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martedì 18 maggio 2010

La Spezia, crocevia radioattivo e di veleni, tra Servizi, mafie e massoni


A La Spezia vi sono due record, anzi tre. Il primo è nella zona intorno al Porto Militare dove vi è la più alta percentuale di SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica). Il secondo è zona intorno alla Discarica di Pitelli dove vi è la più alta percentuale di tumori infantili. Il terzo è generale, per tutta la provincia, e vede il record mondiale per malati per amianto di mesotelioma in rapporto alla popolazione. Davanti a tutto questo la Procura non nota nulla, figuriamoci la politica ed i funzionari pubblici...

Qui, come nella Lunigiana, il peso della Massoneria è ancora forte, anzi è determinante. Quindi certe cose non le si deve guardare, anzi bisogna starci ben alla larga. Alcuni magistrati ci avevano provato ed alla fine se traffici & affari sporchi sono rimasti saldi in quella terra spezzina, sono i magistrati che se ne sono dovuti andare. Ed è da qui che occorre partire, da quella rete di Potere che, trasversale, veramente come vi fosse a giostrare il tutto un abile Architetto dell'Universo, vede una commistione tra lecito e illecito, tra decenza ed indecenza, con protagonisti imprenditori, amministratori pubblici, funzionari, mafiosi e Servizi.

Certo c'è un porto, ci sono i cantieri navali... c'è l'Arsenale e l'area militare... Vero, ma vi è di più a La Spezia. Vi è un crocevia tra terra e mare, vi sono aree e spazi da riempire, con cosa poco importa, a quale costo (ambientale e sociale) nemmeno.

Qui la 'ndrangheta, con la copertura dei Servizi, aveva uno degli snodi per i traffici dei veleni e soprattutto per le navi dei veleni, quelle verso l'Africa e quelle a perdere, destinate agli affondamenti. La Spezia era un nodo centrale per i servizi a basso costo offerti dalla 'ndrangheta alle grandi industrie del nord per far sparire quei rifiuti tossici che per essere smaltiti regolarmente avrebbero comportato costi assai più elevati. E poi ci sono i servizi, sempre a basso costo, che la 'ndrangheta poteva fornire per far sparire i rifiuti radioattivi... ed i Militari di questi ne hanno tanti!

Così a La Spezia dove prima dell'esplodere degli scandali facevano base anche i Messina con le loro flotte di navi, è il porto della Zanobia e della Rigel... è il porto dove una banchina era "a disposizione" e dove i Servizi permettevano di accedere con i camion pieni di veleni da far sparire interrati altrove, affondati nei loro fusti o container quando non con le stesse navi su cui venivano stipati... o condotti in Africa con quel viaggio di rifiuti ed armi coperto dalla nota "cooperazione internazionale".

Qui avevano snodo rifiuti tossici delle grandi imprese del nord, a partire da quelle chimiche, i rifiuti dell'Acna di Cengio avevano un lascia-passare. Qui una parte finiva in Porto su quella banchina fantasma, altri, insieme alle ceneri delle Centrali Enel, finivano nella Discarica di Pitelli. Ed è di lì che iniziarono ad indagare i magistrati spezzini che poi dovettero spostasi altrove. In quella Discarica dove per fermarli, per non farli arrivare in quell'angolo dove interrati non vi erano solo i rifiuti tossici ma anche quelli radioattivi, fu posto il Segreto di Stato.

Tra la Discarica ed il Porto, con quella banchina fantasma, dove certi carichi venivano lasciati passare senza controllo alcuno, vi era un imprenditore che con i suoi camion era il signore dei rifiuti: Orazio Duvia. E nei traffici di Duvia si individuarono non solo gli illeciti ambientali ma anche le compiacenze dei politici e dei funzionari pubblici. Compiacenze pagate con tangenti. Quasi tutto ormai è prescritto, i reati dei colletti bianchi, dei politici e funzionari, praticamente tutti!
Altri stralciati e archiviati, pur davanti alle prove... troppo tempo ci hanno messo i magistrati in quella corsa ad ostacoli infiniti posti davanti al loro lavoro da ogni dove per garantire l'impunità.
Basti pensare che uno dei funzionari della Provincia coinvolti, su cui sono stati accertati dal Corpo Forestale dello Stato e dalla Procura molteplici reati e per cui è scattato il rinvio a giudizio, è stato chiamato all'Arpal.

Ma qui a La Spezia, la terra dove ancora oggi le bonifiche non si è ancora capito bene come vengano compiute (e controllate), come dimostra l'ex area IP - dove a lavorare vi era inizialmente l'Eco.Ge dei Mamone che però poi venne beccata dalle Procure per quei viaggi nel sud Piemonte a scaricare -, e dove per coprire le emissioni dal terreno "bonificato" si usava acqua e profumo di gelsomino... perché anche se l'aria continua ad essere irrespirabile qui deve sorgere al più presto un bel centro commerciale!

Quando la Discarica di Pitelli venne posta sotto sequestro dalla Procura, si mescolano la questione bonifiche con quella dei viaggi dei veleni. Infatti non vi era più quel posto sicuro, sulla collina di Pitelli o nel Porto, per far "scomparire" le terre della bonifica di Seveso. Così quei camion, si racconta, siano stati dirottati altrove. Verso il Tigullio, una terra già protagonista per la Rifiuti Connection Ligure dei primi anni Novanta gestita dalla 'ndrangheta, tra miriadi di vecchie Cave e le miniere di Libiola con i fiumi gialli che escono dalle gallerie, insieme ad odori nauseabondi (ma su questo torneremo a breve). Altri carichi provenienti da Seveso sarebbero ancora stipati nei vecchi depositi militari del porto... si dice finirono a Garlasco.

Ed è proprio a Garlasco che, indagando sulle navi dei veleni, arriva il Capitano De Grazia. Va a perquisire la villa dell'ing. Giorgio Comerio. Qui vengono trovati e sequestrati materiali scottanti. Si trovano i documenti, divisi in cartelline, una per ogni Paese meta dei viaggi delle navi dei veleni. Sono i paesi dell'Africa dove le navi portavano rifiuti tossici e armi. Sono documenti sulle famose navi "a perdere"... in una delle cartelline viene anche trovato il certificato di morte di Ilaria Alpi!

Tra i materiali sequestrati in quella casa di Garlasco, di Comerio, c'è anche una videocassetta "promozionale" di uno dei progetti di Comerio & C: i missili "penetrator". Sono quei missili che si proponeva di sparare sui fondali marini per smaltire le scorie nucleari. Un progetto della Odm (Oceanic disposal management), promosso presso i governi e persino via internet... per chiunque voglia smaltire le scorie in fondo al mare. Un progetto le cui carte verranno ritrovate anche a bordo della Jolly Rosso, perché per rendere efficiente quel progetto serve una grande nave che possa predisporre i singoli siluri e poi spararli da fuori bordo. Un progetto folle che per fortuna verrà fermato... Un progetto le cui prove generali partirono proprio da La Spezia, da quel porto... come si vede nel video:

Il video in questo link

Oggi i progetti dei signori dei rifiuti tossici e delle scorie nucleari sono cambiati in parte. La Liguria resta sempre la base logistica per le rotte illecite, come anche resta terra di interramento. Gli stessi protagonisti di allora sono sempre qui e se le Cave di allora gli sono state sequestrate ne hanno di nuove, con regolari concessioni rilasciate dai funzionari pubblici a partire dalla Direzione Ambiente della Regione Liguria... come per il caso dei Fazzari-Gullace. Le rotte lungo i mari invece sono cambiate. Buona parte dei rifiuti che le grandi ditte del nord vogliono smaltire senza pagare i costi di trattamenti regolari per tutelare salute e ambiente, ora viaggiano verso la Cina e di lì tornano indietro sotto forma di giocattoli, materiali vari e abbigliamenti tossici. Altri vengono gettati in fondo al mare, ancora. Ma non più sulle grandi navi... troppi controlli, meglio i porticcioli turistici, dove - grazie alle Leggi promosse da Burlando durante il Governo Prodi - è il titolare della concessione che effettua i controlli, detiene e compila i registri delle imbarcazioni che entrano, si fermano o partono. E se per caso una barca affonda, da un lato il proprietario potrà rifarsi tranquillamente con l'assicurazione mentre altri avranno affondato ciò di cui dovevano sbarazzarsi.
Ma questa è un'altra storia su cui torneremo, come torneremo sul nuovo grande progetto, che ancora parte da vecchie conoscenze, come il Comerio, e sempre da società svizzere, magari legate a colossi come la Duferco, che stanno programmando di costruire degli inceneritori speciali, per bruciare le scorie nucleari, nei balcani, al di là dell'Atriatico, nella terra di origine di Jack Rock Mazreku, già legato a Comerio, ieri in Somalia, poi dal Jolly Rosso ed oggi alla testa della società che gestisce il Porto di Lavagna, che pur se non ha permesso di soggiorno si sposta tranquillo, con la sua limousine targata Corpo Diplomatico!

Questo intanto è uno spaccato di quanto sia importante La Spezia per certi traffici. Questo per capire che in quel porto, dove è ancora forte la presenza nei cantieri navali di Cosa Nostra, e dove continua ad esserci una impenetrabile nebbia ad avvolgere le banchine, i depositi e l'area militare, si nascondono molti dei misteri e degli affari indicibili di questo Paese, così come su quelle colline, in quella Discarica di Pitelli e nelle altre sparse nel territorio che continuano ad emettere nell'aria (e nell'acqua?!?) di tutto e di più, mentre i controlli non vedono! Ma d'altro canto siamo in Liguria, la base logistica, l'approdo al mare e dal mare, la terra di colline cosparse di Cave da riempire, crocevia perfetto per i traffici di morte, tra armi, scorie e rifiuti tossici.
La salute non conta, la bellezza e qualità ambientale nemmeno, già devastata e piegate dalle colate di cemento... e perché sia così e nessuno osi discutere è bastato porre sotto il completo controllo politico l'Azienda Regionale della Sanità e l'Agenzia Regionale per l'Ambiente, così tutto può procedere senza ostacoli... come quei fiumi gialli fosforescenti che scendono dalla vecchia miniera sulle alture sino al mare di Sestri Levante.