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lunedì 31 maggio 2010

La Ricerca cancellata

Imperdibile video sui vaneggiamenti di Tremorti a Parigi all'OCSE

La manovra del governo Tremorti sembra un quadro psichedelico, un manoscritto di un folle. Chiudono i pochi centri di eccellenza come l'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste mentre le macchine blu sono 626.760.
"Ciao Beppe,
sono Paolo Menis, organizer del meetup di Trieste. Ti segnalo questa vicenda che, come molte altre storie italiane, ha del grottesco. Il governo, con la manovra finanziaria, vuole sopprimere (e accorpare al CNR) l'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS di Trieste, un ente pubblico di ricerca, punta di eccellenza nel campo della geofisica, sismologia, oceanografia, geologia e biologia marina, con ricadute in campo ambientale e nella ricerca delle risorse energetiche. L'OGS ha bilanci in attivo (avanzo di amministrazione 2009 pari a 1,2 mil/euro) e grande capacità di attrarre risorse economiche per la ricerca con cui finanzia buona parte del suo bilancio, grazie anche all'attività professionale e scientifica di 110 precari altamente qualificati, SENZA costi aggiuntivi per lo Stato. La sua soppressione NON PORTA AD UN REALE RISPARMIO ECONOMICO in quanto:
- i costi del personale di ruolo e della gestione generale della struttura (ora garantiti con fondi di natura ministeriale) verrebbero TRASFERITI da un ente all'altro senza alcun abbattimento, con un probabile aggravio di costo
- i costi del personale precario NON gravano sullo Stato in quanto garantiti dai progetti di ricerca e dalle attività esterne
Considerato che il Decreto Legge è immediatamente esecutivo, dalla prossima settimana l'OGS NON ESISTERA' PIU' e non avrà legittimità neanche per garantirne l'ordinaria amministrazione." Paolo Menis

1 MILIONE DI ISCRITTI PER DIRE NO ALLE CENTRALI NUCLEARI IN ITALIA

 

Ragazzi questa e' anche la risposta a chi
ritiene Beppe Grillo un ciarlatano......nessuno si e' mosso per questo movimento.....totale assenza di sostegno da parte di associazioni che lottano contro il Nucleare...e leggete il commento della nostra iscritta che fa parte del movimento :
" È una storia che è passata parecch...io in sordina: ricorsi e controricorsi, collette finché non è intervenuto con un bonifico Beppe Grillo.

Nessun partito, nessuna associazione che si dice antinuclearista ha aderito (tranne alcuni consiglieri regionali piemontesi), e per loro 10.000 Euro non sarebbero molti.
Il 2 giugno è l'ultimo giorno utile per il ricorso in appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR del Piemonte. "
Beh allora ? e' davvero un ciarlatano Beppe Grillo ? o ciarlatani sono coloro che lo attaccano ? io sento sempre uscire verita' tangibili dalla sua bocca .... io non ho la fortuna di conocerlo e non ho mai avuto nessun contatto con lui ..... (questo per dire che, nessuno ha detto di sponsorizzare questa suo bel intervento) ma lo sto facendo perche' le persone che lottano per GIUSTE CAUSE, vanno premiate e no Attaccate da chi sicuramente fa peggio di loro !!!! ragazzi sosteniamo sempre questi movimenti....molti si sacrificano per tenerli in piedi e noi gli dobbiamo riconoscenza (almeno questo) !!!!! CONTINUIAMO AD UNIRCI A TUTTI QUELLI CHE HANNO BUONI PROPOSITI !!!!!!! CONTINUIAMO A DIRE NO AL NUCLEARE !!!!!!!!
NO AL NUCLEARE!!!!!!NOI QUESTO SCHIFO NON LO VOGLIAMO !!!!!!!!!!!
(NO ESITATE, SUGGERITE A VOLONTA' !!!!!!!!!) GRAZIE !!!!!!!!!

 http://alessandriamd.blogspot.com/2010/05/lintervento-di-medicina-democratica-al.html

Il presidente Napolitano firma il decreto. L'Anm: "Magistrati pronti allo sciopero"

News imageStralciata la lista con 232 enti culturali. Ieri il capo dello Stato aveva espresso alcune osservazioni al Governo. Protesta il sindacato delle toghe contro i tagli previsti dal testo. Il presidente dell'Anm: "Siamo pronti allo sciopero". Blocco degli stipendi statali dal 2011

Repubblica.it
ROMA -Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato il decreto legge del Governo sulla manovra economica e finanziaria. Il testo contiene la manovra di correzione dei conti pubblici. Il decreto-legge che contiene "misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica", ovvero la manovra economica 2011-2012, si legge in una nota dell'ufficio stampa del Quirinale, è stato emanato dal presidente "nel testo definitivo trasmesso ieri sera dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri". Sono 56 gli articoli del testo definitivo della manovra.

Stralciata la lista degli enti culturali. La lista dei 232 enti, fondazioni e istituti culturali contenuti nell'allegato della manovra finanziaria sarebbe stato stralciata. Secondo fonti di Palazzo Chigi nel testo finale del provvedimento ci sarebbe comunque una riduzione delle spese per questo settore affidata però alla valutazione del Ministro dei Beni culturali Sandro Bondi.

Blocco stipendi statali scatta dal 2011. Partirà dal 2011 e non più da quest'anno il congelamento degli stipendi dei dipendenti pubblici. Nel testo definitivo della manovra firmato dal capo dello Stato si legge che per tre anni - 2011, 2012 e 2013 - il trattamento economico dei singoli dipendenti, compresi i dirigenti, non potrà superare i livelli del 2010. Nel testo approvato dal consiglio dei ministri il blocco degli stipendi degli statali partiva già dal 2010, mentre nelle bozze circolate prima del via libera veniva fissato al 2011.

La protesta dell'Anm. "Siamo pronti allo sciopero": è questo l'annuncio fatto dal presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, al termine dell'incontro con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta sulla manovra economica. I magistrati confermano di essere pronti allo sciopero contro i tagli previsti dalla manovra economica. Ai vertici del sindacato delle toghe Letta ha confermato i tagli previsti, che vanno ad incidere anche sugli stipendi. "Abbiamo preso atto - ha aggiunto Luca Palamara - della conferma dei tagli che erano stati annunciati. Fino a questo momento per senso di responsabilità avevamo congelato ogni iniziativa ma ora convocheremo il comitato direttivo e siamo pronti allo sciopero e anche ad altre forme di protesta alternative allo sciopero". I magistrati "vogliono fare la loro parte in un momento così difficile per il Paese, ma è grave che si preveda che chi guadagna di più paghi di meno. È inaccettabile essere considerati un costo e non una risorsa. Ora basta, faremo sciopero ed altre forme di lotta". A Palamara ha fatto eco Giuseppe Cascini, segretario dell'Anm: "A pensare male si fa peccato, ma forse c'è da leggere nella manovra una particolare volontà di punire i magistrati italiani". La risposta dei magistrati sarà "sicuramente" uno sciopero, che sarà deciso dal direttivo convocato "d'urgenza" per domani o al massimo per sabato, ma anche una sorta di "sciopero bianco".

Le osservazioni di Napolitano. Ieri il presidente Napolitano aveva espresso alcune osservazioni al Governo sul decreto che contiene la manovra economica. Il capo dello Stato, in particolare, aveva avanzato e rimesso alla valutazione dell'esecutivo una serie di osservazioni su delimitati aspetti di sostenibilità giuridica ed istituzionale del provvedimento. Tutto ciò fermo restanto che l'esecutivo ha l'esclusiva responsabilità degli indirizzi e del merito delle scelte di politica finanziaria, sociale ed economica. In serata c'erano stati contatti e chiarimenti con l'esecutivo, contatti tenuti dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta. Quindi, il governo aveva rinviato al Colle il testo del provvedimento, rivisto in alcune parti, proprio per consentire al presidente ed ai suoi consiglieri di riesaminarlo prima di procedere alla firma. E arrivare, in tempi rapidi, alla pubblicazione in gazzetta ufficiale.

STOP INCENERITORI

                            http://www.youtube.com/watch?v=kv_9ak76Vd4&feature=player_embedded#!

PRESIDIO AL MUNICIPIO ROMA 16 PER LA CONSULTA AMBIENTALE DI MALAGROTTA

ATTENZIONE AGGIORNAMENTO

Riportiamo il messaggio che il nostro CONSIGLIERE marco Giustini ha postato riguardo al presidio preannunciato per il 12 giugno p.v.:

Domani 1 giugno ci sarà l'incontro tra i comitati ambientali della Valle Galeria ed il Presidente del Municipio Roma 16 in merito alla partenza della Consulta Ambientale di Malagrotta ed all'assemblea consultiva sulla sicurezza ambientale.

I comitati mi hanno chiesto informalmente, come segno di disponibilità al confronto di procedere all'ANNULLAMENTO DEL PRESIDIO DEL 12 GIUGNO DAVANTI AL MUNICIPIO ROMA 16 ed io lo farò.

Però se dall'incontro non uscirà da parte della maggioranza la convocazione del Consiglio Municipale per approvare il Regolamento per la data concordata del 9 giugno, giovedi prossimo in conferenza dei capogruppo sarò costretto ad un atto estremo.

Ovvero farò una richiesta di convocazione di un Consiglio Municipale straordinario, aperto all'appoggio di qualunque forza politica lo voglia sostenere.

Marco Giustini
Consigliere del Municipio Roma 16
Lista civica 5 stelle di Roma




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A Roma nel Municipio Roma 16 c'è un area ad alto rischio ambientale, Malagrotta.

In un unica area, vicina alle abitazioni del quartiere di Massimina, c'è la più grande discarica di Europa, l'inceneritore di Roma, un inceneritore ospedaliero, una raffineria, depositi di gas e carburante infiammabile, cave estrattive ed una centrale elettrica. Malagrotta è una bomba ecologica. Oltre alla tossicità delle emissioni e dei liquami provenienti dagli impianti, infatti ci sono cinque di questi che sono classificati "a rischio di incidente rilevante" in base al D.L. 334/99 (Seveso II). L'area dove sono posizionati gli impianti, che si estende su tre Municipi (16, 15, 18) è chiamata Valle Galeria. La Valle è attraversata dal Rio Galeria, nel quale sono stati trovate concentrazioni allarmanti di azoto ammoniacale - uno degli inquinanti più pericolosi presenti nei liquami, fortemente tossico - arsenico e batteri simili a quelli del colera, che da un notevole contributo all'inquinamento del Tevere di cui è affluente.

Nel 2008 appena eletto consigliere del Municipio Roma 16 per la Lista civica 5 stelle di Roma cercai subito di individuare, per quanto è possibile agire a livello municipale, uno strumento istituzionale che potesse dare nelle mani dei cittadini, organizzati in comitati, il controllo sulla situazione dell'area industriale di Malagrotta e guardando ad esperienze simili in Italia (in particolare in un Municipio di Ferrara, in cui c'è l'inceneritore Hera) feci un atto per proporre l'istituzione di una Consulta municipale, denominata "Consulta Ambientale della Valle Galeria". La Consulta è pensata per riunire in una assemblea tutti i soggetti coinvolti nella gestione dell'area, le aziende industriali, i cittadini organizzati in comitati, le istituzioni locali e gli enti di controllo ambientale. Inoltre la Consulta dovrà disporre di un proprio sito internet, a sua volta ospitato sul sito del Municipio Roma 16, in cui inserire il monitoraggio in linea delle emissioni con i dati provenienti dagli enti di controllo ambientale.

Un anno e mezzo fa, a novembre 2008, proposi una delibera in cui si istituiva la Consulta contenente un Regolamento per disciplinarne il funzionamento. In Consiglio Municipale la delibera venne approvata all'unanimità. Ma fu una vittoria di Pirro, perchè il PD facendo votare l'atto in due parti separate, votò a favore dell'istituzione della Consulta ma contro il Regolamento. E quindi venne istituita una Consulta priva di un Regolamento per farla partire! Una vera e propria beffa per i cittadini.

Dopo una lunga battaglia sei mesi fa, a novembre 2009, anche grazie al "fiato sul collo" dei cittadini intervenuti in Consiglio con le telecamere, venne approvato un atto - sempre all'unanimità - per dare mandato al Presidente del Municipio di redarre il Regolamento della Consulta, necessario a farla partire.

Sono passati sei mesi, nonostante l'approvazione in Commissione Ambiente della bozza di Regolamento e dopo che ho presentato degli emendamenti per evitare che venisse stravolta la funzione e le competenze della Consulta, ancora l'atto non arriva al voto del Consiglio Municipale.

Ma le parole ormai non bastano, bisogna fare di più.

Per questo viene indetto un presidio sotto il Municipio Roma 16 per far convergere tutte le persone e le forze politiche ed associative che tengono alla salute dei cittadini ed alla sicurezza ambientale a Massimina ed a Roma. Per chiedere il voto sul Regolamento e la partenza immediata della Consulta Ambientale della Valle Galeria prima della pausa estiva.

Il presidio è aperto a tutti e si terrà:

SABATO 12 GIUGNO 2010 ORE 10:00 - SEDE DEL MUNICIPIO ROMA 16 - VIA FABIOLA 14 ROMA

Se nel frattempo si sbloccherà la situazione, il presidio verrà mantenuto e diventerà un incontro per festeggiare una vittoria per i cittadini di Massimina e la loro lotta contro le nocività ambientali che dura da oltre trent'anni.

Marco Giustini
Consigliere del Municipio Roma 16
Lista civica 5 stelle di Roma

la discussione sul Meet up dei Grilliromani...
http://www.meetup.com/Grilli/messages/boards/thread/9159501#35840133

sabato 29 maggio 2010

Contro la legge bavaglio - Milena Gabanelli 24.05.2010



Andavo alle elementari e non ho mai manifestato per Saccucci


Marco Travaglio replica alle accuse di Graziano Milia, dopo l'articolo pubblicato dal Fatto Quotidiano mercoledì 26 maggio.

L’altro giorno, sulla prima pagina del Fatto, mi sono occupato del presidente Pd della Provincia di Cagliari, Graziano Milia, ricandidato a quella carica da tutto il centrosinistra nonostante la recente condanna in appello a 1 anno e 4 mesi per abuso d’ufficio nell’ambito di un mega-scandalo di licenze edilizie facili, sanatorie indebite e autorizzazioni paesaggistiche fuorilegge perpetrate tra il 1999 e il 2003. Il signor Milia mi ha così graziosamente replicato sulla sua pagina Facebook e la sua replica è stata ripresa da un giornale vicino al Pd e da vari siti internet e organi di stampa locale: “Non accetto critiche da un ex militante dell' Msi. Il valore dell'antifascismo per me è discriminante. Travaglio faceva parte della falange pura e dura (come oggi) contro gli Ebrei... Se ha cambiato idea mi fa piacere... anche se non dimentico quando manifestò contro l'arresto di Saccucci, deputato dell' Msi accusato di aver ucciso un giovane comunista a Sezze Romano… Io non me ne strafotto se uno difendeva Saccucci, ex parlamentare Msi che uccise un mio compagno di partito… Dice bugie? Sì! L’unica motivazione che oggi si conosce sulla mia vicenda mi assolve, aspettiamo le motivazioni della seconda. Ergo il fascista Travaglio parla senza cognizione di causa. Possiamo chiamarlo a confrontarsi con me, ma chi paga il cachet delle sue esibizioni? Poi non vorrei che facesse come Grillo che firmò una petizione a favore dello scempio dell’Anfiteatro romano di Cagliari”.

Andiamo con ordine.

1) Se anche fosse vero che sono un fascista, missino, falangista e tutto il resto, o un “ex” di tutte queste robacce, il signor (si fa per dire) Milia rimarrebbe un condannato in appello per abuso d’ufficio a 1 anno e 4 mesi e, siccome si ricandida alla presidenza della Provincia di Cagliari, l’argomento del contendere non è il mio presunto passato, ma la sua condanna in appello.
2) Non ho mai militato nell’Msi, né l’ho mai votato, anzi l’ho sempre aborrito, essendo sempre stato un antifascista convinto.
3) Non ho mai fatto parte di falangi, né dure e pure, né molli e impure, né tantomeno contro gli Ebrei, essendo fra l’altro notoriamente un amico dello Stato di Israele.
4) Non ho “cambiato idea” perché, per mia fortuna, non ho mai dovuto pentirmi delle mie idee, diversamente dal signor Milia che milita in un partito che ha dovuto abiurare al proprio passato e cambiare quattro o cinque nomi.
5) Non vedo come questo signore possa “non dimenticare” che io avrei “manifestato contro l’arresto di Saccucci accusato di aver ucciso un giovane comunista a Sezze Romano”, visto che io non ho mai manifestato contro l’arresto di Saccucci, anche perché all’epoca di quel fatto di sangue (28 maggio 1976) avevo 11 anni, abitavo a Torino e frequentavo la quinta elementare.
6) In questa storia c’è soltanto una persona che “dice bugie” e “parla senza cognizione di causa”. E questa persona è il signor (si fa per dire) Milia.
7) Non so a quali mie “esibizioni” e a quali “cachet” si riferisca questo tizio. Se parla del mio lavoro di giornalista free lance, è retribuito dai giornali per cui scrivo; se parla dello spettacolo teatrale di impegno civile Promemoria, in cui racconto da tre anni la storia della Seconda Repubblica, è tutto molto semplice: chi vuole viene a vederlo e paga il biglietto; se parla delle conferenze che tengo in giro per l’Italia, le faccio gratis, mai chiesto un “cachet” in vita mia. L’anno scorso, ad assistere a Promemoria all’anfiteatro romano di Cagliari, vennero 1500 persone (ricordo, incidentalmente, che mi pronunciai in pubblico contro quello che lui definisce “lo scempio dell’anfiteatro romano”); quest’estate, quando tornerò a Cagliari per chi non riuscì a entrare un anno fa, avrò un promemoria in più da raccontare. Così i cagliaritani distratti sapranno chi è il presidente della loro Provincia e chi è il soggetto che il Pd ricandida per quella poltrona.

Da il Fatto Quotidiano del 29 maggio

Amnesty International sul caso Stefano Cucchi: in Italia mancano controlli indipendenti su abusi polizia


“Seguiremo con interesse e attenzione la vicenda di Stefano Cucchi. Il suo caso si inserisce in un quadro insoddisfacente per quanto riguarda l’attenzione dell’Italia alla tutela dei diritti umani”. Lo ha detto Giusy D’Alonzo, di Amnesty International che ha analizzato il caso Italia, a margine della presentazione del Rapporto 2010 sui Diritti Umani nel Mondo.”In Italia non c’e’ un garante dei detenuti che, ad esempio, possa effettuare visite senza preavviso. Non abbiamo organismi di tutela dei diritti umani che siano indipendenti. Ma il vero problema, in casi come quello di Cucchi o come quello di Federico Aldrovrandi, morto nel 2005 per le percosse di agenti, di Aldo Bianzino, deceduto in carcere a Perugia, le famiglie sono lasciate sole e si vedono costrette a far partire autonomamente le indagini, a nominare i propri periti. C’e’ un’attivita’ intensa che le famiglie devono compiere mentre non dovrebbe essere cosi”.
L’Italia, ricorda Amnesty, “non ha ratificato il Protocollo Opzionale alla Convezione che imporrebbe l’adozione di meccanismi di prevenzione della tortura e dei maltrattamenti e oltre alla mancanza di una struttura indipendente per il monitoraggio sui diritti umani e dei luoghi di prevenzione, manca di un organismo altrettanto indipendente di denuncia degli abusi di polizia”.

Da 50 anni un reattore nucleare a due passi da Bologna



In seguito a una segnalazione di un cittadino, che ci informava dell'esistenza di un reattore nucleare a Montecuccolino, sulle colline bolognesi ad un paio di chilometri da porta S.Mamolo, ho dato incarico al nostro alacre attivista Massimo Bugani di indagare la questione.
In un momento in cui il governo, trascurando senza alcuno scrupolo l'esito del referendum del 1987, progetta il ritorno al nucleare per il fabbisogno energetico nazionale, ci sembrava nostro dovere non trascurare la segnalazione e dare la giusta informazione ai cittadini fino a oggi ignari.
Le prime ricerche effettuate in internet e gli articoli di Legambiente ci confermavano l'esistenza del reattore. Massimo Bugani ha poi scoperto che dal 1962 nel Centro Ricerche di Montecuccolino, si sono portati avanti studi e sperimentazioni che sono culminati con la creazione di 3 piccoli reattori nucleari: prima l'RB1 (Reattore Bologna 1), affiancato poi dal RB2 e infine dall'ultimo e più recente RB3 risalente al 1970, con soli scopi di studio.
Questo ultimo reattore ha operato a pochi passi dal centro di Bologna fino al 1992. Oggi il sito nucleare gestito da ENEA risulta ufficialmente ancora attivo per motivi essenzialmente, pare, burocratici. Mentre doveva essere invece dismesso da anni, successivamente alla richiesta del 1998 di disattivazione da parte della stessa ENEA .

Non possiamo dire se il nostro interesse delle ultime settimane abbia accelerato, dopo 12 anni di inattività istituzionale, i processi burocratici di dismissione, ma i responsabili ci hanno confermato che nei prossimi giorni dovrebbe arrivare dal Ministero la documentazione atta a certificare, con atti formali, la totale assenza di materiali radioattivi e la chiusura effettiva dell'RB3.

Ci stupisce dover constatare che dal 1967 ad oggi, se si esclude una visita dell'allora Presidente Leone, nessun politico nazionale, regionale e comunale, nonostante i ripetuti inviti, si sia mai interessato di un reattore nucleare a ridosso dei viali di Bologna. Abbiamo assistito a 43 anni di disinformazione e silenzio nei confronti dei cittadini bolognesi.

Oggi nel Centro è presente un'apparecchiatura per il controllo delle radiazioni sul corpo umano, usata in passato anche per i bambini di Chernobyl, un laboratorio universitario, strumentazioni per tarare gli strumenti di misurazione della radioattività e si conducono studi sul radon e altri gas e la loro connessione con l'attività sismica. Una struttura pubblica quindi di alto livello che potrebbe fornire utili servizi a aziende pubbliche e private, ma che la mancata disattivazione del sito nucleare, impedisce, a detta degli stessi responsabili, una corretta pubblicizzazione e un utilizzo al 100%.

Ringrazio il Responsabile del Sito Dr. Gessi e con lui tutto il suo staff, per la disponibilità e la professionalità con cui hanno esaudito le nostre curiosità e preannuncio un'Interrogazione in Regione per invitare la Giunta a verificare e a sollecitare il Ministero a concludere celermente la pratica. Riteniamo infatti che la dismissione, anche burocratica del sito nucleare, possa tranquillizzare i cittadini e permettere di sfruttare al meglio il potenziale del Centro Enea, costruito e finanziato coi denari dei cittadini.



Andrea Defranceschi
consigliere regionale

Gruppo Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it
Assemblea Legislativa
Regione Emilia-Romagna

No al N.W.O

LA TELEVISIONE L'ARMA DEL POTERE!

 

venerdì 28 maggio 2010

Il PD regala un mese e mezzo di doppio incarico a Rosso, Cota e Buonanno

 
 
lavoratori Sagat dell'aeroporto di Caselle, non riesce a giungere a Torino in tempo per la discussione in Aula del giorno dopo.
Il consigliere 5 stelle Bono ne chiede in aula le dimissioni secondo l'art. 122 della Costituzione che afferma che nessuno può essere al contempo eletto in Regione e parlamentare e più cittadini imbufaliti dalle notizie comparse sulla stampa cartacea e sul web creano un gruppo facebook "Rosso dimettiti" che in poche ore supera i 200 iscritti piemontesi. Per il Gruppo Consiliare moVimento 5 stelle, questo vezzo dei doppi incarichi (con un primatista assoluto nel leghista Buonanno, che, oltre che consigliere regionale e deputato, risulta anche sindaco di Varallo Sesia e vicesindaco a Borgosesia) che colpisce tutti i partiti, 5 stelle e Federazione della Sinistra esclusa (Lega Nord col capogruppo e consigliere comunale Carossa, SEL con la consigliera comunale Cerutti, PDL con Rosso ed il consigliere comunale Ravello, l'UDC col consigliere comunale Goffi) deve essere impedito per legge.
Manca infatti una legge regionale per le incompatibilità ed ineleggibilità, essendo in vigore al momento solo il Regolamento Regionale , che all'art. 17 e 18 dice che " Le elezioni possono essere convalidate ... entro 120 giorni" dalla proclamazione, cioè a metà aprile. Peccato che in sede di Giunta per il Regolamento, presediuta dal PD, si prenda come data di decorrenza il giorno dell'insediamento del consiglio Regionale, ovverosia il 3 maggio e non quello della proclamazione ad inizio aprile, adducendo una motivazione di consuetudine. I consiglieri si ritengono nel pieno delle loro funzioni a partire dall'insediamento ex-art. 18 dello Statuto, ma non così il Presidente e la Giunta tutta ex-art.50. Così, complice il mese di pausa ad agosto, e l'interpretazione dei 120 giorni come giornate lavorative, il termine ultimo sarà il 3 ottobre. In poche parole 50 giorni di doppio mandato in più per Rosso, Cota e Buonanno, con l'assenso del PD e loro sostenitori, a meno che si addivenga ad una soluzione prima.
Cosa che consideriamo difficile visto che la Lega Nord ha già iniziato l'ostruzionismo, chiedendo 20 giorni per far compilare ad ogni suo consigliere il modulo dell'autocertificazione per le incompatibilità. Prossima seduta a fine giugno, con calma.

Il Bicchiere è mezzo vuoto:riempiamolo!


Visto il grande successo che sta riscuotendo la campagna referendaria per l’acqua pubblica promossa dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, dobbiamo attenderci nei mesi a venire una reazione dei potentati che da tempo complottano per sottrarre alla collettività il Diritto (con la maiuscola) all’acqua pubblica.
Escludendo che non decidano di adottare la vecchia tattica della “coltre di silenzio” per nulla far giungere alla maggior parte dell’opinione pubblica, la previsione più realistica è l’imminenza di un bombardamento di rassicurazioni dai trombettieri a libro paga dei novelli businessman dell’H2O, sulla magnificenza del libero mercato contrapposto alle magagne del servizio pubblico, e ai grandi vantaggi che avremo dalla concorrenza tra gestori privati (anche se di concorrenza non ci sarà neanche l’ombra, come vedremo in seguito). A proposito, scommettiamo che nei cda di queste società ricorreranno spesso casi di omonimia con ministri e parlamentari?
Il referendum, che ha già raggiunto il mezzo milione di firme richiesto, col primo quesito chiede l’abrogazione dell’art. 23-bis della legge 133/2008, poi modificato dal famoso Decreto Ronchi, e mira a sventare la cessione ai privati della gestione delle reti idriche, che lascerebbe al pubblico una fittizia proprietà nominale. Il decreto prevede infatti che le società miste pubblico-private vedano una partecipazione del privato per almeno il 40%, mentre per le società quotate in borsa impone che la partecipazione pubblica si riduca a non più del 30% entro la fine del 2012. Ma indifferentemente dalla maggioranza prevista, sia pubblica o privata, impone che la gestione operativa (cioè chi fisicamente ti porta l’acqua in casa) passi in ogni caso al privato. Ciò è confermato anche dall’art.15 comma 8 del decreto, che fa cessare la gestione delle società miste anche se il privato è già proprietario del 40%, nel caso non sia anche il titolare della gestione.
L’abrogazione dell’articolo in questione è collegata all’abrogazione della parte dell’art.154 DL 152/2006 richiesta col terzo quesito, riguardante la tariffazione del servizio idrico. L’entrata dei privati nel “mercato” dell’acqua pubblica è fattibile solo se è presente la possibilità di realizzare profitti, impossibili nel caso di un servizio pubblico universale, dove al massimo è ragionevole raggiungere un pareggio tra costi e ricavi. L’art.154 prevede invece che nella fissazione della tariffa si tenga conto della necessità di remunerare “adeguatamente” il capitale investito, cosa che comporta aumenti di costo, ergo bollette più salate.
Impedendo l’anti-etica possibilità di lucrare vendendo acqua che è già dei cittadini, si elimina qualsiasi  appetito degli affaristi privati. Eliminando la possibilità di entrare nelle società idriche per gli affaristi privati, diventa inutile prevedere un ulteriore voce di costo nella composizione della tariffa. Risultato: bollette più basse, non dovendo alimentare i profitti di nessuno.
Ma il colpo più importante da segnare, secondo chi scrive, è l’abrogazione del’art.150 del DL 152/2006 richiesta dal secondo quesito. Ciò impedirebbe il ricorso alla gara per aggiudicare la gestione del servizio e, soprattutto, ne vieterebbe l’affidamento alle società di capitali.
Perché la società di capitali è una scelta “tragica” per un servizio pubblico universale cosi importante per la vita? Perché per sua natura, è indiscutibile, la ragion d’essere di una società di capitali è il profitto, punto e basta. Benessere degli utenti, qualità, etica, tutto è secondario davanti alla necessità di garantire un dividendo agli azionisti, e poca differenza fa che siano pubblici o privati. Ecco perché il problema di Enia non è la quota di azioni pubbliche (anche se Delrio continua a raccontare che il decreto Ronchi non riguarda la nostra, si fa per dire, società), ma l’essere Enia una spa che come una spa lavora, per il profitto. Non possono essere pacchetti azionari e fluttuazioni di borsa a dominare il servizio idrico.
Riguardo poi il leit motiv del Governo, che promette che la concorrenza porterà indubbi benefici, vorrei sapere: ma di che concorrenza parla? L’acqua è un monopolio naturale, cioè è tale per forza di cose e non può essere altrimenti, quindi non per colpa di imprenditori senza scrupoli o mancanza di controlli antitrust (mica come la televisione italiana insomma…). Senza entrare in complicati dettagli, la teoria economica dei monopoli naturali dimostra che il monopolio pubblico garantisce un maggior benessere agli utenti rispetto al monopolio privato, sempre che il fine ultimo del monopolista pubblico sia il loro benessere e non il profitto. La promessa del Governo risulta quindi falsa poiché impossibile da realizzare, e se non bastasse questo, va considerato che, a differenza che nel mercato della telefonia mobile e dell’energia, dove più gestori concorrono sullo stesso territorio, qui il gestore dell’acqua sarà uno e uno solo (monopolista appunto), con tanti saluti alla presunta concorrenza.
Di pari passo alla vittoria nel referendum, è necessario che la proposta di legge di iniziativa popolare promossa pochi anni fa dal Forum dei movimenti per l’acqua, che all’art.6 indica l’ente di diritto pubblico come unico gestore consentito del servizio idrico, venga approvata dal Parlamento. Questo permetterà alla cittadinanza il recupero della piena proprietà e sovranità sull’acqua.
Acqualatina, un esempio concreto di cosa ci aspetta: http://www.acquabenecomune.org/aprilia/
Per la proposta di legge per ripubblicizzare l’acqua, clicca qui.
Alessandro Marmiroli
Lista civica Reggio 5 Stelle beppegrillo.it

Spazio Clandestino

Il MoVimento Cinque Stelle Campania non è scomparso dopo le elezioni, ma come aveva promesso, continua a lavorare sui territori poiché la partecipazione alle competizioni elettorali è solo uno tra gli innumerevoli esercizi di democrazia che ogni persona può effettuare quotidianamente. Lo fa senza grosso scalpore, raccogliendo le firme per i 3 Referendum proposti dal Forum dei MoVimenti per l'acqua pubblica nei banchetti dei comitati territoriali senza esporre simboli. Mentre sui territori continua ad opporsi alla logica distruttiva degli inceneritori e discariche facendosi promotrice della strategia Rifiuti Zero.
Insomma si perseguono gli obbiettivi scritti dai cittadini nel WiKIProgramma, anche senza la forza e la voce di un consigliere regionale.
Per rispondere alla cosiddetta "legge bavaglio" e alla limitazione della libertà di stampa che potentati economici e politici impongono all'informazione nel nostro Paese, il MoVimento Cinque Stelle di Torre del Greco ha messo in piedi una "Redazione in MoVimento" che curerà una originale rubrica sulla radio web www.radiostonata.com intitolata "Spazio Clandestino" che andrà in onda a partire dal 29 Maggio 2010 ogni Sabato dalle 20.30 alle 21.30 con repliche la domenica alle 15.30 -16.30 e dal mercoledì al venerdì dalle 21 alle 22.

Uno "Spazio Clandestino" che ospiterà temi importanti con l'aiuto di ospiti attivi sui territori, gente comune ben informata che non ha altri spazi liberi dove dire la propria.Pian piano scopriremo che c'è già qualcuno che si sta autogovernando, costruendo alternativa, che sta già vivendo senza attendere i permessi.
Una trasmissione radio che vuole ispirarsi ed organizzarsi in modo ORIZZONTALE E PARTECIPATO.
Ci sarà spazio per la musica emergente che verrà segnalata alla redazione, ma anche musica ricercata e dirompente di ogni genere, meglio se aderente al tema della puntata.
Saranno essenziali le segnalazioni del popolo del web e la redazione è detta in MoVimento anche perchè ognuno può spedire il suo contributo, anche registrazioni in formato mp3 che saranno lanciate in trasmissione.
Si parte con il tema dell'acqua con ospite Luca Martinelli redattore di Altreconomia e scrittore del libro "L'acqua è una merce" e si proseguirà con i rifiuti.
Speaker Clandestini saranno Luigi Gallo e Francesco Busacco
Cerchiamo inviati sui territori che hanno voglia di collaborare ed ingrossare le file della redazione in MoVimento.

TREMONTI ED IL GOVERNO vogliono chiudere l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici: MOBILITIAMOCI!

Gentili Lettori, vi riporto questa notizia appresa questa mattina da una carissima amica, ANNA FAVA che insieme a NICOLA LEGATORE ha fondato un gruppo per evitare che quanto prospettato dalle cariche alte e dal Ministro Tremonti si realizzi:

LA CHIUSURA DELL'ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI, uno dei centri di maggior prestigio al mondo che possiamo vantare.

Per quanto riguarda i tagli ai fondi per lo Spettacolo un pò ce lo aspettavamo, visto che infliggevano pene ai teatri sempre più grandi ogni anno. Ma non ci aspettavamo che tentassero di chiudere anche questo grandissimo Istituto e non se lo aspettava nemmeno Gerardo Marotta il quale ha appreso la notizia dal cronista!!! Ricordiamo che Marotta è il fondatore ed ha versato anche buona parte dei suoi stessi soldi per tenere in vita l'Istituto arrivando a vendere la sua stessa casa!. Questo non dovrebbe accadere in uno stato libero e democratico che garantisce al cittadino il diritto allo studio e che per questo motivo versa fior di quattrini alle scuole private. I tagli vanno fatti alle spese militari e non alla cultura!

Vi riporto l'articolo e vi chiedo DI LEGGERLO E CONDIVIDERLO e di iscrivervi al gruppo fondato da questi due sostenitori !!!

ISCRIVITI AL GRUPPO A SOSTEGNO DELL'ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI

Scure di Tremonti sull'Istituto di Marotta«Ci fanno chiudere, scandalo mondiale»
Previsto tagli ai fondi per il tempio della filosofia di Palazzo Serra di Cassano. L'avvocato: «Decisione folle»



NAPOLI— La notizia l’ha appresa dal cronista e, quando si è reso conto della gravità della situazione, si è fiondato al giornale. Portando una serie di documenti che sanciscono l’eccellenza dell’Istituto di Studi Filosofici e l’«impossibilità» di escluderlo dai contributi. «Considerare il nostro Istituto un ente inutile, un ramo secco da spazzare via è una offesa che non posso accettare. E allora replico volando alto con la cultura: la scuola di Einstein, a Princeton, commentò così un altro momento terribile di Palazzo Serra di Cassano assediato dall’ignoranza: se l’Istituto dovesse chiudere sarebbe uno scandalo mondiale».
Solo un’altra volta avevamo visto Gerardo Marotta così preoccupato, fu la sera del terremoto, trent’anni fa ormai, quando piombò in redazione, terreo in volto, con il cappotto che non riusciva a coprire il pigiama di flanella. Quella di oggi, però, è una rabbia diversa più razionale: «Se non ci rinnovano i contributi— dice— dovremo chiudere anche perché non ho più niente da vendere. L’ultima follia l’ho fatta vendendo un attico di mia moglie a Roma e con quei soldi stiamo andando avanti. Stanno finendo, però». È disperato e ci mostra il rendiconto dei revisori dei conti nel quale è scritto: «Per fronteggiare la situazione debitoria dell’Istituto Italiano per gli Studi filosofici l’avvocato Gerardo Marotta e i suoi figli Valeria, Barbara e Massimiliano hanno venduto l’appartamento al piano attico dell’edificio di piazza Grazioli 18 in Roma per il prezzo di un milione e 570mila euro. Con il ricavato di questa vendita si è riusciti a fronteggiare le spese per i seminari e le ricerche in corso, senza poter tuttavia colmare il vuoto creato dai mancati contributi per gli anni accademici 2002-2003 e 2007-2008». L’avvocato parla quasi con distacco come se non avesse armi per difendersi dai «nemici» che perfino uno come lui ha, ma poi l’orgoglio prende il sopravvento e riprende a squadernare imeriti della sua scuola unica al mondo — l’ha definita così l’Unesco — e della sua famiglia che non si è mai tirata indietro rispetto ai sacrifici che la gestione dell’Istituto imponeva. «È una sciagura, ci costringono ad ammainare la nostra bandiera e questo, per una crudele beffa, avviene il giorno prima della celebrazione del 35mo anniversario dell’Istituto. Ma noi abbiamo una fede incrollabile e faremo lo stesso festa ascoltando il discorso celebrativo di Marc Fumaroli, accademico di Francia».

E sul viso ricompare un timido sorriso d’orgoglio, ma è questione di un attimo perchè i motivi di preoccupazione riprendono il sopravvento: «Il nostro bilancio è modesto ma significativo. Distribuiamo borse di studio per 800mila euro a giovani ricercatori delle regioni meridionali, ma non le abbiamo pagate tutte e a questo punto non so come e quando potremo farlo». L’anno 2010, infatti, è del tutto scoperto e dopo il ferale annuncio è ben difficile che il Governo possa approvare l’emendamento alla Finanziaria che autorizzava l’Istituto di Studi Filosofici e l’Istituto di Studi Storici Benedetto Croce a conservare il contributo statale. «Questo privilegio ci venne concesso dal presidente Azeglio Ciampi, che da sempre è un sostenitore del nostro lavoro, ma la legge scaduta il 31 dicembre del 2009 non l’ha riconosciuto. Noi continuiamo a lavorare e a sperare, abbiamo ripresentato la richiesta, ma con quello che sta accadendo la fiducia si sta progressivamente spegnendo». Il meccanismo voluto da Azeglio Ciampi ha funzionato in maniera del tutto trasparente e lineare: l’Istituto presentava i bonifici delle spese che sosteneva — offriva, cioè, una garanzia superiore a quella delle fatture — e otteneva il rimborso. «Quando dal Presidente ricevemmo uno stanziamento di dieci miliardi, ricorda l’avvocato, riuscimmo a contrattualizzare duemila borsisti, ma quella bella stagione è ormai soltanto un lontano ricordo».
Tra i documenti che ci vengono mostrati ce ne sono due ai quali Marotta è profondamente legato: i riconoscimenti ottenuti dal Parlamento europeo e dall’Assemblea delle Nazioni Unite, ma non meno importante è la valutazione fatta da Fabrizio Barca, uno dei dirigenti più autorevoli di quel Ministero del Tesoro che oggi ha imbracciato la scure. «L’attività dell’Istituto ha lasciato un segno profondo nelle scuole e nelle biblioteche del Mezzogiorno e dovrebbe essere ancora di più innervata nei territori del Mezzogiorno per dare quella voce che sola può spingere questa area del paese ad essere convinta dei propri mezzi». Tanta fatica sprecata, la scure del Governo può concellare le tracce del cammino compiuto dall’Istituto. «Lotteremo con tutte le forze che ci sono rimaste— dice Marotta — per impedire che questo avvenga, ma vorrei sentire intorno ame il calore della città nella quale l’Istituto svolge la sua missione. Sono cittadino onorario di decine di città, ma è Napoli la culla del mio sapere e qui voglio portare a termine il mio lavoro». Nobili parole, l’avvocato le ha ripetuto anche all’autore di un documentario che si sta girando in questi giorni. «Anche a loro ho detto quello che ripeto da anni: quando si taglia bisogna saper scegliere. L’Istituto di Studi Filosofici salva l’identità europea, non può essere sacrificato così».

ARTICOLO APPARSO SUL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

“AMBIENTE CON ENERGIA SCENARI PER UN FUTURO SOSTENIBILE”

DISUBBIDIENZA CIVILE

10 giugno alle ore 9.30

al Convegno di Presentazione dello Studio LEAP
“AMBIENTE CON ENERGIA
SCENARI PER UN FUTURO SOSTENIBILE”

"Il primo studio sul bilancio energetico ed ambientale di un termovalorizzatore nel suo intero ciclo di vita.
Il contributo dell'impianto di Piacenza alla produzione di energia,
alla riduzione del global warming e delle emissioni inquinanti."

Presso la Sala Capranichetta, Piazza Montecitorio n.125 - Roma

20-30 persone in sala con la maglietta gialla: inceneritore l' alternativa c'e'
20 magliette gialle
un muro giallo in prima fila o nelle prime file
se non ci faranno intervenire...interverremo;
non vorranno darci la parola?
ce la prenderemo educatamente
sempre con eleganza
Crediamo sia importante far vedere che avranno sempre un contraddittorio, per far vedere che di qui non si passa, che per loro e' finito il tempo di girare l' Italia e parlare a vanvera.
Ci andiamo con i giornalisti del Fatto Quotidiano, con giornalisti di giornali on-line...
Il Dr. Ernesto Burgio disse una voltagiustamente che dobbiamo stanarli, creare momenti di confronto in sedi istituzionali...in modo che emergano i loro errori ecc.ecc.
Loro e' difficile che vengano in una sede con noi
SE MAOMETTO NON VA ALLA MONTAGNA, LA MONTAGNA VA DA MAOMETTO
Pochi giorni fa hanno organizzato una cosa simile presso la nostra universita'.
Siamo andati
E' stato di grande effetto.
Colpo su colpo.
In cuor nostro sappiamo che e' una follia, un dispendio di energie tempoedenari...
ma è l'unica arma che abbiamo!
Un segnale di forza cosi' potrebbe, se non altro, lasciarli a bocca aperta.
Se studiato bene puo' divenire un evento storico?

questo è l'indirizzo per la prenotazione
La Segreteria Organizzativa
C/o Extra Comunicazione e Marketing
segreteria@extracomunicazione.it
Tel: 06.45427860 fax: 06.45427864

;-)

chi si indigna si impegna ed allora si ingegna!

giovedì 27 maggio 2010

Acqua Pubblica, Mozione lunedì in Consiglio


Giunge finalmente in discussione la nostra mozione sull’acqua pubblica. Presentata prima della fusione ENIA IRIDE, quando ancora si poteva proporre un azionariato diffuso e veramente popolare per riportare sotto il controllo pubblico la gestione dell’acqua di Reggio, la mozione va giù dura per togliere la gestione dell’acqua ad IREN (ENIA-IRIDE) e ricondurla ad una società al 100% in mano al Comune, attraverso un preliminare scorporo dalla conglomerata.
Testo della mozione
1) CALENDARIO LAVORI CONSIGLIO COMUNALE DEL 31 MAGGIO 2010
INTERPELLANZA n. 36 DEL CONSIGLIERE VALERIA MONTANARI IN ORDINE ALLA POSSIBILITA’ DI AMPLIAMENTO NUCLEO CIMITERIALE FRAZIONE DI SABBIONE
INTERPELLANZA n. 38 DEL CONSIGLIERE GIACOMO GIOVANNINI IN ORDINE AI DATI RELATIVI ALL’ANDAMENTO DEGLI ABBONAMENTI DELLE DIVERSE STAGIONI DEI TEATRI

INTERPELLANZA n. 39 DEL CONSIGLIERE MARCO EBOLI IN ORDINE ALLA REALIZZAZIONE DELLA CITTA’ DELLO SPORT E DEL NUOVO PALASPORT
INTERPELLANZA n. 41 DEL CONSIGLIERE MATTEO OLIVIERI IN MERITO ALL’INCENDIO DI CODEMONDO DEL 29 MARZO 2010.

DELIBERA n. 3 APPROVAZIONE DELLA COSTITUZIONE DELLA FONDAZIONE “MONDINSIEME” DEL COMUNE DI REGGIO EMILIA

MOZIONE n. 7 DEL CONSIGLIERE MATTEO OLIVIERI IN ORDINE ALL’ ELABORAZIONE DI UN PIANO PER EVITARE LA PRIVATIZZAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO
MOZIONE n. 9 DEL CONSIGLIERE LUCA DAMIAN IN ORDINE ALLA SOSPENSIONE DELL’EFFICACIA DELLA DELIBERA DI GIUNTA N. 367/2009

BONDI, LA BRAMBILLA E IL TURISMO AUTOREGGENTE


Poche e persino irrisorie sono le risorse destinate al mantenimento ed al restauro delle opere d`arte.
Vero è che di queste il nostro paese è ricchissimo. In questo siamo al primo posto nel mondo. Una ragione importante per conservare un patrimonio che apporta un contributo fondamentale al turismo con l`arricchimento che ne consegue.
Purtroppo le politiche nel settore del turismo e della sua promozione sono state e sono tanto carenti che siamo passati dal primo al quarto posto nella classifica del richiamo turistico. La nuova “attraente”  ministro del turismo passata rapidamente da aspera ad astra,  annuncia che farà miracoli.
Forse c`è da crederci visto che un miracolo per se stessa lo ha già fatto.
Grazie anche alle sue promozionali esibizioni televisive ha saputo passare come un rosso baleno dai vortici ai vertici. Grazie a lei, tutti oggi sanno distinguere tra le calze normali stile Rosy Bindi e quelle sexy autoreggenti. Figuriamoci i risultati che potrebbe conseguire se si attiva e non permane seduta su di una poltroncina solo sgambettando! 
Nel nostro paese oltre alle opere d`arte, offerte all’ammirazione dei turisti, permangono non esposte e spesso mal conservate ed immagazzinate, altrettante opere e reperti anch`essi di notevole pregio. Ammuffiscono, si deteriorano nei depositi di vari musei ed istituzioni, oltre a Villa Certosa. E`inimmaginabile che possano essere riproposte alla vista per impossibilità logistica ed economica.  
Esiste un catalogo di tali opere consegnate al limbo?
Perché non ipotizzare una loro vendita? Sarebbe scandaloso il farlo? Le somme reperite potrebbero essere in parte destinate alla conservazione, mantenimento delle opere esponibili.
Una entrata cospicua nelle casse dello stato. Invece che decurtare lo stipendio dei Magistrati.
Non si è poi mai pensato ad un’imposta applicabile ai privati detentori di opere d`arte? Per queste opere unitamente ad altri beni con valore collezionistico lo stato potrebbe esigere una loro dichiarazione ed una commissione di esperti determinarne il valore. Le persone, i contribuenti di basso e medio livello economico non hanno in casa  un Picasso, un Manet, lo spartito originario di un Beethoven, manoscritti di personaggi famosi, pergamene, opere del Canova, vasi etruschi, greci ect ect.
Così come non hanno barche da diporto ed automobili di lusso. 
Il ministro delle finanze, al quale gli oculati genovesi potrebbero ben offrire la cittadinanza onoraria,  perché non promuove un incontro conviviale con Bondi ministro dei beni culturali e la ministro Brambilla ninfa ispiratrice?
Potrebbe loro venire qualche idea.  Che trio che sarebbe! Meglio del lescano.
Criniera rossa la trionferà, evviva il populismo e la libertà.
Annibale Prinetti

MALAGROTTA (roma) risanata!

Un’informazione della popolazione rispetto alla vicinanza di ben 5 siti classificati a rischio di incidente rilevante secondo il dll 334/99 “Severo II” gettata in burla dagli esponenti del XVI Municipio.





Qualcosa di assurdo è successo stamattina. Una riunione pubblica presieduta dal rappresentante del Prefetto insieme al Presidente e Vice Presidente del Municipio XVI e al Presidente del Consiglio municipale ha avuto luogo al Centro Anziani di Malagrotta nella tarda mattinata. Non c’ era praticamente NESSUNO della popolazione tranne qualche anziano del Circolo (neanche dieci persone, mi dice Sergio Vannozzi) in questa che doveva essere un’ assemblea per informare la popolazione, appunto, in merito ai piani di emergenza interni e al piano di emergenza esterno in caso di incidente rilevante. C’erano tecnici della Lampogas e del COLARI, c’era la Protezione Civile , il rappresentante del Comune, e i Vigili del Fuoco. E’ stata un’ “assemblea” completamente a vuoto. Geraci si è avvicinato a Sergio e gli ha detto che “non aveva potuto contattare Apollonio”….

Così vanno le cose in questa nostra ”Valle di Lacrime”….Evidentemente non si gradiva la nostra presenza, anche perché in tema di normativa sulle aree a rischio di incidente rilevante persone come Patrizia Corrias e Piergiorgio Rosso, tanto per citarne due, ne sanno certamente più di “lor signori”… Stando a quanto Sergio ha appreso un’altra “assemblea bidone” di questo tipo ha avuto luogo al Municipio il 10 febbraio, con partecipazione ZERO, e con un termine di 30 giorni per chiunque volesse esprimere pareri o chiedere chiarimenti. Questo è quello che chiamano “CONSULTAZIONE DELLA POPOLAZIONE”.



Sergio Apollonio ,

Il piano di Rinascita è realtà



Propagando la menzogna su una lotta senza quartiere al crimine organizzato il governo sta facendo passare una serie di provvedimenti che minano alla base lo Stato di diritto

di Luigi De Magistris

Con la legge sulle intercettazioni il governo e la maggioranza servile che lo sostiene approvano l’ennesimo provvedimento che mira, scientemente, a consolidare la borghesia mafiosa della quale sono referenti oggettivi e garanti. Una delle più grandi menzogne di Stato degli ultimi mesi – pompata ad arte anche dalla propaganda di regime di Minzolini & Co. – è quella relativa al fatto che questo governo sia il migliore nel contrasto al crimine organizzato.

Il dato oggettivo è di segno diametralmente opposto. Questo governo, con le architravi centrali di Berlusconi e Lega, è quello che più di ogni altro si adopera per rafforzare un sistema intriso di corruzione e mafia. Come? Attraverso l’approvazione di leggi che non consentono alla magistratura e alle forze dell’ordine di esercitare il controllo di legalità e che privano la stampa della facoltà di poter adempiere al diritto-dovere di cronaca.

L’elenco di provvedimenti è davvero lungo, tanto che il piano Propaganda2 di Licio Gelli sembra quasi un puzzle da dilettanti. Ecco alcune leggi volute da Berlusconi e dai poteri forti e occulti dei quali è propaggine e garante e che sono avallate dalla Lega che, ormai, è divenuta partito architrave del sistema. La legge sullo scudo fiscale che introduce il riciclaggio di Stato praticato da evasori, mafiosi, corrotti, truffatori. I soldi delle cricche che ritornano dall’estero puliti dal governo. Il Parlamento divenuto lavanderia internazionale del denaro sporco.

La legge che prevede la vendita all’asta dei beni confiscati alle mafie, consentendo ai mafiosi di ritornare – attraverso prestanomi – nella disponibilità di immobili che hanno un altissimo valore simbolico in termine di predominio del territorio. La legge sul processo breve che cestina migliaia di procedimenti penali nei confronti dei colletti bianchi. Un’immunità generale per il premier e le cricche che in lui vedono il salvatore dal maglio inesorabile della Giustizia. La legge sul legittimo impedimento, servente al presidente del Consiglio per allontanarsi, come un mariuolo, dalle aule dei tribunali in barba all’art. 3 della Costituzione che sancisce che TUTTI i cittadini sono uguali davanti alla legge. La legge sulle intercettazioni che impedisce ai magistrati di utilizzare un mezzo di ricerca della prova fondamentale nel contrasto al crimine. Un provvedimento che vieta, inoltre, ai mezzi di comunicazione di pubblicare e raccontare i fatti oggetto delle conversazioni.

Con questa legge non avremmo saputo nulla della cricca di Anemone & Co, di Berlusconi che tramava per censurare Annozero, della D’Addario, di Calciopoli, dei pedofili, di Marrazzo, dei furbetti del quartierino, delle cliniche degli orrori. Nulla di nulla. Un Paese normalizzato nell’ignoranza dei fatti. I corrotti e mafiosi sempre più in alto a scalare le istituzioni. La legge che toglie al pubblico ministero il potere di indagare di propria iniziativa, costringendolo ad essere vincolato alle informative d’iniziativa della polizia giudiziaria e, quindi, del governo. Si attua, in tal modo, la dipendenza del pm dal potere esecutivo. La legge che modifica la legge sui cosiddetti pentiti prevedendo che riscontri alle dichiarazioni di un collaboratore non potranno essere propalazioni di altri collaboratori. Non solo. Si stabilisce che se una sola parte, anche infinitesimale, delle dichiarazioni non viene riscontrata, cade tutto. Una probatio diabolica.

Con questa legge tutti i maxi-processi alle mafie non si sarebbero mai potuti celebrare. Addio inchieste sui rapporti tra mafia e politica, tra mafia ed economia, tra mafia e istituzioni. Del resto, tutto naturale, come diceva Benigni, nel film Johnny Stecchino, affermando che in Sicilia il problema è il traffico.

Da il Fatto Quotidiano del 27 maggio

Maglev Wind Turbine

http://www.youtube.com/watch?v=Y7Qs2gFlt-o&feature=player_embedded

Nucleare pulito, si va verso il compromesso ma il Consiglio europeo conferma: costa troppo



Nucleare pulito, si va verso il compromesso ma il 
Consiglio europeo conferma: costa troppo
Il Comitato dei Rappresentanti Permanenti dell’Unione europea (Coreper), costituito dagli ambasciatori degli Stati membri e che ha il compito di assistere il Consiglio dell’Unione europea nella fase di pre-negoziato delle questioni più importanti, ha inviato una relazione al Consiglio sullo stato del progetto Iter sulla fusione nucleare controllata. Il cosiddetto nucleare pulito, quello che non emette radiazioni e che, allo stato attuale, è poco più che teoria.
Tale relazione segue di una ventina di giorni la comunicazione inviata dalla Commissione al Parlamento europeo nella quale si chiedeva di contenere i costi del progetto, schizzati dai 2,7 miliardi di euro iniziali a una previsione per i prossimi anni di 7,2 miliardi. Il testo inviato dal Coreper al Consiglio sarà la base per la decisione finale sul progetto: mantenerlo o cassarlo, e a che costi.
In tale relazione si legge il compromesso preparato per salvare il progetto Iter:
Cioè, al netto della burocrazia, Iter va avanti ma deve costare di meno, al massimo 6,6 miliardi. Per far ciò bisogna mettere mano all’organizzazione di F4E, cioè il gruppo di lavoro che gestisce il progetto. E, conclude il Coreper, bisogna farlo in fretta. Entro sei mesi:
Occorre rivedere la governance di F4E per garantire che, a tutti i livelli, le operazioni di F4E rispettino la politica di rigore di bilancio, riduzione e contenimento dei costi. Il Consiglio invita inoltre il consiglio di direzione di F4E a riferire entro 6 mesi sulle modifiche intervenute nella sua organizzazione e governance a garanzia di tale politica e a fornire in seguito aggiornamenti periodici
Con quello che costa, la ricerca sul nucleare da fusione non scappa alla crisi.

CI VUOLE UNA RIVOLTA SOCIALE...IL RESTO SONO CHIACCHERE...

La manovra economica annunciata è inaccettabile. Per consentire allo Stato di pagare i banchieri, acquirenti dei titoli pubblici, si colpiscono i lavoratori e i servizi sociali, già massacrati dalle politiche di 20 anni. La disponibilità collaborativa del PD dimostra la sua dipendenza da Confindustria e dalla finanza. Le sinistre politiche e sindacali si assumano ora le proprie responsabilità. Non possono salvarsi l’anima con dissensi platonici o scioperetti simbolici. E’ necessaria la preparazione di uno sciopero generale vero, a carattere prolungato, sino al ritiro delle misure annunciate, combinato con l’assedio di massa del governo e del Parlamento. E’ l’ora di una rivolta sociale: l’unica che possa fermare il governo e aprire una pagina nuova.
P.C.L.
http://www.pclavoratori.it/files/index.php?c3%3Ao1769%3Ae1

Tutto sotto controllo c'è la STANGATA...


L'uscita di sicurezzaPREVIDENZA
Arriva la finestra a "scorrimento"
Andranno in pensione più tardi dipendenti e lavoratori autonomi. Il nuovo meccanismo prevede la sostituzione delle due finestre di uscita per l'anzianità e delle 4 per la vecchiaia nel 2012 con una unica finestra "mobile". Scatterà per coloro che matureranno i diritti per andare in pensione nel 2011: queste persone andranno in pensione nel 2012 ad un anno esatto dalla maturazione dei diritti (i dipendenti) e a 18 mesi (gli autonomi). Ciascuno avrà una personale finestra di uscita. Il meccanismo è una sorta di "lodo Mastrapasqua" (il presidente Inps) che lo ha proposto per uscire dall'impasse nata dopo l'idea della finestra unica che avrebbe costretto molti pensionandi ad attendere fino a 20 mesi.
LAVORATRICI STATALI
Donne in pensione più tardi
Donne in pensione più tardi: anche le statali pagheranno lo scotto della manovra da 24 miliardi. L'elevamento dell'età pensionabile delle lavoratrici del pubblico impiego a 65 anni avverrà in anticipo, a gennaio del 2016. Il provvedimento prevede un'accelerazione dell'età pensionabile delle lavoratrici pubbliche con una diversa scansione rispetto all'attuale avvicinamento ai 65 anni. In particolare è previsto che dal primo gennaio 2010 il requisito anagrafico per andare in pensione sale di un anno, sarà di 62 anni al luglio 2011, di 63 a gennaio del 2013, di 64 anni a luglio 2014 e di 65 anni a gennaio del 2016.
PUBBLICO IMPIEGO
Stipendi bloccati per quattro anni
Statali nel mirino della manovra. Saranno congelati gli stipendi dei dipendenti pubblici per il quadriennio 2010-2013. La massa salariale, compreso il trattamento accessorio, non potrà quindi superare il livello del 2009. Una misura, questa, che non va conteggiata nella correzione di 24 miliardi in due anni, poiché si tratta di risorse non ancora stanziate. Senza il blocco si sarebbero dovuti spendere all'incirca 5 miliardi. Prevista anche l'estensione del blocco del turnover. Inoltre ai pubblici dipendenti che vanno in pensione nel 2011 e nel 2012 la liquidazione verrà erogata in tre rate. Dimezzate le spese per i precari nel pubblico impiego.
DIRIGENTI PUBBLICI
Tagli per redditi oltre 90 mila euro
Colpiti i dirigenti pubblici. Per coloro che guadagnano da 90mila a 130mila euro arriva un taglio del 5% della parte che eccede i 90 mila euro, che sale al 10% oltre i 130mila euro di reddito. Si tratta di una misura che dovrebbe colpire un ampio spettro dei settori apicali della pubblica amministrazione. Oltre ai dirigenti di prima fascia dei ministeri, ci sarebbero anche quelli di seconda fascia delle Agenzie delle entrate e del territorio, oltre ai magistrati, i prefetti, i diplomatici e i medici di base. Già si levano proteste: "Appaiono ispirati a valutazioni di impronta demagogica e sono iniqui i prospettati provvedimenti economici del Governo, che incidono sulle retribuzioni dei magistrati e dei dirigenti pubblici", ha dichiarato ieri Magistratura Indipendente.
MINISTERI
Le consulenze sono quasi azzerate
Cura severa per ministeri, consulenze ed organismi collegiali. In questo caso più del bisturi è stata usata la scure. È previsto un taglio 10% sulle spese dei ministeri, ma resterebbero escluse la scuola e le missioni estere. Previsto inoltre un taglio dell'80% alle spese della pubblica amministrazione per studi e consulenze, relazioni pubbliche, convegni, mostre e pubblicità, sponsorizzazioni e auto-blu. Dal prossimo anno tutte le indennità, i compensi, i gettoni di presenza di chi fa parte di varie commissioni, nonché le retribuzioni corrisposte dalla pubblica amministrazione, sono ridotti automaticamente del 10%.
DISABILI E INPS
Contributo per chi è invalido all'80%
Stretta sulle pensione di invalidità. Per ottenere la pensione a sostegno di disabili e portatori di menomazioni, bisognerà dimostrare di avere una invalidità dell'80 per cento (e non più, come avviene fino ad oggi, del 74 per cento). Prevista anche una stretta sui controlli che saranno intensificati attraverso una vera e propria operazione a tappeto che riguarderà 200 mila posizioni. Novità anche sul vertice dell'Inps: con una vera e propria rivoluzione, condivisa dai sindacati, sarà abolito il Consiglio di amministrazione. Al suo posto verrà creato un modello di governo leggero, alla tedesca, dove rimarranno il presidente e il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza.
IMMOBILI
Sconti fiscali sugli abusi edilizi
Arriva la sanatoria per 2 milioni di case sfuggite al catasto e ora scovate, ma arriva soprattutto una sanatoria fiscale per chiunque abbia commesso abusi modificando la consistenza e la destinazione di un'immobile, che apre le porte a un vero e proprio condono edilizio (si parla di un emendamento in Parlamento che eviti anche le sanzioni urbanistiche). Si chiede di regolarizzare il tutto entro il 31 dicembre di quest'anno, e in cambio si concede di pagare le tasse solo dal 1° gennaio 2009 e un terzo delle sanzioni. Decorsa la data del 31 dicembre senza regolarizzazione, gli interessati incapperanno in una sanzione che varrebbe 1/3 del valore catastale.
ENTI LOCALI
Dieci miliardi di sacrifici
Regioni e Comuni contribuiranno alla manovra per circa 10 miliardi in tre anni. Per il prossimo anno il taglio alle Regioni sarà di circa 4 miliardi e per i Comuni di 800 milioni. E' prevista anche un irrigidimento del Patto di Stabilità interno con uno sblocco degli investimenti e delle entrate locali solo a partire dal 2012. Ai Comuni sarà comunque riconosciuta una quota pari al 33 per cento delle somme reperite ogni anno dalla lotta all'evasione. Per la sanità regionale si prevede una proroga dell'esenzione del ticket, l'implementazione del progetto tessera sanitaria, la prosecuzione dei piani di rientro, il potenziamento del meccanismo di acquisti centralizzati e il controllo della spesa farmaceutica.
SOCIETA' DI STATO
Dividendi a riduzione del debito
I dividendi delle spa di Stato andranno a riduzione del debito e a pagare gli interessi sui Bot. Una novità, perché fino ad oggi a riduzione del debito andavano solo i proventi delle privatizzazioni. Le maggiori entrate delle società partecipate dallo Stato che si dovessero realizzare negli anni 2011 e 2012 per utili e dividendi non derivanti da distribuzione riserve saranno versate al bilancio dello Stato. Andranno, fino all'importo massimo di 500 milioni ad un apposito Fondo dell'Economia per essere prioritariamente utilizzate per concorrere agli oneri relativi al pagamento degli interessi sul debito pubblico. Le società in perdita non potranno fare aumenti di capitale.
AUTOSTRADE E GRA
Stangata in arrivo sui pedaggi
Nuovi pedaggi autostradali nelle tratte Anas e possibile pagamento anche sul Grande raccordo anulare di Roma. Sarà un decreto del presidente del Consiglio a stabilire i criteri per l'applicazione del pedaggio. La maggiorazione tariffaria non potrà comunque comportare un incremento superiore al 25% del pedaggio dovuto. Entro il 31 dicembre 2011 l'Anas è inoltre autorizzata ad applicare una maggiorazione tariffaria forfettaria di un euro per le classi di pedaggio A e B (scooter, auto normali, piccoli bus e camion) e di 2 euro per le classi di pedaggio 3, 4 e 5 (auto con rimorchio, bus grandi, camion grandi). L'aumento scatterà presso le stazioni delle autostrade in concessione (incluse quelle che si interconnettono con i raccordi).
GOVERNO E PARLAMENTO
Ministri e sottosegretari: compensi ridotti del 10%
A partire dal primo gennaio 2011 lo stipendio complessivo di ministri, sottosegretari e parlamentari viene tagliato del 10 per cento rispetto al trattamento del 2010. Arriva un taglio diretto alle tasche dei membri del governo. Mentre l'analoga misura per i parlamentari sarà decisa in completa autonomia dalle istituzioni di Camera e Senato dopo la riduzione già avvenuta nel 2006 e dopo il blocco delle anzianità per i dipendenti voluto dal presidente Gianfranco Fini. Nell'articolato varato ieri dal consiglio dei ministri e assemblato dal Tesoro anche la riduzione delle spese del Quirinale. L'entità dei tagli, anche in questo caso, sarà comunque decisa autonomamente dalle singole amministrazioni. I risparmi che si otterranno per gli anni 2011-2012 e 2013 andranno al fondo per le politiche sociali.
CURA DIMAGRANTE
Le nove Province e gli enti inutili
Le province con un numero di abitanti inferiori a 220.000, che non confinano con Stati esteri e che non sono nelle regioni a Statuto speciale, saranno soppresse. Le competenze e gli uffici saranno trasferiti ad altre Province. Si tratta di nove Province: Asti, Ascoli Piceno, Massa Carrara, Matera, Fermo, Crotone, Vibo Valentia, Rieti e Isernia. Intervento-ghigliottina anche su una serie di enti. Vengono soppressi Ipsema (in bilico fino all'ultimo momento), Ispel e Ipost. Ma anche l'Isae, l'Ice e l'Ente italiano Montagna. Salta o viene ridotto inoltre il finanziamento a 72 enti, tra cui il Museo della Liberazione. Si dovrà dire addio al vecchissimo Comitato Sir che prese in carico le società chimiche di Nino Rovelli, ed anche alla Rel, la finanziaria pubblica costituita qualche anno più tardi per sostenere il risanamento dell'industria elettronica.
LOTTA ALL'EVASIONE
Niente contante sopra 5 mila euro
Dura lotta all'evasione. Sarà reintrodotta una soglia oltre la quale non potranno essere usati i denari contanti: la soglia per della tracciabilità, oggi a 12.500 euro, sarà fissata a quota 5.000 euro. Nell'ambito della lotta agli evasori si prevede anche l'obbligo di emettere fattura elettronica sopra i 3.000 euro. Stretta anche sulle compensazioni Iva e introduzione del nuovo redditometro: per risalire al reddito guadagnato dallo stile di vita, viene aggiornato nei parametri: addio roulotte, contano invece una serie di nuove spese, come quelle per aderire a club esclusivi, gli acquisti di mini-car, i soldi spesi in vacanze esotiche. Viene anche ridotta (dal 25 al 20 per cento) la soglia di scostamento oltre la quale scatta l'accertamento da parte degli sceriffi dell'Agenzia delle Entrate o della Guardi di Finanza.

Gli Amici di Beppe Grillo di Roma.

mercoledì 26 maggio 2010

Lazio: manca la Polverini, consiglio rinviato




ROMA - All'ordine del giorno dell'importantissima assemblea che si sarebbe dovuta tenere nell'Aula della Pisana c'era proprio il discorso della neo governatrice del Lazio Renata Polverini.
Peccato che, come il presidente dell'Aula Mario Abbruzzese:"La presidente della Regione Lazio Renata Polverini- ha detto Abbruzzese- mi ha comunicato che sara' assente alla seduta di oggi per una indisposizione fisica. Poiche' la sua presenza e' una condizione necessaria per lo svolgimento del dibattito, la seduta e' sospesa e viene rinviata a data da convocarsi a domicilio".
Governatrice assente e seduta di primaria importanza rimandata a data da destinarsi, dunque. E la Polverini? Avrà esibito un certificato medico per dimostrare la propria "indisposizione fisica" come è richiesto ad ogni dipendente pubblico?

Coordinamento Contro l'Inceneritore d'Albano



Il 19 maggio c'è stata la riunione del noinc (a questo comitato deve andare tutta la nostra ammirazione per quello che fà).
Io non ho potuto partecipare personalmente ma riporto le parole di Emiliano Bombardieri che l'ha seguita:

La situzione è drammatica stando alle ultime notizie raccolte.
Sta per iniziare lo sbancamento per la costruzione dell'inceneritore e nelle sue parti impiantistiche e nei suoi vani annessi. Si parla di circa 7 ettari di sbancamento a includere sia le fondamenta che il 7° invaso, che ricordo conterrà anche un gran quantitativo di materiali altamente tossici.
I soldi stanziati per questa prima parte lavori è di 12 milioni di euro, da sommarsi già ai 10 milioni spesi da Cerroni,per l'arrivo dei primi boiler e di acciao ( direttamente dalla repubblica cieca). (Rif. presi dalla riunione NOINC)
Il tutto dovrebbe iniziare entro (assolutamente) giugno.

Il giorno 28 maggio(venerdì) ore 15;30 ci sarà l'incontro tra i 10 sindaci del bacino orientale, ad Albano, organizzata dall'assessore all'ambiente del comune Fiorani. Nella speranza che partecipino tutti i sindaci, sarà presente un presidio sotto al comune del comitato.

Il 27(domani) maggio il sindaco incontrerà il comitato Noinc.

Alla luce di quello che sta succedendo, vedendo anche i lavori accellerati per l'approvigionamento delle acque, siamo giunti alla resa dei conti. Diciamo che stiamo per assistere ai mesi caldi, sia in senso stagionale-calendaristico sia in senso di mobilitazione.

Purtroppo ulteriori conoscenze sono trapelate sul perchè questa amministrazione ( Albano) poco farà o vorrà fare per ostacolare questo scempio, impostando invece alternative che bene conosciamo.

L'importante è che queste notizie corrino di porta in porta e si allarghino sensibilizzando sempre di più le coscienze.
Il nostro territorio se ne stà andando e un giorno pagheremo un caro prezzo se non interveniamo adesso.
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NOTIZIE VARIE
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Per cercare di fronteggiare come cittadini lo scempio dell'inceneritore,
possiamo fare delle azioni del tipo riciclo e riuso e compostaggio.
Di seguito inserisco delle iniziative sul genere ed alcuni link per migliorare la nostra qualità della vita ...

1)Iil giorno 30(domenica) maggio dalle ore 10:00 alle ore 18:00
in Piazza Aldo Moro ad Albano Laziale ci sarà il
4° Mercatino del RIUSO e BARATTOLIBRO.
All'interno del mercatino ci sarà anche un banchetto per firmare i 3
referendum dell'acqua, se non avete ancora firmato non perdete
l'occasione ... mi raccomando se avete libri che non vi interessano
portateli li potrete barattare con altri.
Per maggiori http://www.facebook.com/?ref=home#!/event.php?eid=126422780701720&ref=mf

2) Vivere bene con poco: l'arte del downshifting
http://www.facebook.com/?ref=home#!/pages/Vivere-bene-con-poco-larte-del-Downshifting/355583501231?ref=ts

3) Il giorno 25 giugno al teatro Tenda a Strisce di Roma, ci sarà una
rappresentazione teatrale dal titolo "Quando i sogni vanno in fumo"
Lo spettacolo vede come protagonisti David Gramiccioli,giornalista e
conduttore radiofonico e Stefano Montanari scienziato di fama
internazionale da sempre impegnato nella ricerca medica, nonché
Direttore Scientifico del Laboratorio Nanodiagnostics di Modena, dove
svolge studi e ricerche che collegano l'inquinamento da polveri
inorganiche a patologie cliniche.
Gli interpreti dello spettacolo racconteranno, con documenti inediti, la
drammatica relazione tra malattie mortali e polveri emesse dagli
inceneritori di rifiuti che avviene attraverso l'unico mezzo che non fa
distinzioni: l'aria che tutti respiriamo.
E proprio gli inceneritori, definiti anche con il termine fuorviante di
termovalorizzatori, saranno al centro dell'indagine.

Saranno presenti allo spettacolo molti politici e sarebbe il caso di farsi
vedere e ribadire ancora una volta che noi siamo contro gli inceneritori.

QUANDO I SOGNI VANNO IN FUMO
Morire di Inceneritore
Venerdì 25 Giugno, ore 21
Teatro Tendastrisce, via G. Perlasca 69
00155 Roma

Costo del biglietto Euro 10,00
Per informazioni
328 63 68 628
it.comunicazione@libero.it

4) Siamo al delirio, da tempo. Ad averlo un sindaco di questo calibro qui,
ai Castelli Romani ...
http://differenziati.wordpress.com/2010/05/18/rifiuti-sindaco-virtuoso-il-governo-lo-punisce/

5) Albano Laziale:Perle di ignoranza civile ...
http://differenziati.wordpress.com/2010/05/20/albano-laziale-perle-di-ignoranza-civile/

6) 200 legali COdacons contro inceneritori Sicilia
http://www.agi.it/palermo/notizie/201005250936-cro-rt10025-rifiuti_200_legali_codacons_contro_termovalorizzatori_in_sicilia

Riflessioni sull’inganno


 

La possibilità di ingannare esiste, perché esiste la possibilità di essere ingannati: la fallibilità e la debolezza cognitiva di ciascuno di noi, la fiducia che riponiamo nei principi comunicativi, sono il presupposto dell’inganno. La società in cui viviamo non è fondata su delle verità ma su una serie di menzogne più o meno complesse che si reggono su "credenze", intendendo per credenza un’attitudine mentale di accettazione o assenso di una asserzione, senza la completa conoscenza intellettuale richiesta per garantire la sua verità.
Da una prima distinzione tra lo scopo di far credere il falso e lo scopo di non far sapere il vero, per ora ho dedotto almeno sei strategie d’inganno: omissione, occultamento, falsificazione, falsa conferma, negazione, mascheramento; ma le forme in cui esso si esplica, sono molte di più, quali ad esempio: la finzione, la produzione di oggetti falsi, la falsa notizia, le cosiddette "credenze collettive non verificate", la menzogna, il bluff.
Ciò che caratterizza l’inganno come tale è l’intenzione, la consapevole volontà di trarre in errore. È l’intenzionalità l’elemento distintivo dell’agire umano. L’intenzione, e quindi la finalità dell’inganno, non devono essere esplicitati se si vuole che l’inganno abbia successo.
Vi sono, però, casi in cui si esplicita intenzionalmente lo scopo di ingannare: nell’arte, nella letteratura, nell’ironia, nella metafora, nella recitazione, nella ‘magia’, nella cortesia, nello scherzare. In tutti questi casi è proprio l’esplicitazione dello scopo (spesso tramite segnali), a permettere la riuscita dell’interazione comunicativa: si potrebbe dunque parlare della capacità del destinatario di cogliere i segnali che esplicitano l’intenzione di dare informazioni non vere.
Ma, se l”inganno è presente in tutti i fenomeni comunicativi umani, lo è soprattutto nella comunicazione su larga scala dei mass media.
A proposito dell’informazione giornalistica, si parlerà di "informazioni manipolate " in tutti quei casi in cui l’informazione falsa, incompleta o fuorviante, ha lo scopo di falsificare il vero e diffondere il falso. Le forme di informazioni manipolate, possono essere dovute alle pratiche produttive e ai criteri di ‘notiziabilità’ applicati dai giornalisti agli avvenimenti.
Quale ruolo hanno i media nel determinare – a seguito della loro selezione delle notizie- le priorità dei temi per la consapevolezza del pubblico ?
E quali dovrebbero essere i criteri interpretativi e valutativi da esso applicati alla realtà sociale?
E’ il giornalista una persona consapevole che ricerca la verità con giudizio critico sulla realtà?
                               

Comunque, l’inganno, qualunque inganno, ha successo solo nella misura in cui riesce ad afferrare l’attenzione delle persone e coinvolgere nell’azione ingannatrice il loro sentire. Ogni volta che rimaniamo appiccicati a un sentimento negativo o ci leghiamo a una condizione negativa, c’è in noi una convinzione che ci induce a produrre tali situazioni, e per uscirne dobbiamo "mutare" le nostre convinzioni o credenze.
E, mi chiedo ancora: se per vivere si intende la manifestazione dello Spirito nell’Universo fisico del volere e del determinismo di noi, Esseri spirituali, la maggior parte delle persone, sta sognando di vivere, convinta di vivere, o no ?.

PRESIDIO AL MUNICIPIO ROMA XVI PER LA CONSULTA AMBIENTALE DI MALAGROTTA


Roma XVIA Roma nel Municipio Roma 16 c'è un area ad alto rischio ambientale, Malagrotta.
In un unica area, vicina alle abitazioni del quartiere di Massimina, c'è la più grande discarica di Europa, l'inceneritore di Roma, un inceneritore ospedaliero, una raffineria, depositi di gas e carburante infiammabile, cave estrattive ed una centrale elettrica. Malagrotta è una bomba ecologica. Oltre alla tossicità delle emissioni e dei liquami provenienti dagli impianti, infatti ci sono cinque di questi che sono classificati "a rischio di incidente rilevante" in base al D.L. 334/99 (Seveso II). L'area dove sono posizionati gli impianti, che si estende su tre Municipi (16, 15, 18) è chiamata Valle Galeria. La Valle è attraversata dal Rio Galeria, nel quale sono stati trovate concentrazioni allarmanti di azoto ammoniacale - uno degli inquinanti più pericolosi presenti nei liquami, fortemente tossico - arsenico e batteri simili a quelli del colera, che da un notevole contributo all'inquinamento del Tevere di cui è affluente.
Nel 2008 appena eletto consigliere del Municipio Roma 16 per la Lista civica 5 stelle di Roma cercai subito di individuare, per quanto è possibile agire a livello municipale, uno strumento istituzionale che potesse dare nelle mani dei cittadini, organizzati in comitati, il controllo sulla situazione dell'area industriale di Malagrotta e guardando ad esperienze simili in Italia (in particolare in un Municipio di Ferrara, in cui c'è l'inceneritore Hera) feci un atto per proporre l'istituzione di una Consulta municipale, denominata "Consulta Ambientale della Valle Galeria". La Consulta è pensata per riunire in una assemblea tutti i soggetti coinvolti nella gestione dell'area, le aziende industriali, i cittadini organizzati in comitati, le istituzioni locali e gli enti di controllo ambientale. Inoltre la Consulta dovrà disporre di un proprio sito internet, a sua volta ospitato sul sito del Municipio Roma 16, in cui inserire il monitoraggio in linea delle emissioni con i dati provenienti dagli enti di controllo ambientale.
Un anno e mezzo fa, a novembre 2008, proposi una delibera in cui si istituiva la Consulta contenente un Regolamento per disciplinarne il funzionamento. In Consiglio Municipale la delibera venne approvata all'unanimità. Ma fu una vittoria di Pirro, perchè il PD facendo votare l'atto in due parti separate, votò a favore dell'istituzione della Consulta ma contro il Regolamento. E quindi venne istituita una Consulta priva di un Regolamento per farla partire! Una vera e propria beffa per i cittadini.
Dopo una lunga battaglia sei mesi fa, a novembre 2009, anche grazie al "fiato sul collo" dei cittadini intervenuti in Consiglio con le telecamere, venne approvato un atto - sempre all'unanimità - per dare mandato al Presidente del Municipio di redarre il Regolamento della Consulta, necessario a farla partire.
Sono passati sei mesi, nonostante l'approvazione in Commissione Ambiente della bozza di Regolamento e dopo che ho presentato degli emendamenti per evitare che venisse stravolta la funzione e le competenze della Consulta, ancora l'atto non arriva al voto del Consiglio Municipale.
Ma le parole ormai non bastano, bisogna fare di più.
Per questo viene indetto un presidio sotto il Municipio Roma 16 per far convergere tutte le persone e le forze politiche ed associative che tengono alla salute dei cittadini ed alla sicurezza ambientale a Massimina ed a Roma. Per chiedere il voto sul Regolamento e la partenza immediata della Consulta Ambientale della Valle Galeria prima della pausa estiva.
Il presidio è aperto a tutti e si terrà:
SABATO 12 GIUGNO 2010 ORE 10:00 - SEDE DEL MUNICIPIO ROMA 16 - VIA FABIOLA 14 ROMA
Marco Giustini
Consigliere del Municipio Roma 16
Lista civica 5 stelle di Roma