lunedì 31 maggio 2010

Il presidente Napolitano firma il decreto. L'Anm: "Magistrati pronti allo sciopero"

News imageStralciata la lista con 232 enti culturali. Ieri il capo dello Stato aveva espresso alcune osservazioni al Governo. Protesta il sindacato delle toghe contro i tagli previsti dal testo. Il presidente dell'Anm: "Siamo pronti allo sciopero". Blocco degli stipendi statali dal 2011

Repubblica.it
ROMA -Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato il decreto legge del Governo sulla manovra economica e finanziaria. Il testo contiene la manovra di correzione dei conti pubblici. Il decreto-legge che contiene "misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica", ovvero la manovra economica 2011-2012, si legge in una nota dell'ufficio stampa del Quirinale, è stato emanato dal presidente "nel testo definitivo trasmesso ieri sera dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri". Sono 56 gli articoli del testo definitivo della manovra.

Stralciata la lista degli enti culturali. La lista dei 232 enti, fondazioni e istituti culturali contenuti nell'allegato della manovra finanziaria sarebbe stato stralciata. Secondo fonti di Palazzo Chigi nel testo finale del provvedimento ci sarebbe comunque una riduzione delle spese per questo settore affidata però alla valutazione del Ministro dei Beni culturali Sandro Bondi.

Blocco stipendi statali scatta dal 2011. Partirà dal 2011 e non più da quest'anno il congelamento degli stipendi dei dipendenti pubblici. Nel testo definitivo della manovra firmato dal capo dello Stato si legge che per tre anni - 2011, 2012 e 2013 - il trattamento economico dei singoli dipendenti, compresi i dirigenti, non potrà superare i livelli del 2010. Nel testo approvato dal consiglio dei ministri il blocco degli stipendi degli statali partiva già dal 2010, mentre nelle bozze circolate prima del via libera veniva fissato al 2011.

La protesta dell'Anm. "Siamo pronti allo sciopero": è questo l'annuncio fatto dal presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, al termine dell'incontro con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta sulla manovra economica. I magistrati confermano di essere pronti allo sciopero contro i tagli previsti dalla manovra economica. Ai vertici del sindacato delle toghe Letta ha confermato i tagli previsti, che vanno ad incidere anche sugli stipendi. "Abbiamo preso atto - ha aggiunto Luca Palamara - della conferma dei tagli che erano stati annunciati. Fino a questo momento per senso di responsabilità avevamo congelato ogni iniziativa ma ora convocheremo il comitato direttivo e siamo pronti allo sciopero e anche ad altre forme di protesta alternative allo sciopero". I magistrati "vogliono fare la loro parte in un momento così difficile per il Paese, ma è grave che si preveda che chi guadagna di più paghi di meno. È inaccettabile essere considerati un costo e non una risorsa. Ora basta, faremo sciopero ed altre forme di lotta". A Palamara ha fatto eco Giuseppe Cascini, segretario dell'Anm: "A pensare male si fa peccato, ma forse c'è da leggere nella manovra una particolare volontà di punire i magistrati italiani". La risposta dei magistrati sarà "sicuramente" uno sciopero, che sarà deciso dal direttivo convocato "d'urgenza" per domani o al massimo per sabato, ma anche una sorta di "sciopero bianco".

Le osservazioni di Napolitano. Ieri il presidente Napolitano aveva espresso alcune osservazioni al Governo sul decreto che contiene la manovra economica. Il capo dello Stato, in particolare, aveva avanzato e rimesso alla valutazione dell'esecutivo una serie di osservazioni su delimitati aspetti di sostenibilità giuridica ed istituzionale del provvedimento. Tutto ciò fermo restanto che l'esecutivo ha l'esclusiva responsabilità degli indirizzi e del merito delle scelte di politica finanziaria, sociale ed economica. In serata c'erano stati contatti e chiarimenti con l'esecutivo, contatti tenuti dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta. Quindi, il governo aveva rinviato al Colle il testo del provvedimento, rivisto in alcune parti, proprio per consentire al presidente ed ai suoi consiglieri di riesaminarlo prima di procedere alla firma. E arrivare, in tempi rapidi, alla pubblicazione in gazzetta ufficiale.