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domenica 25 aprile 2010

Saccheggiato e danneggiato l'albero Falcone Grasso: "Un attentato all'azione antimafia"

Sfregio al simbolo nello stabile dove abitava il magistrato ucciso da Cosa Nostra
Scomparsi messaggi, disegni, foto e il lenzulo bianco in ricordo della strage di Capaci



Centinaia di messaggi, disegni, lettere che, negli anni, cittadini e studenti hanno lasciato sotto l'albero Falcone, diventato simbolo della lotta alla mafia, sono stati rubati. Portate via anche le immagini che ritraevano il magistrato ucciso da Cosa Nostra nel 1992 e del suo agente di scorta Rocco Di Cillo, assassinato nella strage insieme agli altri poliziotti che tutelavano il giudice e alla moglie di Falcone, Francesca Morvillo. Scomparso anche un lenzuolo bianco con scritto "le vostre idee camminano sulle nostre gambe". A segnalare alla polizia il furto, avvenuto ieri pomeriggio, è stato il portiere del palazzo in cui abitava Falcone. L'albero si trova proprio davanti all'ingresso dello stabile, in via Notarbartolo, una strada trafficatissima nel centro della città.

GUARDA Lo sfregio

"Un gesto deprecabile e un attentato alla memoria di Falcone e dell'azione antimafia". Così il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ha commentato il gesto vandalico. "Palermo, però, - ha aggiunto - non è rappresentata da gente che compie atti simili". "Mi auguro - ha consluso Grasso - che, già domani, chi aveva lasciato il suo messaggio e se lo è visto rubare, vada a rimetterne un altro. E che chi non aveva deposto la sua testimonianza sotto l'albero prima d'ora accorra a farlo in questo momento proprio per dimostrare che Palermo è una città diversa".

Dal giorno dell'eccidio di Falcone l'albero è diventato meta di una sorta di pellegrinaggio di cittadini e studenti che lasciano messaggi e in ricordo delle vittime della lotta alla mafia. Il 23 maggio, giorno in cui ricorre l'anniversario della strage di Capaci, è lì che si concludono le manifestazioni di commemorazione.

Il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha condannato l'episodio definendolo un grave atto vandalico. "Si tratta - ha detto - di un atto vandalico che offende la città che certamente reagirà in maniera sdegnata e convinta a questa offesa alla memoria del magistrato Giovanni Falcone e di tutte le vittime della mafia. Non saranno certo questi comportamenti incivili - ha concluso Schifani - a scalfire il prezioso patrimonio di valori di legalità che Falcone ha lasciato a Palermo e all'intero Paese".