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martedì 27 aprile 2010

Al “Collegato Lavoro” qualche ritocco di facciata… ma l’attacco ai diritti ed alle tutele dei lavoratori non cambia LA LEGGE INFAME VA RITIRATA

Dopo che il Presidente della Repubblica Napolitano non ha firmato il cosiddetto Collegato Lavoro e lo ha rinviato alle Camere, il governo ha apportato qualche modifica, ma la sostanza della legge non cambia, e continua a prevedere numerosi articoli per ostacolare e rendere quasi impossibile il ricorso alla magistratura del lavoro per ottenere giustizia.
Ora viene formalmente escluso il licenziamento come materia di arbitrato, ma restano tutti i nuovi vincoli posti contro la difesa legale del posto di lavoro, limitando i poteri dei giudici nell’esprimersi a favore dei lavoratori e al contrario dando agli “arbitri” graditi ai padroni poteri discrezionali larghissimi.

Cosa prevede il collegato:
1) Introduce un arbitrato alternativo al ricorso al Giudice del Lavoro che il lavoratore “potrà” (cioè “verrà costretto col ricatto a”) scegliere dopo 30 giorni dal contratto di assunzione e per il quale, per ogni vertenza di lavoro, dovrà rivolgersi ad arbitri designati in comune accordo tra i padroni e i sindacati concertativi i quali potranno definire le controversie con pronunciamenti (che saranno immodificabili) “secondo equità”. Il che significa che non avranno nessun obbligo di far rispettare le leggi esistenti e le normative contrattuali vigenti, ma potranno decidere come gli pare, sempre nell’ottica prevalente degli interessi produttivi dell’impresa. E la scelta dell’arbitrato una volta fatta sarà irreversibile.
2) per tutti coloro che manterranno la possibilità di ricorrere al giudice, i termini di decadenza diventano cortissimi: l’impugnazione del licenziamento dovrà essere fatta entro 60 giorni non solo per i licenziamenti comunicati regolarmente ed esplicitamente per lettera, ma anche per tutte quelle forme di licenziamento (orale, di fatto, per contratto irregolare o a termine invalido, ecc.) che oggi sono impugnabili anche in tempi successivi; e una volta impugnato il licenziamento il lavoratore d’ora in poi avrà solo sei mesi di tempo per depositare un ricorso legale, al posto dei cinque anni stabiliti finora.
3) per tutti i precari, il cui contratto atipico viene riconosciuto illegittimo, ancora peggio: non potranno più essere reintegrati con assunzione a tempo indeterminato ma avranno solo una compensazione economica di poche mensilità. (da 2,5 a 6).
4) tutti i lavoratori che per qualsiasi tipo di vertenza si rivolgeranno al giudice, grazie a un’altra legge recente (L.69/2009), se perderanno la causa dovranno obbligatoriamente essere condannati a pagare le “spese di lite” per migliaia di euro. E il Collegato Lavoro rincara la dose, perché stabilisce che il lavoratore debba essere sanzionato - anche se ha ragione – per non avere accettato in fase conciliativa una offerta economica magari misera: lavoratori e azienda vengono messi sullo stesso piano, come se avessero le stesse possibilità economiche, alla faccia della Costituzione italiana.
Questi attacchi contro i lavoratori sono pesantissimi e non devono passare sotto silenzio, l’informazione deve coinvolgere tutti/e in modo massiccio e puntuale..
Organizziamo la mobilitazione nelle piazze e sui posti di lavoro
MERCOLEDI’ 28 aprile ore 15
PRESIDIO ALL’ UNIONE INDUSTRIALE
Via Fanti, 17 Torino


Confederazione COBAS
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RdB - Rappresentanze di Base
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