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venerdì 30 aprile 2010

Grillo 168 - Woodstock a 5 Stelle

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Facciamo un po’ il punto di quello che è successo dopo queste elezioni del MoVimento 5 stelle. Esistiamo! E la prova che esistiamo è proprio il fatto che non ne parla nessuno. Non parlarne certifica la nostra esistenza in vita. D’altronde parlano di gente inesistente, gente come Napolitano, come Gasparri, come D’Alema parlano tutti i giorni di gente che non esiste, chiaramente non parlano di noi che esistiamo. Ma esistiamo alla grande!
Voglio ringraziare i giornalisti, l’Annunziata, che non è una giornalista, è una collega straordinaria, che ha detto in televisione che in fondo cosa parlate del MoVimento 5 Stelle ha preso i voti che ha preso Mastella. Ma io ti ringrazio cara collega, primo perché abbiamo preso i voti che ha preso Mastella alle europee le abbiamo prese in 5 regioni solamente, 500 mila voti; seconda cosa, cosa abbiamo speso noi? Hai presente cosa ci è costato eleggere Mastella? Noi abbiamo speso in 5 regioni circa 40 mila Euro, divisi per i 500 mila voti, sono grosso modo 8 centesimi a voto. So che è una cifra esorbitante, lo so, ma faremo di meno. Ti pregherei di fare due conti anche tu, Annunziata, perché tu i conti li sai fare. Noi abbiamo speso niente, anzi non abbiamo neppure preso i rimborsi elettorali, quasi 2 milioni di Euro. Vogliamo dare un esempio. Questi ragazzi stanno dando un esempio straordinario. Si sono diminuiti lo stipendio, si sono autolimitati lo stipendio da 10 mila Euro di consigliere regionale lo portano a 2/2.500. Sono perfetti! Questo MoVimento andrà avanti e si sta espandendo, ci saranno sempre più iscritti. Il movimento è anche on line, è il MoVimento nazionale, lanceremo il portale a fine giugno e si potranno poi discutere tutte le idee sul fare liste, civiche, regionali, comunali. Lo faremo insieme. Il principio di uno vale uno sarà finalmente applicato. Questo è un MoVimento nuovo, ci stanno studiando in tutto il mondo. Qui non ne parlate, ma ne parlano all’estero, all’estero dicono una cosa meravigliosa che voi non fate filtrare qui, ma non importa. Ci rafforzate sempre di più.
Volevamo fare un V-day sull’acqua l'8 maggio. Non è che noi non siamo più d’accordo per farlo, ma visto che tanti movimenti hanno già fatto un grande lavoro di raccolta firme, noi appoggeremo i movimenti territoriali che potranno essere appoggiati, se loro lo riterranno opportuno, anche dal nostro blog e da me personalmente. Quindi noi andiamo avanti.
Quindi non scoraggiatevi, siamo partiti non ci ferma più nessuno, cominciate a chiedervi cosa sta succedendo vicino a voi!
Se siete d’accordo facciamo il Woodstock del MoVimento a 5 stelle. Aiutatemi a vedere dove possiamo farlo. Una riunione senza raccolta firme, senza niente, dove ognuno porta un po’ di allegria, ci troviamo, ci guardiamo in faccia, ci diciamo di tutto. Facciamo un po’ di cose, con la musica, magari con esposizioni di rinnovabili, di filiere corte, di prodotti autoctoni. Fatevi venire qualche idea di dove poterlo fare, la Woodstock del MoVimento a 5 stelle.
Vi abbraccio e torno nell’ombra che è il nostro posto l’ombra, ma un giorno o l’altro saremo la luce, quella vera!
Ciao a tutti.

giovedì 29 aprile 2010

Articolo del messaggero di 13 anni fà


Ricordiamoci che la protezione civile ha fatto rientrare nelle case le persone, quella notte del 6 aprile di un anno fà, rassicurandole che non sarebbe successo nulla.

Assemblea azionisti Telecom Italia - intervento di Beppe Grillo

Grecia, se cade l’Italia addio Euro: è il debito a salvarci

Attenti alla Grecia: il debito italiano fa paura e lo spettro della bancarotta di Atene avvicina pericolosamente l’Italia alla crisi finanziaria mediterranea che sta scuotendo l’Europa. Se Bossi preme sul federalismo fiscale per evitare l’incubo greco, Beppe Grillo è convinto del contrario: senza conoscere i costi reali della riforma tributaria federalistica, l’Italia rischia di «fare la fine dell’Argentina», ovvero il bivio: «Fallire subito o rimandare?». Se fallisce la Grecia l’euro vacilla, dice Grillo. Ma, se fallisce l’Italia, «l’euro sprofonda insieme a tutti i nostri creditori. Per ora il nostro immenso debito pubblico ci protegge».



L’allarme è il contagio che proviene da Atene: le agenzie di rating hanno declassato i titoli di Stato greci a spazzatura. Il debito della Grecia non ha più Grillo 1mercato, i suoi titoli sono invendibili: li possono comprare solo banche greche su ordine del governo centrale. «Senza il ricorso al debito – scrive Grillo nel suo blog – la Grecia può invocare unicamente la carità degli altri Stati per non fare bancarotta e dichiarare il suo debito insolvibile con l’uscita obbligatoria dall’euro». Ma «l’elemosina, comunque insufficiente, tarda ad arrivare».

L’aiuto è stimato in 45 miliardi di euro per non fallire subito. La Grecia però ha necessità di reperire 160 miliardi di euro per i prossimi tre anni solo per finanziare gli interessi sui titoli di Stato emessi, pagare i titoli di Stato in scadenza e il disavanzo annuo tra entrate e uscite. Il prestito di 45 miliardi sarà finanziato dal Fondo Monetario Internazionale per 10-15 miliardi e da alcune nazioni europee, tra queste la Germania con 8,4 miliardi e l’Italia con 5,5 miliardi (quasi il triplo dell’Olanda e più della Spagna, che assicura un prestito di 3,7 miliardi).

L’86% dei tedeschi è contrario al prestito, «non vuole pagare per la finanza allegra di altri Paesi». Prima di consegnare i soldi dei tedeschi al primo ministro greco George Papandreou, la Merkel vuole avere la rassicurazione che la Grecia metterà a posto i suoi conti. Secondo Grillo, Tremonti «ha invece fretta di erogare il prestito per paura che il fuoco divampi: la Grecia, infatti, è vicina».

Il debito pubblico dell’Italia è di circa 1.800 miliardi, e nei primi mesi del 2010 è aumentato di più di 30 miliardi. Il tasso di disoccupazione italiano è comparabile a quello greco, il saldo import/export 2009 è stato negativo per circa 280 milioni di euro, mentre nel 2008 era positivo per 10 miliardi. Le entrate fiscali sono in diminuzione mese dopo mese, aggiunge Grillo, e la spesa pubblica è in continuo aumento: è la peggiore sul Pil degli ultimi 10 anni, pari al 52,3%. Nel 2010, conclude Grillo, Tremonti deve collocare 450 miliardi di euro di titoli e pagare 70/80 miliardi di interessi (pari a 4/5 finanziarie) su quelli già emessi. «I greci, a confronto, sono dei dilettanti» (info: www.beppegrillo.it).

mercoledì 28 aprile 2010

BASTA CON IL PETROLIO



Gli incidenti

Secondo una definizione del GESAMP, l’inquinamento marino è l’“Introduzione diretta o indiretta da parte umana, di sostanze o energia nell’ambiente marino (...) che provochi effetti deleteri quali danno alle risorse viventi, rischio per la salute umana, ostacolo alle attività marittime compresa la pesca, deterioramento della qualità dell’acqua per gli usi dell’acqua marina e riduzione delle attrattive ”

Si possono quindi inquadrare tre differenti tipi di inquinamento:

- inquinamento sistematico :causato dall’immissione continua nel tempo di inquinanti (scarichi fognari, reflui industriali, dilavamento terreni, e così via);

- inquinamento operativo: causato dall’esercizio di natanti (lavaggio cisterne, scarico delle acque di zavorra e di sentina, ricaduta fumi, vernici antivegetative e così via);

- inquinamento accidentale: causato da incidenti: naufragi, operazioni ai terminali, blow-out da piattaforme, rottura condotte);

Secondo fonti OMI tra le fonti di inquinamento delle acque marine solo il 23%sono costituite da sorgenti marine e tra queste la percentuale del 12% è quella legata all’inquinamento dovuto al trasporto marittimo, il resto è dovuto a cause di origine terrestre, ad attività di dumping e off-shore ed al trasporto aereo.



Principali sversamenti di petrolio in mare in Europa

DATA


LOCALITA'


NAVE


SVERSAMENTI (tonnellate)


Marzo 1967


Gran Bretagna


Torrey Canion


121.000

Gennaio 1975


Portogallo


Jacob Maersk


84.000

Maggio 1976


Spagna


Urquiola


101.000

Marzo 1978


Francia


Amoco Cadiz


228.000

Dicembre 1978


Spagna


Andros Patria


47.000

Aprile 1979


Francia


Gino


42.000

Novembre 1979


Bosforo


Independenta


95.000

Febbraio 1980


Grecia


Irenes Serenade


102.000

Aprile 1991


Italia


Haven


144.000

Dicembre 1992


Spagna


Aegeum Sea


80.000

Gennaio 1993


Gran Bretagna


Braer


85.000

Febbraio 1996


Gran Bretagna


Sea Empress


60.000

Dicembre 1999


Francia


Erika


31.000

Dicembre 2002


Spagna


Prestige


77.000

Nel Mediterraneo, secondo le statistiche OMI, la percentuale degli inquinamenti da idrocarburi dovuti a sversamenti da navi è del 10%. Si tratta ovviamente di statistiche relative agli sversamenti accidentali che non tengono conto delle operazioni illegali, quali il lavaggio delle cisterne. Secondo una stima dell’Unione Petrolifera il Mediterraneo riceverebbe ogni anno circa 1 milione di tonnellate di idrocarburi provenienti da varie fonti (sversamenti intenzionali e accidentali, fonti endogene, apporto dai fiumi, ecc.).

Analizzando le cause di questi incidenti, è possibile riscontrare che per il 64%dei casi esse sono imputabili ad errore umano, il 16% a guasti meccanici ed il 10% a problemi strutturali della nave, mentre il restante 10% non è attribuibile a cause certe.



La gran parte delle percentuali attribuibili agli errori umani e alle cause non determinate possono senz’altro essere ascritte ai problemi connessi alla presenza di vecchie imbarcazioni con equipaggi improvvisati e impreparati che percorrono in gran numero il Mediterraneo.

Secondo statistiche elaborate dall’ITOPF, l’associazione di categoria dei trasportatori di idrocarburi, le cause degli sversamenti si manifestano secondo le seguenti proporzioni:

- durante le operazioni di carico e scarico circa il 35%,

- durante il bunkeraggio circa il 7%,

- per collisioni circa il 2%,

- per arenamento circa il 3%

- per falle nello scafo circa il 7%,

- in seguito a incendi o esplosioni (come nel caso della Haven) per il 2%,

- per altre cause non meglio determinate il 29%,

- per altre operazioni di routine il 15%.



Nel 1999 sono stati compiuti oltre 100 interventi per oil spill superiori alle 500 tonnellate, un record per gli ultimi anni. Di questi, una consistente parte è avvenuta in Mediterraneo. La media annuale di spill superiori a 500 tonnellate si aggira per il nostro bacino sulle 21.000 tonnellate annue.

Negli ultimi 20 anni, oltre 600.000 tonnellate di idrocarburi sono state sversate in mare in seguito a tre soli incidenti, per un totale del 75% della quantità totale (Cavo Cambanos nel 1981, Sea Spirit ed Hesperus nel 1990, Haven nel 1991). Dati REMPEC.

Per quanto rilevanti tuttavia, gli sversamenti accidentali dovuti ad idrocarburi, rappresentano solo una piccola quota del totale degli scarichi dovuti al traffico marittimo. La maggior parte di essi, dall’80 al 95% a seconda dei criteri di stima, è infatti determinata da operazioni di routine, in particolare dallo zavorramento e dal lavaggio delle cisterne, con uno spill medio a livello mondiale, valutabile da 8 a 20 milioni di barili, con 1 milione di barili nel solo Mediterraneo.

Cosa sarebbe successo se un incidente come la Prestige fosse accaduto nel Mediterraneo? L’inquinamento, già catastrofico sulle coste atlantiche, sarebbe risultato decisamente drammmatico nel nostro mare. A parte le conseguenze prettamente ambientali di un incidente del genere, non è da escludere che difficoltà di gestione dell’incidente simili a quelli sorti in

Spagna, potessero ripresentarsi anche in Italia e altri paesi del Mediterraneo.

Spesso infatti, la responsabilità per la gestione delle varie attività relative al mare e alle coste, le aree più soggette alle conseguenze negative degli sversamenti, è suddivisa tra numerosi amministrazioni, sia locali che centrali, e spesso le attribuzioni non sono chiaramente ripartite.

Il numero di agenzie governative che si occupano di gestione delle aree marine e costiere italiane include una mezza dozzina di ministeri, che delegano parte delle loro responsabilità ad una serie di agenzie ed uffici locali.

Inoltre, varie agenzie e dipartimenti con compiti affini operano sotto diverse amministrazioni centrali. In teoria dovrebbero collaborare tra di loro, ma in realtà si assiste più spesso ad una sovrapposizione di competenze.

L’esempio più lampante è la gestione della sicurezza in mare. Nei mari italiani operano cinque differenti forze di polizia: la Marina Militare (sotto il Ministero della Difesa), la Guardia Costiera (Ministero delle Infrastrutture), la Guardia di Finanza (Ministero dell’Economia), la Polizia (Ministero dell’Interno) e i Carabinieri (Ministero della Difesa). Di queste, la Marina si occupa di vigilanza al di fuori del mare territoriale, mentre gli altri hanno compiti complementari nelle acque italiane. A queste cinque forze di polizia vanno poi aggiunte, con compiti più settoriali, i vigili del fuoco, la guardia carceraria e la guardia forestale. Ovviamente, tradizionali rivalità di corpo e difficoltà di districarsi nella selva di normative nel campo della sicurezza in mare, limitano in maniera significativa la collaborazione fra questi corpi.

L’incidente della petroliera Prestige ha dimostrato ancora una volta l’importanza di una risposta pronta ed efficace in caso d’emergenza. Ma ciò è possibile solo se si dispone di piani d’intervento precisi, dettagliati e aggiornati. In Italia le responsabilità amministrative tra intervento a mare e intervento sulla costa sono distinte; l’intervento a mare spetta alla Direzione Difesa Mare del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, mentre l’intervento lungo la fascia costiera spetta invece alla Protezione Civile. I piani di emergenza utilizzati da entrambi in caso di inquinamento o di imminente pericolo di inquinamento delle acque del mare causato da immissioni, anche accidentali, di idrocarburi o di altre sostanze nocive, non sono in linea con la Convenzione sulla preparazione, la risposta e la cooperazione in materia di inquinamenti da idrocarburi (OPPRC’90) in quanto gli ultimi aggiornamenti risalgono al 1988. Tale Convenzione è stata ratificata con legge n. 464 del 15 dicembre 1998 e ad oggi (2003) ancora non sono pronti i cosiddetti Contingency Plans, nazionale e regionale, basati su studi di vulnerabilità delle coste, l’individuazione delle aree più sensibili e delle possibili zone di stoccaggio del materiale recuperato a seguito di uno sversamento. Inoltre, un altro punto fondamentale è la formazione in materia di preparazione e di lotta contro l’inquinamento da idrocarburi e l’acquisizione, lo stoccaggio e la disponibilità di materiale per contrastare un inquinamento da idrocarburi.

Densità del catrame pelagico negli oceani mondiali

media Catrame trovato in Mare

Mare


Catrame trovato in media (mg./mc)

MEDITERRANEO


38

MAR DEI SARGASSI


10

SISTEMA GIAPPONESE


3,8

CORRENTE DEL GOLFO


2,8

ATLANTICO NORD OCCIDENTALE


1

GOLFO DEL MESSICO


0,8

CARAIBI


0,6

PACIFICO NORD ORIENTALE


0,4

PACIFICO SUD OCCIDENTALE


<0,01

Schifani fa causa a 'Il Fatto'

27 aprile 2010
Il presidente del Senato chiede 720.000 euro di risarcimento per le inchieste pubblicate dal quotidiano. La direzione risponde: "Le indagini giornalistiche proseguono, noi non ci faremo intimidire".


Il presidente del Senato, Renato Schifani, ci ha notificato ieri una citazione civile con cui domanda 720 mila euro di risarcimento per le inchieste giornalistiche che lo riguardavano da noi pubblicate. La somma richiesta è superiore al nostro capitale sociale, ma noi non ce ne lamentiamo. Schifani, al pari di qualsiasi altro cittadino, se si ritiene diffamato ha il diritto di rivolgersi al Tribunale per veder riconosciute le proprie ragioni. Anche se, dopo aver letto le 54 pagine della citazione, dobbiamo confessare la nostra sorpresa: nonostante gli sforzi non abbiamo ancora capito quali delle notizie riportate su il Fatto Quotidiano non siano vere. A questo punto chi ha ragione e chi ha torto non lo potrà che stabilire il giudice.

Certo, avremmo preferito che il presidente Schifani, proprio per l'importante incarico pubblico da lui ricoperto, avesse risposto alle numerose e-mail contenenti dettagliate richieste di chiarimenti che gli abbiamo inviato prima di scrivere ogni pezzo. E ora ci saremmo aspettati almeno una querela penale che, da una parte, avrebbe consentito al pubblico ministero di svolgere autonomamente indagini sui fatti contenuti negli articoli in maniera più ampia rispetto a quanto si può fare in sede civile. E che, dall'altra, sarebbe potuta sfociare, in caso di un nostro rinvio a giudizio, in un dibattimento pubblico senz'altro interessante per chi vuol conoscere i trascorsi della seconda carica dello Stato.

In passato, quando Schifani era ancora il semplice capogruppo di Forza Italia al Senato, le cose andarono proprio in questo modo. Il nostro Marco Lillo, all'epoca a l'Espresso, pubblicò un'inchiesta sui soci di Schifani poi condannati per fatti di mafia o finiti sotto processo per altri reati. Il pm stabilì che ciò che Lillo aveva raccontato era vero e la querela fu archiviata. Per questo, dopo aver riletto l'atto di citazione, oggi pensiamo che la causa miri più che altro a mettere una spada di Damocle economica sulla testa di un giornale appena nato. Ma se le cose stanno così, i nostri lettori possono stare tranquilli. Già domani dalle colonne de il Fatto Quotidiano spiegheremo dettagliatamente perché, a nostro avviso, la citazione di Schifani non è basata su argomentazioni serie e degne di un presidente del Senato. E nei prossimi giorni racconteremo altre storie inedite sulla vita del senatore, prima e dopo il suo ingresso in politica. Notizie che l'opinione pubblica deve conoscere.

Tratto da: antefatto.ilcannocchiale.it

L’Italia paga già oggi per il nucleare che non ha


In molti si preoccupano di quanto ci costerà il nucleare, cifre che ancora non sono completamente chiare e che si sa già che lieviteranno con il tempo. Ma in realtà l’Italia sta già pagando per il nucleare che non ha. Ad affermarlo sono i Verdi che, in occasione del ventiquattresimo anniversario di Cernobyl hanno presentato una relazione in cui si indica lo stato del Paese in merito alle scorie tossiche lasciateci in eredità dalle vecchie centrali ormai dismesse.

Secondo i Verdi dunque, l’Italia pagherebbe ogni anno per tenere in sicurezza le scorie ben 500 milioni di euro, per un totale di 12 miliardi solo negli ultimi 20 anni. E non abbiamo ancora delle centrali attive, figuriamoci dunque cosa accadrà quando effettivamente entreranno in azione.

Il costo può apparire eccessivo, ma è obbligato in quanto le scorie sono molto pericolose, potrebbero contaminare il terreno e le acque portando a conseguenze inimmaginabili in caso di fuoriuscita, ed inoltre il problema è che le avremo praticamente per sempre. Stiamo infatti stoccando 90.000 metri cubi di rifiuti tossici e radioattivi, suddivisi in rifiuti di seconda categoria, che rimangono pericolosi per circa 300 anni, e di terza categoria, i quali mantengono la carica radioattiva per addirittura 250.000 anni.

Come se non bastasse, nei progetti del Governo c’è la costruzione della centrale di stoccaggio dei rifiuti (perché il problema non è solo la centrale, ma soprattutto dove mettere gli scarti) nella zona del Garigliano, un’area tra Caserta e Latina dove altro materiale pericoloso era già stato stoccato, ed ha provocato una piccola Cernobyl anche in Italia.

I media “ufficiali” ormai se lo sono dimenticato, o cercano di farlo dimenticare anche alla popolazione, ma in quella zona negli anni ‘70 si sono avuti incidenti a ripetizione che hanno messo in grave pericolo la zona circostante.

Nel dicembre 1976 il fiume Garigliano in piena, entra nel locale sotterraneo raccogliendo oltre un milione di litri d’acqua contaminata. Un incidente analogo si verifica nel novembre del 1979. Poi passa un anno, e nel novembre del 1980 le piogge abbondanti penetrano nella centrale e fuoriescono nel fiume portandosi dietro cesio 137. Due anni dopo un contenitore su rimorchio ferroviario da Roma perde per strada 9.000 litri di acqua con cobalto 58, cobalto 60, e manganese 54

raccontano i Verdi nel loro rapporto, dove documentano anche due esplosioni nei filtri del camino avvenute nel ‘72 e nel ‘76. Questi incidenti hanno contaminato 1.700 km quadrati di mare, ragion per cui Giulia Casella, presidente del circolo Legambiente di Sessa Aurunca afferma, in modo pienamente condivisibile, che

Si tratta di un’ipotesi sciagurata. L’area è inadatta dal punto di vista idrogeologico. E non lo diciamo noi. Lo attesta un documento del Governo del 1985.

E dire che il nucleare all’Italia non serve affatto.

Fonte: [Repubblica]

martedì 27 aprile 2010

Al “Collegato Lavoro” qualche ritocco di facciata… ma l’attacco ai diritti ed alle tutele dei lavoratori non cambia LA LEGGE INFAME VA RITIRATA

Dopo che il Presidente della Repubblica Napolitano non ha firmato il cosiddetto Collegato Lavoro e lo ha rinviato alle Camere, il governo ha apportato qualche modifica, ma la sostanza della legge non cambia, e continua a prevedere numerosi articoli per ostacolare e rendere quasi impossibile il ricorso alla magistratura del lavoro per ottenere giustizia.
Ora viene formalmente escluso il licenziamento come materia di arbitrato, ma restano tutti i nuovi vincoli posti contro la difesa legale del posto di lavoro, limitando i poteri dei giudici nell’esprimersi a favore dei lavoratori e al contrario dando agli “arbitri” graditi ai padroni poteri discrezionali larghissimi.

Cosa prevede il collegato:
1) Introduce un arbitrato alternativo al ricorso al Giudice del Lavoro che il lavoratore “potrà” (cioè “verrà costretto col ricatto a”) scegliere dopo 30 giorni dal contratto di assunzione e per il quale, per ogni vertenza di lavoro, dovrà rivolgersi ad arbitri designati in comune accordo tra i padroni e i sindacati concertativi i quali potranno definire le controversie con pronunciamenti (che saranno immodificabili) “secondo equità”. Il che significa che non avranno nessun obbligo di far rispettare le leggi esistenti e le normative contrattuali vigenti, ma potranno decidere come gli pare, sempre nell’ottica prevalente degli interessi produttivi dell’impresa. E la scelta dell’arbitrato una volta fatta sarà irreversibile.
2) per tutti coloro che manterranno la possibilità di ricorrere al giudice, i termini di decadenza diventano cortissimi: l’impugnazione del licenziamento dovrà essere fatta entro 60 giorni non solo per i licenziamenti comunicati regolarmente ed esplicitamente per lettera, ma anche per tutte quelle forme di licenziamento (orale, di fatto, per contratto irregolare o a termine invalido, ecc.) che oggi sono impugnabili anche in tempi successivi; e una volta impugnato il licenziamento il lavoratore d’ora in poi avrà solo sei mesi di tempo per depositare un ricorso legale, al posto dei cinque anni stabiliti finora.
3) per tutti i precari, il cui contratto atipico viene riconosciuto illegittimo, ancora peggio: non potranno più essere reintegrati con assunzione a tempo indeterminato ma avranno solo una compensazione economica di poche mensilità. (da 2,5 a 6).
4) tutti i lavoratori che per qualsiasi tipo di vertenza si rivolgeranno al giudice, grazie a un’altra legge recente (L.69/2009), se perderanno la causa dovranno obbligatoriamente essere condannati a pagare le “spese di lite” per migliaia di euro. E il Collegato Lavoro rincara la dose, perché stabilisce che il lavoratore debba essere sanzionato - anche se ha ragione – per non avere accettato in fase conciliativa una offerta economica magari misera: lavoratori e azienda vengono messi sullo stesso piano, come se avessero le stesse possibilità economiche, alla faccia della Costituzione italiana.
Questi attacchi contro i lavoratori sono pesantissimi e non devono passare sotto silenzio, l’informazione deve coinvolgere tutti/e in modo massiccio e puntuale..
Organizziamo la mobilitazione nelle piazze e sui posti di lavoro
MERCOLEDI’ 28 aprile ore 15
PRESIDIO ALL’ UNIONE INDUSTRIALE
Via Fanti, 17 Torino


Confederazione COBAS
CUB - Confederazione Unitaria di Base
RdB - Rappresentanze di Base
SdL Intercategoriale

Lazio: Polverini e Cetica, storia di un patto inconfessabile



di Marco Lillo

Il mistero di un documento con cui nel 2000 il neo assessore al Bilancio accusava la ex sindacalista di aver usato l'Ugl per favorire economicamente una società della madre. La denuncia fu bloccata e poi tra i due venne trovato un accordo...



Ci sono carriere costruite sui discorsi fatti e altre che si basano sulle cose mai dette. È difficile capire a quale categoria appartenga il neo-assessore laziale Stefano Cetica fino a quando - insieme alla sua presidente Renata Polverini - non spiegherà all’opinione pubblica una vecchia storia di biancheria intima, informatica e sindacato. Il presidente della Regione ha preteso per l’ex compagno dell’Ugl il ruolo più delicato della Giunta ma proprio la vecchia militanza sindacale rischia di gettare un’ombra sulla scelta. Dal 1999 al 2006, Stefano Cetica era il leader del sindacato di destra. Renata scalpitava ma solo nel 2006, Cetica le ha lasciato strada rimanendo come presidente. Prima della staffetta tra i due c’era stata una lotta senza esclusione di colpi. Un anno dopo l’insediamento, Cetica si trova di fronte un’agguerrita fronda interna che punta sulla giovane Polverini per scalzarlo. Lui reagisce brandendo la questione morale.



Nel documento si punta il dito contro Renata Polverini e il suo amico Rolando Vicari, segretario dei forestali. Ecco cosa scriveva Cetica: "Esiste nell’Ugl una questione morale? Esiste o è esistita una gestione paternalistica, discrezionale, talora sconsiderata delle risorse del sindacato? Dobbiamo rispondere a queste domande prima di arrivare alla scadenza congressuale". Poi Cetica entra nel vivo: "faccio alcuni esempi. Se solo nel 1997 il Caaf dell’Ugl ha conferito un appalto di 240 milioni di lire alla società Tavani Srl per forniture presumibilmente di servizi informatici, credo sia mio dovere capire fino in fondo le ragioni di questo importante rapporto economico. Anche perché la Tavani Srl è l’evoluzione della Alisan Srl, amministrata dalla signora Giovanna Sensi fortunata madre del segretario confederale Renata Polverini. Inoltre, fatto ancor più strano, la società", prosegue l’allora leader Ugl Cetica, "aveva ampliato proprio nel 1997 la sua attività all’informatica: prima si occupava del commercio e della vendita dell’abbigliamento, maglieria e biancheria intima. Il nostro Caaf", proseguiva ironico, "ha avuto subito una grande fiducia nel destino informatico della Tavani Srl, affidandogli (sic) un appalto di rilevanza davvero notevole, anche considerando le esigenze effettive della struttura. Nulla esclude che a tutto ciò ci sia una spiegazione plausibile, a parte il comune buonsenso; tuttavia una spiegazione deve essere data".




Poi Cetica passava a Rolando Vicari, il segretario dei forestali Ugl con la passione del mattone. Nel 2007 Renata Polverini proprio a lui cederà a un prezzo stracciato un bell’appartamento con box di ampia metratura all’Eur, acquistato con lo sconto dall’Inpdap. A Vicari, nel 2000, Cetica rinfacciava di avere ceduto nel 1998 a soli 300 milioni un’immobile pagato 430 milioni di lire nel 1988 "dalla Centro Alfa, società strumentale legata all’Ugl" a una società dei figli di Vicari stesso. "Anche in questo caso", scriveva Cetica, “è necessario chiarire ogni responsabilità".



Il documento era diretto a tutti i segretari di categoria e territoriali e al consiglio nazionale. Ma al Fatto risulta che non fu mai spedito. Dopo una circolazione ristretta tra i dirigenti, tornò nel cassetto. Cosa accadde dopo? Polverini e Vicari rientrarono nei ranghi. Il 17 luglio 2000, cinque mesi dopo la lettera, Renata Polverini cede le sue quote sociali della Alisan e la mamma ne lascia l’amministrazione. E Cetica rimane segretario per altri sei anni.




La scelta di non andare allo scontro finale ha pagato per entrambi. Oggi Polverini e Cetica sono presidente e assessore al bilancio della terza regione italiana. Certamente Cetica avrà avuto delle risposte esaurienti alle sue domande del 2000. Ma non sarebbe male se le rendesse pubbliche a beneficio di 5 milioni di cittadini laziali che alla coppia di ex sindacalisti affideranno i soldi delle loro tasse. Anche a loro, come diceva Cetica: "una spiegazione deve esser data".



Da il Fatto Quotidiano del 27 aprile

http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2480237&title=2480237

I Servizi non sono affatto ''deviati'', servono logiche di potere occulto ed economico


Antimafia 2000 di Silvia Cordella - 27 aprile 2010 -
In un misto di curiosità e attento interesse Massimo Ciancimino ha conquistato Corleone. Tra ironica e beffarda circospezione di pochi rimasti a guardare dietro le persiane e sincera apertura al confronto dei tanti partecipanti, la città sana di don Vito Calogero Ciancimino, abbattendo il muro del sospetto, ha accolto il suo quartogenito per la presentazione del libro edito da Feltrinelli, “Don Vito”.

Un’occasione unica a cui in molti hanno aderito mentre altri avrebbero voluto associarsi, astenendosi solo per spirito di assoggettamento nei confronti di chi oggi, in questo pezzo dell’entroterra siciliano, esercita ancora un forte potere di controllo.
A sostenere e organizzare l’evento sono stati i ragazzi dell’associazione “Corleone Dialogos” che insieme ad Antimafia Duemila, nei bellissimi locali del C.I.D.M.A. (Centro Internazionale di Documentazione sulle Mafie e del Movimento Antimafia, che ospita documenti fotografici e cartacei dal valore inestimabile), hanno gettato le basi di un incontro importante che ha ospitato oltre agli autori del libro, La Licata e Ciancimino, anche il sindaco Iannazzo, l’ex sindaco Pippo Cipriani e il direttore di Antimafia Duemila Giorgio Bongiovanni. Insieme pe approfondire le relazioni segrete tra Stato e Mafia che in questa città più che altrove hanno creato servilismo e sottomissione. Intervallando la moderazione del dibattito con Anna Petrozzi, caporedattore del giornale Antimafia Duemila, è Giuseppe Crapisi, presidente di Corleone Dialogos, a introdurre l’ospite d’eccezione con un breve preambolo. “Non vogliamo dire - ha esordito - che le parole di Massimo Ciancimino siano la verità assoluta ma questo è un libro che ci può dare una mano a riflettere su quarant’anni di storia fatta non solo dalla mafia ma anche dall’antimafia”. Con questa presenza i giovani di Corleone vogliono riscattare la loro città da una fama ignobile che l’ha resa famosa in tutto il mondo attraverso la ferocia di Riina, Liggio e Provenzano e dalle gesta di un uomo potente qual era don Vito, diretta emanazione del potere politico-mafioso di quel tempo. Per questo Ciancimino Jr, visibilmente teso ed emozionato, non stenta a chiedere perdono per tutti “gli errori” commessi dal padre. “Non ho avuto paura di farlo a Palermo – ha detto – tantomeno ne ho a Corleone, dove il nome di mio padre ha contribuito a dare quella luce negativa che ancora oggi le fa subire il pregiudizio”. Una condizione a cui “sono sottoposto anch’io”- ha spiegato, che ha dato a Massimo quella stessa voglia di cambiamento che lo ha spinto a parlare con i magistrati, svelando i retroscena di una vita vissuta all’ombra di quelle trasversali commistioni di potere che all’interno della sua casa trovavano assenso e attuazione. Ciancimino raccoglie così i pensieri e comincia a raccontare di quel padre ingombrante e della sua spiccata tendenza alla libertà, puntualmente repressa da punizioni esemplari e doveri da adempiere. “Io ero il figlio sacrificabile – ha commentato - quello a cui non piaceva studiare”, quello per cui “quando Riina voleva uccidere mio padre, questi mi disse che mi avrebbe portato con sé”. Don Vito ha condizionato la sua vita ed è perciò che Massimo confida a sé stesso e al suo pubblico di non potersi ritenere responsabile di quella scelta. “Oggi sono qui a parlare”, ha affermato con rammarico, purtroppo “l’anomalia non è la gente che non parla ma Ciancimino perché parla”. “Io non credo di custodire verità assolute, cerco di portare prove alle mie dichiarazioni. Sono stato criticato per quella che è stata definita progressione o rateizzazione delle dichiarazioni, ma io questa la chiamo semplicemente paura. Parlare di certi soggetti non è facile. Non è facile quando questi stanno ancora al potere. Non è facile confrontarsi con la diffidenza della gente, non è facile spiegare a tuo figlio le minacce che ti arrivano con proiettili o pacchi bomba, così come non lo è andare via da Palermo, cambiare continuamente indirizzo, chiamare la scorta, effettuare le bonifiche, vivere in una realtà completamente diversa da quello che immaginavo io”. “Io racconto fatti. È compito della magistratura fare il resto”. “E’ stato detto che è inutile spendere i soldi dei contribuenti per indagini vecchie di 17 anni, ma è fondamentale capire che cosa hanno determinato quegli anni bui” attorno alle stragi del ’92 – 93. Poi arrivano alcune domande. Sono critiche, ma cercano di misurare la sua lealtà. “Perché Ciancimino non ha parlato prima? Non mi sembrava che disdegnasse la vita lussuosa di un tempo! Perché parla proprio adesso?” Sono solo legittimi interrogativi a cui la gente di Corleone pretende delle risposte. Ma “a chi avrei dovuto denunciare – afferma Ciancimino - ai carabinieri che solevano frequentare mio padre? Ai magistrati che talvolta si presentavano a casa? A qualche cardinale che frequentava gli amici degli amici?” Ed inoltre “se avessi voluto godermi i soldi non avrei fatto questa scelta che sicuramente non è la più accomodante”. Ciancimino trova così il silenzio attento della gente sulla base di un ragionamento che si rivela illuminante .“Le sue dichiarazioni– ha sottolineato Giorgio Bongiovanni – vengono sottovalutate, invece sono importantissime. I magistrati che lo stanno interrogando sono l’eredità di Falcone e Borsellino ma c’è una stampa che sta remando contro questa collaborazione, perché un potere non vuole che Ciancimino parli”. Quello stesso potere che di recente gli ha inviato cinque proiettili per dissuaderlo dal continuare ad andare avanti. “Tesoro o non tesoro, uno può essere tremendamente triste e straricco o tremendamente povero e superfelice, dipende dallo stato d’animo dell’essere umano – ha continuato Bongiovanni - Massimo Ciancimino ha una bella famiglia, un buon lavoro, chi glielo fa fare a parlare di una verità così scomoda?” Una verità che il Sindaco Iannazzo chiede che venga raccontata tutta, compresa quella sull’identità del fantomatico uomo dei Servizi alla quale, rassicura Massimo, “i magistrati stanno lavorando perché sia raggiunta”. Sono stati fatti dei riconoscimenti fotografici, ora manca un nome e un cognome che non tarderà ad arrivare. Ma in tutta questa fase la lotta di Massimo è rivolta principalmente a restituire dignità e valore a suo figlio Vito Andrea. “Certo – ha affermato - quando si parla con la magistratura non bisogna avere limiti, però non vorrei lasciare in eredità a mio figlio ‘un padre pazzo’ perché è questo che cerca di far passare una certa stampa che si guarda bene dal parlare di quei politici che hanno ritrovato la memoria dopo anni, grazie alle mie dichiarazioni”. Per questo è importante cercare di “capire quanto il passato ci lega al presente”. Quel passato che qui a Corleone aspettano di sentire in tanti. Tutti in silenzio, allo stesso tempo rispettosi e diffidenti nei confronti dell’inaspettato ospite cui ha fatto gli onori di casa il sindaco Iannazzo seduto accanto a un ex primo cittadino di schieramento opposto, Pippo Cipriani, a riprova che la lotta contro la corruzione e la mafia è trasversale, apartitica, che non è una virtù né di destra né di sinistra ma un messaggio di onestà intellettuale e morale su cui tutti devono lavorare. Un programma etico che imporrebbe una pulizia interna al Parlamento senza precedenti, perché abbiamo una dirigenza nel nostro Paese che è complice di pesanti fardelli. Fin quando non scopriremo i mandanti delle stragi che uccisero Falcone e Borsellino non si capiranno mai i fili che legano la seconda Repubblica al ricatto. Ed è questo il tenore dell’intervento del direttore di Antimafia Duemila, secondo il quale “non è un caso che proprio La Licata abbia scritto questo libro. Proprio lui che “venne avvertito da Falcone che l’attentato all’Addaura era stato fatto da ‘menti raffinatissime’ e non solo dalla mafia”. “Falcone – ha proseguito Bongiovanni - si riferiva ai Servizi Segreti di questo Stato i quali non sono affatto deviati, fanno il loro lavoro, cioè quello di servire il potere che nel nostro Paese è quello delle banche, dell’economia, dei poteri occulti come la massoneria, l’Opus Dei, il Vaticano e la mafia, che è parte di esso”. Il padre di Massimo Cancimino, amico personale di Bernardo Provenzano, “era funzionale a questo potere”. Ripercorrendo le linee del libro si capisce che tutta la vita dell’ex sindaco di Palermo è costantemente “accompagnata dai Servizi Segreti” . Sono loro “che controllano la politica”, la stessa che “nella migliore delle ipotesi ha partecipato, se non organizzato, le stragi del ’92 – 93”. E questa non vuole essere una retorica, ma è un fatto che emerge dai contenuti del testo e che si riallaccia “alla strategia della tensione posta in essere negli anni Settanta e perpetrata, ancora, negli anni Novanta mentre andava avanti una trattativa tra Mafia e Stato” in direzione del riassetto di nuovi equilibri. Un modus operandi che l’ex giornalista de l’Ora di Palermo, Francesco La Licata, ha avuto modo di conoscere, all’epoca in cui il quotidiano parlava di commistioni fra mafia politica e servizi. “Quando ho sentito questi racconti – ha detto – mi sembrava di rivedere un film che in qualche modo avevo già vissuto” avendolo a suo tempo raccontato. Mentre a Palazzo delle Aquile si discuteva un piano regolatore, dall’altro lato della città cadevano le persone ammazzate e noi sapevamo che morivano per quello che accadeva lì e lo abbiamo scritto anche andando incontro alle critiche di chi ci prendeva per visionari. Io mi sono stupito a sentir parlare di questi racconti, nonostante ne avessimo scritto, non pensavamo che l’abbraccio tra il malaffare e la politica, ma soprattutto del potere finanziario ed economico, fosse così totalizzante. Tassello dopo tassello abbiamo capito perché ogni volta che si discuteva di un appalto, che al comune di Palermo non veniva mai concesso per meno di trent’anni, per la raccolta dei rifiuti, la manutenzione delle strade e dell’illuminazione pubblica, c’era un certo fermento da parte di strani personaggi. Solo adesso posso dire che appartenessero a questi benedetti Servizi Segreti che noi pensavamo fossero dei fantasmi, ma che invece sono delle persone in carne ed ossa”. Ed è questo “uno spaccato di storia siciliana - ha affermato Cipriani – completamente dominato dal sistema politico, affaristico mafioso di non facile metabolizzazione”. Soprattutto per quei figli nati ‘nelle famiglie sbagliate’. Come per esempio “Giovanni Riina che all’età di sedici anni fu trascinato a casa dello zio per rapire una persona e ucciderla strangolandola con una cordicella”. Una problematica che ripropone la spinosa e controversa questione nata da una proposta dello stesso Cipriani di arrivare a togliere la patria potestà ai genitori non idonei all’educazione. Ma che nel caso di Massimo Ciancimino ha trovato conforto nella sua stessa presa di posizione nell’affermare davanti ai magistrati una verità scomoda appartenuta alla sua condizione familiare in cui lui stesso ha rivestito un ruolo di primo piano, con riferimento in particolare alla trattativa tra Stato e Mafia intercorsa nel ’92. Da apprezzare e incoraggiare dunque la scelta dell’ultimo figlio maschio di casa Ciancimino che ha avuto l’ardito coraggio di rivelare affari, scrivere nomi, raccontare omissioni di un mondo pericoloso costituito non solo da qualificati criminali ma da squallidi mercenari dai volti rispettati del mondo della politica, delle professioni e dello Stato. Quello stesso Stato, ancora oggi, troppo impreparato a riconoscere se stesso perché intrappolato in un maligno gioco di specchi, il cui potere supremo “viene gestito – ha ricordato in ultimo Bongiovanni – da chi ha compartecipato all’uccisione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, fondando la seconda Repubblica sul loro sangue”. Ci sono tanti uomini delle istituzioni onesti ma “finché non si chiarirà questo fatto – ha concluso – in Italia non si risolverà mai il problema del malaffare, della mafia militare e della corruzione. Solo quando si arriveranno a sapere i risvolti di questa storia, allora potremmo dire che esistono in Italia, singoli uomini corrotti e pezzi di Servizi deviati”.

NUCLEARE/ Cosa c’è dietro l’intesa Berlusconi-Putin? L'analisi de Il SUssidiario. net


NUCLEARE/ Cosa c’è dietro l’intesa Berlusconi-Putin?
Silvio Bosetti
http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=82319
martedì 27 aprile 2010

C’è poco da fare. Il nostro Paese, per le fonti dell’energia, dipende quasi totalmente dall’estero extra europeo. La politica energetica è storicamente quella di continuare nella contemporanea e apparentemente contraddittoria azione di diversificare e di consolidare Paesi e fonti di importazione. In questo scenario la Russia ha sempre svolto, negli ultimi 40 anni, la parte principale: decine di miliardi di metri cubi di gas naturale giungono infatti ogni anno dai pozzi dell’est, costituendo ormai la nostra principale fonte di produzione dell’elettricità, di molti processi industriali e del riscaldamento civile. Per la Russia, del resto, la possibilità di esportare il gas, di cui sono ricchissimi i giacimenti della Siberia e non solo, rappresenta la principale sorgente di reddito. Nel 2009, anno di grandi manovre, il gigante del gas Gazprom ha proseguito nel pianificare il proprio dominio sia verso ovest che verso l’est della Russia, dove la Cina ha una insoddisfatta e continua fame di energia.

Così non sorprenda se il presidente Putin mantiene con il nostro Paese un rapporto preferenziale in cui mette l’energia sempre al centro dell’agenda degli incontri con Berlusconi, siano essi ufficiali o meno. Anche nell’appuntamento di ieri Italia e Russia, attraverso la voce dei due massimi esponenti e con il supporto dei rispettivi “campioni” nazionali (per noi Eni ed Enel), hanno ulteriormente rafforzato l’alleanza in campo energetico.

Due i temi industriali: le centrali nucleari ed i gasdotti internazionali verso l’Europa. Il risultato del vertice bilaterale di Lesmo ha visto appunto Silvio Berlusconi e Vladimir Putin concludere gli accordi in materia di nucleare civile sia per il programma italiano che per la collaborazione in territorio russo. Sono poi stati rimossi i dubbi, sollevati in Russia qualche tempo fa, sulla collaborazione tra Eni e Gazprom sul colossale gasdotto South Stream.

Se agli annunci italo russi sul gas eravamo abituati, meno scontato è la collaborazione nell’ambito atomico. La Federazione Russa si è resa disponibile a collaborare al progetto di ritorno al nucleare in Italia attraverso “linee di credito” o un eventuale “cessione di combustibile”, ha affermato Vladimir Putin, nella conferenza stampa. “In Russia abbiamo adottato un programma ambizioso - ha spiegato - che prevede uno sviluppo dell'energia atomica” con l'obiettivo di farla crescere dall’attuale 15% fino al 25% del totale elettrico. “La riduzione degli idrocarburi - ha osservato - ha solo un'alternativa pratica, e cioè l'energia atomica e se ci saranno progetti in Italia avvieremo una vasta cooperazione paneuropea”.

In Russia ci sono ben 32 reattori attivi per oltre 22.000 MW di potenza installata e altri 8 reattori sono in costruzione. A margine dell’accordo tra i Premier, Fulvio Conti, Ad dell'Enel, e Boris Kovalchuk, presidente di Inter Rao Ues hanno firmato un memorandum che prevede l'avvio di una cooperazione tra le rispettive imprese sul nucleare, in vista della costruzione di nuovi impianti e di una collaborazione su innovazione tecnica, efficienza energetica e distribuzione sia in Russia che nei paesi dell'Est Europa. Il frutto della prima partnership pubblico-privata russa nel settore energia sarà la realizzazione della centrale nucleare di Kaliningrad, che utilizzerà la tecnologia di ultima generazione VVER 1200. L'avvio della produzione è previsto tra il 2016 e il 2018, con una quota rilevante dell'energia prodotta destinata ai mercati europei.

Anche in questo caso, come nell’accordo italo-francese, Enel si è mossa cercando alleanza con uno tra i maggiori operatori dell’energia mondiale e allargando oltre confine l’area dei propri investimenti. Inter Rao Ues è infatti un gruppo in forte crescita a livello internazionale, con numerosi impianti di generazione e infrastrutture di distribuzione di energia elettrica in Russia e all’estero. La capacità istallata totale è di circa 18.000 MW. Inter Rao Ues è leader nell’import-export di energia elettrica in Russia.

Ma non è stato solo il giorno del nucleare. Per la Russia e l’Europa resta fondamentale la realizzazione di nuovi gasdotti. L’incontro di ieri è stato di fatto l’occasione per ribadire che il programma è confermato e che verrà avviata la realizzazione di South Stream, il progetto realizzato da Gazprom ed Eni per portare il gas del Mar Nero ai Paesi dell'Ue: un gasdotto che connetterà direttamente Russia e Ue, eliminando ogni Paese extra-comunitario dal transito (Ucraina per prima!). La capacità del gasdotto inizialmente prevista era di 31 miliardi di metri cubi all'anno. Successivamente, con la firma del secondo addendum al memorandum di intesa, è più che raddoppiata arrivando a oltre 60 miliardi di metri cubi (su un fabbisogno europeo di 550 miliardi).

“I responsabili di Eni e di Gazprom - ha detto il premier in conferenza stampa - hanno messo a punto le cose da fare immediatamente e si prevede l'inizio dei lavori nei primi sei mesi del 2012”. Da più di trent’anni Gazprom ed Eni sviluppano una cooperazione strategica. L’Italia è al terzo posto nella graduatoria sul volume di gas importato dalla Russia: Eni potrebbe ora espandere la sua collaborazione con Gazprom anche al di fuori dell'Europa, ad esempio in Africa, ha poi aggiunto il premier. “Continueremo - ha detto Berlusconi - in direzione della collaborazione fra Gazprom ed Eni e penso che ci possano essere collaborazioni in paesi extraeuropei. C'è tutto un continente come l'Africa che si apre ad aziende estere e non vorremmo lasciare che fosse solo la Cina ad assorbire tutte le nuove potenzialità”.

Quindi, da un lato la Francia, soprattutto con il nucleare, dall’altro la Russia, in prima fila con il gas, sono le due direttrici internazionali dell’energia italiana dei prossimi anni. Non bisogna però perdere di vista che la partita energetica si gioca qui tra le nostra mura, a cominciare dall’individuazione dei siti che dovranno ospitare le centrali nucleari.

L'amicizia radioattiva tra Berlusconi e Putin

I PICCIONCINI

La Russia è pronta a garantire finanziamenti e collaborazione tecnologica per la costruzione di nuove centrali nucleari in Italia. Lo ha annunciato il premier russo Vladimir Putin nella conferenza stampa a Villa Gernetto con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. In particolare, Putin ha garantito anche la disponibilità a
fornire combustibile nucleare e poi riprendere le scorie per il trattamento. La Russia, ha ricordato ancora Putin, partecipa già in Paesi terzi alla produzione di energia atomica attraverso tali sistemi: «Se in Italia questi progetti si realizzeranno - ha
assicurato - da parte russa ci sarà una vasta cooperazione».
E così quella che doveva essere una vacanza si trasforma in un bel viaggio d’affari per lo zar di Russia. Dopo una cena informale ad Arcore domenica sera, ieri mattina Putin e Berlusconi hanno fatto colazione insieme ma con loro c’erano due importanti delegazioni, il ministro russo dell’Energia Serghej Shmatko e il primo vicepremier Igor Sechin, i vertici di Eni e Gazprom Paolo Scaroni e Aleksej Miller, l’amministratore delegato di Enel Flavio Conti e Boris Kovalchuk di Inter Rao Ues. Queste due compagnie hanno firmato a Lesmo un memorandum di intesa che avvia la cooperazione congiunta nel nucleare, nella costruzione di nuovi impianti e nell’innovazione tecnica, nell’efficienza energetica, nella distribuzione sia in Russia che nei Paesi dell’Est Europa.
In questo ambito è particolarmente importante il progetto di sviluppo di una nuova centrale nucleare a Kaliningrad, prima partnership pubblico-privata nel settore nucleare in Russia. Se la costruzione verrà approvata, Enel sarà il primo soggetto straniero a essere coinvolto in un programma nucleare in territorio russo.
A Lesmo i dicasteri italiano e russo della Ricerca scientifica hanno siglato anche un altro accordo che, ha detto Berlusconi, «potrebbe aprire una nuova frontiera», sul fronte della fusione nucleare, oggetto di una ricerca sul programma Ignitor che si avvale degli esperimenti realizzati dal professor Bruno Coppi. Rispondendo a una domanda dei giornalisti sui tempi e i luoghi previsti dal governo per il ritorno al nucleare in Itralia, Berlusconi ha detto che non sarà possibile scegliere la sede della prima centrale nucleare italiana prima di aver compiuto un’operazione di convincimento dell’opinione pubblica.
Ma la sensazione è che l’Italia rischi di comprare un bidone. Infatti stando al dossier di Legambiente dedicato al ritorno al nucleare, gli italiani stanno per sovvenzionare dei reattori Epr che vengono spacciati come di terza generazione avanzata, ma che non sono altro che l’evoluzione più recente dei reattori di seconda generazione Pwr, realizzati negli anni ’60.

lunedì 26 aprile 2010

Anche da Cochabamba arriva il sostegno ai Referendum

FUORI L'ACQUA DAL MERCATO,FUORI I PROFITTI DALL'ACQUA



Nell’ambito della commemorazione del 10° anniversario della Guerra dell’acqua a Cochabamba, della “Feria del agua” e della Conferenza Mondiale dei Popoli per il Cambiamento Climatico e i Diritti della Madre Terra, vogliamo esprimere il nostro sostegno ai cittadini italiani, al Forum Italiano dei movimenti per l’acqua e al Comitato promotore per l’organizzazione del referendum contro la privatizzazione dell’acqua.
L’acqua è un bene comune e una risorsa che deve essere gestita in modo pubblico. In America latina la onda di privatizzazione partita durante la decade degli anni ’90, ha dimostrato l’inequivocabile fallimento di questa politica; la presenza sempre più ridotta delle multinazionali dell’acqua in questi Paesi lo dimostra.

Mentre i movimenti sociali di tutte le Americhe stanno procedendo affinché i governi riconoscano l’acqua come un diritto umano e mettano in atto una gestione pubblica, il Parlamento italiano ha approvato una legge che apre le porte alla privatizzazione dei servizi pubblici e del servizio idrico in particolare, per consegnarla ai privati e alle multinazionali in un quadro di evidente arretramento rispetto ai risultati raggiunti in paesi come l’Ecuador, l’Uruguay e la Bolivia.

Denunciamo il carattere mercificatorio delle leggi italiane che affidano il servizio idrico al mercato mettendo così in vendita l’essenza stessa della vita che, da diritto di tutti gli esseri umani diventa oggetto di profitto.
Allertiamo il popolo italiano sulle nefaste conseguenze che questo tipo di regolamentazione porta nel breve periodo e appoggiamo le proposte del Forum Italiano dei movimenti per l’acqua e del Comitato organizzatore del referendum che intendono restituire il carattere pubblico del servizio idrico attraverso il referendum abrogativo delle norme privatizzatici.



Cochabamba, Bolivia, 22 aprile 2010

Associazione dei Sistemi Comunitari dell’Acqua della Zona Sud, ASICA SUR, Bolivia

Blocco Popolare, Honduras

Blue Planet Project, Canada

Centro Culturale Sociale e Ambientale, CEIBO, Cile

Coalizione delle Organizzazioni Messicane per il Diritto all’Acqua, COMDA, Messico

Coalizione Internazionale per l’Habitat, Officina para America Latina

Comitato in Difesa dell’Acqua e la Vita, Anitioquia, Colombia

Commissione Nazionale in Difesa dell’Acqua e della Vita, Uruguay

Consiglio Permanente dei Sindacati Andini dell’Acqua

Coordinamento in Difesa dell’acqua e della Vita, Bolivia

Corporate Accountability, Colombia

Council of Canadians, Canada

FASE Solidarietà e Educazione – Brasile

Federazione dei dipendenti dei Servizi Idrici dello Stato, FFOSE, Uruguay

Federazione dei Lavoratori dell’Acqua Potabile e dei Servizi igienico-sanitari del Perù, FENTAP

Federazione dei Lavoratori delle fabbriche di Cochabamba, Bolivia

Fondazione Danielle Mitterrand France Libertés, Francia

Food and Water Watch, Stati Uniti

Fronte Nazionale della Resistenza Popolare, Honduras

Fronte Nazionale per il risanamento ambientale, FNSA, Brasile

Fundación Abril, Bolivia

Ingegneria Senza Frontiere Catalogna, Spagna

Istituto Messicano per lo Sviluppo Comunitario, IMDEC, Messico

Organizzazione per l’Educazione Integrale e il Benessere Ambientale - La CEIBA, Colombia

Programma Cile Sostenibile, Cile

Red VIDA, Cile

Rete Nazionale per l’Integrazione dei Popoli, REBRIP, Brasile

Scuola del Popolo “Primo Maggio”, Bolivia

Sindacato Operaio Manaco, Bolivia

Sindacato Lavoratori di Acuavalle, “Sintracuavalle”, Colombia

Golfo del Messico, piattaforma petrolifera Bp affondata: annunciato il disastro ambientale

Oramai il disastro ambientale tanto temuto si sta realizzando: ogni giorno fuoriescono, da quel che resta della piattaforma Deepwater Horizon della Bp affondata nel Golfo del Messico giovedì scorso nell’Earth Day a causa di un incendio, circa 1000 barili di greggio. Si contano 11 vittime.

Guarda il video
Le perdite di greggio hanno prodotto, fino a oggi una chiazza d’olio larga 20miglia e lunga 30 miglia che si estende a 40 miglia dalla costa della Louisiana, considerata in imminente pericolo ambientale. Secondo la National Oceanic e Atmospheric Administration la chiazza di petrolio è destinata a restare in mare aperto altre 72 ore prima di raggiungere le coste.

Ha detto Tony Hayward, BP Chief Executive:

Considerata la situazione e la dimensione della macchia d’olio restiamo fiduciosi nella nostra capacità di affrontare questo sversamento in mare aperto.

BP ha fatto sapere che provvederà di tasca propria al risanamento della zona interessata dall’inquinamento di greggio.

CHERNOBYL DAY 2010

Il 24-25-26 aprile nel mondo si terranno numerose iniziative e manifestazioni per il Chernobyl Day.

Lo scorso anno l'Italia fu TOTALMENTE assente di fatto da tale movimento.

Quest'anno RNA ha iniziato ad organizzare presenza.

Potete anche registrare il vostro evento direttamente sul sito internazionale del Chernobyl Day [ http://www.chernobyl-day.org ]

Essere presenti a tale evento non significa "fare un piacere" ad RNA ma essere parte di una mobilitazione simultanea internazionale.

Abbiamo spesso contattato gruppi "antinucleari" ma gli amministratori non ci hanno degnato di risposta.

Se siete iscritti a gruppi, chiedetevi come mai gli amministratori ignorano eventi di cui non possono negare di essere a conoscenza. Proponete CON INSISTENZA l'adesione del VOSTRO GRUPPO. Partecipate con le sigle che volete, organizzate gli eventi che volete coinvolgendo la vostra realtà (lo scrivemmo già a Gennaio...).

Ma NON aggregatevi al silenzio Stampa su tali giornate.

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Chernobyl Day in Italia - 24-25-26 Aprile 2010.

Eventi intermedi in preparazione Chernobyl Day

9 Febbraio - Aula Magna Liceo scientifico di Pistoia - videoproiezioni e dibattito
Per INFO e contatti contatti cliccare qui.

9 Febbraio, presso la Sede dell’ Abruzzo Social Forum, si è svolto un primo incontro organizzativo e conoscitivo fra quanti sono interessati all'organizzazione del Chernobyl Day in Abruzzo. in Via Manzoni 5 a Sambuceto (inizio via Roma, vicino alla chiesa ex magazzino Equo Solidale) - Contattare RNA Abruzzo.

20 Febbraio - Napoli - Si è tenuto incontro RNA (nazionale) con vari esponenti di realtà locali. Contattare gruppo RNA Campania.

21 Febbraio - Taranto - Incontro organizzativo per Chernobyl Day. (Contattare RNA Salento)

22 Febbraio. Lecce - Tutto quello che non vi diranno mai sul nucleare. - Svoltosi evento-assemblea studenti medi, incontro con Massimo Greco (RNA) con proiezione video su chernobyl day e doc su incidenti nucleari nucleari del 2009 e inchieste. Primo Grosso evento antinucleare a Lecce

22 Febbraio, Nardò (Le) - Tutto quello che non vi diranno mai sul nucleare.Assemblea incontro con Massimo Greco (RNA) - Evento in itinere per Chernobyl Day


Eventi Chernobyl Day in Programma o in progettazione.

23 Aprile. Chieti: convegno con proiezione di video RNA ed interventi di:
Fabienne Melmi (RNA)
Marco Bersani (Attac) con presentazione del libro “Nucleare: se lo conosci lo eviti. Una battaglia per il diritto al futuro” (da confermare)
Concerto di Tony Turco
(data e luogo da confermare) Contattare RNA Abruzzo.

23 Aprile - Messina : Festa mondiale del libro (ecologico) - Università di Messina.
09.00 - 13.00, Fac. Lettere Università di Messina cittadella Universitaria ANNUNZIATA-Messina

Diffusion of documents, depliants and books about solar energy.
info@messinacity.com
Tel : +39 tel. 333 7477702 begin_of_the_skype_highlighting333 7477702end_of_the_skype_highlighting begin_of_the_skype_highlighting333 7477702end_of_the_skype_highlighting - fax 090 2005749 - Contact : Giovanni Visalli - RNA Siciliana - RNA Siciliana

24 Aprile - Pasquasia / Enna -
9.00 - 13.00, Pasquasia (Tra Enna e Caltanissetta)- Raduno a pochi Km dal bivio di Enna Bassa per Pergusa dove c'è un bar che fa anche da mangiare.

Scampagnata alla Miniera di Pasquasia - Un deposito di scorie radioattive che ha parallelamente registrato nel circondario un incremento enorme di decessi per cancro.
GARA FOTOGRAFICA,
confermate la vostra partecipazione. Colazione al sacco.

Contact : Giovanni Visalli - RNA Siciliana - RNA - Rete Nazionale Antinucleare - http://www.nonukes.eu
info@messinacity.com
Tel : +39 tel. 333 7477702 - fax 090 2005749
RNA Sicilia

25 Aprile. Torino - Azioni in varie località della città con mega striscioni antinucleari. - Per Info contattare Area Organizzativa RNA

25 Aprile. Taormina mostra quadri contro il nucleare di Juan Miano -
09:00-18:00 , Taormina (ME)- Sicily - Central Square

ART Exhibition about nuclear, paintings by Juan Miano organized with RNA Siciliana for the Chernobyl Day. The collection comes from another event in Friburg (Germany).

www.messinacity.com - Giornale murale registrato presso il Tribunale di Messina n.23 2001, esente da tassa sull'affissione ai sensi dell'art. 10 della L. n.47/1948 - Dir . Resp. G. Costa

Contact : Giovanni Visalli - RNA Siciliana - http://www.facebook.com/group.php?gid=173059895115&v=wall
info@messinacity.com
Tel : +39 tel. 333 7477702 - fax 090 2005749
RNA Sicilia

25 Aprile: Volantinaggio in varie piazze dell'abruzzo, distribuzione delle finte pillole allo iodio, finte bollette Enel e materiale informativo ... Contattare RNA Abruzzo.

26 Aprile - NAPOLI. Aula magna IUO (ISTITUTO UNIVERSITARIO ORIENTALE) convegno dal titolo: QUELLO CHE NON VI DIRANNO MAI SUL NUCLEARE.
Partecipano: RNA, INSURGENZIA, LEGAMBIENTE, WWF, VESUVIANI IN LOTTA, PBC.

Interverranno: GIULIA CASELLA (LEGAMBIENTE SESSA AURUNCA),
ANTONIO D'ACUNTO (docente POLITECNICO NAPOLI), ANGELO GENOVESE (DOCENTE FEDERICO II NAPOLI), ALESSANDRO GATTO (PRESIDENTE WWF CAMPANIA).

Con evento mediatico e diretta web con le azioni internazionali. - Per Info contattare RNA CAMPANIA
26 Aprile - Università di Firenze, Polo Scientifico di Novoli. Con video proiezioni.
NUCLEARE: LE VERITÀ NASCOSTE
Evento Organizzato da Associazione CulturAmbiente Toscana con RNA - Rete Nazionale Antinucleare PER il Chernobyl Day.

RELATORI:
BRUNO CHAREYRON. CRIIRAD (France) www.criirad.org
GIUSEPPE ONUFRIO. DIRETTORE NAZIONALE DI GREENPEACE-Italia - www.greenpace.org
GIANNI MATTIOLI FISICO
ANGELO BARACCA FISICO
CLAUDIO PAGLIARA MEDICO ONCOLOGO
saranno presenti anche studiosi epidemiologi con dati alla mano.

Previsto anche collegamento diretta web TV con azioni simultanee del Chernobyl Day.

I relatori presenteranno la pericolosita' del nucleare e delle centrali delle nuove generazioni a livello tecnico nell'analisi della componentistica della centrale di nuova costruzione mostrando evidentemente i costi che ci sono nel funzionamento tecnico.
Specialisti del settore saranno presenti per dare elementi specifici alla cittadinanza.
Epidemiologi e medici parleranno di elementi radioattivi non smaltibili (con conseguenze sulla catena alimentare) e riversati anche per le centrali di nuova generazione nell'ambiente.
COLLABORAZIONI: GREENPEACE ITALIA, WWF TOSCANA ,MONDO SENZA GUERRE

Contact : RNA Toscana - Rete Nazionale Antinucleare & ASS. CULTURAMBIENTE TOSCANA
culturambientetoscana@live.it

Contattare referenti di RNA Toscana.

26 Aprile. Milano - Presidio in Piazza Affari. - Per Info contattare Area Organizzativa RNA

26 Aprile. Nardò (LE) - Azioni in città. - Per Info contattare Area Organizzativa RNA

26 Aprile - MESSINA - Conferenza sui pannelli solari con essenza di frutta -
Aula RETTORATO Università di Messina (di fronte al Tribunale)

09.00 - 13.00,

Evento mediatico con diretta web e collegamenti video con le altre manifestazioni del Chernobyl Day in collaborazione con RNA - Rete Nazionale Antinucleare.

Presentazione NUOVI pannelli solari a base di essenza di frutta
Prof. Giuseppe Restifo Univ. Messina
Prof. Ing. Domenico Gemelli
Dottor Giuseppe Calogero (inventore) ricercatore del CNR di Messina

Contact :
info@messinacity.com
Tel : +39 tel. 333 7477702 - fax 090 2005749Messina aula magna del Rettorato (centro Citta') - RNA Siciliana

26 Aprile. OLBIA. Chernobyl Day - Museo di Olbia: ore 09, apertura mostra fotografica Greenpeace
09,30 proiezioni filmati RNA, Greenpeace e Presa Diretta.

pomeriggio

15,00 Museo di Olbia: apertura convegno dibattito - registrazione
partecipanti- Saluto di benvenuto - RNA e viola Olbia - Moderatore e introduzione ai lavori

Relatori:

Nicola Culeddu - Ricercatore cnr
Alessio Batistella - Arch. politecnico Milano
Paolo Randaccio - Fisico nucleare Cagliari
Antonello Gregorini - Urban center Cagliari


15.40 Inervento dei vari relatori
Dibattito con il pubblico
18,30 Chiusura dei lavori (orario presunto)

21,00 Chiusura mostra fotograficaPer Info contattare RNA SARDEGNA

26 Aprile. Olbia. Chernobyl Day - Azioni sul Mare - h. 12.00 al Molo Brin.Per Info contattare RNA SARDEGNA

26 Aprile. Salento - Nardò, eventi in via di definizione. Per Info contattare RNA SALENTO

26 Aprile. Sessa Aurunca in progettazione.Contattare gruppo RNA Campania.

Altre info e doc: http://www.nonukes.it - http://www.nonukes.eu

Le Azioni simultanee del Chernobyl Day consisteranno in innumerevoli eventi nel mondo. RNA vi invita a prendere contatto fin da ora per ESTENDERE il calendario ad altre città e Regioni e a contribuire alla gestione degli eventi qui illustrati. Questa lista di eventi italiani è provvisoria e rappresenta solo l'inizio.

NON è piu' tempo di restare a guardare. NON è piu' tempo di delegare.

Raddoppiano gli affitti case enti statali EMPAIA

E' di pochi minuti fa la notizia che l'ENPAIA venendo meno all'impegno -
assunto con il Prefetto di Roma Dr. Pecoraro - di rispettare una pausa di
riflessione di due mesi ha nuovamente dato il via in data 21 Aprile,
giorno
della manifestazione in P.za SS Apostoli degli inquilini di Enti,
Fondazionie Casse che si sono visti sottoporre rinnovi contrattuali con aumenti di più dell'80/90% i propri canoni di locazione o dismissioni selvagge - all'invio
delle lettere di convocazione per la sottoscrizione dei contratti.
La dirigenza ENPAIA che ha dilapidato parte del patrimonio dell'Ente
attraverso
investimenti dissennati (PARMALAT, Bond argentini, Leman e Brothers ed
altro)
enon consentiti per legge ad una Fondazione - che pure in passato è stata
ripetutamente al centro di numerosi scandali per la politica "disinvolta"
sempre perseguita - ha fretta di reperire liquidità e credibilità presso le
banche? (vedi Banca Popolare di Sondrio) e per far questo non esita a
buttare
a
mare circa 1000/1500 famiglie?
Da notare che l'artefice di tale disinvolta manovra è il Direttore
Generale,
quel Gabriele Mori eletto pochi giorni fa sindaco di Grottaferrata ed
esponente
PD che ha fatto dell'impegno nel sociale il proprio cavallo di battaglia.
Inutile esercizio di retorica chiedersi il motivo per cui l'elettorato, a
livello nazionale, non fa più riferimento alla sinistra.
Mori non conosci vergogna!



Vi invio il resoconto dell'incontro con il Prefetto Pecoraro (come potete leggere dal report che riportiamo più in basso).
Quella di ieri è stata una giornata importante per gli inquilini degli Enti, delle Fondazioni, Casse varie e Fondi pensione. Abbiamo rappresentato al Prefetto l'intera problematica che sta vivendo l'intero inquilinato degli Enti sul fronte affitti, vendita degli alloggi a prezzi speculativi, sfratti e sgomberi.

Il Prefetto ha voluto ascoltare tutti i rappresentanti degli inquilini. All'incontro erano presenti i delegati di dieci Enti, Casse, Fondi ecc. (quasi tutti i principali).

Per relazionare ai comitati e dare una valutazione più approfondita sull'incontro credo sia il caso di convocare per la prossima settimana i coordinamenti dei vari Enti. Dobbiamo decidere le prossime iniziative e poi dovremo riconvocare il coordinamenti cittadino di tutti gli Enti. Come ho già detto erano molti quelli presenti, alcuni comitati sono venuti direttamente in piazza, senza averli mai conosciuti, hanno voluto partecipare alla delegazione, rischiando di stravolgere quello che avevamo deciso. Comunque rimane il fatto che quello di ieri è stato un grande passo in avanti, è stata l'unica iniziativa che ha coinvolto tutti. Ora dobbiamo parlarci tutti e fissare una strategia comune, però nella chiarezza degli obiettivi e delle modalità che ci diamo per perseguirli.

Ribadiamo la nostra indipendenza, come forza sindacale, dalla politica. Ci rapportiamo a tutti quei politici che rispettano, condividono e sostengono le nostre battaglie. Non saremo mai noi ad essere utilizzati da loro.

Abbiamo molto chiaro quali sono le responsabilità della politica e di quella parte sindacale che è loro complice: hanno fatto già molti danni al mondo del lavoro e agli inquilini.

Vogliamo affrontare concretamente questa battaglia, quello che stiamo facendo lo dimostra. Dobbiamo andare avanti su questa strada e realizzare un fronte più ampio possibile dell'inquilinato.

Sentirò i vari comitati per fissare le prossime riunioni e in quelle occasioni decideremo come andare avanti.

Un saluto a tutti.

Roma, 22 aprile 2010



Per l'AS.I.A. - RdB

Angelo Fascetti




IL PREFETTO PECORARO RACCOGLIE L'APPELLO DEGLI INQUILINI DEGLI ENTI PRIVATIZZATI.
'VOGLIONO METTERCI IN MUTANDE': IN CENTINAIA HANNO MANIFESTATO SOTTO LA PREFETTURA.







PIU' DI DIECI ENTI RAPPRESENTATI NELLA DELEGAZIONE CHE HA INCONTRATO IL PREFETTO, DECINE I COMITATI PRESENTI IN PIAZZA.
PRECISAZIONI DELL'AS.I.A. A PROPOSITO DELLE DICHIARAZIONI DI AGENZIA DI C. BONELLI.
(vedi in basso le Agenzie uscite il 21 sera)


Roma – giovedì, 22 aprile 2010

Report dell’incontro con il Prefetto Pecoraro del 21 aprile 2010.



La delegazione degli inquilini resistenti rappresentativa dei comitati di più di dieci Enti, Casse e Fondi pensione, insieme all'AS.I.A./RdB, ha incontrato il Prefetto Pecoraro. Nell'introduzione Angelo Fascetti ha spiegato le ragioni della manifestazione indetta in piazza SS Apostoli, che ha visto peraltro una partecipazione numerosa e combattiva, e ha avanzato le tre richieste principali sostenute dall'inquilinato presente nella delegazione e nella piazza:

1) convocazione di un tavolo interistituzionale con tutti gli enti e le altre proprietà coinvolte;

2) il congelamento fino al tavolo di tutte le richieste delle proprietà sia relative ai rinnovi di contratto con aumenti d'affitto, sia relative alle vendite laddove sono in corso dismissioni;

3) un intervento verso il Governo per richiedere un provvedimento legislativo che fermi le arroganti pretese degli Enti, Fondazioni, Casse e Fondi pensione varie e ne ribadisca la loro funzione sociale.

Dopo Fascetti, hanno preso la parola i rappresentanti di tutte le realtà dell'inquilinato presenti: l'Enpaia, l'Enpam, l'Enasarco, il Fondo pensioni Banca di Roma/Unicredit, la Cassa Geometri, la Cassa Ragionieri e di quella Forense, l'Inarcassa, gli occupanti senza titolo dell'Inpdap, dell'Inps e dell'Enasarco, l'Enpaf e forse ne abbiamo dimenticato qualcuno.

Da questi interventi il Prefetto e l'ex assessore regionale Nieri presente all'incontro, hanno potuto ricavare uno spaccato della città veramente drammatico, con un ceto medio alle prese con Enti e altro che con atteggiamenti vessatori stanno rovinando la loro vita, oscurando il loro futuro.

Il Prefetto nella sua replica è apparso molto colpito dal dato numerico e dalla consapevole decisione ad andare fino in fondo nella lotta dei comitati presenti.

A seguito di ciò ha avanzato due proposte, accettando di convocare tutti gli attori coinvolti ad un tavolo interistituzionale al più presto e iniziando a ragionare su una possibile mediazione nella trattativa relativa agli aumenti d'affitto.

Rispetto alle vendite si è impegnato, nel momento in cui contatterà le varie controparti dell'inquilinato per il tavolo, a richiederne il blocco.

Quindi, oltre alla convocazione del tavolo in attesa della formazione della nuova Giunta regionale, ha illustrato le prime tre iniziative alle quali darà corso da subito: richiesta di un interveto del Governo, un incontro – che è stato già fissato per oggi -con il Sindaco e il comune di Roma per capire le iniziative da prendere, la convocazione degli Enti per trovare una possibile soluzione.

Una nota che ha attraversato l'intero incontro è stata rappresentata dalla contestazione degli inquilini intervenuti nei confronti di quei sindacati che hanno firmato accordi che l'inquilinato non condivide.

E’ apparsa evidente la necessità di coinvolgere il governo, al quale il Prefetto farà una relazione sullo stato dell'arte romano in merito a più di trentamila nuclei familiari a rischio, e su questo è necessario avviare un ragionamento che ci porti insieme alle lotte quotidiane nelle singole specificità ad indire per giugno una mobilitazione nei confronti dell'amministrazione centrale. Senza un intervento governativo sarà più difficile fermare questa calamità sociale.



AS.I.A.-RdB



A proposito delle dichiarazioni di Bonelli, incaricato dal Sindaco Alemanno di seguire la vicenda degli Enti privatizzati, diffuse dall'NSA del 21 aprile (che riportiamo in fondo alla pagina) l'AS.I.A. precisa quanto segue:

è proprio grazie a quelle 'manifestazioni estemporanee' che si sta raggiungendo l'unità di tutti gli inquilini degli Enti (lo dimostra il numero di delegazioni presenti davanti alla Prefettura) e che si stanno coinvolgimento le istituzioni per la ricerca di una soluzione, come è già successo per via dei Colli Portuensi e via Pincherle. Si chieda invece il Presidente Bonelli perché debba essere il Prefetto a svolgere quel ruolo che spetterebbe alla politica, a chi amministra, che non ha invece indicato a tutt'oggi il tipo di soluzione che bisogna dare al problema degli affitti e delle dismissioni selvagge.

ASIA-RdB







DISPACCI DELLE AGENZIE DEL 21 SERA.



CASA:NO CARO-AFFITTI;PROTESTA INQUILINI,UNO ANCHE IN MUTANDE

CRO S43 QBXL CASA:NO CARO-AFFITTI;PROTESTA INQUILINI,UNO ANCHE IN MUTANDE SIT-IN DAVANTI ALLA PREFETTURA DI ROMA (ANSA) - ROMA, 21 APR - «La casa è un diritto non un lusso. No agli aumenti degli affitti, no alle vendite speculative». Così circa duecento persone, secondo gli organizzatori, appartenenti ai comitati degli inquilini delle abitazioni di proprietà dell'Enasarco e dell'Enpaia hanno manifestato oggi a piazza SS Apostoli, davanti la sede della Prefettura. Tra loro anche un uomo senza pantaloni con il cartello 'vogliono metterci in mutandè. Scopo dell'iniziativa incontrare il prefetto e chiedere che convochi un tavolo con i rappresentanti degli inquilini e dei sindacati affinchè «le circa 30 mila abitazioni degli enti pubblici ora privatizzati - hanno spiegato i manifestanti - siano vendute a un canone agevolato o senza aumenti di affitti». «Vendere le case a prezzi di mercato - ha fatto notare Michelangelo Giglio di Asia-Rdb (Associazione Inquilini e Assegnatari) - è una speculazione che va a colpire noi, classe media, che si vedrebbe costretta a spendere l'80% del salario solo per le spese di affitto o di mutuo. Ci spingerebbero così verso la soglia della povertà».(ANSA). Y1J-RO 21-APR-10 18:00 NNN

FINE DISPACCIO



CASA:ASIA-RDB,DA PREFETTO IMPEGNI SU SITUAZIONE ALLOGGI ENTI

POL S43 QBXL CASA:ASIA-RDB,DA PREFETTO IMPEGNI SU SITUAZIONE ALLOGGI ENTI (ANSA) - ROMA, 21 APR - «Il prefetto si è impegnato a informare il governo sulla situazione a Roma degli alloggi degli enti pubblici e domani incontrerà il comune di Roma». Lo ha annunciato Angelo Fascetti dell'Asia-Rdb (associazione inquilini e segnatari) dopo aver incontrato il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, ai circa 200 inquilini dei comitati dell'Enpaia e del'Enasarco che oggi stanno manifestando a piazza Santissimi Apostoli per dire no al caro affitti e alle speculazioni sulle vendite degli immobili di proprietà degli enti pubblici. «Il prefetto - ha aggiunto Fascetti - si è anche impegnato a chiamare gli enti coinvolti nella vicenda e ad adoperarsi per aprire anche un tavolo interistituzionale al quale sia presente anche la Regione Lazio». (ANSA). Y1J-RO/SCN 21-APR-10 19:24 NNN

FINE DISPACCIO





CASA, COMITATI INQUILINI MANIFESTANO DAVANTI PREFETTURA

OMR0000 4 CRO TXT Omniroma-CASA, COMITATI INQUILINI MANIFESTANO DAVANTI PREFETTURA (OMNIROMA) Roma, 21 apr - «La casa è un diritto e non un lusso: no agli aumenti degli affitti, no alle vendite speculative». Questo lo striscione che campeggia in Piazza Santi Apostoli, di fronte alla sede della Prefettura, per una manifestazione dei comitati degli inquilini dell'Enasarco, dell'Enpaia, dell'Enpam, del Fondo Pensioni Unicredit, delle Casse Geometri e ragionieri e dell'Inarc. «Stiamo protestando - spiega Paolo Di Vetta di Asia-RdB - perché chiediamo che le circa 30 mila abitazioni degli enti ora privatizzati possano essere cedute ad un canone agevolato e che non ci siano più gli aumenti degli affitti, che nel caso delle palazzine Enpaia sono arrivati anche ad aumenti del 130%. Le vendite non vanno fatte a prezzi di mercato ma bisogna che si riconosca il valore sociale che ha portato alla costituzione di questi enti». Secondo Angelo Fascetti, di Asia-RdB «molte di queste realtà abitative sono state costruite in zone 167 per questo il comune gli ha assegnato le concessioni edilizie. Gli enti oggi si sentono di essere agenti immobiliari. Questa vicenda a Roma riguarda circa 30 mila appartamenti». I manifestanti hanno segnalato di essere in attesa di incontrare il prefetto. gmv 211632 apr 10

FINE DISPACCIO





CASA: BONELLI A PREFETTO, CONGELARE AUMENTI AFFITTI ENTI

POL S43 QBXL CASA: BONELLI A PREFETTO, CONGELARE AUMENTI AFFITTI ENTI (ANSA) - ROMA, 21 APR - «Al Prefetto, al quale va il nostro ringraziamento per la sensibilità dimostrata, abbiamo sottoposto la nostra richiesta di congelare gli aumenti degli affitti e la necessità di avviare una trattativa con gli Enti proprietari insieme alla Regione, non appena questa sarà tornata nel pieno delle sue funzioni con l'insediamento della nuova Giunta». Lo dichiara in una nota il presidente del IV municipio Cristiano Bonelli. «Dopo l'incontro che ho avuto, in qualità di incaricato dal sindaco Alemanno di seguire le vicenda degli inquilini delle case degli Enti previdenziali privatizzati, insieme al presidente del Municipio XI, Catarci, il 9 aprile scorso con il Prefetto di Roma - spiega Bonelli -, credo si sia avviato un importante passaggio di mediazione al fine di giungere ad una conclusione positiva di questa vicenda. Credo sia necessario come non mai continuare a rimanere tutti uniti e a non lasciarsi andare a proteste di piazza estemporanee che rischiano solo di generare ulteriore confusione in una vicenda complessa già di suo». «Non è certo casuale - conclude - che dal prefetto Pecoraro si siano presentati due presidenti di Municipio, uno di centrodestra e uno di centrosinistra, proprio a significare l'unitarietà degli amministratori pubblici di fronte a questo tema così importante».(ANSA). YJ4-RO 21-APR-10 17:53 NNN

FINE DISPACCIO

domenica 25 aprile 2010

Saccheggiato e danneggiato l'albero Falcone Grasso: "Un attentato all'azione antimafia"

Sfregio al simbolo nello stabile dove abitava il magistrato ucciso da Cosa Nostra
Scomparsi messaggi, disegni, foto e il lenzulo bianco in ricordo della strage di Capaci



Centinaia di messaggi, disegni, lettere che, negli anni, cittadini e studenti hanno lasciato sotto l'albero Falcone, diventato simbolo della lotta alla mafia, sono stati rubati. Portate via anche le immagini che ritraevano il magistrato ucciso da Cosa Nostra nel 1992 e del suo agente di scorta Rocco Di Cillo, assassinato nella strage insieme agli altri poliziotti che tutelavano il giudice e alla moglie di Falcone, Francesca Morvillo. Scomparso anche un lenzuolo bianco con scritto "le vostre idee camminano sulle nostre gambe". A segnalare alla polizia il furto, avvenuto ieri pomeriggio, è stato il portiere del palazzo in cui abitava Falcone. L'albero si trova proprio davanti all'ingresso dello stabile, in via Notarbartolo, una strada trafficatissima nel centro della città.

GUARDA Lo sfregio

"Un gesto deprecabile e un attentato alla memoria di Falcone e dell'azione antimafia". Così il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ha commentato il gesto vandalico. "Palermo, però, - ha aggiunto - non è rappresentata da gente che compie atti simili". "Mi auguro - ha consluso Grasso - che, già domani, chi aveva lasciato il suo messaggio e se lo è visto rubare, vada a rimetterne un altro. E che chi non aveva deposto la sua testimonianza sotto l'albero prima d'ora accorra a farlo in questo momento proprio per dimostrare che Palermo è una città diversa".

Dal giorno dell'eccidio di Falcone l'albero è diventato meta di una sorta di pellegrinaggio di cittadini e studenti che lasciano messaggi e in ricordo delle vittime della lotta alla mafia. Il 23 maggio, giorno in cui ricorre l'anniversario della strage di Capaci, è lì che si concludono le manifestazioni di commemorazione.

Il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha condannato l'episodio definendolo un grave atto vandalico. "Si tratta - ha detto - di un atto vandalico che offende la città che certamente reagirà in maniera sdegnata e convinta a questa offesa alla memoria del magistrato Giovanni Falcone e di tutte le vittime della mafia. Non saranno certo questi comportamenti incivili - ha concluso Schifani - a scalfire il prezioso patrimonio di valori di legalità che Falcone ha lasciato a Palermo e all'intero Paese".

Sequestrati 4 mila manifesti firmati Mussolini: «25 aprile, idea al tramonto»

La Digos ferma 17 persone, tra cui un esponente
di Forza Nuova:
denunciati per apologia del fascismo



....e Alemanno chiude un occhio...




ROMA - Dopo le scritte fasciste contro i partigiani apparse sulla tangenziale Est, domenica circa 4.000 manifesti con l’effige del «Duce Mussolini» sono stati sequestrati dalla Digos nella Capitale, in via XXI Aprile. Fermate ed identificate 17 persone, tutte munite di materiale per effettuare attacchinaggio, con circa 2.000 manifesti, della misura di 140 x 100, con l’effige del duce Mussolini e la frase: «25 aprile - un’idea è al tramonto, quando non trova più nessuno capace di difenderla», a firma «Mussolini».

ESTREMISTI DI DESTRA - Sul posto è intervenuto anche personale della Digos che ha riconosciuto e identificato A. M., di anni 30, noto estremista di destra, militante del movimento Forza Nuova, già denunciato per scontri tra elementi di opposte fazioni politiche, per occupazione abusiva di stabile e per manifestazione non preavvisata, il quale si è assunto la paternità del gesto.
Successivamente è stato perquisito un magazzino, sito sulla stessa via, nella disponibilità dello stesso A.M., dove sono stati rinvenuti e sequestrati altri 2.000 manifesti dello stesso tenore. I giovani sono stati tutti accompagnati al commissariato Vescovio per essere deferiti all’autorità giudiziaria per apologia del fascismo. (fonte Ansa)

Prove di contestazione violenta

25 aprile, fischi alla Polverini Zingaretti colpito a un occhio La solidarietà di Alemanno


La presidente della regione Lazio è stata duramente contestata alla manifestazione dell'Associazione Nazionale Partigiani a porta San Paolo. Ne ha fatto le spese anche il presidente della provincia, colpito a un occhio da un frutto.

Roma, 25 aprile 2010 - Renata Polverini è stata duramente contestata oggi da un gruppo di partecipanti alla manifestazione del 25 aprile a Porta San Paolo dell'Associazione Nazionale Partigiani a porta San Paolo a Roma. Al suo indirizzo sono stati lanciati oggetti, accompagnati da urla di disapprovazione. Ne ha fatto le spese anche il presidente della provincia Nicola Zingaretti, che le era accanto, colpito a un occhio.


La presidente della regione Lazio, che stava salendo sul palco per il suo intervento, ha fatto dietrofront e se ne è andata. Stessa decisione ha preso anche Zingaretti.



La folla ha iniziato a rumoreggiare già quando Polverini si stava avvicinando al palco insieme con Zingaretti e il presidente dell’Anpi Massimo Rendina. Qualcuno ha urlato "Polverini vattene" e "fascista".


Rendina ha tentato di placare gli animi. "State calmi", ha detto, "noi rispettiamo le istituzioni libere e democratiche, le abbiamo volute noi". Stesso richiamo è arrivato da Zingaretti.


Il loro appello è rimasto però inascoltato. Sono iniziate a piovere sul palco monetine, uova, palle di carta e frutti.
Si è sentito anche lo scoppio di qualche fumogeno, e a quel punto, riferiscono fonti vicine alla Polverini, "si è ritenuto di lasciare la cerimonia perchè non c’erano più le condizioni per intervenire".





LA SOLIDARIETA' DI ALEMANNO




“Piena solidarietà ai presidenti Polverini e Zingaretti per l`ignobile e violenta provocazione di cui sono stati fatti oggetto a Porta San Paolo”. Lo afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che commenta così la contestazione avvenuta nei confronti del neo governatore del Lazio, Renata Polverini e del presidente della Provincia, Nicola Zingaretti.


“In particolare, non posso non dare un sincero riconoscimento a Nicola Zingaretti - ha aggiunto - per il coraggio civile che ha dimostrato reagendo alle contestazioni rivolte al Presidente della Regione Lazio. I responsabili di queste provocazioni e di queste violenze sono un pugno di mascalzoni, provenienti dai centri sociali, che si nascondono dietro motivazioni politiche antifasciste, ma che non hanno nulla a che fare con le associazioni partigiane e con la stragrande maggioranza dei partecipanti alla manifestazione”.


“Rimane però il problema di isolare definitamene questi violenti, privandoli di ogni alibi politico e di ogni agibilità. Per troppo tempo - prosegue Alemanno - la manifestazione di Porta San Paolo è rimasta preclusa agli esponenti di centrodestra: lo scorso anno io stesso sono stato costretto a rinunciare a partecipare per evitare incidenti, mentre quest`anno non è stato neppure rivolto un chiaro invito al Comune di Roma ad intervenire. È necessario che, all`indomani di questo bruttissimo episodio, ci sia una scelta definitiva da parte di tutti per impedire agli estremisti di sinistra di strumentalizzare il 25 Aprile contro i rappresentanti delle Istituzioni democraticamente eletti, che - secondo questi irresponsabili - hanno la “colpa” di essere di centrodestra”.

sabato 24 aprile 2010

Comune di Latina nella bufera, decade il sindaco Zaccheo dopo Striscia la notizia

Cittadini fatevi sotto, c'è Latina da conquistare.
Valanga di dimissioni. Il primo cittadino chiede alla Polverini favori per le figlie. Il governatore: non era raccomandazione

ROMA (15 aprile) - È bufera al Comune di Latina dopo il video di Striscia la notizia mandato in onda ieri sera, in cui il sindaco Vincenzo Zaccheo, in un colloquio con la presidente della Regione Renata Polverini, chiede di «non dimenticare le sue figlie» e di «non appaltare più a Fazzone», coordinatore provinciale del Pdl.

Si dimettono 22 consiglieri, decade il sindaco Zaccheo a metà della seconda consiliatura. I consiglieri, ex Forza Italia, Pd e gruppo Progetto per Latina hanno depositato in Comune le proprie dimissioni facendo ufficialmente cadere l'amministrazione di centrodestra.

Si va verso il commissariamento. La città di Latina tornerà al voto per l'elezione del sindaco la prossima primavera mentre il Comune sarà guidato da un commissario nominato dalla prefettura. La nomina avverrà entro le 48 ore dalla presentazione in prefettura della documentazione da parte del segretario generale del Comune.

La Polverini: non era una raccomandazione. «Lei tranquillizzi i cittadini, io non raccomando nessuno». aveva detto ieri la neo presidente della Regione Lazio Renata Polverini a proposito del servizio mandato in onda ieri dal Tg satirico. Durante lo scambio di battute tra i due Zaccheo le raccomandava le sue due figlie. «Sono due ragazze che studiano - ha spiegato Polverini - ed escludo che fosse una raccomandazione. Tante persone mi chiedono di poter rappresentare bene la componente femminile della politica, perchè tante ragazze mi osservano. Forse voleva dire questo. E poi lei - ha chiesto Polverini all'inviato di Striscia la notizia - avrebbe raccomandato una persona quella sera in mezzo a tutte quelle persone? Mi sembra abbastanza complicato». Quando poi l'inviato del Tg satirico le ha chiesto spiegazioni sulla frase detta da Zaccheo che chiedeva di «non appaltare più a Fazzone», Polverini ha risposto: «I giornali li leggo anche io, qualche problema a livello politico locale c'è del quale però io non mi interesso, anche perchè è una questione che riguarda un partito. È un problema loro». Al termine dell'incursione di Striscia la notizia, la Polverini ha poi incontrato fuori dalla scuola di Polizia il ministro degli Interni Roberto Maroni al quale ha ribadito: «Non mi ricordo quello che mi hanno detto quella sera, ero nel pallone perchè ero nel bel mezzo dei festeggiamenti».

Proprio oggi la Polverini si è insediata nella sede della Regione Lazio. «Sono qui per il mio insediamento e vorrei parlare di questo» risponde a margine della conferenza stampa dopo il passaggio di consegne, a chi le chiedeva di commentare lo scioglimento del Comune di Latina.

Il senatore Claudio Fazzone, coordinatore provinciale del Pdl e oggetto della frase di Zaccheo afferma che lo scioglimento del consiglio comunale «è un atto di responsabilità nei confronti della città, credo che sia stata raggiunta la giusta misura che era stracolma. Zaccheo? Provo pena e vergogna per lui. È una persona alla quale non rivolgerò mai più la parola, né politicamente né personalmente».

Le frasi rubate da Striscia la notizia alla Polverini. Il sindaco di Latina, Vincenzo Zaccheo, ex esponente di An, durante un incontro pubblico vede la neo eletta presidente della Regione Lazio Renata Polverini e stando alle battute "rubate" dalle telecamere di Striscia La notizia «cerca di screditare agli occhi della Polverini il collega e senatore Claudio Fazzone (PdL). «Ti prego - dice Zaccheo a Polverini - non appaltare più a Fazzone, ha perso 15.000 voti». «No, no, stai tranquillo!», risponde lei. Nel corso della conversazione riferita da Striscia Zaccheo non manca poi di chiedere una raccomandazione per le sue figlie («Non ti dimenticare delle mie figlie!»), ottenendo come risposta: «No, ma stai scherzando?». La conversazione tra Polverini e Zaccheo prosegue così: Polverini: «Ciao Vincè mi raccomando hai portato 4 voti, hai portato!», risposta di Zaccheo: «Ti voglio bene, guarda ci ho creduto. Ti devo dire una cosa: complimenti! Hai dimostrato di essere come me: una donna tenace! Io ho lottato, guarda, io sono andato a nuoto per te. Sono andato a Ponza, a Ventotene. A Ventotene sono andato a prendere 57 voti per te, non uno di meno. Il Sindaco di Ventotene ti aspetta. Poi ho fatto... non ti dimenticare delle mie figlie!». Polverini: «No, ma stai scherzando? Domani mi faccio il calendario, mi faccio un giro». E, ancora: Zaccheo: «E soprattutto ti prego: non appaltare più a Fazzone». Polverini risponde: «No, no. Stai tranquillo». Il sindaco insiste: «Ha perso 15.000 voti».

La crisi al Comune era stata annunciata nei giorni scorsi con le dimissioni già presentate da 13 consiglieri ex Forza Italia ma poi smentite dal coordinatore provinciale del Pdl Claudio Fazzone. C'era stato un fuoco di fila di polemiche, rigorosamente a distanza, tra il gruppo ex An del sindaco Zaccheo e gli ex Forza Italia. Le dimissioni dei 13 consiglieri erano stato subito smentito da Fazzone, che aveva precisato: «Si tratta solo di un atto dimostrativo, non c'è nessuna intenzione di sfiduciare Zaccheo». Nella giornata di ieri sono arrivate anche le dimissioni dei consiglieri di opposizione, sei del Pd e altri quattro del gruppo Progetto per Latina.

Alemanno: Striscia? Solo 4 chiacchiere in libertà. «Non ho visto il filmato di Striscia la notizia ma credo che si sia trattato solo di quattro chiacchiere in libertà da parte del sindaco di Latina, Vincenzo Zaccheo» aveva commentato ieri il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Alemanno ha detto di non credere «che la Polverini accetti suggerimenti da parte di nessuno e, per quello che so, non ha nemmeno replicato».

Lucherini (Pd): pessimo inizio per la Polverini. «L'interpretazione del fuori onda della presidente Polverini purtroppo lascia il tempo che trova visto che tutti i telespettatori di Striscia la Notizia hanno potuto sentire con le proprie orecchie quello che si sono detti la Presidente e il sindaco Zaccheo - commenta in una nota il segretario provinciale del Pd, Carlo Lucherini, consigliere regionale. - È evidentemente un pessimo inizio che non fa ben sperare per il futuro. La Polverini dovrà dimostrare con i fatti di non avere preferenze per nessuno e di operare seriamente per tutti i ragazzi e le ragazze del Lazio che sono in difficoltà e senza lavoro e che certamente non si saranno sentiti incoraggiati e gratificati dallo scambio di battute trasmesso nel fuori onda di Canale 5».


PS: il video di Striscia la notizia è stato rimosso da youtube (censurato).