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Debito pubblico italiano

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mercoledì 31 marzo 2010

Milano ordina: uccidete Borsellino - Intervista a Alfio Caruso

Dopo le ultime elezioni si evince che il nord è nelle mani della lega, il centro Italia al PD ed il sud al PDL....fate le vostre considerazioni.

La Gelmini sbianchetta la resistenza dai licei


Dal prossimo anno per gli alunni delle scuole superiori "la resistenza" sarà soltanto la definizione di una grandezza fisica per misurare l’elettricità. La deputata del Pd, Manuela Ghizzoni, ha denunciato infatti come le indicazioni di studio per i licei non prevedano più esplicitamente lo studio della Resistenza e dell’Antifascismo. Scomparsa anche la Liberazione.
Ovvero, secondo il ministero, nello studio del Novecento ci si deve limitare a studiare la formazione e le tappe dell’Italia repubblicana, come fosse nata dal nulla. La smentita di viale Trastevere è già arrivata, ma i sindacati chiedono ora di mettere la rettifica nero su bianco. Dopo l’allergia al darwinismo del ministro Letizia Moratti è arrivata quella per la storia d’Italia della Gelmini. Ragazzi: resistere! resistere! resistere!

Da il Fatto Quotidiano del 31 marzo

La redenzione del Fico (!!!)

Grande meetup quello di Roberto Fico!

martedì 30 marzo 2010

Rifiuti zero e zona ceramiche, le prime proposte dei grillini in Regione


Qui non si festeggia e non si chiacchiera, qui si progetta e si lavora.

Reduce dal grande successo alle elezioni regionali 2010, Giovanni Favia, candidato per il MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo, è pronto a mettersi al lavoro. "Ritengo che il modo migliore per ringraziare i cittadini sia iniziare sin da subito, anche a Reggio, a portare proposte concrete per il territorio nella speranza che possano concretizzarsi" scrive Favia in una nota.

La prima proposta che arriverà sul tavolo dell'Assemblea legislativa riguarderà il comparto ceramico reggiano-modenese, che sta soffrendo particolarmente la crisi. "Per salvaguardare i posti di lavoro che rischiano di essere persi giorno dopo giorno occorre puntare su nuove economie ed una graduale riconversione aiutata da istituzioni e ricerca - sottolinea Favia - Da qui la proposta che inizieremo ad avanzare in Regione per studiare il possibile insediamento nella cosidetta 'Zona Ceramiche' di moderni impianti di raffinazione del silicio per l'industria fotovoltaica, così come puntare sulla riconversione graduale del comparto puntando sulle nuove eco-tecnologie: fotovoltaiche, nanotecnologie applicate al settore fotovoltaico e del risparmio termico-energetico. Tutti settori che si possono sviluppare in concerto con i laboratori di ricerca della locale università".

Secondo tema all'ordine del giorno per i grillini è il programma "Rifiuti Zero 2020", ispirato alla California. "In 5 anni, se vuole, l'Emilia Romagna può arrivare al 70% di differenziata e chiudere già diverse discariche (5) e inceneritori (3) e non realizzarne di nuovi a Reggio e Parma. Come puntando su riduzione rifiuti e raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale - spiega Favia - Il porta a porta, è dimostrato dai numeri, può portare ad una maggiore responsabilizzazione degli utenti che possno essere premiati (i più virtuosi) attraverso la tariffa puntuale. Proporremo subito che la Regione Emilia Romagna finanzi nei suoi progetti per la raccolta dei rifiuti esclusivamente l'estensione della raccolta differenziata porta a porta aiutando i Comuni nelle fase di start-up".

"E' assurdo finanziare, come ha fatto Regione e Provincia di Reggio, sistemi costosississimi che non rendono posti di lavoro e differenziata tipo i cassonetti interrati dal costo di 280mila euro per 300 abitanti a Barco di Bibbiano. Con il porta a porta e la filiera del riciclo, oltre a raggiungere cifre dal 70% a 85% di differenziata, si creano (dati Conai) 2 posti di lavoro ogni 1.000 abitanti - conclude Favia - A quel punto l'inceneritore a Reggio, sia il vecchio di Cavazzoli che la follia anti-economica del nuovo a Gavassa, sarà solo un brutto ricordo così come le super-discariche".

7 per cento: l’antipolitica sono loro


Scritto il 30 marzo 2010 da Matteo Olivieri

Giovanni Favia, 28 anni. In poche ore hanno provato con la protesta, con l’astensione, con l’antipolitica, per provare a spiegare quello che nemmeno riescono a capire. Una politica normale per un Paese normale, ecco perchè l’antipolitica sono loro. Grazie a tutti e ….unisciti a noi.

L’eleganza non fa certo parte dei politicanti di ogni specie, quelli che si sono inventati il termine “antipolitica”, e ce lo hanno affibiato. Per loro la politica è quella che si allinea in tv, tutti a dire le stesse cose, a rappresentare una parte vecchia e fallimentare nel teatrino delle poltrone. Quando gli dici che siamo contro QUESTI partiti fanno finta di non sentire, ma sanno bene di cosa parliamo.

Come Di Pietro, che accetta un candidato indagato e pregiudicato per discarica abusiva, per poi perdere in Campania. Come il PD, che di 5 candidati a Reggio vede l’unico giovane arrivare ultimo nella corsa a suon di migliaia di euro verso le preferenze. Gli altri li conosciamo.

Adesso, come sempre, abbiamo bisogno di voi! Della vostra partecipazione. Dal modulo contatti puoi segnalarci la tua disponibilità, rimanendo sintonizzata/o su Reggio5stelle.it puoi scoprire quando e dove ci riuniamo, per conoscerci e far parte dei nostri. Ti aspettiamo.

L'inizio di un percorso


http://www.youtube.com/watch?v=1Bw2gbsgfKI

Mezzo milione di italiani ha votato per il MoVimento 5 Stelle (... in sole cinque regioni). Hanno votato molti giovani che erano disinteressati della gestione della cosa pubblica. E' l'inizio di un percorso.
Il MoVimento si è inserito in una partita tra bari, in cui la combine elettorale era preparata a tavolino. Pdl e Pdmenoelle si spartiscono da 15 anni le zone di influenza del Paese e la gestione degli appalti. Il popolo sovrano non ha scelta, o vota uno, o vota l'altro, senza conoscere le logiche spartitorie sottostanti. La prova provata dell'inciucio è nella scelta dei candidati regionali da parte di D'Alema (Bersani è solo il suo portavoce, sempre più afono). Solo i nomi richiamano le sconfitte di Canne, Waterloo, della foresta di Teutoburgo e di Caporetto. Scegliere Loiero in Calabria, Megaloman De Luca in Campania, e l'ectoplasma Penati in Lombardia è stato come salire su un ring con il braccio destro legato dietro alla schiena. Delle due l'una: o la direzione pdimenoellina è costituita da tafazzi masochisti, o è stato un voto di scambio a livello regionale. Il Pdmenoelle aveva già perso alla presentazione delle liste. La stessa scelta di Boccia in Puglia era un immenso favore al centrodestra, senza le primarie vinte da Vendola, il Pdmenoelle avrebbe perso anche quella regione. E' stato un negoziato, con il Piemonte assegnato al Pdmenoelle e l'unica incognita del Lazio in cui, senza la mancata presentazione delle liste del Pdl, la Polverini avrebbe stracciato la Bonino.
Bersani ha dichiarato: "L'inversione di tendenza c'è tutta, si vede dalla conquista della maggioranza delle regioni”. Rimuovetelo al più presto da segretario, delira, come ha delirato sulla TAV, sugli inceneritori, sulla gestione pubblica dell'acqua. Il MoVimento non ha avuto nessuna copertura da parte dei telegiornali della RAI: Tg1, Tg2, Tg3 e Rainews24 (dati Agcom). Per la maggioranza degli italiani non è esistito. Ora esiste, ha un programma, 60.000 iscritti, consiglieri regionali sicuramente in Piemonte e in Emilia Romagna. E' un MoVimento di proposte, con un Programma, di giovani, di condivisione, di incensurati. Non è di destra, né di sinistra: è avanti. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene): Noi neppure.

Emilia Romagna: Giovanni Favia 7%
Piemonte: Davide Bono 4,4%
Veneto: David Borrelli 3,1%
Lombardia: Vito Claudio Crimi 2,9%
Campania: Roberto Fico 1,4%

Roberto Fico ha avuto un eccezionale risultato,la Campania è una regione dove l'illegalità e il voto di scambio con la camorra, rende difficile qualsiasi approccio politico di rinnovamento.

domenica 28 marzo 2010

L'Aquila, la Digos contro "le carriole" E gli abruzzesi beffano la polizia


L'AQUILA - Erano circa duecento persone, ma ad accoglierle all'ingresso della via principale hanno trovato gli uomini della Digos. Stamattina come già annunciato dai comitati cittadini, il 'popolo della carriole' è tornato nel centro storico dell'Aquila. E' arrivato nonostante il divieto della prefettura motivato dal silenzio elettorale.

Il sequestro della carriole da parte delle forze dell'ordine è stato immediato. Una è stata tolta perfino dalle mani di un bambino dieci anni, Andrea. In tutto, gli uomini della Digos ne hanno sequestrate un quindicina per metterle dentro i furgoni. Venti carriole sono state solo respinte, non ammesse, e sono restate fuori dal centro storico.

Era un'eventualità attesa e gli organizzatori hanno attuato una strategia diversiva. Sono entrati lo stesso al centro storico come normali cittadini, e una volta entrati hanno preso alcune carriole che avevano nascosto precentemente dentro un tendone a piazza Duomo.

Poi hanno formato un corteo sulla via principale che si è diretto verso piazza Nove Martiri. La Digos è rimasta a guardare, ma ha provveduto a identificare tutti i manifestanti. La piazza è invasa dalle macerie e il popolo della carriole si è messo al lavoro sotto la lente di decine di telecamere prima di riunirsi in assemblea. Anche questa, vietata.

Bersani VS Sacconi sull'ultima boiata di Berlusconi ("sconfiggeremo il cancro entro 3 anni")

IL MILLANTATORE

Marco Travaglio alla conferenza stampa di Raiperunanotte

Grillo

Il costo della democrazia

http://www.beppegrillo.it/2010/03/il_costo_della_democrazia.html

La democrazia ha un costo. Se questo è vero, l'Italia è il Paese del mondo a più alto tasso di democrazia, abbiamo un'inflazione di democrazia. Infatti, siamo primi nel mondo per finanziamenti pubblici ai partiti. (Nel 1993 il 90,3% degli italiani voto per l'abolizione dei finanziamenti in un referendum).
"Soldi pubblici ai partiti: è italiano il record mondiale. Paese/ contributo pubblico annuo in euro. Italia / 295.357.091 - Germania / 133.000.000 - Francia 80.264.408 - Spagna 75.543.395 - Gran Bretagna 4.969.808". silvanetta* .

sabato 27 marzo 2010

Il MoVimento 5 Stelle non vuole i contributi elettorali


I soldi trasformano la politica in una montagna di merda. Il MoVimento 5 Stelle RIFIUTA ogni contributo elettorale in caso di elezioni. I soldi devono rimanere alla comunità. La nostra campagna elettorale è stata finanziata da contributi spontanei. La spesa sostenuta in ogni Regione è stata di circa 15.000 euro più il lavoro immenso e non retribuito di tante persone. Se venisse eletto in Regione un candidato, lo Stato dovrebbe versare al MoVimento 2/300 mila euro. Questi soldi non li vogliamo. Non li vogliono i nostri candidati:
- Davide Bono
per il Piemonte
- Roberto Fico
per la Campania
- Vito Crimi
per la Lombardia
- David Borrelli
per il Veneto
- Giovanni Favia per l'Emilia Romagna
Se verranno eletti, riceveranno uno stipendio per la loro attività, se il MoVimento avrà bisogno di finanziare delle iniziative nelle singole Regioni li chiederà ai cittadini attraverso la Rete.
Il costo della politica è un'invenzione linguistica dei politicanti per diventare ricchi, o almeno benestanti, con le risorse dello Stato. Io non conosco un solo politico povero. Le elezioni sono diventate un "Gratta e vinci", una lotteria di Stato, un'assicurazione per la vita dei partiti. Il tesoriere di un partito è spesso più importante dello stesso segretario.
Lo Statuto del MoVimento non prevede un tesoriere. Il MoVimento è "altro", non vogliamo i soldi delle tasse degli operai, degli impiegati, dei pensionati, delle piccole imprese per finanziare i costi della politica.
Il MoVimento è "altro" anche per i telegiornali, per quella fogna della televisione pubblica che assorbe i soldi del canone, della pubblicità e fa debiti di decine di milioni di euro ogni anno. Il MoVimento 5 Stelle non è mai stato citato (tempo di antenna *) nei telegiornali TG1, TG2, TG3 e RAInews24 (dati al 20 marzo 2010, fonte Agcom) . Non esistiamo, siamo dei "non" cittadini per l'informazione controllata da Pdl e Pdmenoelle, la cancrena del Paese.
Il costo della politica ha generato mostri come Craxi, Berlusconi, D'Alema, Casini. I soldi sono uno strumento per regnare all'interno del partito, per premiare i più fedeli. La sete di soldi è senza limiti. Per i partiti sono l'equivalente dell'odore del sangue per gli squali. Il MoVimento è "altro", noi siamo cacciatori di squali. Un solo consigliere in Regione permetterà di dare ai cittadini trasparenza su ogni atto, su ogni porcata, su ogni inciucio attraverso la Rete.
Domenica e lunedì si vota. Ricordate di fare una doppia croce, una sul simbolo del MoVimento 5 Stelle con il nome del candidato e una sul simbolo del MoVimento 5 Stelle con la preferenza.
E' IMPORTANTE FARE UNA DOPPIA CROCE PER ELEGGERE ALMENO UN CONSIGLIERE, ditelo anche ai vostri amici.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene'). Noi neppure.

(*) Tempo di antenna: indica il tempo complessivamente dedicato al soggetto politico istituzionale ed è dato dalla somma del “tempo di notizia” e del “tempo di parola” del
soggetto

venerdì 26 marzo 2010

2010/03/24 Caldoro e il Ministro Tremonti all'Interporto di Nola e al Vulcano Buono

La profezia di Zhu Min

http://www.beppegrillo.it/2010/03/litalia_secondo.html

L'Italia, secondo Tremorti, è il migliore dei mondi possibili. Il futuro ci sorride, nel 2010 ci attende una ripresa del PIL dell'1,1% dopo il meno 5,1% del 2009. Nel frattempo la Grecia sventola bandiera bianca e la Spagna, per fronteggiare la crisi, ha annunciato un aumento delle tasse, di due punti dell'IVA e di un taglio dei costi pubblici. Il rapporto tra debito pubblico e PIL spagnolo è preoccupante, nel 2010 si ipotizza una percentuale pari a 65,9%. Il Bel Paese può stare tranquillo il rapporto previsto nel prossimo anno è circa il doppio di quello spagnolo: 116,9%. Doppiamo la Spagna, ma non ci preoccupiamo. In compenso si preoccupano gli altri. Dopo le dichiarazioni sul nostro dissesto economico del vice primo ministro greco Theodoros Pangalos e del Nobel per l'economia Robert Mundell, è il turno della Cina. Zhu Min, governatore aggiunto della Banca Centrale Cinese, ha spiegato che la bancarotta della Grecia avrebbe ''dimensioni modeste'' a causa delle sue dimensioni, il PIL greco è il 3,5% del totale europeo. Oggi le principali preoccupazioni sono evidentemente ''l'Italia e la Spagna''.

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pubblicato: venerdì 26 marzo 2010 da Peppe Croce

Tornano le trivelle nel Val di Noto? L’on Fabio Granata del Pdl, storico avversario delle perforazioni petrolifere nonchè ex assessore regionale siciliano al Turismo e alla Cultura, denuncia a mezzo stampa la recente richiesta da parte di Irminio Srl, società facente capo alla multinazionale Mediterranean Resources di avviare le perforazioni all’interno del territorio di Scicli, in provincia di Ragusa, in piena Val di Noto e in piena zona Unesco. L’area interessata alle perforazioni, secondo Granata, sarebbe molto vasta:

Il fatto che ad essere interessate alle ricerche sia non solo la campagna sciclitana, ma anche il borgo marinaro di Donnalucata, e persino il territorio limitrofo alla riserva naturale di Mangiagesso e quello prospiciente alla Fornace Penna, tutelata per la sua valenza di archeologia industriale rende assolutamente incompatibile il progetto di ricerca con l’idea di sviluppo che quel territorio in piena autonomia si è dato, aprendo un vulnus difficilmente sanabile in caso di concessione delle autorizzazioni

Il sud est siciliano, da molti anni ormai, è terreno di scontro tra i petrolieri, assai spesso autorizzati dalla Regione a trivellare, e i numerosi movimenti no triv, appoggiati da parte della politica locale. Uno scontro ben raccontato da alcuni documentari e che ha fatto registrare anche le prese di posizione di numerosi intellettuali, il più famoso dei quali è Andrea Camilleri, autore del celeberrimo Commissario Montalbano in parte girato proprio a Scicli.

Silent runnig



di Filippo Schillaci

La fantascienza migliore è quella che invecchia presto. La migliore in assoluto è quella che nasce già vecchia. Quella che, in altre parole, non ci parla di un futuro immaginario e irrealistico bensì finge di farlo per parlarci del presente.

Facciamo un po’ di storia: 1969, Stanley Kubrik gira 2001, odissea nello spazio, un capolavoro abbagliante che entra immediatamente nella storia del cinema. Tre anni dopo Douglas Trumbull, che in quel film aveva collaborato alla realizzazione degli effetti speciali, gira Silent running, un’operina ben fatta ma senza grandi impennate stilistiche che sembra meritare appena una citazione nelle varie storie del cinema uscite nel frattempo. Eppure Silent running ha una grandezza che al capolavoro di Kubrik manca: la grandezza di uno sguardo attento e accorato, chinato sul presente. E che sguardo! Sono passati 40 anni, gli attori che lo hanno interpretato sono degli anziani pensionati, Trumbull non so cosa faccia e quel presente si è amplificato fino a spalancarsi oggi in tutta la drammaticità che la sua “operina minore” prefigurava. Se è vero che l’immenso respiro cosmico dell’opera di Kubrik ha una valenza letteralmente universale che la pone al di fuori e al di sopra della Storia, e che ci obbliga a confrontarci con la giusta misura dell’uomo, quale solo in rapporto allo spazio e al tempo profondi si può percepire, l’opera di Trumbull al contrario, pur svolgendosi interamente nelle più remote regioni del sistema solare, è concentrata sulla Storia, su una fase cruciale di essa, su un istante: quello in cui si sceglie fra il giardino e il deserto, una scelta che contiene in sé la tragicità dei passi irreversibili, una scelta che è per sempre. Essere un giardiniere, ci dice il compositore (e giardiniere) Walter Branchi, significa aver cura; aver cura di quel pezzetto di mondo che ci circonda. Ecco, Silent running è un film su questo obbligo morale dell’uomo; sul suo venir meno. Narriamolo.

Nelle immagini iniziali si è immersi in una natura dalle forme e dai colori splendidi. La sensazione di essere in un luogo della Terra dove la vita è rimasta indisturbata, è perfetta. Ma non è così: la Terra ha subito un processo di urbanizzazione totale che ha annientato ogni traccia degli ecosistemi naturali. Perfino delle aree protette, dei grandi parchi di un tempo non resta nulla, e gli ultimi brandelli di essi sono stati esiliati in grandi cupole trasparenti agganciate ad astronavi che orbitano nelle zone esterne del sistema solare.
E’ a bordo di una di queste astronavi che ci troviamo; quattro uomini la pilotano. Uno di essi, il botanico Freeman Lowell, vive in simbiosi con le piante e gli animali ospitati nelle cupole. Dei rimanenti tre è meglio tacere. Guardatevi intorno, nelle strade di una qualsiasi città, cercateli fra i giovani che ciondolano per ore con l’espressione inebetita davanti all’ingresso di un Mc Donalds o di una discoteca, dopo giornate trascorse ad assorbire valanghe di televisione spazzatura e videogiochi necrofili, convinti che quell’orgia di vuoto plastificato sia il migliore dei mondi possibili. E’ lì, in questo presente, che li troverete.
Ciò che per Lowell è «cibo vero» per gli altri membri dell’equipaggio è «quella roba che tiri fuori dalla terra sporca», mentre l’unico cibo degno di questo nome è quello dall’aspetto e dal sapore standardizzato che viene fuori automaticamente dalle macchine dell’astronave. Non dobbiamo fare un gran volo di fantasia per immaginarcelo: non è altro che il cibo preconfezionato, precotto, precolorato, preconservato che ben conosciamo dai banconi dalla “grande distribuzione” i quali sono già adesso l’unica fonte alimentare che il cosiddetto “uomo medio” è in grado di concepire.

Quando dalla Terra giunge l’ordine di abbandonare il progetto, distruggere le cupole con il loro carico di vita e far tornare le astronavi al traffico commerciale, Lowell rifiuta di obbedire, anche se per far ciò è costretto a ricorrere a mezzi estremi, ovvero uccidere gli altri membri dell’equipaggio e dirottare l’astronave, con l’unica cupola superstite, su un’orbita ancora più esterna. Il suo tentativo fallisce: quando viene rintracciato, fa esplodere l’astronave e se stesso dopo aver sganciato la cupola e affidato la cura delle piante e degli animali a un piccolo automa. E’ questa l’ultima immagine, che unisce desolazione e struggente speranza: l’unica supersite isola di vita della Terra, sperduta nello spazio e sempre più piccola e lontana, in attesa di un improbabile ritorno.

Non ci vuol molto, dicevo, a riconoscere in questo apologo quello che sta accadendo oggi sulla Terra: l’Europa è ormai cementificata, zone sempre più vaste degli altri continenti lo sono a loro volta, le foreste primarie vengono distrutte, gli oceani saccheggiati, la stessa distanza culturale dell’uomo dal mondo naturale si è ingigantita al punto che ormai ogni manifestazione di vita non umana è vista come estranea, infetta, pericolosa, ripugnante. Non sappiamo quando iniziò, ma sappiamo che nell’età del bronzo la pianura padana era ancora un’unica foresta. Oggi non ne rimane nulla. Le foreste, gli ecosistemi, le comunità viventi sono circoscritte, imprigionate nelle cosiddette riserve naturali, già in sé un’aberrazione perché presuppongono che lo stato di una condizione naturale sana sia un’eccezione quando dovrebbe essere la norma. E perfino tali aree si comincia a metterle in discussione; comincia a farsi strada l’idea che forse sono troppe, che in fondo si possono “riperimetrare”, cioè restringere.

Conosco una scuola della Brianza in cui esisteva fino a poco tempo fa un suggestivo stagno circondato da una folta vegetazione palustre. Fu lasciato per anni in penoso abbandono, infine fu interrato e la vegetazione rasa al suolo. Quando si comincia a pensare che uno stagno può essere prosciugato, che un albero può essere abbattuto, che un animale può essere ucciso, le porte del deserto sono già spalancate. Per questo dico che Silent running parla del presente.

Silent running (titolo della versione italiana: 2002, la seconda odissea)
Regia: Douglas Trumbull
Nazione: USA
Anno: 1972
Interpreti: Bruce Dern, Cliff Potts, Ron Rifkin, Jesse Vint.
Musica: Joan Baez

Scoperta la tipografia dei manifesti illegali inneggianti “a Marzia comunista”. CHI li ha ordinati? La magistratura indaghi.. e in fretta..


DAVID CONTRO GOLIAflorenceCN3680

Dal blog di Pino Strano, candidato consigliere

Da quando sono comparsi i manifesti inneggianti a Marzia “vera comunista”, ci chiediamo chi li abbia messi e dove sono stati stampati.
Il perché, invece, ci è stato subito chiaro.
Servono a screditare Marzia e La Rete dei Cittadini agli occhi delle persone a cui noi invece diciamo quello che siamo: Nè destra, nè sinistra nè centro. Siamo contro la casta e per cittadini senza ideologie. E il messaggio arriva.
Soprattutto a quelli che schifati dalla vicenda del PDL e che hanno capito la verità, si rivolgono a noi alla ricerca di aria pulita, di onestà.
E qualcuno da qualche parte se ne sta accorgendo. E ha paura.
Davide contro golia. Paura di noi formichine.

Tre ore fa, David mi telefona, e mi dice che ha individuato la tipografia.
Eureka!
“Bravissimo David! Sei un mito!”
Che fare? “Ma andare subito e chiedere conto!”.
Sta in via dell’omo 55. David è forte. David va.
Si presenta. Lui è un candidato della Rete dei Cittadini e dice che sappiamo che i manifesti così e cosà, sono stati stampati da lui Quello che sembra il gestore, un certo Bruno, conferma e curioso chiede perché.

David dice che vorremmo sapere chi è che ha commissionato quei manifesti. Che dice cose sbagliate e che Marzia non approva affatto. Ma non crediamo che sia un amico. Lui annaspa, dice che non sapeva che erano un problema, che anzi chi glieli ha commissionati ha detto che stava facendo un favore alla Marzoli
David insiste e dice che vogliamo saperlo, perché comunque è vietato stampare manifesti senza che si possa individuare da chi sono stati commissionati e da chi sono firmati. Che almeno ci faccia sapere se era un amico, che ha sbagliato, allora tutto finisce lì, ma se invece è stato un atto maligno allora le conseguenze saranno una denuncia ai carabinieri.
Bruno, chiama. L’altro dice a Bruno di non credere che David è un rappresentante della rete, che invece sarà qualcuno die radicali, incazzato e lui non vuole che loro sappiano di questo favore.
David allora mostra i volantini . i suoi santini, i suoi documenti . Non ci sono dubbi lui è della Rete dei Cittadini.
Che quindi richiamasse e dicesse chi è senza paura.
Bruno richiama. L’altro allora dice che i manifesti li ha commissionati proprio Marzia Marzoli. La bugia è troppo grossa, tuttavia anche per dimostrare a Bruno che non è vero, David La chiama con lui presente. E Bruno capisce che Marzia ovviamente dice che la cosa è semplicemente ridicola e di muoversi con prudenza, quella è gente cattiva.
Ma David chiede a questo punto con molta gentilezza ma grande decisione di saper il nome. Che la cosa è grave. Bruno dice che, adesso ha capito la situazione, che gli dispiace ma lo dirà solo ai carabinieri.
Evidentemente, anche lui deve muoversi con “prudenza”.
Piuttosto visto il danno che, anche senza volere, lui ha causato è disposto a stamparci 10.000 manifesti a prezzo del costo della sola carta: 1000 euro. David ringrazia, ma noi non vogiiamo affatto sporcare tutta Roma. Ci basta che i nostri manifesti, siano affissi nei nostri spazi previsti dal comune: il 5e 6 e il 35 36.
Ci basterebbero, perché appena appiccicati ce li coprono subito con una valanga di mondezza tutta illegale.
Discutiamo e decidiamo di andare subito dai carabinieri a denunciare i fatti descritti.
MI chiede se voglio mettere anche il mio nome nella denuncia. Io gli rispondo che lo farei volentieri ma sono a Ostia, a lottare anche io contro gli attacchini abusivi e sto appena uscendo dal comando dei vigili urbani per chiedere un minimo di controllo e di rispetto delle regole. Almeno di attenzione verso chi le regole le rispetta. Tutte.
David va dai Carabiinieri. Tra un po mi dirà come è andata. Gli raccomando di parlare col comandante della stazione o col vice, che la questione è grave.
David, hai ragione, non ti preoccupare. Sono con te. Lo dico qua. Pubblicamente, sul mio blog. Hai la mia parola d’onore. Dividerò conte ogni eventuale spesa legale e affanno che ci sarà da condividere per combattere questa feccia.

Mentre sta andando, David mi richiama. Ha notato che da stamane, strane macchine piene di manifesti con persone evidentemente straniere, stazionano vicino ai bandoni del comune per appiccicare i manifesti. Ha notato che i nostri manifesti vengono immediatamente ricoperti subito dopo essere stati appicciati nei nostri spazi: il n.5 e 6 e il n. 35 e 36. La gente neanche sa che ognuno ha i suoi e non servono come campo di battaglia. Noi soli, li abbiamo messi unicamente nei nostri spazi. In nessun altro posto. Per i fuorilegge è facile zittirci. Chi rispetta le regole soccomberà a chi ne fa strame? sarà così, se le forze dell’ordine non difendono la legalità. Sarà così se i cittadini non ci daranno forza.
David va verso la stazione dei Carabinieri.
E’ quasi un segno divino, che chi sta facendo questo si chiami così. Combattiamo con la fionda contro dei fuorilegge che non gli importa di nulla. Che non esitano a nessun mezzo pur di non cedere neanche un granellino di potere ai legittimi proprietari: il popolo. Anzi i singoli cittadini. E siamo appena all’inizio.
Cittadini onesti, aiutateci. Aiutatevi.

Un camper in MoVimento

Un viaggio in Italia, dentro un camper. Walter guida di notte. Filippo prepara il caffè. Fa anche la spesa quando ci fermiamo il mattino in un nuovo paese, in una nuova città. Stipa ogni cosa nel frigo del camper. Mangiamo in viaggio, sul tavolino. In autostrada ci prendono per nomadi. Walter rispetta i limiti di velocità. Va piano. Tutti ci sorpassano. Non ci fermiamo mai. Dormire per un mese in un camper e quando arrivi uscire in una piazza, stringere mani, ascoltare la gente. Sorridere, salire su un palco, con le casse di seconda mano, tirate fuori da qualche cantina, e gridare per farsi sentire da tutti. Una campagna elettorale alla genovese, senza chiedere i soldi allo Stato. Con una nuova querela ad ogni comizio. Il Movimento 5 Stelle non vuole i contributi elettorali. In ogni Regione abbiamo speso 10/15.000 euro, raccolti con donazioni spontanee. Se fosse eletto un consigliere, il Movimento incasserebbe 2/300.000 euro per Regione. Questi soldi devono rimanere alla comunità. E' tutto bello, molto bello. L'esperienza migliore della mia vita. Nel camper c'è l'odore di uomini veri. Ogni tanto ci concediamo una stanza d'albergo per la doccia. Parto da Matera e mi ritrovo la mattina ad Andria e a Torremaggiore. Sono a Bussoleno alle 2 del pomeriggio, alle 5 a Novara, alle 9 di sera a Verbania. Mi butto nella cuccetta del camper e mi risveglio nel Veneto alle 4 del mattino. Appaio a Padova e poi a Treviso. Qualcuno pensa a un sosia, a più Beppe Grillo in tournée elettorale, altri credono che possegga il dono dell'ubiquità come Don Giovanni Bosco. E' una marcialonga della democrazia, un Giro d'Italia del futuro. Per incanto, ovunque arrivi, le piazze si riempiono, nonostante il silenzio omertoso dei media. Un misterioso passaparola raggiunge le persone. Bella gente, giovani, anziani. Tutti genuini, stupendi. Mi è capitato di uscire dalla portiera del camper con la convinzione di essere, per esempio, a Piacenza, e invece ero a Voghera. Sul palco con me c'erano sempre gli "altri", ragazzi e ragazze ingenui, incensurati, emozionati, non abituati a parlare in pubblico, dalla faccia pulita. Loro sono la speranza di questo Paese. Hanno idee e non ideologie. Io ci metto la faccia, ma loro ci mettono tutto il resto. Sangue, polmoni, coraggio. Hanno raccolto decine di migliaia di firme autenticate per le strade di questo infinito inverno, alla neve e al gelo. Nell'indifferenza di molti. Dategli una possibilità, datevi una possibilità. Sul camper scrivo i post, leggo i commenti, penso. Walter ogni tanto suona la chitarra, quando non guida. Filippo legge, legge sempre. Ma cosa legge? Un giorno lo scoprirò. Ora riparto. Oggi sarò a Mirandola, Ferrara, Cesena. Poi domani a Napoli, in piazza Dante. Domenica torno a casa a Nervi. Chissà se ritroverò ancora la mia famiglia. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

giovedì 25 marzo 2010

Chi sta sparando sulla Croce Rossa Italiana?


di Monica Soldano

Non sparate sulla Croce Rossa! Questo l’appello, in ogni lingua, che dalla fine dell’800 si ripete per il rispetto delle convenzioni internazionali e per il soccorso dei malati e dei feriti, anche se nemici, nelle zone di guerra.

Eppure, in Italia, la Croce Rossa, eretta ad ente morale il 30 maggio 1884, rischia di diventare altro: un carrozzone di raccomandati e amici degli amici, con i militari a terra, a far finta di partire per missioni di soccorso impossibili e trasferiti senza diritto di replica, se sollevano troppo lo sguardo.

Qualcosa che non va, c’era da tempo, ma oggi la situazione rischia di precipitare. Controllata da tre ministeri: Finanze, Difesa e Salute, ossia Tremonti, La Russa e Sacconi, in verità, qualche mese fa si era pensato di smantellarla, riconducendo tutto sotto il grande ombrello della Protezione civile Spa, che ne avrebbe deviato anche i finanziamenti. Poi, in sede di approvazione del cosiddetto decreto emergenze, lo scandalo del G8 ed i primi colpi alla Spa di Stato hanno stralciato alcuni articoli. E la Croce Rossa è tornata a sventolare dov’era. Apparentemente.

Commissariata otto volte, fin dal 1982 , dal 30 ottobre scorso è governata dal neo commissario straordinario, l’avvocato Francesco Rocca, già in scadenza di mandato. Ed i conti? Non si vedono, i bilanci sono fermi al 2005 e qualcosa scricchiola. I soldati del corpo militare denunciano il declino, vedono gli sprechi, lamentano l’assenza di democrazia.

Le prime segnalazioni sul pessimo stato di salute risalgono all’estate del 2008, quando gli ispettori delle Finanze indagarono, da qui il commissariamento. Gli ispettori se la presero con il corpo militare, e avanzarono una valutazione più politica che contabile: struttura vecchia e obsoleta, regole desuete. Così i vertici militari fecero le loro controdeduzioni e chiamarono gli ispettori della Difesa. Aprendo una querelle tra la sciagurata gestione del Comitato centrale, di nomina politica, ed il corpo militare, ausiliario, dipendente dalle Forze armate.

In occasione dell’ultima emergenza internazionale, il terremoto di Haiti, la Croce Rossa Italiana non ha potuto portare neanche una tenda. I 40 milioni di euro che ogni anno il ministero della Difesa stanzia per il corpo militare non erano mai stati spesi, inghiottiti dai debiti del bilancio, con esposizioni bancarie in media, fino a 50 milioni di euro. Tuttavia, la bandiera è arrivata. Atterrata sull’isola una folta rappresentanza, una ventina di persone, al seguito dell’avvocato Francesco Rocca. Quattro giorni e poi tutti a casa. Attività di facciata.

Gli esempi e le voci iniziano a levarsi da più regioni. Dalla Sicilia, dove un non più giovane riservista, lamenta di non essere stato più chiamato, perché vengono inseriti solo i raccomandati, amici, cugini di ogni sorta, senza alcuna attenzione al precorso né uno straccio di curriculum.

Eclatante e quasi incredibile, poi, la situazione di un vero e proprio kamikaze della Croce Rossa, il maresciallo Lo Zito, che ormai è inarrestabile. Chiede dal suo blog di oltre 35 mila devoti, di incontrare un magistrato, perché nessuno vuole interrogarlo sulle malefatte denunciate della presidentessa della Cri abruzzese Maria Teresa Letta?

L’on Maurizio Turco (PD) si muove. Presenta tre interrogazioni parlamentari. In quella del 1 marzo, a risposta scritta, chiede a quattro ministeri (Innovazione, Lavoro, Salute, Difesa) come mai un maresciallo della Croce Rossa in servizio ad Avezzano, Vincenzo Lo Zito, pur malato, sia trasferito ad Assisi ed oggetto di richiami disciplinari per aver denunciato illeciti amministrativi commessi dalla presidente della Croce Rossa della Regione Abruzzo, Maria Tersa Letta. Che invece di essere richiesta di spiegazioni, scrive una lettera, con tanto di firma al superiore di Lo Zito, con tono imperioso chiedendo che le venga restituito l’analogo favore reso, cioè di trasferire lontano il ficcanaso? Ed ancora l’on Turco, ricorda che il 14 marzo 2008 alcuni ispettori dei revisori dei conti verificano i documenti contabili della Cri di Avezzano, restando stupefatti di quanto trovato. Il verbale è trasmesso a tutti i ministeri competenti e alla Corte dei conti il 14 marzo 2008. Nessuna conseguenza.

Di certo, ad Avezzano, ad oggi, non è cambiato nulla, mentre Vincenzo Lo Zito è al secondo richiamo disciplinare e dal suo blog sembra sfidare il vento: “Che mi convochi pure un magistrato, uno qualsiasi, così potrò fargli vedere tutto!”, ma nessuno lo chiama.

Il 23 marzo scorso, dopo l’inchiesta su l’Espresso, anche il senatore dell’Italia dei Valori, Vito Lannutti, ricordando quanto denunciato dal settimanale, che, ad esempio 17 milioni di euro destinati alla Difesa per le esigenze del corpo militare non sono mai stati spesi per le loro finalità, domanda nero su bianco, al ministero della Salute, delle Finanze e della Difesa, se il commissariamento della Croce Rossa continuerà o se non sia il caso di procedere all’assemblea e alla nomina del presidente, restituendo a questo Ente l’esercizio ordinario, democratico?

Per il ministro Meloni, Borsellino è solo un "tarocco" della sinistra



Meloni, come và con il prosciutto?

Caro Ministro, nel corso della manifestazione del Pdl tenutasi sabato a Roma, alcuni giovani hanno messo in bella mostra uno striscione che avrebbe voluto essere goliardico e che raffigurava i “tarocchi della Sinistra”, ovviamente in chiave negativa. Tra questi, spuntava il volto di Paolo Borsellino, il giudice ucciso dalla mafia nel 1992, un uomo delle istituzioni che ha dato la propria vita per il bene del Paese, un eroe. Ci è parso di capire, ma lo striscione dietro il quale lei stessa ha marciato non lo chiariva adeguatamente, che il “tarocco” Borsellino rappresentasse, secondo chi lo ha disegnato, un’idea positiva di Giustizia. Preferiamo credere che l’intenzione sia stata questa, anche se onestamente la scelta “comunicativa” è quantomeno controversa. Partendo da tale presupposto, pensiamo però che sia doveroso fare una riflessione che accomuni tutti, a prescindere dalle nostre convinzioni politiche. Il fatto, caro Ministro, è che quel tarocco campeggiava al fianco di altri striscioni che inneggiavano a una guerra aperta nei confronti della magistratura, senza se e senza ma. In particolare, c’era uno striscione che invocava alla soppressione dello strumento delle intercettazioni, mentre sul palco si alternavano quegli stessi politici che hanno sottoscritto leggi come il cosiddetto “scudo fiscale”.

Dinanzi a tutto ciò, dinanzi a quella piazza, lei crede veramente che Paolo Borsellino si sarebbe trovato a suo agio? Lei crede veramente che un giudice come lui avrebbe rinunciato a uno strumento fondamentale per la lotta alla mafia come lo è quello delle intercettazioni? Con tutta onestà, pensa sul serio che un grande uomo delle istituzioni come fu Borsellino avrebbe assistito in silenzio alle continue delegittimazioni della magistratura da parte della politica? Noi siamo sicuri che le risposte a queste domande siano tutte negative, così come siamo sicuri che Borsellino non si sarebbe trovato a suo agio in nessuna piazza colorata da ideologie politiche. Lui era un giudice, un servitore dello Stato. Oggi, per tutto il Paese, è un eroe, non certo un simbolo da sventolare, da usare strumentalmente. Chi lo fa, sbaglia di grosso, sia esso di sinistra o di destra. E proprio perché la figura di Borsellino, i suoi insegnamenti, appartengono a tutti, crediamo necessario che noi giovani, di qualsiasi fronte politico, cominciamo a ragionare su quei valori comuni da difendere insieme. Noi giovani rappresentiamo il futuro dell’Italia.
E se vogliamo che questo futuro sia realmente democratico, dobbiamo difendere insieme l’autonomia di un potere fondamentale per gli equilibri democratici come lo è la magistratura. Non dimentichiamoci che è merito dei giudici se oggi il Governo in cui lei siede può vantarsi di essere in prima linea nella lotta alla mafia. Non dimentichiamo che sono state proprio le intercettazioni a permettere ai giudici di infliggere quei successi contro la criminalità organizzata che, ci consenta, appartengono a tutti gli italiani onesti e non solo al Governo. Per tutte queste ragioni, avremmo preferito non vedere Paolo Borsellino raffigurato “strumentalmente” in un tarocco. Anche perché, ci consenta ancora, lo stesso Borsellino, cui in vita non mancarono gli attacchi da parte di alcuni politici, avrebbe rifiutato l’idea di essere l’unico eroe in mezzo a migliaia di “giudici malati di mente”. Oggi, ci sono tanti magistrati che fanno onestamente, con coraggio e professionalità, il loro lavoro. Lo fanno lontani da qualsiasi piazza e senza alcuna distinzione di sorta, perseguendo fedelmente quel principio per cui “la legge è uguale per tutti”. Un principio che noi giovani dovremmo difendere con forza se vogliamo realmente sperare in un futuro migliore.

Beppe Grillo in pillole 3.mp4

Il MoVimento 5 Stelle è un virus

http://www.beppegrillo.it/2010/03/il_movimento_5.html

Il virus della conoscenza non si può fermare. Ognuno conta uno. Ognuno è un trasmettitore e un ricevitore. Grazie a Gianmichele e a tutti coloro che dedicano tempo, soldi e energie a una nuova Italia.
"Ho caricato una dozzina di mini filmati su YouTube: "Beppe Grillo in pillole". Sono estratti della tappa elettorale di Novara, più il finale di Milano. Seguo il Blog da anni, ma è sempre mancato un modo semplice di passare ad altri le idee che ho visto nascere in tutto questo tempo. Il mio piccolo contributo a questo Movimento meraviglioso è dedicato alla diffusione dei contenuti. Conosco tanti potenziali elettori del Movimento che pure, informati solo dai media tradizionali, non sanno nulla di quanto si sta facendo sul campo da cinque anni. I manifesti, l'organizzazione,i gadget, il coordinamento. Sono tutte cose che costano. Mi piacerebbe che alle mie modeste 12 selezioni si affiancassero mille e mille altre pillole di comunicazione con cui inondare il web. Una sberla all'ostracismo, a piccole dosi. Intanto grazie a tutti." Gianmichele Masieri

Aumenta la disoccupazione il paese è nella merda e Berlusconi continua con promesse idiote

Siamo i migliori disoccupati d'Europa

http://www.beppegrillo.it/2010/03/dati_sulloccupa.html

I telegiornali parlano dei ratti di Parigi e di balli della scuola vietati a ragazze lesbiche negli Stati Uniti. La Grecia che ci precede (di poco) nel default è scomparsa dai media. Assenti dai palinsesti anche le notizie delle fabbriche che chiudono ogni giorno e di una disoccupazione che aumenta trimestre dopo trimestre. Nel 2009 abbiamo perso 380.000 posti di lavoro rispetto al 2008. Nel 2010 la disoccupazione aumenterà ancora. Nel gruppo Agile, ex Eutelia, stanno chiudendo le attività. 9.000 persone rimarranno senza stipendio dopo i 6.600 di Phonemedia, intanto qualche migliaio di informatici e ingegneri viene ceduto dalla Telecom Italia di Bernabè per fare efficientamento. Sacconi e Tremonti però sono soddisfatti, i nostri dati sulla disoccupazione sono i migliori d'Europa. W l'Italia dei record!

il link del testo li trovate su http://www.beppegrillo.it/2010/03/dati_sulloccupa.html

RETE DEI CITTADINI per una sanità a misura di cittadino.


Comunicato stampa
La campagna elettorale delle rappresentanti dei soliti gruppi politici si basa sulla salute e le speranze dei cittadini. L’enorme buco di bilancio della sanità con i tagli ai servizi per i cittadini è la patata bollente che da mesi le altre due candidate alla presidenza del Lazio si rinfacciano, come se scaricare le responsabilità risolvesse il problema. La tragedia della sanità laziale è il risultato di anni di giunte di entrambi gli schieramenti. E’ il risultato di corruzione, interessi di lobby farmaceutiche e di cliniche private e libertà di agire per i propri interessi grazie alla totale mancanza di trasparenza.
La lista civica RETE DEI CITTADINI per MARZIA MARZOLI Presidente non ha la bacchetta magica per risolvere il problema nel breve tempo ma essendo svincolata dalla pressione di lobby può garantire un approccio tecnico per trovare una soluzione insieme ai cittadini puntando prima di tutto su trasparenza e legalità.
Ufficio stampa
Lista civica RETE DEI CITTADINI

Piemonte: legge regionale sfruttamento boschi


di Emiliano Squillari

Buongiorno a tutti,
mi chiamo Emiliano Squillari, gestisco il sito informativo sul riscaldamento a legna: www.stufefocolari.com. Scrivo per segnalare che la Regione Piemonte ha avvallato una legge regionale sullo sfruttamento delle risorse forestali. Premetto che non conosco tutti gli aspetti di questa legge e considero positiva la decisione di utilizzare le risorse locali ma sono indignato per la decisione di provvedere al taglio di boschi privati, senza domandare al privato se sia d’accordo che venga tagliato il suo bosco.

Ci sono famiglie, in montagna che vivono del loro bosco! Famiglie che necessitano di legna per riscaldarsi
nell’inverno e per questo attingono alle risorse del proprio bosco. Se la regione taglia il legname senza
domandare il permesso ai proprietari, essi potranno trovarsi nella situazione di andare per legna, con la sgradita
sorpresa di trovare il loro bosco raso al suolo! Cosa faranno queste persone? Dovranno andare a comprare legna
altrove per i futuri 40 anni in attesa che il loro bosco ricresca?

Trovo folle che si permetta di privatizzare un bene comune come l’acqua e poi si va ad espropriare una famiglia del
suo bosco che è da anni un bene privato! Si tutela in tutti i modi la proprietà privata, poi quando fa comodo la proprietà privata viene violata! Ci sono altri aspetti molto interessanti, sarebbe bello avere in risposta un parere dei DECRESCENTISTI su questo tema.

Per maggiori informazioni potrete fare riferimento alla sezione piemontese del WWF attraverso questo link od al sito di Beppe Grillo.
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I ricercatori alla Gelmini: "ora è guerra tra poveri"


Tagli, ruoli e orari: gli Atenei in rivolta contro la legge di riforma

"Dal prossimo anno lasceremo le cattedre vuote e faremo solo ciò per cui siamo pagati: la ricerca". Da una settimana i ricercatori delle università italiane protestano contro il decreto legge Gelmini che riforma gli atenei e anche le loro posizioni. Ma il paradosso è che a causa di una riforma la cui parola d’ordine sarà "tagli", non ci saranno nemmeno i soldi per mandare avanti molti dei loro laboratori. Per questo motivo ieri i rappresentanti del coordinamento nazionale dei ricercatori universitari (Cnru) sono stati al ministero dell’Università e della ricerca per consegnare la loro controproposta, corredata da più di 4 mila firme.

CHI PERDE. Il disegno di legge del ministro per l’Istruzione Mariastella Gelmini prevede infatti l’equiparazione degli obblighi didattici tra professori associati, di ruolo e ricercatori, mantenendo però diversi trattamenti. Fino a oggi i ricercatori potevano fare, a loro discrezione, didattica, fino a un massimo di 350 ore. Con la riforma quel numero diventa il loro limite minimo, come per i professori, a scapito dell’attività di ricerca. E non solo: il disegno di legge prevede che i ricercatori possano essere contrattualizzati a tempo determinato (quindi precari) per un massimo di sei anni. Al termine dei quali dovranno abilitarsi e potranno essere confermati a tempo indeterminato come associati, altrimenti andranno a casa, e alla soglia dei 40 anni dovranno ricostruirsi una vita. In questo modo, quindi, viene cancellata la terza fascia docente e creato un cuscinetto per tutti coloro che ricercatori lo sono già. Marco Marafina, coordinatore del Cnru, è ricercatore dal 1992: "Per me con questa riforma è preclusa qualsiasi possibilità di fare carriera – spiega – per questo motivo abbiamo chiesto che sia valutata la nostra professionalità e vengano trasformati in associati tutti coloro che se lo meritano. Un’operazione a costo zero, perché siamo disposti anche a mantenere lo stipendio, purché ci sia riconosciuto il nostro percorso". Per il Cnru (Coordinamento Nazionale Ricercatori Universitari) se il ministero rifiutasse questa proposta, attuerebbe un disegno che, deliberatamente, programma il fallimento delle carriere di 26 mila docenti, non essendoci un piano credibile di concorsi in atto e finanziamenti adeguati. “Del resto – continua Marafina – non si può continuare ad accettare che alla maggior parte dei ricercatori sia impedito, per mancanza di soldi, di progredire nella carriera".

I CONCORSI. La protesta è partita autonomamente dagli atenei di Napoli, Torino e Cagliari. "Il disegno di legge – dice Davide Levy, rappresentante dei ricercatori delle facoltà scientifiche di Torino – innesca una sorta di guerra tra poveri, trasformando il tempo indeterminato in un contratto di tre anni più tre. In questo modo anche i ricercatori a tempo indeterminato verranno penalizzati, visto che avranno una forte concorrenza per il posto da associato. Il quadro si fa ancor più drammatico se si considerano il taglio dei finanziamenti e il blocco dei concorsi". A Parma la protesta ha trovato l’appoggio dell’istituzione: "Il rettore, Gino Ferretti, si è trovato in accordo con noi e si è impegnato a portare la questione sul banco del senato accademico e fino a Roma, alla conferenza dei rettori – spiega Armando Vannucci , ricercatore in ingegneria – i due commi più vessatori sui quali ci concentriamo sono proprio quello dell’obbligo della docenza e quello sulla chiamata diretta che introdurrà una differenza sostanziale tra nuovi e vecchi precari". Il problema infatti non riguarda solo i 26 mila ricercatori strutturati dell’Università, ma anche circa 50 mila precari. Senza considerare i 38.985 docenti a contratto che potrebbero essere reclutati per sopperire alla mancanza di offerta formativa: "La proposta dei ricercatori, di trasformare tutti in docenti di seconda fascia, non ci trova d’accordo" spiega Ilaria Agostini, una ex docente a contratto fiorentina, che quest’anno ha rifiutato la convenzione perché non veniva pagata. "Vorrei che ci fosse più solidarietà tra di noi su questi temi – continua Ilaria – perché come docenti a contratto non acquisiamo nessun diritto e rischiamo di restare precari a vita. Per questo lavoro siamo pronti ad accettare tutto, ma addirittura il volontariato coatto, come mi è stato proposto quest’anno, è troppo".

Da il Fatto Quotidiano del 25 marzo

RAIPERUNANOTTE


Con

Roberto Benigni, Antonio Cornacchione, Teresa De Sio, Gillo Dorfles, Elio e le Storie Tese, Emilio Fede, Giovanni Floris, Milena Gabanelli, Riccardo Iacona, Giulia Innocenzi, Gad Lerner, Daniele Luttazzi, Trio Medusa, Mario Monicelli, Morgan, Nicola Piovani, Norma Rangeri, Sandro Ruotolo, Michele Santoro, Barbara Serra, Marco Travaglio, Vauro e Antonello Venditti.

L’informazione non si può interrompere, la stampa deve essere libera.
Per questo la Fnsi - Federazione Nazionale della Stampa Italiana - ha deciso di organizzare “Rai per una notte”, uno sciopero bianco per la difesa della libertà di stampa e dell’informazione che si terrà Giovedì 25 marzo, dalle ore 20 alle 24, al Paladozza di Bologna.

Rai per una notte sarà una manifestazione – trasmissione condotta da Michele Santoro con la partecipazione di Giovanni Floris, Daniele Luttazzi, Marco Travaglio, Vauro, la squadra di Annozero e molti altri ospiti del mondo del giornalismo e dello spettacolo.

La Fnsi e l’Usigrai – Organismo sindacale di base dei giornalisti Rai - metteranno a disposizione su Internet le riprese video e audio della manifestazione e consentiranno a tutti coloro che vorranno di riprendere e trasmettere in Tv o per radio l’intero evento.

Gli auguri di Roberto Benigni a Raiperunanotte

mercoledì 24 marzo 2010

Mini campagna elettorale Bresso. Avigliana 22/03/2010

No Bresso, No TAV

http://www.beppegrillo.it/2010/03/no_bresso_no_ta.html

video della Bresso (link qui sotto) valutate voi.....
http://www.youtube.com/watch?v=VY7vPM7YR4c


La Bresso è andata ad Avigliana, in Val di Susa. In una sala comunale ha parlato di fronte a venti persone (di numero). All'uscita ha incontrato un gruppo di cittadini No TAV. Li ha trattati dall'alto in basso e con disprezzo. Attila-Bresso poteva permetterselo, era attorniata da gente in giacca-cravatta-braccia-conserte-pancia-in-fuori stile gerarchi e circondata dalle Forze dell'Ordine. Un'anziana signora di ottanta anni le ha detto: "Io muoio con l'angoscia di vedere la mia Valle distrutta, con l'angoscia muoio...". La Bresso ha risposto. "Muoia signora".
Fate girare questi video.
Scaricate il documento delle ragioni dei valsusini e diffondetelo.
"No Bresso, No TAV".

L'Aquila: propaganda elettorale shock


Nelle cassette della posta del Piano C.A.S.E. all’Aquila è comparso questo volantino. Che è uno degli esempi di come si faccia comunicazione-shock in un’area emergenziale. Le 17mila persone che hanno avuto gli appartamenti del piano C.A.S.E. ricevono in prima persona la campagna elettorale del premier e del suo PdL. Una campagna personalizzata e impietosa, che specula, una volta di più, sulla facciata positiva e buona del Governo del Fare. Ricordiamo ancora una volta cosa significhi, all’Aquila, "aver fatto". Punto primo. “Fare”, durante un’emergenza, è un dovere, non un favore. Le case del Progetto C.A.S.E., imposte dall’alto con decreto, pensate pochi giorni dopo il terremoto e formalizzate il 28 aprile 2009, sono in comodato d’uso; sono costate più o meno 2700 euro al metro quadro; sono state costruite in deroga a vincoli urbanistici e leggi sugli appalti; sono temporanee nell’assegnazione agli sfollati ma permanenti quanto a consumo del territorio; sono state gestite e costruite secondo la logica dell’emergenza e dell’urgenza e dell’indifferibiità dei lavori proprie della Protezione Vivile; hanno visto – come relazionano i Servizi Segreti in parlamento il primo marzo, come scrivono su Terra, come sosteneva da mesi il giornalista di Libera Angelo Venti su Site.it - il forte interesse delle ditte mafiose o con rapporti con la mafia; sono state sbandierate ai quattro venti, con numeri falsati e gonfiati; nascono come “non luoghi”, in quanto non integrati nel tessuto sociale, economico e paesaggistico; 4 siti su 19 scaricano (o perlomeno hanno scaricato per mesi) le acque scure nel fiume Aterno; genereranno all’Aquila un sovradimensionamento abitativo di circa 4500 appartamenti. Il tutto in una città di settantamila abitanti. Un vero e proprio patrimonio da gestire e a rischio fallimento.

Ma nel frattempo, le case del progetto C.A.S.E. vengono anche utilizzate per la facciata governativa: fuori dall’Aquila, per mostrare quanto sia forte questo governo del fare. Dentro l’Aquila, vengono usate per riscattare il “dovuto” ringraziamento da parte di chi ha avuto le C.A.S.E. Con il voto. Esattamente come Denis Verdini, coordinatore del PdL indagato per l’inchiesta sul sistema gelatinosi, chiedeva il ringraziamento degli Aquilani in piazza alla manifestazione del PdL. Il confronto, poi, con l’Umbria e le Marche del 1997, è ridicolo e continua a non tener conto del fatto che con minor tempi e minor costi si poteva dare alle persone una sistemazione provvisoria che le rendesse attive per la propria ricostruzione. Senza usare i container del 1997, ma utilizzando Moduli Abitativi Rimovibili.

Infine. In Umbria i Sindaci e gli enti locali e i cittadini sono stati i veri protagonisti della ricostruzione. Per ricostruire, in sicurezza, com’era e dov’era. Con il volantino, cala il sipario: è l’ultimo attto dell’operzione mediatica sull’Abruzzo, è un volantino che ha il sapore della propaganda a ogni costo, anche sulle vite altrui. E forse anche della beffa, per gli sfollati che sono strumento e oggetto di pubblicità.

Da shockjournalism.com

"NON SIAMO NOI A DOVERCI VERGOGNARE. Per tutti quelli che non hanno avuto la mia stessa sorte.Per le tasse, che torneremo a pagare al 100% ad un anno dal terremoto...". Vai al blog di Federico D'Orazio

Aggiornamenti ORE 18.00 : (Ansa) La giunta regionale dell'Umbria ha deliberato di dare mandato al proprio ufficio legale "per denunciare il Pdl dell'Aquila per falso e danno all'immagine della Regione Umbria". "Ciò perché - spiega un comunicato della Regione Umbria - ad opera del Pdl dell'Aquila sono in distribuzione cartoline elettorali comparative che mostrano l'immagine di terremotati umbri ancora oggi nei container. L'eventuale risarcimento danni che dovesse essere riconosciuto sara' devoluto a favore delle popolazioni terremotate dell'Abruzzo"

clicca qui per il video

Pubblicità ingannevole, multate Telecom Italia e L'Oreal


Sloreal_adv.jpganzione da 30mila Euro per Telecom Italia e da 270mila per l’azienda di cosmetici l'Oreal. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato, su denuncia mossa da Fastweb, ha analizzato i due spot “Alice casa Internet” andati in onda il 15 giugno del 2009, uno di 15 secondi su Italia1 alle 20.30 e l’altro di 20 su SkySport alle 23. Dall’indagine istruttoria condotta dall’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, si notava come i due messaggi promozionali avrebbero “potuto indurre in errore il consumatore medio riguardo alle caratteristiche e alle complessive condizioni economiche di fruizione dell’offerta pubblicizzata, attraverso affermazioni ingannevoli e omissive, con particolare riferimento alle indicazioni relative all’effettivo costo mensile del servizio successivamente ai primi quattro mesi, nonché alla presenza di costi aggiuntivi per l’attivazione del servizio e per l’esercizio del diritto di recesso entro un anno dalla conclusione del contratto”. La penale per il recesso nei primi dodici mesi, infatti, era di 40 Euro, ma tale informazione veniva omessa, perciò Telecom Italia è stata multata per 30mila Euro. La sanzione, però, è sembrata a molti non abbastanza elevata per una promozione che ha portato tra migliaia di nuovi abbonati tra giugno e luglio del 2009. Piuttosto alta, invece, la multa di 270mila Euro per L’Oreal. L’azienda si è resa colpevole di pubblicità ingannevole per alcuni prodotti antiruga e anticellulite, promossi a mezzo stampa, televisione e Internet. LiftActiv Retinol HA Vichy, Vital Restore Garnier, Cellu-metric Vichy, Ultralift Garnier e Rimodel Collagene l’Oreal promettevano effetti impossibili, come sottolineato da Carlo Rienzi, presidente Codacons, il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori. “I messaggi pubblicitari che caratterizzano il settore della bellezza sono sempre più estremi – spiega Rienzi – il principio ribadito dall’Antitrust è importante, anche se il valore delle sanzioni appare irrisorio rispetto ai benefici economici per le aziende derivanti da tali pubblicità. Le donne che, credendo ai messaggi pubblicitari, hanno speso soldi per l'acquisto delle creme oggetto di multa, possono chiedere di essere risarcite, in relazione agli effetti promessi e non ottenuti. Addirittura sarebbe possibile avviare una class action da parte di sole donne contro i produttori di creme, unguenti e cosmetici vari, quando le promesse contenute nei messaggi pubblicitari e nelle etichette dei prodotti non vengono mantenute. Class action finalizzata ad ottenere non solo il rimborso di quanto pagato, ma anche il risarcimento per il danno da illusione”.

‘Edificio sostenibile’, la nuova certificazione per eco-immobili

Nuova certificazione edile

‘Edificio sostenibile’, la nuova certificazione Icim darà agli immobili una classificazione energetica più specifica e dettagliata. La presentazione domani alla Fiera di Milano

(Rinnovabili.it) – Si terrà domani la presentazione di ‘Edificio sostenibile’ la nuova certificazione dell’Icim che, applicata ad un immobile, ne specifica il grado di sostenibilità classificandolo sul mercato, anche dal punto di vista economico. L’annuncio verrà dato in occasione del convegno “La qualità ecosostenibile delle strutture turistiche ricettive: un corretto equilibrio tra esigenze degli utenti, tecnologie e sostenibilità del territorio” alla Fiera di Milano di Rho, con lo scopo di fornire un quadro chiaro e completo delle possibilità e delle metodologie atte alla realizzazione di un edificio che si integri perfettamente e senza danni nell’ambiente che lo ospita e lo circonda.
Analizzando la situazione ambientale ed energetica dello stabile valutando le dotazioni e facendo previsioni a lungo termine. Misurando illuminazione, climatizzazione, livelli di rumore si è arrivati ad un nuovo standard di certificazione rilasciato, per merito, ad un Hotel della provincia di Novara, un connubio di innovazione e sostenibilità che, riqualificando l’edificio gli ha concesso un nuovo volto ecosostenibile.

La lista civica RETE DEI CITTADINI aderisce ai documenti programmatici per la pace e la cooperazione.


Comunicato stampa

La lista civica RETE DEI CITTADINI aderisce con sentita partecipazione alle proposta avanzate dai rappresentanti delle realtà che operano all’interno della Città dell’Altra Economia e dai rappresentati di Altreconomia della Regione attraverso i documenti programmatici per la pace e la cooperazione presentati domenica 21 marzo alla città dell’Altra Economia a Roma.

La lista civica RETE DEI CITTADINI condivide pienamente gli impegni concreti proposti per realizzare una politica regionale fondata su una cultura realmente di pace e solidarietà.
La candidata Presidente Marzia Marzoli e tutti i candidati consiglieri della lista civica RETE DEI CITTADINI si impegnano formalmente a sviluppare politiche di sviluppo e cooperazione internazionale, come evidenziato nel documento cui hanno aderito e proposto da numerose associazioni, ong, reti e movimenti impegnati sui temi della solidarietà internazionale, della cooperazione allo sviluppo, dell’educazione allo sviluppo e alla mondialità, dell’intercultura.
Temi come consumo critico, finanza etica, commercio equo e solidale, agricoltura biologica, energie rinnovabili, rifiuti, turismo responsabile, software libero e comunicazione sui nuovi media, cui si legano le realtà che lavorano nella Città dell’Altra Economia, sono già oggi parte integrante del programma della RETE DEI CITTADINI che si puo leggere sul sito www.retedeicittadini.it.

Documento finale Ae per candiati regione_lazio1

documento per candidati lazio cooperazione alla CAE
documento pace

Fotovoltaico: la top ten dei Comuni virtuosi



Craco, Montalto di Castro e Ottobiano. Sono questi i primi tre Comuni italiani che svettano nel fotovoltaico per quel che riguarda il rapporto tra la potenza installata sul territorio ed il numero di abitanti. A rivelarlo è Comuni Rinnovabili 2010, il Rapporto di Legambiente dove si legge altresì come in questa classifica al quarto posto ci sia il Comune di San Pietro Mosezzo e poi Monrupino, Magrè Sulla Strada del Vino, San Giuliano di Puglia, Serre, Revigliano D’Asti e Serravalle Scrivia. Tutto cambia nel Rapporto “Comuni Rinnovabili 2010” di Legambiente se si considera la top ten dei Comuni rilevata per la sola potenza installata: in tal caso, infatti, iniziano a spuntare i grossi Comuni, con Roma al secondo posto dietro a Montalto di Castro, al terzo posto Rovigo e poi a seguire Pisticci, Serravalle Scrivia, Piacenza, Craco, Ottobiano, Nardò e Corato.

Ma se la quota parte più ampia di potenza installata cumulata sul territorio nazionale proviene dagli impianti a terra, è altresì importante il contributo in termini di risparmio energetico e di abbattimento di C02 che fornisce il fotovoltaico in edilizia attraverso la piena integrazione architettonica. E’ su questo aspetto che l’Italia deve ancora compiere importanti passi avanti, il che significa anche che con opportune norme ed incentivazioni possono esserci dei margini di crescita particolarmente interessanti per tutta la filiera dei mini impianti fotovoltaici integrati.
Legambiente al riguardo ha altresì stilato la top ten dei Comuni che svettano per il fotovoltaico in edilizia; ebbene, al primo posto c’è Bologna con a ruota Verona, il Comune di Isera e poi Prato, Teggiano, Carano, Monteprandone, Laces, Pesaro e solo al decimo posto Roma. Ma sul fotovoltaico integrato Legambiente sottolinea anche come rappresenti una grande opportunità di risparmio per le aziende anche la progettazione, realizzazione e messa in esercizio degli impianti sulle coperture dei capannoni ed in generale dei grandi complessi produttivi.

Croce Rossa: L'Espresso replica a quanto tenta di far credere il Commissario Rocca


http://espresso.repubblica.it/dettaglio/croce-rossa-commissario-show/2123544&ref=hpsp
Commissario
Rocca

Show ...

di Emiliano Fittipaldi

Quattro video per quaranta minuti complessivi. Così il capo della Cri si autoelogia senza freni, grida al complotto e attacca "L'espresso". Che risponde punto per punto

clicca qui

lunedì 22 marzo 2010

Le vergognose pensioni dei deputati. A loro privilegi a noi tagli

Le pensioni dei nostri dipendenti

http://www.beppegrillo.it/2010/03/le_pensioni_dei_nostri_dipendenti.html

Un nostro dipendente, l'ex presidente dell'Agenzia dei Rifiuti in Sicilia (sciolta di recente), è andato in pensione. Almeno lui ci è riuscito. Il fortunato si chiama Felice Crosta e non dovrà più preoccuparsi del futuro. Percepirà, grazie a tutti quelli che in pensione non ci andranno mai, 1.369 euro AL GIORNO. Non è certo il solo. Le pensioni devono avere un tetto. Invece di spostare i termini delle prossime pensioni verso la morte dei futuri pensionati, riduciamo le pensioni attuali a una cifra massima. 3/4.000 euro al mese sono più che adeguati. Scommettiamo che chi li supera sono in maggioranza i nostri dipendenti? Inoltre, per la pensione ci vuole la par condicio. Se i parlamentari ne maturano il diritto dopo due anni e mezzo, deve valere lo stesso per tutti i cittadini. Non mi risulta che nessun partito abbia rinunciato ancora a questo odioso privilegio.

La feccia che risale il pozzo - Marco Travaglio

Prima delle ELEZIONI REGIONALI
il Resoconto di
MARCO TRAVAGLIO

domenica 21 marzo 2010

Cos'è la destra? Cos'è la sinistra?


(clicca QUI per vedere il video)
Il MoVimento 5 Stelle non è di destra, né di sinistra: è solo avanti! Berlusconi è arrivato oggi a Bologna con un centinaio di macchine di scorta per paura della solitudine...
"Silvio ha detto in conferenza stampa ke i voti al MoVimento 5 Stelle di Grillo (ne parla segno che avverte il pericolo) sono voti che andranno alla sinistra e quindi per impedire ke ciò avvenga bisogna votare lui....quindi dopo questo avvertimento, un grillino dovrebbe votare per il Pdl?..Ormai è da ricovero forzato. chiamate il TSO". Toni Alamo

Pensiero globale – azione locale. Le responsabilità della politica


Incontro aperto al pubblico per far conoscere la RETE DEI CITTADINI e per parlare delle responsabilità della politica.
Un incontro aperto al pubblico dove la nostra candidata Presidente Marzia Marzoli presenterà i progetti della RETE DEI CITTADINI per la regione Lazio e saranno presentati anche i candiati consiglieri Ornella Pistolesi e Marco Finotti.

Ma parleranno anche Claudio Oberlechner, sul rapporto tra corruzione ed economia, Malizia Amadio del Coordinamento contro l’inceneritore di Albano sulla situazione di Albano. Parteciperà anche l’Assessore all’Ambiente del Comune di Aprilia, Alessandra Lombardi, con un intervento dal titolo ” Gorvernare fuori dai partiti”.

Lunedì 22 marzo, ad Aprilia in via delle Margherite presso l’ex Cral “G.A. Sada” alle ore 18:00.

La banda suona faccetta nera


Il corteo degli insulti: Bonino è la morte, Di Pietro è il matto e Santoro è fascista. Nella hit le toghe al primo posto

Il partito dell'amore si materializza nello slogan dei corpulenti ragazzi del Fuan. Il messaggio è chiaro: "Mettitela nel c.., la sentenza mettitela nel c...". Sentenze, pandette, fascicoli, giudici e giustizia. Nella hit parade degli slogan ritmati nel corteo dei militanti amorosi le "toghe" occupano il primo posto. Segue a ruota Antonio Di Pietro. Odiatissimo. I militanti della "Giovane Italia" hanno deciso di raffigurare con i tarocchi i loro nemici. Tonino è la carta del matto. Gli è andata bene, perché Emma Bonino è la morte. Ma se poi lo sguardo si sposta qualche metro più indietro ecco apparire uno striscione: "Più Borsellino meno Di Pietro". E non si capisce se è un macabro auspicio per Di Pietro o un apprezzamento per il giudice siciliano ucciso in via D'Amelio. Michele Santoro non poteva mancare in piazza. Lui non c'è, ma un cartello lo richiama: "Di Pietro mafioso. Santoro fascista". Amore ce n'è poco. Quale sia il sentimento che anima quel militante che sventola un vessillo della "X Mas", l'organizzazione dei torturatori fascisti, rimane un mistero. Anziani signori piemontesi e giovani ragazze, bomber neri e tacchi a spillo, facce di ex democristiani e di sinceri fascisti. Giubbotti da finto aviatore e jeans firmati. Cappellini bianchi con i nomi dei candidati nei consigli regionali e le divise della banda musicale che intona "Faccetta nera", quella di "bella abissina".

I bengalesi che occupano i marciapiedi dell'Appia da dove parte uno dei due cortei, ascoltano e non capiscono. Meglio la discomusic che un bus turistico, di quelli a due piani con l'ultimo aperto, spara a palla. Non ci sono i turisti giapponesi col naso all'insù a rimirare Roma antica, ma belle ragazze fasciate dalle toghe. Sono quelle dei magistrati nei Tribunali, ma non sono tutte nere, alcune sono rosso fuoco. "Per dimostrare che c'è una giustizia vera e una rossa, quella che ci perseguita, quella che vuole toglierci la libertà di voto", dice la ragazza che ne indossa una. Il cronista è salito sul "bus dell'amore". Tutti giovani romani che si muovono al ritmo di sambe e ritmi da discoteca. Il più anziano di loro chiede inutilmente che il dj metta "Meno male che Silvio c'è". Inutile. La piccola folla di ragazzi e ragazze si anima solo all'altezza del civico 400 e passa dell'Appia. Succede l'incredibile, dai balconi di un palazzo la gente si dà da fare per esporre qualcosa di rosso. Una bella ragazza incastra la tenda rosso vermiglio del suo salotto al balcone per farla sventolare, un ragazzo espone i cuscini del divano. Partono grida "buffoni, invidiosi, ci odiate".

Più avanti va peggio, dal balcone di un altro palazzo sette ragazzi sventolano un bandierone rosso di "Rifondazione". Le toghe sul bus sono state tiepide con i "comunisti" di prima e allora intervengono quelli del "Fuan". E partono saluti romani e dita media ben esposte verso quel vessillo nemico. Partito dell'amore. E della confusione. Il socialista Stefano Caldoro arriva e stringe mani, quelle di baldi giovanotti con il simbolo della "Fiamma" sul giubbotto. Gli striscioni dei napoletani che invocano il "nuovo" in Campania si incrociano con quelle dell'Udeur di Clemente Mastella proprio mentre la colonna sonora propone Renato Zero: "Lui chi è? Come mai l'hai portato con te?...". Le bandiere dei cattolicissimi di "Militia Cristi" si mescolano a quelle del "Movimento per l'Italia " della Santanché. Chissà se a quelle gentili e anziane signore che sognano le crociate qualcuno ha detto che la signora sottosegretario vuole trasformare i soppalchi di bar e ristoranti in moderni bordelli. Tutti uniti "dall'amore". Per il popolo Viola cui è dedicato un simpatico cartello, "Famoli viola". Per Marco Travaglio in coppia con la candidata del centrosinistra nel Lazio: "Bonino Travaglio mettetevi il bavaglio".

Pochi slogan, il corteo ha lunghi momenti di afasia, eppure gli organizzatori sono stati efficienti e hanno distribuito fogli con le parole d'ordine. "Stasera mi buccio, mi buccio con te": la voce di Rocky Roberts sovrasta tutti. Si arriva a San Giovanni e sui volti dei militanti si legge un po' di delusione. Insomma, la piazza non è poi così piena. Dal palco Ignazio La Russa, stratega e ministro della Difesa, cerca di entusiasmare la folla. "Eppure dovevamo essere in pochi, così aveva detto la sinistra. Guardate le immagini sul maxischermo, stanno arrivando da via Labicana, c'è un Tricolore lungo un chilometro". E inizia una disputa sulla lunghezza del bandierone: centinaia di metri, no, 540.... Gli speaker dal palco danno i numeri. "Meno male che Silvio c'è". L'inno finalmente conquista la scena. Il palco comincia a riempirsi, ci sono i ministri e i notabili. Nicola Cosentino ha fatto tardi e corre inseguito da un poliziotto in borghese. Non è la Dia, ma la sua scorta.

La calabrese Jole Santelli (tubino nero e tacchi che più a spillo non si può) è all'altezza della metro Manzoni mentre a San Giovanni già cominciano a presentare il meglio del Pdl. Michele Iorio, l'uomo degli sperperi in Molise, e Denis Verdini, autore di una scandalosa "lettera agli abruzzesi", la Santanché e la Polverini che ballano sulle note di "Un'avventura" di Lucio Battisti. L'eterno governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, spalla a spalla con Giuseppe Scopelliti, il sindaco di Reggio, l'uomo che vuole rinnovare la Calabria ma che si è accorto tardi che le liste che lo appoggiano sono inzeppate di personaggi in odor di 'ndrangheta. E' la piazza di Berlusconi. Oggi un po' meno affollata, un po' più triste.

Da il Fatto Quotidiano del 21 marzo

I bambini dicono no alla mafia


Firenze. Alcuni pensieri di bambini della quarta e quinta della scuola elementare Giovanni Pascoli di Corniola, una frazione di Empoli, sono diventati frasi riportate su un cartoncino e da oggi appese agli “Alberi degli eroi civili” in piazza Beccaria. Per dire no alla mafia.

“La mafia è una macchia nera da sconfiggere, è possibile? Si, solo se noi lo vogliamo”. “Paolo Borsellino e la sua scorta resteranno nei nostri pensieri”. “I mafiosi sono persone cattive”. Solo alcuni pensieri di bambini della quarta e quinta della scuola elementare Giovanni Pascoli di Corniola, una frazione di Empoli, che sono diventate frasi riportate su un cartoncino e da oggi appese agli “Alberi degli eroi civili” in piazza Beccaria.

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I 6 “Alberi degli eroi civili” (pyrus calleryana “chanticleer”) furono piantati il 15 gennaio scorso dall’assessore all’ambiente alla presenza di Salvatore Borsellino, in memoria di Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Claudio Traina, le vittime della strage di via D’Amelio del 19 luglio 1992. Il progetto “Gli alberi degli eroi civili” consiste nella piantumazione di un albero con dedica in aree, piazze o giardini della città, è stato inaugurato nello scorso mese di settembre con un acero rosso piantato in piazza Beccaria per ricordare Teresa Sarti Strada, fondatrice e presidente di Emergency.

“La giornata di oggi – spiega una delle insegnanti – rientra nel progetto di sostegno alla legalità e alla cittadinanza attiva che portiamo avanti già dallo scorso anno assieme all’Arci e all’associazione Libera Terra. I bambini hanno imparato a conoscere il fenomeno mafioso e che l’omertà e il silenzio aiutano ad alimentarlo. Per questo anche piccoli gesti come quello di oggi sono molto importanti”.

RAIperUNAnotte



Per Vedere la trasmissione del giorno 25 Marzo 2010, ore 21,00, in pieno stato di censura, clicca qui

sabato 20 marzo 2010

Giulio Tremonti. Il futuro degli uomini.wmv

Uno stimulus per gli elicotteri
http://www.beppegrillo.it/2010/03/nel_mese_di_gen.html

Nel mese di gennaio 2010 il governo ha bruciato 26,7 miliardi di euro di debito pubblico, ma in compenso ha stanziato un'elemosina di 300 milioni (che non ha) per rilanciare le aziende, i consumi, l'economia nazionale. Un "tremorti stimulus" che definisce le nuove priorità per il rilancio del Paese: ciclomotori, cucine componibili e elettrodomestici. Da domani tutti in fila in motocicletta per comprare la lavastoviglie e il forno. Nessuno sgravio è invece previsto per i numerosi elicotteri da mettere a disposizione dei politici. Forse è necessario un forte stimulus elettorale.

Berlusconi e le domande alla folla

Viale del tramonto
http://www.beppegrillo.it/2010/03/un_milione_di_p.html

A Roma, a San Giovanni, si è verificato il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci pidiellini. Berlusconi, la controfigura italiana di Gloria Swanson, si è esibito in "Viale del tramonto".
""Un Milione di persone in piazza!" Le cifre rivendicate dagli organizzatori del PDL. La risposta spontanea è una sola: "A CAZZARII!!!" Sapete quante persone c'erano oggi in piazza per lo Psiconano? Non più di 100.000. Nelle manifestazioni in piazza possono starci al massimo 4 persone per Mq, 5 se si stringono come sardine. Per un milione di persone ci vuole uno spazio di non meno di 200.000 Mq, cioè un'area di 200 Mt x 1 Km, oppure 400 Mt x 500 Mt, e lo spazio deve essere pieno come un uovo dappertutto per un milione di persone. Uno spazio equivalente a 14 campi di calcio. Lo spazio a disposizione per lo Psiconano non era neanche 1/4 di quello richiesto, e da quello che si vede con evidenza dalle immagini lo spazio era per metà vuoto. Scodinzolini può moltiplicare le balle, gli editoriali e i pani e i pesci, ma non può moltiplicarti i seguaci. Caro Psiconano... SEI FINITO!...Lo vuoi un consiglio? Comincia a correre e a pentirti per tutto il male che ci hai causato!!!". Libero Dalla Guerra, Forlì

Berlusconi e le domande alla folla

Pdl in piazza, leader del Popolo viola: disoccupati ingaggiati a 100 euro

ROMA (19 marzo) - Disoccupati ingaggiati a 100 euro per partecipare alla manifestazione del Pdl a Roma: è quanto afferma sul proprio blog Gianfranco Mascia, uno dei leader del «Popolo viola».

«100 euro per andare alla manifestazione di Roma - inizia il post di Mascia - con la maglietta con la scritta "Meno male che Silvio c'è"». «Agenzie interinali specializzate - prosegue Mascia - stanno facendo chiamate a tappeto ai disoccupati offrendo il gruzzoletto a chi sarà presente con la maglietta, il tutto per tentare di riempire la piazza». «Sono alla frutta - commenta il post - ma hanno i soldi e ce la faranno».

Mascia conclude con «un consiglio»: «Se ricevete la telefonata dite di sì e poi andate fuori, non prima di essere stati alla manifestazione del Forum dell'acqua», che si svolgerà domani anch'essa a Roma.

Pdl in piazza: la manifestazione però è un mezzo flop


Berlusconi e gli organizzatori annunciano: “Siamo un milione”. In molti punti di Piazza San Giovanni però si circolava tranquillamente. Ecco il racconto della Piazza dell'Amore

“Siamo un milione”. Come in un film già scritto (La Repubblica questa mattina profeticamente aveva scritto “Comunque andrà, dirà che sono un milione” ndr) Silvio Berlusconi ha salutato la folla dell'Amore con un conteggio tutto suo. Una piazza San Giovanni piena, acchitata ad arte per le telecamere, colorata dal bianco delle bandiere e da quello dei capelli di chi l'ha riempita.

LA GENTE IN PIAZZA – Già, perché camminando questo pomeriggio per Piazza San Giovanni ci si poteva rendere conto che il Pdl più che pescare tra i disoccupati (ieri e oggi girava la voce che avesse pagato 100 euro ogni disoccupato disposto a raggiungere Roma), ha attinto a piene mani tra i pensionati. Tanti, tantissimi gli ultracinquantenni in piazza. Pochi, pochissimi i giovani, che forse nascosti dall'entusiasmo dei loro genitori e nonni, hanno preferito darsi allo shopping romano.
IL CLIMA - A farla da padrone è stato Demo Morselli che ha riscaldato il Popolo della Libertà accogliendo i due cortei giunti a Piazza San Giovanni con la musica di Guerre Stellari. Sono da poco passate le 17 quando un Alemanno che invita a votare Polverini (qualcuno del Pd gli ha dato dell'Ultras, altri del valletto, ndr), annuncia Silvio Berlusconi. Il premier inizia a parlare e ripete il repertorio che ha infiammato questi giorni. Nulla di nuovo

LA SCENOGRAFIA - Le telecamere fanno sembrare la piazza piena. Verdini e Berlusconi urlano: “Siamo un milione”. La piazza si gasa, ma ci crede poco. Chi conosce piazza San Giovanni e l'ha frequentata per manifestazioni e concerti sa bene che entrare da piazzale Appio o da via Carlo Felice è spesso impresa impossibile. Stavolta invece si passeggia tranquillamente o quasi.

Viale Carlo Felice è rimasta aperta al traffico fino alle 15.30. I chioschi di bibite e panini, che in queste occasioni non mancano mai, stranamente stavolta latitavano. La gente era concentrata tutta o quasi all'interno di un perimetro delimitato da una ventina di gazebo. Uno per ogni regione al voto, con l'aggiunta di circoli vari.

Tantissime le bandiere, addirittura più numerose della gente disposte a prenderle. Abbiamo potuto vedere cartoni pieni di drappi con il simbolo del Pdl e della Polverini intonsi sotto i gazebo. Tante anche le aste rimaste ai volontari che con pazienza, al termine della manifestazione hanno dovuto riportare a casa il non consegnato.

LE TV PRIMA DI TUTTO – La sensazione è che tutto fosse finalizzato alla regia televisiva. I gazebo, piazzati a recinto della piazza, trasformavano le aiuole della piazza in una sorta di catino, perfetto per le inquadrature televisive. Le bandiere bianche, che un Demo Morselli in forma smagliante invitava ad alzare quando qualcuno di importante prendeva la parola, davano la sensazione di una marea infinita. La manifestazione insomma, intesa nei suoi aspetti organizzativi, è senza dubbio ben riuscita.

Le immagini riprese dall'alto però, prontamente girate in rete, testimoniano di un flop, numerico. Non sta a noi quantificare, ma secondo noi i 500.000 attesi e annunciati erano una chimera.

I CARTELLONI – Silvio Berlusconi poi aveva promesso una manifestazione pro e non contro. Ti aspetti quindi striscioni votati all'amore ed invece ecco la delusione. Di Pietro diventa “Il Matto” o i il mafioso, Santoro un fascista, il partito democratico un partito di zozzi comunisti, la Bonino bersaglio di cori volgari. Esci dalla piazza poi e ci si ritrova l'intero tragitto che porta a piazza Re di Roma tempestato di fotomontaggi di Marrazzo biondo, fotomontato sul cartellone della Bonino. Anche questo è il popolo dell'amore.

ESCLUSIVA/ Le majorettes pagate in nero al corteo di Berlusconi


Questo blog oggi è sceso in strada, tra i manifestanti del Pdl. In via Merulana incrociamo un piccolo corteo che si dirige verso piazza San Giovanni: è preceduto da una squadra di dodici majorettes (nella foto). Tra queste ce n'è una che per comodità chiameremo Simona. Parliamo con lei al termine della manifestazione.


E adesso?
Vado a restituire il costume all'Agenzia. Ho pochissimo tempo


Sei stata retribuita per partecipare alla manifestazione?
Già, 130 euro. Non mi lamento. In altre circostanze, per le stesse ore di lavoro mi pagano appena la metà


Come hai trovato questo lavoro?
Sono stata contattata dall'Agenzia, la stessa per la quale normalmente lavoro come promoter nei convegni o nei centri commerciali


Ti hanno fatto un contratto?
No, tutto in nero. Il titolare mi ha dato un acconto di 60 euro, il resto quando consegno il costume.


Puoi dire il nome dell'Agenzia?
No ma posso dire che è molto nota.


Ti piace Berlusconi?
Non mi occupo di politica. E comunque no, non mi piace Berlusconi ma questo per me è lavoro.


In nero
Ripeto, non mi lamento