto del San Carlo

NAPOLI - Disoccupati scatenati: prima bloccata la nevralgica piazza Garibaldi, poi preso d'assalto il teatro San Carlo. Infine devastata la sede regionale dell'Udeur in via Melisurgo con il leader del Campanile, Clemente Mastella, che parla di «aggressioni di stampo terroristico»
IL PROGETTO BROS - Settecento manifestanti dovevano partire da piazza Garibaldi per recarsi con un corteo alla sede della Regione Campania, al centro direzionale, per poi avere un incontro con l’assessore regionale al lavoro Severino Nappi (Udeur). Il motivo della protesta è la scadenza del progetto Bros, che garantiva ai disoccupati un assegno di circa 500 euro al mese per le attività di formazione nel settore ambientale alle quali partecipavano. Il progetto termina fra due mesi e, secondo i disoccupati, dopo non ci sarà per loro nessuna possibilità di inserimento lavorativo.
AREA BLOCCATA - In mattinata però ai disoccupati viene detto che Nappi non ha intenzione di riceverli. Così i manifestanti decidono di stravolgere i programmi e occupano la piazza bloccando completamente la circolazione per circa un’ora e mezza.
SAN CARLO - «Se l’assessore o qualche responsabile non ci riceverà, continueremo con altre azioni a sorpresa» dice Rosaria, una delle manifestanti. Detto fatto: poco dopo la fine del blocco, un gruppo di circa cinquanta manifestanti si reca a Palazzo Reale per occuparlo. Alcuni di loro salgono sul tetto del San Carlo e sulle impalcature sistemate su un lato dello stesso, altri si sono sistemati sulla balconata principale dell'edificio.
DISTRUTTA SEDE UDEUR - Ma non finisce qui. Un folto gruppo di disoccupati organizzati ha atteso che il vigilantes del palazzo di via Melisurgo chiudesse alle 13.30 il portone d'ingresso per entrare e salire al quinto piano dell'edificio. Una quarantina di senza-lavoro ha fatto irruzione nella sede regionale del Campanile e – dopo aver intimato ai due collaboratori della segreteria del partito di lasciare immediatamente la sede altrimenti la sarebbero presa anche con loro – hanno distrutto tutto ciò che è capitato a tiro: computer, vetri, sedie, tavoli, scrivanie e porte. Un'azione apparsa a prima vista ben pianificata perché mentre in 40 facevano irruzione, una cinquantina di disoccupati (tra cui molte donne) presidiavano l'ingresso del palazzo per evitare che salissero estranei. Sul posto, sono intervenuti agenti della Questura e funzionari della Digos che indagano sull'accaduto. L'atto di violenza segue l'episodio delle minacce ricevute nei giorni scorsi dai massimi dirigenti dell'Udeur Clemente Mastella, Sandra Lonardo e il neoassessore regionale al Lavoro, Severino Nappi a cui è stata indirizzata una lettera contenente proiettili.
MASTELLA - «Sono stato un facile profeta, alcuni giorni fa, nel presagire una escalation di violenza nei confronti dei Popolari Udeur. L’assalto alla sede di Napoli del partito ne è la prova lampante. Oggi come ieri subiamo, con crescente preoccupazione, un linciaggio senza eguali», dice il leader dell’Udeur, Clemente Mastella. «La problematica del lavoro - evidenzia - è una cosa seria che, certamente, noi non sottovalutiamo nella sua gravità, ma che può essere affrontata e risolta con atti concreti da una persona, e da un governo regionale, nella consapevolezza che nessuno ha la classica bacchetta magica capace di azzerare anni di ritardi». «Oppure, come stanno facendo i soliti facinorosi, buttare tutto nella rissa per fare in modo che tutto resti immobile magari realizzando anche - accusa Mastella - il gioco di quelle associazioni criminali che hanno vissuto, e continuano a vivere, sulle spalle di un disagio sociale che sta investendo la Campania e tutto il meridione in generale». «Esprimo tutta la mia solidarietà ai dirigenti ed al personale della sede di Napoli, da anni impegnati per la crescita, lo sviluppo e la solidarietà del territorio e che, certamente, non meritano aggressioni di stampo terroristico. Certamente, noi, non ci facciamo intimorire ed andremo avanti con il nostro quotidiano lavoro», conclude Mastella.
DI DONATO E DE FLAVIIS - «È a rischio - affermano il segretario regionale Giulio Di Donato ed il capogruppo alla Regione Ugo De Flaviis - l'agibilità democratica della città e la sicurezza dei cittadini . Quella subita oggi da noi è un'azione tipica da commando, un'aggressione di stampo camorrista- brigatista, certamente programmata all'interno di una escalation di destinata ad accendere la tensione sociale in città e ad imporre con la violenza scelte impraticabili. Dopo gli ultimi episodi di violenza metropolitana lo avevamo previsto chiedendo, inutilmente, alle competenti Autorità di presidiare la nostra sede. Con la violenza non si dialoga. Ad essa si reagisce opponendo con la necessaria determinazione il rispetto della legge».
Michele Cartisano
08 giugno 2010