giovedì 29 aprile 2010

Grecia, se cade l’Italia addio Euro: è il debito a salvarci

Attenti alla Grecia: il debito italiano fa paura e lo spettro della bancarotta di Atene avvicina pericolosamente l’Italia alla crisi finanziaria mediterranea che sta scuotendo l’Europa. Se Bossi preme sul federalismo fiscale per evitare l’incubo greco, Beppe Grillo è convinto del contrario: senza conoscere i costi reali della riforma tributaria federalistica, l’Italia rischia di «fare la fine dell’Argentina», ovvero il bivio: «Fallire subito o rimandare?». Se fallisce la Grecia l’euro vacilla, dice Grillo. Ma, se fallisce l’Italia, «l’euro sprofonda insieme a tutti i nostri creditori. Per ora il nostro immenso debito pubblico ci protegge».



L’allarme è il contagio che proviene da Atene: le agenzie di rating hanno declassato i titoli di Stato greci a spazzatura. Il debito della Grecia non ha più Grillo 1mercato, i suoi titoli sono invendibili: li possono comprare solo banche greche su ordine del governo centrale. «Senza il ricorso al debito – scrive Grillo nel suo blog – la Grecia può invocare unicamente la carità degli altri Stati per non fare bancarotta e dichiarare il suo debito insolvibile con l’uscita obbligatoria dall’euro». Ma «l’elemosina, comunque insufficiente, tarda ad arrivare».

L’aiuto è stimato in 45 miliardi di euro per non fallire subito. La Grecia però ha necessità di reperire 160 miliardi di euro per i prossimi tre anni solo per finanziare gli interessi sui titoli di Stato emessi, pagare i titoli di Stato in scadenza e il disavanzo annuo tra entrate e uscite. Il prestito di 45 miliardi sarà finanziato dal Fondo Monetario Internazionale per 10-15 miliardi e da alcune nazioni europee, tra queste la Germania con 8,4 miliardi e l’Italia con 5,5 miliardi (quasi il triplo dell’Olanda e più della Spagna, che assicura un prestito di 3,7 miliardi).

L’86% dei tedeschi è contrario al prestito, «non vuole pagare per la finanza allegra di altri Paesi». Prima di consegnare i soldi dei tedeschi al primo ministro greco George Papandreou, la Merkel vuole avere la rassicurazione che la Grecia metterà a posto i suoi conti. Secondo Grillo, Tremonti «ha invece fretta di erogare il prestito per paura che il fuoco divampi: la Grecia, infatti, è vicina».

Il debito pubblico dell’Italia è di circa 1.800 miliardi, e nei primi mesi del 2010 è aumentato di più di 30 miliardi. Il tasso di disoccupazione italiano è comparabile a quello greco, il saldo import/export 2009 è stato negativo per circa 280 milioni di euro, mentre nel 2008 era positivo per 10 miliardi. Le entrate fiscali sono in diminuzione mese dopo mese, aggiunge Grillo, e la spesa pubblica è in continuo aumento: è la peggiore sul Pil degli ultimi 10 anni, pari al 52,3%. Nel 2010, conclude Grillo, Tremonti deve collocare 450 miliardi di euro di titoli e pagare 70/80 miliardi di interessi (pari a 4/5 finanziarie) su quelli già emessi. «I greci, a confronto, sono dei dilettanti» (info: www.beppegrillo.it).