venerdì 7 maggio 2010

Spiriti

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Il politico infestante è lo spirito di un defunto che non sa di esserlo e vaga nei luoghi in cui è vissuto. Così come le case infestate sono abitate da fantasmi di trapassati, lo Stato italiano è infestato dagli spiriti dei politici che furono. Le entità che occupano le case si manifestano con apparizioni, rumori, spostamenti di oggetti e attraverso i medium, persone in grado di parlare con l'aldilà. Il politico trapassato usa i media che ne propagano l'ectoplasma attraverso l'etere. Fede, Floris, Minzolini estraggono dal magma indistinto dei non morti le voci, i volti di Berlusconi, Lupi, D'Alema, Fini, Bersani, Casini, Gasparri e le proiettano nella realtà percepita dagli italiani. Ologrammi di un mondo che da tempo ha cessato di esistere.
La realtà e la realtà percepita si sovrappongono, si fondono, diventano una cosa sola nella mente degli italiani. Per molti Berlusconi esiste davvero e governa il Paese e Bersani e Fini fanno opposizione. Gli italiani sono psichicamente deboli, la loro volontà è stata minata. Si registrano così casi di possessione da parte degli spiriti dei politici più perniciosi di milioni di persone inermi che ne riconoscono il viso sui manifesti elettorali e li votano ad ogni elezione. Gli spiriti dei politici defunti inducono in casi eccezionali una totale assenza di volontà in alcuni soggetti che hanno lo scopo di servirli, sono casi di autentica possessione, di unità tra vivi e morti, rivelati dalle parole di esseri letargici come Bondi o Scajola nelle sedute spiritiche televisive. La possessione da parte dei disincarnati può produrre effetti tali da evocare presenze demoniache evidenti nel caso di La Russa.
Se i medium per comunicare con i defunti entrano in uno stato di trance, i media per ridare vita apparente agli spiriti dei politici inducono una trance negli italiani. Una condizione non percepibile da chi ne subisce gli effetti, ma solare per chi osserva l'Italia dall'estero che però non ne capisce le cause e sottovaluta le possibilità di contagio. Gli italiani sono un popolo che crede agli spiriti, come i bambini credono nel babau. Un popolo che la televisione ha trasformato in zombie, ridotto in uno stato catatonico, simile in questo alle droghe usate dai sacerdoti haitiani. Quando da piccoli sentivamo, credevamo di sentire, degli orribili rumori provenire dall'armadio e vedevamo, credevamo di vedere, delle terribili ombre ingrandirsi e muoversi verso di noi, avevamo due scelte, ignorarle o nasconderci sotto le coperte. Nella stanza non c'è nessuno spirito oltre a noi. Per esserne sicuri è sufficiente accendere la luce e spegnere la televisione.