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Debito pubblico italiano

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giovedì 31 dicembre 2009

Craxi: L.Moratti, scelta per unire


Dedicargli una via o un parco, contribuisce a riflessioni
Continua l'esaltazione dei delinquenti:

Dedicando un luogo della citta' a Craxi, Letizia Moratti rivendica la scelta secondo cui ''una casa divisa non puo' stare in piedi''. Parlando della sua decisione di intitolare un luogo a Craxi nel decennale della morte (19 gennaio 2000), il sindaco di Milano afferma che ''contribuisce a ulteriori riflessioni, dibattiti, ed e' solo la ricerca di unire''. ''Mi sembrava giusto ripensare la figura di Craxi prima di tutto dal punto di vista umano, poi da quello politico e storico''.

Moni Ovadia: diritti, le battaglie civili che ci attendono


«Papà, cos’è la felicità?», chiedevano le figlie a Karl Marx. E lui rispondeva: «Felicità per me è lottare». Con questo aneddoto Moni Ovadia, poliedrico artista col merito di aver portato nel nostro Paese la cultura klezmer, invita gli italiani a reagire allo squallore del panorama politico italiano: «E’ catastrofico, difficile immaginare qualcosa di peggio. La democrazia italiana è bloccata, c’è un’eccessiva concentrazione di potere nelle mani di una sola persona». Finché questa situazione perdura, non ci sono vie d’uscita.

Regista, attore, cantante e scrittore di fama internazionale, Ovadia è stato intervistato da Benedetta Guerriero su “Peacereporter” per fornire Moni Ovadiaun’analisi della situazione politica italiana. «Non è possibile che il presidente del Consiglio possieda anche tre reti televisive. Finché questo sistema non cambia e l’influenza di questo personaggio non viene limitata, il Paese è sotto scacco. Non ha importanza che si chiami Berlusconi, potrebbe anche avere un altro nome, ma il problema rimarrebbe. L’esecutivo è appiattito sul premier e le voci discordanti non vengono tollerate. Il caso di Gianfranco Fini è emblematico».

Come se non bastasse, dolenti note giungono anche dal fronte opposto: «L’opposizione è debole, non ha un programma. Balbetta, invece di parlare», dice Moni Ovadia. «La sinistra non è più capace di far sognare, ha esaurito le scorte. La destra a suo modo riesce ancora a proporre dei sogni: tossici, televisivi, che per me sono degli incubi, ma che piacciono alla gente». E’ la politica ad avvelenare l’Italia? «I politici hanno delle grandi responsabilità. I meccanismi mafiosi continuano a funzionare inesorabilmente».

Secondo Ovadia, «gli arresti dell’ultimo periodo» che hanno interrotto la latitanza di alcun boss mafiosi sono più che altro «dimostrativi», perché «riguardano personaggi che erano già stati tagliati fuori dal mondo della criminalità organizzata». E mentre la corruzione «non era così diffusa nemmeno ai tempi di Mani Pulite», i continui tagli alla cultura, alla scienza e alle nuove tecnologie «non fanno che aumentare il deficit italiano rispetto alle altre nazioni». Non investire nella ricerca «significa ipotecare il futuro».

«Provo una pena infinita per i giovani, subiscono la bancarotta fraudolenta e fradicia della nostra generazione», aggiunge Moni Ovadia. «Bisogna reagire, lottare, ma non una volta ogni tanto. Sempre. Fermiamo il dilagare della volgarità e dell’ignoranza crassa, pensiamo ad altro». Per esempio? «Bisogna mettere in pratica grandi progetti in ogni ambito. Le soluzioni sono Amnesty International, Terra Madre, Emergency».

Queste organizzazioni per i diritti, spiega Ovadia, «hanno dimostrato che portando avanti grandi battaglie civili, i politici sono costretti a prenderne atto». Non bisogna mai stancarsi di lottare: «Quando Martin Luther King pronunciò il suo famoso discorso “I have a dream”, nessuno pensava che il sogno si sarebbe realizzato. Oggi il presidente degli Stati Uniti è Barack Obama. I cambiamenti partono sempre dal basso, non dall’alto» (info: www.peacereporter.net).

Grillo168 - Discorso di fine anno

"Mi trovo su un tetto come migliaia di italiani ad aspettare Capodanno. Una volta si finiva sotto i ponti, ora si sale sopra i tetti per salvare il proprio posto di lavoro. E non solo sui tetti, anche sulle gru, sul Colosseo. Brunetta, l'uomo che sembra lontano, ha definito i lavoratori licenziati sui tetti un fatto fisiologico, marginale. Nel 2010 dovremo scendere dai tetti e lasciare il nostro posto alla classe politica, ordinare qualche centinaio di elicotteri all'Agusta per la festa nazionale dell'elicottero. Una festa che ha già il suo santo: San Ceaucescu e il suo martire latitante: San Bottino Craxi. Migliaia di pale che girano insieme nei cieli d'Italia. Ci sarà un nuovo Rinascimento con le energie rinnovabili, i prodotti a chilometri zero, la diffusione di Internet, la conoscenza. Nel 2009 sono morti più di 1.000 lavoratori, molti sono caduti dai tetti per mancanza di protezioni. 1.000 persone sono morte sul lavoro, ma nessuno ha tirato in ballo il partito dell'odio, c'è stato solo il partito del grano: meno investimenti in sicurezza, più profitto. Invito i lavoratori senza protezione nel 2010 a scendere dai tetti e far salire chi ce li manda a calci nel culo. Il 2009 è stato l'anno degli psicolabili, il 2010 sarà l'anno degli psicolabili organizzati. Gli italiani per sopravvivere dovranno dichiararsi malati di mente per fare la spesa proletaria, non pagare il mutuo e le bollette. Non è difficile, basta fare l'imitazione del 10% di Gasparri. Nel 2010 il debito pubblico arriverà a 2.000 miliardi di euro, i disoccupati a quattro milioni, i poveri a 10 milioni mentre Lucio Stanca incasserà il doppio stipendio: da parlamentare e da amministratore dell'EXPO 2015, 644.000 euro, e i parlamentari continueranno ad avere la pensione dopo due anni e mezzo. Il 2010 terminerà senza lo psiconano al governo, il primo psicolabile d'Italia, forse Veronica Lario lo farà internare, il miglior pazzo degli ultimi 150 anni. L'anno nuovo si aprirà con l'inseguimento a Schifani che non mette all'ordine del giorno in Senato la proposta di legge: "Parlamento Pulito" che vuole fuori dal Parlamento i condannati in via definitiva, l'elezione nominale del candidato e un massimo di due legislature. Schifani manda a fanculo 350.000 cittadini che hanno firmato di fronte a un pubblico ufficiale. Schifani sarà a Reggio Emilia il 7 gennaio per i 150 anni del Tricolore, ci sarò anch'io per chiedergli conto delle sue azioni. Schifani che onora il Tricolore è peggio di Bossi che ci si pulisce il culo.
Nessuno parla del MoVimento 5 Stelle, è nato nel 2009, ha una sua carta fondativa ufficiale: il "Non Statuto", un suo Programma, decine di migliaia di iscritti on line in pochi giorni. Un MoVimento in cui "ognuno conta uno". Nel 2010 si presenterà in cinque regioni: Campania, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto senza finanziamenti, con tutti i media contro, ma sarà sufficiente inserire un solo consigliere regionale per far saltare il banco per impedire ogni inciucio. Ci sono già 40 consiglieri comunali a 5 Stelle eletti in molti capoluoghi di provincia e il MoVimento ha contribuito all'elezione di due parlamentari europei, Sonia Alfano e Luigi De Magistris, il più votato in tutta Europa.
Ci ignorano, ma sono già morti. Vivono di contributi pubblici, di concessioni governative. Il 2010 sarà il punto di partenza per il ritorno in mano pubblica di acqua, energia, autostrade, connettività. Questi non solo stanno indebitando di 15 miliardi di euro in più al mese il Paese, lo stanno mangiando vivo. L'otto maggio 2010 ci sarà il Vday sull'acqua che è dei cittadini e a loro deve tornare. Il 2010 è l'anno dell'elmetto, il cittadino con l'elmetto deve uscire di casa a combattere per non uscire di senno. In questi giorni è fallita la conferenza di Copenhagen sul clima, stiamo andando alla catastrofe con ottimismo. Io ho incontrato alcuni più importanti cervelli del pianeta e gli ho chiesto consiglio, il documentario fatto insieme a Greenpeace sarà distribuito gratuitamente a tutte le scuole che lo chiederanno, è sufficiente andare sul blog. Se una volta era proibito parlare male di Garibaldi, oggi è proibito parlare bene del MoVimento 5 Stelle e di Beppe Grillo. Leggete il Programma, mettetevi l'elmetto e scendete dai tetti. Il toc toc toc delle pale dell'elicottero sarà dolce come il miele. Buon 2010." Beppe Grillo

DEGRADO A ROMA

Inchiesta de L’Espresso, n.52 del 29 dicembre 2009

Degrado Roma
Il quadro del governo Alemanno a Roma: una capitale allo sfascio.

di Fittipaldi Emanuele

Il cartello messo da qualche fan del comune annuncia urbi et orbi: 'Dal 19 febbraio potati 5.500 alberi!'. Tra cui, si sottolinea, '416 lecci'. Sotto la pubblicità un secondo cartello, appiccicato dai fascisti di Casa Pound. Lapidario. 'E 'sti cazzi! I cittadini di via Mastrigni vivono ancora sopra una discarica abusiva!'. Ecco qua. La diatriba un po' scurrile tra destra al potere e contestatori che più neri non si può, sintetizza alla perfezione lo scontento che serpeggia tra le strade e i vicoli della città eterna. Traffico, smog, spazzatura, trasporti e buchi nelle strade, "la Capitale più che a Milano sembra avvicinarsi sempre più a Napoli". Lo si sente dire sempre più spesso tra gli stranieri in visita al Colosseo, dai settentrionali costretti a scendere per lavoro sotto il Po e pure dai romani 'de' Roma', cittadini della capitale più degradata dell'Europa occidentale. Una vox populi che monta, passa di bocca in bocca, diventa quasi un luogo comune, praticamente certezza quando si parla di sporcizia, mobilità da manicomio e sicurezza urbana.

Non sono solo chiacchiere, ma insofferenze che trovano conforto nell'esperienza quotidiana dei forzati dell'Urbe e, soprattutto, negli indicatori formulati da studi di ricerca e istituti specializzati super partes. Al di là delle classifiche di fine anno sulla qualità della vita (in quella del 'Sole 24-Ore' Roma migliora di quattro posizioni, 'Italia Oggi' parla invece di "allarme" e la fa sprofonda dal 29esimo all'83esimo posto) i dati disegnano una città che sembra aver messo la retromarcia. O che, quando va bene, resta inchiodata sul posto.

Partiamo dal settore 'igiene e decoro'. L'Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune qualche settimana fa ha snocciolato le tabelle del rapporto annuale, dicendo, fuor di metafora, che le strade sono sporche da far schifo. L'aveva anticipato Silvio Berlusconi lo scorso maggio: "Roma sembra una città africana". Lo ripetono a novembre i cittadini intervistati dall'Agenzia: il loro indice di soddisfazione si ferma a un misero 4,4 su 10. I marciapiedi sono un letamaio perfino in centro, i cassonetti debordanti, mentre la raccolta differenziata è immobile, ancora sotto il 20 per cento. È una delle percentuali più basse registrate in Italia, nonostante i romani paghino tariffe del 35 per cento più alte rispetto alla media delle grandi città.

Viva l'automobile

Venerdì 4 dicembre. Causa mal tempo, la presenza di due cortei e di un qualsiasi piano anti-traffico, Roma si è bloccata. Accartocciata su se stessa in un delirio di macchine, scooter e taxi paralizzati nel peggior ingorgo degli ultimi anni. 'Il giorno del giudizio', recitano i titoli dei giornali locali. Un delirio che si ripete in scala ridotta altre volte nelle settimane successive, a ogni stormir di sciopero dei mezzi pubblici o per colpa di qualche goccia di pioggia. I vigili, nonostante siano stati muniti di pistola, non possono domare il Mostro, e si dichiarano sconfitti. Anche sul versante della mobilità, la Roma di fine 2009 resta anni luce da Berlino, Parigi, Londra o Madrid. Il giudizio dei residenti sulla metro è migliorato, ma la rete - che resta ridicola in termini chilometrici - per l'Agenzia non assicura "l'efficacia effettiva rispetto alle esigenze dei cittadini".

In attesa che il governo metta in piedi l'utopica colletta da 12 miliardi di euro, cifra necessaria secondo i tecnici del ministero dei Trasporti a liberare per sempre la Capitale dal traffico, quasi tutti sono costretti a ficcarsi sull'autobus e l'auto. Tram e affini (che pesano sul 70 per cento del trasporto pubblico) godono però "di scarso apprezzamento". Troppo pochi e affollati, troppo lunghi i tempi di percorrenza, troppo rare le corsie a loro riservate. Spesso congestionate di Suv e utilitarie, che complice l'apertura spesso indiscriminata dei varchi Ztl, sono le vere dominatrici dell'asfalto romano. Asfalto pieno di buche, come tradizione: archiviato mesi fa il maxi-appalto dell'imprenditore Romeo, non sono stati ancora assegnati gli otto lotti per i lavori di manutenzione ordinaria del manto stradale. Si viaggia a vista, sull'emergenza.

Risultato del combinato disposto: il pandemonio totale. E lo smog finito sopra ogni livello di guardia: secondo uno studio dell'Asl di fine 2008 mai pubblicizzato, i decessi da inquinamento 'evitabili' sarebbero migliaia. Ogni anno. Le polveri sono colpevoli di "una quota piccola ma rilevante di mortalità", e uccidono soprattutto anziani, donne e cardiopatici. L'analisi degli scienziati si conclude mestamente: "A Roma l'inquinamento ambientale costituisce un problema di sanità pubblica ancora molto rilevante". Alternative all'orizzonte non se ne vedono: secondo l'Agenzia l'urbe è "fanalino di coda nello sviluppo del car sharing", i parcheggi di scambio sono ai minimi. Anche la nuova organizzazione tariffaria delle strisce blu è disastrosa: se nel 2009 i furbi che non pagano la sosta sono rimasti stabili (circa il 12 per cento), sulle nuove strisce bianche a disco orario sono saliti al 22 per cento.

Trionfo dell'insicurezza Anche sul tema caldissimo della sicurezza non sono rose e fiori. I campi rom non sono stati ancora trasferiti fuori dal Grande Raccordo (il piano era della giunta Veltroni, Alemanno aveva promesso in campagna elettorale di rimpatriarli tutti) e i recenti episodi di violenza non hanno aiutato a rasserenare il clima. Gli effetti dell'ordinanza antiprostitute sono durati poco: le lucciole sono tornate presto sulla Salaria, sulla Colombo e sulla Tiburtina; gli eventi di via Gradoli e di Marrazzo hanno svelato la penosa situazione 'indoor' del fenomeno. Gli ultimi indicatori sono quelli dei carabinieri: nel 2009 segnalano per la provincia un calo del 12 per cento dei reati rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Molti hanno gridato al miracolo, ma secondo il sociologo Marzio Barbagli, "per capire davvero il trend, è necessario sempre e comunque analizzare serie storiche più lunghe". Miglioramenti e peggioramenti possono essere repentini e contingenti: il 2003, per esempio, è di gran lunga il periodo migliore dell'ultimo lustro, e per molti delitti il 2008 è stato peggiore del 2007.

Di certo, quest'anno è enormemente cresciuto il senso d'insicurezza dei cittadini: secondo il Rapporto Eures-Upi pubblicato a novembre, la metà esatta dei romani si sente meno protetta rispetto a 12 mesi fa. Solo un misero 4,1 per cento dichiara di sentirsi 'più sicuro'. Colpa, probabilmente, delle gesta omofobe di Svastichella e dei suoi epigoni, delle tragiche vicende degli stupri su minorenni e delle risse che caratterizzano le notti romane. Niente di strano, visto che le 'ronde' non si sono messe in moto, le periferie restano in stato di abbandono, la polizia non ha mezzi per presidiare a dovere il territorio. Intanto la criminalità organizzata si sta insediando dappertutto, da via Veneto ai ristoranti di Fiumicino: un analisi riservata della Direzione centrale della polizia criminale descrive le infiltrazione di Cosa Nostra, in particolare la famiglia Stassi e la 'ndrina calabrese dei Parrello, mentre la camorra resta campione del "traffico di droga, dell'usura, del riciclaggio, del gioco d'azzardo".
Il futuro è nero In tempo di crisi, l'angoscia principale, dice l'Eures, resta il lavoro. Le parole d'ordine sono 'sviluppo' e 'occupazione', che dovrebbero essere priorità assoluta dell'azione politica. Dal 2005 al 2008 Roma ha tenuto meglio di altre, perché strutturata da sempre sul pubblico impiego e il lavoro dipendente. Ma secondo Confindustria le prospettive per il futuro sono negative: il 5 dicembre gli economisti dell'associazione, valutando vari indicatori (dai posti di lavoro ai depositi bancari, dalla grande distribuzione alla 'consistenza' delle imprese, fino alle spese per spettacoli e alle esportazioni), hanno tolto la Capitale dalla top ten. Ora è 13 , lontana da Milano, Aosta e Bologna.

Anche il turismo, settore chiave dove lavorano decine di migliaia di romani, soffre da cani. I tourist angels, 16 ragazzi dotati di monopattini elettrici, maglietta rosa e logo Spqr spediti a Fiumicino e Termini a dare informazione agli stranieri, non hanno potuto da soli far molto. Nemmeno il promo-video firmato da Franco Zeffirelli, costato centinaia di migliaia di euro, ha cambiato il trend. Sarà la crisi economica e il dollaro debole, un Festival del cinema senza lustrini, l'Estate romana ridimensionata, la Notte bianca cancellata, fatto sta che il numero di presenze in albergo nel 2008 è crollato del 7 per cento, mentre nei primi sei mesi del 2009 (dati dell'ente bilaterale del turismo) le presenze totali sono scese di altri 5 punti.

Calma piatta pure a Natale, dove ci si aspetta circa 200 mila arrivi in meno rispetto al 2007, con un fatturato per gli hotel in picchiata, ha detto il presidente di Federalberghi Giuseppe Roscioli, "del 20-30 per cento". Se le botticelle anacronistiche (Michela Brambilla dixit), ristoranti e taxi piangono, il settore commerciale, a causa della recessione e di affitti alle stelle, non ride: più di un migliaio di negozi sono stati chiusi nel 2008, altrettanti abbasseranno le saracinesche nel 2009.

Tante promesse Alemanno è sindaco da quasi due anni. Un tempo in cui è riuscito a farsi un po' di nemici, e una schiera sterminata di delusi. Retromanno, Lupomanno, Alè-danno, re Tentenna, sono alcuni dei nomignoli con cui viene sbeffeggiato dai critici di ogni colore. "Un uomo solo al potere, circondato da una schiera di incompetenti. Un sindaco che più che a un secondo mandato lavora per diventare futuro leader del Pdl", sospettano nel Pd e congiurati del centro-destra, tendenza Forza Italia. Alemanno è accusato da più parti di governare non con atti concreti, ma con promesse e parole. Sfogliando le pagine del libro dei sogni, in effetti, c'è di tutto: un "accordo preliminare" con Bernie Ecclestone per portare la F1 all'Eur, la candidatura per le Olimpiadi del 2020, il centro città da pedonalizzare "entro 5 anni", il raddoppio dell'aeroporto di Fiumicino, il waterfront del litorale di Ostia, i parchi tematici, i campi da golf, la costruzione di case popolari, il polo turistico sulle campagne dell'agro-romano.

Annunci sfornati anche dai tanti componenti della celebre Commissione Marzano (per il restauro della sede di via Baccelli si prevedeva una spesa di 271 mila euro, più altri 30mila per gli arredi), ma mai diventati operativi. Alcune delle loro idee sono state rilanciate qualche giorno fa attraverso il Progetto Millennium, sorta di Stati generali che a maggio dovrebbero realizzare un nuovo piano strategico per la città.

Secondo le opposizioni si tratta di "fuffa pura", progetti destinati a rimanere sulla carta. Nel mondo reale, il gradimento sugli asili e l'assistenza agli anziani scende, i fondi della legge Roma Capitale non sono stati ancora ri-finanziati (gli ultimi denari li ha messi Prodi), i miliardi del Cipe per le opere pubbliche sono finiti quasi tutti al Nord. Le casse comunali piangono, e molte delle 20 società del Campidoglio sono in profondo rosso. Non solo per il 'buco' lasciato da Veltroni, ma anche per le performance mediocri delle municipalizzate, Acea su tutti. Senza l'Ici tolta dal governo, è poi mancata una fonte di gettito essenziale. Tanto che il bilancio per la prima volta da lustri non verrà approvato a Natale: si vocifera che sia in cantiere l'aumento della Tarsu, delle rette degli asili e del biglietto della metro.
Qualche euro è stato ovviamente speso, e i pochi appalti assegnati disegnano parte della nuova mappa del potere. I costruttori dell'Acer, attraverso Patrizio Furio Monaco, hanno per ora incassato la commessa da 140 milioni per la tramvia che collegherà l'Eur con Tor de' Cenci, mentre Franco Gaetano Caltagirone ha all'attivo gli accordi su Acea (oggi l'uomo forte nella ricca azienda elettrica è un suo fedelissimo, Marco Staderini). Un subappalto da circa 20 milioni per alcuni servizi dentro gli asili comunali è stato invece assegnato alla Team Service, co-proprietaria di Obiettivo Lavoro, la società collegata alla Compagnia delle Opere dentro cui è confluita anni fa la Lavoro Temporaneo, un tempo diretta dall'amico del sindaco Franco Panzironi, attuale amministratore di Ama. Emilio Innocenzi, ex presidente di Team Service, non ha però potuto festeggiare: è stato arrestato lo scorso giugno in un'inchiesta su tangenti e appalti nella sanità. Alemanno sembra voler emulare il governatore lombardo Formigoni: a un'altro consorzio vicino alla Cdo ha concesso qualche milione per il servizio di apertura, "anche forzosa", degli alloggi degli sfrattati. Si tratta di Labor, ovviamente partner anche lui di Obiettivo Lavoro.

Offresi poltrona Qualche mese fa il Comune aveva contestato 'L'espresso' perché aveva svelato come, in meno di un anno, sindaco e assessori avessero assunto 182 collaboratori esterni, per una spesa tra stipendi e oneri previdenziali di 18 milioni e mezzo. Ebbene, quei numeri erano esatti, presi pari pari dalle delibere di giunta. Non solo: Alemanno non ha smesso di assumere. Quasi un vizietto, un tic che ha contagiato anche gli amministratori messi dal primo cittadino a capo delle municipalizzate. Sommando contratti a termine e a tempo indeterminato, tra Comune, Ama, Trambus, Metro e altre società in house, in meno di due anni sono stati assunti ad personam circa 500 tra ex precari, professionisti ed esperti veri e presunti, amici, amici degli amici e famigli. Molti, ça va sans dire, con il cuore che batte a destra.

Ormai l'ufficio stampa del Campidoglio è composto da ben 64 unità, di cui 23 esterni. Una cosa mai vista prima. Segreteria e uffici di gabinetto costano come non mai. Con la scusa del risparmio i vecchi dipendenti lamentano di non poter fare più straordinari, ma di recente i magnifici 182 sono stati raggiunti da altri 25 fortunati. Il Gastone è Antonino Turicchi, nuovo 'direttore esecutivo' che pesa sul bilancio per 349 mila euro l'anno, figura che secondo Alemanno "avrà il compito di assicurare la coerenza, l'efficacia e l'economicità dell'attività di gestione". Un doppione, dicono invece i critici, del potente segretario generale Antonio Lucarelli e del (già pagatissimo) capo di gabinetto Sergio Gallo. Il 4 novembre sono stati assunti il professore appassionato di poesie Fabrizio Giulimondi (110 mila euro l'anno), Giovanni Formica, l'ex vicepresidente della Cdo di Roma Paolo Gramiccia (136 mila) e Marco Cochi (fratello del consigliere delegato allo Sport).



Non si bada a spese nemmeno all'Ama, la municipalizzata che raccoglie spazzatura, dove Panzironi ha assunto oltre 60 persone. Nonostante un rosso record che nel 2008 ha toccato i 256 milioni, un buco che ha costretto il comune ha regalare all'ente il Centro carni, mega complesso immobiliare ancora da costruire. Ebbene, all'Ama sono entrati gli amici di Alemanno come Luca Panariello, l'ex naziskin Stefano Andrini, il genero di Panzironi Armando Appetito (2.904 euro lorde al mese), Carmela Gallo (una sua omonima ha lavorato con il sindaco quando era ministro), Fabio Massimo Fumelli (licenziato dai veltroniani nel 2007 è stato riassunto con uno stipendio da 6.431 euro al mese), e decine di altri contratti a tempo indeterminato. In tutto, i nuovi stipendi viaggiano intorno al milione e mezzo l'anno. Stessa linea anche alla Me.tro spa, dove si segnalano tra le decine di assunzioni quella di un consigliere municipale di An (Giuseppe Sorrenti), di un ex candidato di Forza Italia alle comunali 2006 (Emanuele Pesciaroli) e di Giuliano Falcioni, ora autista dell'amministratore delegato, ieri taxista e sindacalista vicino all'Msi.

"Quando è troppo, è troppo" sostiene qualcuno, senza sapere che il medico personale e gran consigliere di Alemanno, Adolfo Panfili, è stato designato delegato alla Salute, mentre la di lui consorte Valeria Mangani è diventata vice-presidente della società AltaRoma. Le indiscrezioni parlano di consulenze al giornalista Enrico Cisnetto (chiamato dalla Fiera di Roma, per 'Italia Oggi' incasserebbe 280 mila euro) e all'intramontabile Maurizio Costanzo. L'anchor-man è consigliere personale per la 'comunicazione sociale', ma ha precisato che svolgerà la mansione a titolo gratuito. Speriamo: nelle casse del Campidoglio non c'è davvero più un euro.

I fratelli grassi tornano a casa


I fratelli grassi stanno rientrando in Italia con fragore di campane a festa da parte dei media più vergognosi degli ultimi 150 anni. Tornano grazie allo Scudo Fiscale dell'inciucio Pdl-Pdmenoelle. I fratelli grassi sono ingrassati all'estero godendo dei servizi dello Stato in Italia senza però pagarli. Sono evasori totali, delinquenti civici. Gli italiani che hanno pagato le tasse anche per loro in questi anni, operai, impiegati, pubblici dipendenti, imprenditori, sono invece i fratelli magri. Tra i fratelli magri e quelli grassi c'è una grande differenza, i fratelli magri sono onesti, i fratelli grassi disonesti. Lo Stato accoglie il fratello grasso come un figliol prodigo, con la grancassa di giornali e televisioni come se rientrasse un eroe vittorioso dal fronte. Se Mangano era un eroe, chi ha occultato i propri guadagni al fisco merita una medaglia d'oro.
I soldi dei fratelli grassi sono di origine ignota, possono venire dalla droga, dal traffico di armi, dal commercio di organi, dalla corruzione. Sono soldi contaminati. I loro schifosi proprietari sono anonimi anch'essi e lo resteranno grazie allo Scudo Fiscale. Questa gentaglia con un obolo del 5% tornerà illibata e potrà investire i suoi soldi senza timore di alcun controllo. Non sono soldi di operai e neppure di imprenditori dotati di senso civico, italiani che hanno pagato il 50/60% di tasse, spesso anticipate, spesso presunte. E' grazie alle tasse dei fratelli magri che il Paese non è ancora fallito.
Ora, il popolo degli onesti, contrapposto al popolo dell'amore che vuole santificare un ladro di Stato come Bottino Craxi, è diventato il popolo dei fessi. Quello che ha pagato le tasse anche per gli altri. Tassati e mazziati.
Tremorti incassa l'elemosina degli evasori e le banche italiane le loro ricchezze, almeno per il momento, i soldi non hanno il passaporto. I Profumo e i Passera che vanno in tour a parlare di banca etica non muovono un sopracciglio all'ingresso dei capitali mafiosi nei loro istituti. Una sola banca ha rifiutato i soldi dei fratelli grassi ed è Banca Etica. Il Corriere, posseduto dalle banche e dalle imprese e diretto da Ectoplasma De Bortoli, titola oggi: "Scudo, il grande rientro: 95 miliardi dai paradisi". L'Italia è il nuovo paradiso fiscale, la lavatrice del mondo, il Paese del riciclaggio.
Gli imprenditori che hanno pagato tutte le tasse subiranno una concorrenza sleale e spietata da chi le tasse non le ha mai pagate e può investire nuovi capitali. I lavoratori dipendenti senza capitali continueranno a pagare i prestiti a tassi d'usura, se riusciranno ad ottenerli. Quanti deputati, senatori, ministri, sottosegretari hanno usato lo Scudo Fiscale? Se lo Stato non risponde a questa domanda può considerarsi fallito. I fratelli magri si sono rotti i coglioni.

mercoledì 30 dicembre 2009

* * dic * * I Paesi del Nord Africa e Medioriente potrebbero fornire energia solare a tutto il mondo



Il Medio Oriente e l’Africa del Nord, di cui fanno parte quei Paesi che rientrano sotto il termine generico di Paesi MENA, hanno il potenziale per creare più di 3 volte il fabbisogno mondiale di energia soltanto grazie al sole, secondo un nuovo studio riportato sul Khaleej Times.

I Paesi che si muovono velocemente, spiega lo studio, potrebbero avere un vantaggio competitivo. In questo modo essi potrebbero assumere la leadership: i Paesi MENA, in particolare quelli situati sulla penisola araba, così come alcuni altri, come la Giordania, Libano e Israele, potrebbe essere i capofila. Questi Paesi non sono estranei alla nozione di energia solare, come fanno notare innumerevoli articoli sull’energia solare redatti sui blog e i giornali in Medio Oriente.

Ad uno dei leader della Regione dei Paesi in via di sviluppo dell’energia solare, Israele, le Nazioni Unite hanno anche chiesto di aumentare il proprio sviluppo di tale tecnologia. Nonostante sia un innovatore strumentale attraverso società come la BrightSource o Solel, l’uso proprio di Israele dell’energia solare domestica assomiglia sempre di più a quello di una nazione sviluppata.

L’articolo del Khaleej Times ha sottolineato che i Paesi della regione MENA hanno il

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domenica 27 dicembre 2009

La lettera di Berlusconi a Schifani

Cinque consiglieri comunali delle "Liste 5 Stelle" dell'Emilia Romagna hanno chiesto con una lettera aperta al sindaco Delrio di Reggio Emilia che Schifani non sia invitato alle celebrazioni per la nascita del Tricolore. Del resto cosa c'entra Schifani con la Repubblica e con la Costituzione? Un tizio che si permette di non discutere in Senato la legge popolare "Parlamento Pulito" mandando così a fanculo i 350.000 firmatari. Uno che ha proposto il Lodo Schifani e che fa passare qualunque porcata legislativa. Chi è Schifani? Per quali meriti è diventato seconda carica dello Stato? I consiglieri hanno deciso di non partecipare nel caso Schifani si presenti. Io invece, il 7 gennaio, sarò a Reggio per chiedergli conto delle firme.

TFR sotto attacco: intervista a Beppe Scienza

Il matematico e economista Beppe Scienza vi fa un regalo per il nuovo anno. Un consiglio che salverà il valore del TFR a chi non l'ha ancora affidato ai fondi pensione. Passate parola a tutti i lavoratori, vostri colleghi o amici, di tenersi stretto il TFR nel 2010. Quando arriverà una busta arancione con la richiesta di spostare il TFR nei fondi pensione rifiutate. Per raccattare qualche adesione in più ci sarà probabilmente il silenzio/assenso, quindi dovrete rispondere per forza. Il 6 giugno del 2007, ben prima della crisi economica, il blog pubblicò il post: "Il TFR mormorò" con gli stessi consigli: "Se lavori nel settore privato ed entro fine giugno non dici nulla, il tuo TFR finirà nel risparmio gestito. Un’avventura da far tremare i polsi. Da vent’anni i fondi comuni fanno perdere soldi. E i fondi pensione sono pronti a ripetere gli stessi disastri. Il silenzio assenso è una trappola. Cambiano le carte in tavola senza chiedere nulla. E’ il gioco delle tre tavolette con i soldi di una vita. Non è vero che costruiscono una pensione integrativa: danno il TFR in pasto all’industria del risparmio gestito.". Chi in seguito ha mantenuto il suo TFR in azienda ha guadagnato, chi ha investito in fondi ha perso una cifra!

Intervista a Beppe Scienza:

"L’ultima novità sul TFR ha suscitato molto sdegno, anche se in effetti non è la cosa più grave. La novità è che la Legge Finanziaria per il 2010 utilizzerà quei soldi che le aziende, anziché tenerli loro a fronte del TFR dei loro dipendenti, hanno dato all’Inps non è la cosa più grave, in quanto non tocca veramente la situazione dei lavoratori; purtroppo sono altre le cose che toccano o toccheranno o minacciano di toccare la situazione dei lavoratori.
La riforma bipartisan del TFR, decisa prima da Maroni e Tremonti con il governo Berlusconi e poi anticipata di un anno dal governo Prodi, è stata uno dei tiri più mancini tirati ai lavoratori italiani negli ultimi decenni.
Il vero inganno, il vero imbroglio, la vera falsità che viene diffusa dai vari economisti di regime è un’altra, ed è la base del discorso con cui si vuole convincere la gente a aderire alla previdenza integrativa e è questo discorso. Le pensioni saranno basse e quindi non sufficienti, per integrarle bisogna trasferire il TFR ai fondi pensione: bene, questa è una falsità bella e buona! Può anche darsi che le pensioni saranno basse, anche se è difficile prevedere tra 40 anni come saranno le pensioni, prevedere a distanza di 40 anni come saranno le pensioni, come saranno gli stipendi, come saranno i prezzi è praticamente impossibile. Ma anche se fosse vero che saranno basse, è falso che per avere una rendita aggiuntiva bisogna trasferire il TFR ai fondi pensione o a altri prodotti assicurativi: no, uno si tiene il TFR e, quando incassa la liquidazione, se vuole utilizza questa cifra per avere una pensione integrativa e, se quella cifra è più alta di quanto è rimasto invece a quel poveraccio che ha aderito a un fondo pensione, chi non ha aderito avrà una pensione integrativa più alta di chi ha aderito.
Ci sono dei campioni, nella non nobile arte di prendere in giro i lavoratori italiani che raccontano loro delle cose addirittura ridicole; prendo un esempio concreto, uno di questi campioni si chiama Marco Lo Conte ed è un giornalista de Il Sole 24 Ore, il bollettino quotidiano della Confindustria, in cui lui dice - cito da sabato 24 ottobre 2009 a pagina 4 di Plus24, il supplemento - che: “per chi non aderisce alla previdenza integrativa c’è la certezza roulotte, cioè la certezza di trovarsi, in vecchiaia, a vivere in una roulotte senza neanche il cibo per i gatti” e questo riguarderebbe 18 milioni tra i 23 milioni di italiani lavoratori dipendenti. Beh, dire che chi non aderisce alla previdenza integrativa è certo di finire a vivere in roulotte mostra soltanto che a Il Sole 24 Ore manca il senso del ridicolo.
Con il 2010 dovrebbero arrivare a tutti i lavoratori dipendenti delle buste, pare di colore arancione, ma l’aspetto cromatico è irrilevante, in cui si dice loro quale sarà presumibilmente la loro pensione. Il fine di queste buste arancioni è spaventare i lavoratori e indurli, spingerli a cosa? Ai fondi pensione o a altri prodotti assicurativi. Ecco, questo è quello che una persona prudente proprio non deve fare.
Dare i propri soldi ai fondi pensione vuole dire correre due rischi che con il TFR non si corrono: il primo rischio - e si è visto bene nel 2008 - è che un crack di mercati finanziari faccia scendere di valore quello che uno ha messo da parte; qui non si tratta di fallimenti, i fondi pensione non falliscono, anche i fondi comuni non falliscono, però possono perdere il 90% senza fallire. L’altro rischio che c’è è che riparta l’inflazione.
Quello che è sicuro è che, di fronte a entrambi questi due rischi, un crack dei mercati finanziari e il ripartire dell’inflazione, che magari possono anche capitare entrambi insieme, perché a volte le brutte notizie vengono insieme, chi si tiene il TFR è tranquillo, perché il valore del TFR non dipende dai mercati finanziari e, se viene l’inflazione, il TFR segue in maniera eccellente l’inflazione.
Ora, il ministro Sacconi ha più volte anticipato che: “si farà partire un nuovo periodo di silenzio /assenso”, cioè altri sei mesi in cui, automaticamente, se uno decide di no, i suoi soldi vanno nei fondi pensione.
Il TFR va bene per i lavoratori, va abbastanza bene per i lavoratori, va abbastanza bene per le aziende, però non fa guadagnare i banchieri, perché i lavoratori prendono i soldi dalle aziende e la banca non si mette in mezzo a fare la sua cresta; non fa guadagnare gli assicuratori, che non sono assolutamente nel gioco, non va guadagnare i gestori di fondi perché non gestiscono niente, non fa guadagnare i sindacati, perché non hanno a da mettere i loro uomini, come invece li mettono, nei fondi pensione per la gestione dell’amministrazione, non fa guadagnare i funzionari della Confindustria e delle altre organizzazioni del patronato, che invece nei fondi pensione mettono anche loro i propri uomini, non fa guadagnare i docenti universitari, non fa guadagnare gli economisti, perché il TFR va avanti per conto suo e gli economisti non possono fare consulenze, non possono essere nei consigli di amministrazione dei fondi pensione, non possono guadagnarci sopra. Insomma, il TFR è una cosa che va bene soltanto ai lavoratori e alle aziende, non fa guadagnare gli altri e gli altri hanno cercato di distruggerlo. Per fortuna non ci sono ancora riusciti!" Beppe Scienza

La privatizzazione degli enti pubblici e la sistematica truffa dello Stato ai danni dei cittadini.



Innanzitutto c’è da premettere che la vecchia gestione dello Stato, centralizzata, aveva i suoi difetti innegabili, ma aveva anche molti pregi. La trasformazione in Spa di enti statali (anche se non completamente) che si è avuta in questi ultimi anni non ha raggiunto l’obiettivo di rendere più efficienti gli apparati statali, ma ha invece aumentato l’inefficienza, aumentato le truffe ai danni dei cittadini, e aumentato lo sperpero dei soldi pubblici. Ci avevano raccontato la favoletta che la privatizzazione, o la trasformazione in SPA, sarebbe servita a rendere più snelli e produttivi gli enti pubblici. E noi, docenti e giuristi, ci eravamo cascati come deficienti.



Qualche anno fa pubblicai un manuale di Diritto amministrativo dove, insieme alle altre pecore che belano, anche io ho scritto le consuete cazzate sulla privatizzazione formale e sostanziale, sul modello di P.A. più efficiente, e stronzate varie.

Ora quando rileggo quelle pagine, mi sembrano scritte da un cerebroleso, anche se poi mi consolo quando vedo che le stesse puttanate sono scritte su tutti i manuali, senza distinzioni.

La verità è che ci hanno fottuti.

La trasformazione in SPA è stata una delle più grandi truffe mai perpetrate ai danni dei cittadini.

Vediamo alcuni esempi…………



Telecom……

Il passaggio da Sip a Telecom ha aumentato i costi delle bollette; aumentato l’inefficienza, e aumentato le truffe.

Migliaia sono i cittadini che si sono visti arrivare bollette farlocche, cambi di tariffe non richiesti, ecc….

Siccome poi lo Stato ha inventato quella meravigliosa tassa da 40 euro che bisogna pagare per poter fare ricorso, con la conciliazione obbligatoria, il meccanismo processuale per difendersi è diventato impossibile da praticare, perlomeno quando si tratta di somme modeste.


Il risultato è che Telecom e TIM incassano somme esorbitanti perché rubando piccole somme il cittadino ha difficoltà a difendersi; siccome il meccanismo è applicato a centinaia di migliaia di utenti, con questo sistema si realizzano guadagni illeciti per milioni di euro.

I sistemi escogitati sono tanti.

Dai famigerati numeri con prefisso 144, alle ricariche per internet che terminano alla mezzanotte del 30 esimo giorno senza possibilità di ricaricare in anticipo (così l’utente si scorda la scadenza e spende un capitale), alle carte vacanze che danno diritto a chiamare 500 minuti gratis (ma non ti dicono che allo scadere dei 500 minuti paghi una tariffa enormemente superiore e quindi va a finire che paghi un salasso senza accorgertene); poi abbiamo le bollette gonfiate, i cordless e i telefoni inviati a chi non ne ha fatto richiesta con l’addebito in bolletta; la fantasia degli amministratori dell’azienda è senza limiti…….

Uno dei sistemi migliori poi è quello di dare in appalto a una ditta privata esterna la vendita di alcuni servizi truffa in modo che poi il truffato non possa rivalersi su TIM ma debba far causa alla ditta di servizi (che o ha cessato di operare, oppure è introvabile perché l’utente non riesce a ritrovare il numero).

E che dire di quella genialata dello scatto alla risposta? Così se sei in una zona con scarsa copertura in cui la linea salta dopo pochi secondi e devi richiamare dieci volte, paghi dieci scatti senza motivo.

Telecom e TIM sono state condannate più volte a pagare milioni di euro, ad esempio 2,4 milioni di euro per le truffe dialer, 6,5 milioni di euro per le truffe mediante sms che comunicavano che esistevano messaggi nella segreteria telefonica mai attivata dall’utente; ma i soldi incassati con queste truffe superano immensamente le multe che hanno dovuto sborsare.



Equitalia…..

Fantastico anche il meccanismo di trasformazione in SPA di Equitalia, con le conseguenti leggi per riscuotere i tributi.

Che fa Equitalia? Manda cartelle pazze a migliaia di cittadini.

Su 1000 cittadini che ricevono tasse arretrate senza giustificazione, 200 pagano senza fiatare; magari sono risparmiatori che hanno da parte qualche decina di migliaia di euro e per evitare noie e il costo di un avvocato pagano e zitti.

Una buona parte protesta e spesso ottiene una consistente riduzione della somma da pagare, e quindi si accontenta di pagare la riduzione, felice di poter evitare un contenzioso sborsando “solo” poche centinaia di euro anziché le migliaia che erano state richieste all’inizio. Tempo fa vennero mandate ad alcuni pensionati delle cartelle per trentamila euro, adducendo un errore nel calcolo della liquidazione. Molti pagarono; chi andò a protestare si vide immediatamente ridurre a 500 euro la cartella originaria (quindi molti pagarono, felici di cavarsela con una somma inferiore); solo chi ha impugnato la cartella è riuscito a non pagare nulla.

Un sistema che ha fruttato ad Equitalia milioni di euro.

Una parte delle cartelle finisce invece in tribunale; il contribuente vince la causa, ma a conti fatti, nel complesso dell’operazione, Equitalia ci guadagna sempre somme esorbitanti.

In molte zone d’Italia poi Equitalia ha pignorato centinaia di case, auto, e beni dei contribuenti; contribuenti che spesso sono addirittura all’oscuro della richiesta di pagamento.

Vengono recapitate tasse arretrate per essere proprietari di immobili mai posseduti; per aver esercitato mestieri mai fatti; o aver esercitato la professione in periodi in cui le persone erano disoccupate, o addirittura… in carcere.

In pratica con questo meccanismo Equitalia si assicura un enorme flusso di capitali, che sono illeciti perché si tratta di somme non dovute, ma trattandosi di una società privata nessun amministratore rischia alcunché.

La guardia di finanza e alcune procure hanno spesso iniziato indagini, ma esse non portano né porteranno mai ad alcun risultato, perché il reato ipotizzato (la truffa) è troppo blando e i tempi di prescrizione sono troppo brevi.

Peraltro Equitalia ha il completo appoggio dei politici al governo, perché le leggi in vigore consentono ad Equitalia di espropriare immobili di qualsiasi cittadino anche a fronte di tasse arretrate per 5.000 euro, con un procedimento rapidissimo e fuori da ogni regola di logica giuridica che ha come conseguenza il fatto che spesso al cittadino viene venduto l’immobile, anche quando poi il tribunale dà tardivamente torto ad Equitalia.

Su un giornale ho letto di un tizio di Salerno, tale Nunzio Birra, cui è stata espropriata e venduta la casa per un credito (non dimostrato) di 15.000 euro; la casa (che valeva 400.000 euro) è stata acquistata all’asta per 56 mila euro, dopodiché la società che aveva acquistato la casa ha proposto al Birra di riacquistarla per 200.000 euro. Una truffa colossale. Ed è una truffa di Stato.

Nella sola provincia di Napoli gli immobili ipotecati sono 200.000. E spesso sono ipotecati a persone che ignorano di avere la casa ipotecata, e lo scoprono solo al momento in cui questa viene messa in vendita.

Un altro metodo geniale è quello di inviare mini cartelle da 10-20 euro. Così il contribuente paga e zitto, perché è impossibile ricostruire la correttezza delle somma. A me ad esempio arrivano ogni anno tasse arretrate di 40-50 euro… per un professionista (le cui tasse si determinano con un calcolo complicato che tiene conto di tutte le fatture in entrata e in uscita, le detrazioni, ecc…) è impossibile rifare tutti i conti e sapere se quelle 40 euro sono giuste o meno; d’altronde sono sicuro che è impossibile che ad Equitalia qualcuno ogni anno rifaccia i calcoli delle tasse che mi riguardano.

Ma l’unica strada è pagare, e rassegnarsi alla truffa.

Il meccanismo giuridico che sta alla base delle leggi che regolano il rapporto tra Equitalia e cittadini è previsto dal Dl 203/2005, nonché dal Dlg 112/1999, e 46/2009, oltre che dal DPR 602/73 e dalle varie norme in materia di contenzioso tributario; anche se è complicato da descrivere in un articolo, penso che possa essere riassunto efficacemente e in modo molto chiaro nella famosa frase che il Marchese del Grillo disse nel film omonimo: “Io (Equitalia) sono io, e voi non siete un cazzo”.

Il problema è che dal punto di vista giuridico dovrebbero finire in galera tutti i politici che hanno votato le leggi che hanno permesso questo stato di cose, perchè si tratta di una truffa immensa, ideata dai politici e perpetrata con la complicità di amministratori, magistratura, informazione.



Enel…….

Per non parlare delle bollette della luce. La luce è un bene essenziale, perché senza di essa nelle nostre cose e negli uffici non funziona più nulla, PC, TV, frigorifero, in alcuni casi i riscaldamenti e addirittura, nelle case di campagna che non sono collegate all’acquedotto, la mancanza dell’elettricità determina l’impossibilità di usare l’acqua.

Nelle aziende e negli esercizi commerciali mancanza di elettricità equivale al blocco dei macchinari.

Ecco quindi che se arriva una bolletta caricata abusivamente di poche centinaia di euro conviene pagare subito, per evitare il blocco della corrente.

Mentre i costi di una causa civile e del ricorso ad un avvocato scoraggia normalmente i cittadini dal fare ricorso.

Questo è il risultato della privatizzazione in Italia; di quella privatizzazione che ci avevano presentato come la soluzione del problema all’inefficienza statale, e che invece si è rivelata essere uno degli indizi rivelatori della fine del nostro sistema democratico, perché la magistratura e la polizia sono troppo inefficienti e/o corrotte per poter intervenire con efficacia su un sistema così capillare.

A parte il fatto che il nostro sistema penale è totalmente sfornito anche teoricamente di mezzi giuridici, perché le pene previste per i reati di questo tipo sono già ridicole in partenza.

Forze Armate …….

La trasformazione delle F.F.A.A. in SPA si inserisce nel quadro generale delle privatizzazioni.

Qui però ci sono conseguenze ulteriori e vantaggi diversi (per il governo).

Ovviamente in un primo tempo resterà tutto identico a prima e non cambierà nulla.

La difesa continuerà a restare ufficialmente pubblica, e la veste di SPA consentirà solo una maggiore facilità nel truffare in alcuni settori.

Piano piano, però, sulla falsariga di quello che è successo ad esempio con Telecom o con Banca d’Italia (in cui di pubblico non è rimasto nulla, tranne il nomen iuris) si amplierà l’area dei settori della difesa interessati dalla privatizzazione e la truffa diventerà globale, fino ad arrivare al seguente risultato:

Eliminazione del reato di corruzione e concussione:

Se un amministratore pubblico prende una tangente per favorire qualcuno, ricorre il reato di corruzione; se l’amministratore minaccia Tizio di non dargli un suo diritto se costui non paga una tangente, il reato è quello di concussione.

Se lo stesso comportamento è posto in essere dall’amministratore di una società privata NON esiste alcun reato.

Stessa cosa vale per il reato di abuso di ufficio.

In altre parole, privatizzando le FFAA gli amministratori potranno affidare le commesse a chi pare loro, senza rischiare alcunché dal punto di vista penale.

Verranno acquistati miliardi di materiale inefficiente, pagandolo dieci volte il loro valore? Non sarà reato. Nessuno verrà punito.

Eliminazione del meccanismo della gara pubblica:

Attualmente gli enti pubblici, per stipulare contratti di qualsiasi tipo, in teoria devono ricorrere al meccanismo dell’evidenza pubblica.

Il meccanismo dell’evidenza pubblica (sempre in teoria) garantisce che il contratto sia stipulato con imparzialità ed efficienza al miglior offerente.

Truccare una gara poi, anche se è una cosa che succede spesso, è comunque un reato.

Nel momento in cui le FFAA verranno privatizzate, invece, scomparirà gradualmente il meccanismo dell’asta pubblica e gli amministratori potranno fare quello che gli pare.

Ovviamente ciò non avverrà subito; inizialmente si dirà che, nonostante la veste di società per azioni, le FFAA sono comunque tenute a rispettare le leggi di diritto pubblico per i contratti; ma gradatamente si arriverà alla scomparsa del meccanismo.

Eliminazione del controllo della Corte di Conti:

Tutti gli enti pubblici passano attraverso il controllo della Corte dei Conti e devono inviare periodicamente i loro bilanci a questo organo.

Si tratta di un controllo imperfetto, blando, spesso viziato dalla corruzione dei giudici della Corte, ma comunque esiste. E in teoria, se i giudici venissero veramente scelti per merito, se veramente applicassero le leggi, garantirebbe la legalità nell’amministrazione.

Privatizzando le FFAA scomparirà gradatamente anche il controllo della Corte dei Conti.

Altri meccanismi negativi li ha sottolineati Fabio Piselli nel suo blog: gli amministratori, manco a dirlo, acquisteranno beni e servizi da aziende di proprietà di loro parenti; potranno decidere i settori e i reparti dove investire o disinvestire.

Inoltre (cito testualmente dal blog di Fabio):

“il pericolo grande lo vivremo in Italia, ove avremo dei carabinieri sempre meno liberi, dei soldati sempre più presenti in strada, dei soggetti che se fino a ieri rispondevano allo Stato (noi) d’ora in poi risponderanno al consiglio d’amministrazione (loro) scelto tout court dal ministro stesso e dai suoi accoliti

Non ho sindromi complottistiche, ma ho l’esperienza necessaria per dire che tutto questo non mi piace affatto, il nostro paese non è l’America, è troppo piccolo per consegnare il sistema Difesa in mano a dei privati privilegiati sui quali ignoriamo ogni cosa, se non che proverranno da ambienti destrorsi o paramilitari, oppure scopriremo che il mafioso affitta le microspie ai carabinieri, e questo è già avvenuto e fortunatamente scoperto, grazie anche ai consulenti privati….”

Nei secoli passati il sovrano depredava al suddito quasi tutto.

E i soldati erano al servizio del re per mantenere il potere costituito.

Oggi la situazione non è diversa. E’ solo diventato più sofisticato il metodo per rubare; è cambiata la forma cioè, ma la sostanza è sempre la stessa.

Lo stato ruba e depreda il cittadino fino che può; e i soldati saranno in modo sempre più evidente al soldo dei potenti, anziché dei cittadini.

Per qualche decennio dopo il 1945 ci eravamo illusi di essere una democrazia e che il popolo contasse qualcosa, con i meravigliosi concetti dello stato sociale e della sovranità popolare.

Oggi l’illusione è finita……

A cura di Paolo Franceschetti

venerdì 25 dicembre 2009

MANIFESTO della RETE DEI CITTADINI



1. NOI FIRMATARI DEL PRESENTE MANIFESTO, SINGOLI CITTADINI E RAPPRESENTANTI DI COMITATI, ASSOCIAZIONI E GRUPPI POLITICI DEL LAZIO, CONSAPEVOLI CHE GLI ATTUALI PARTITI SONO RESPONSABILI DELLA GESTIONE FALLIMENTARE DELLA “COSA PUBBLICA”, CI IMPEGNAMO A CREARE UNA FORZA POLITICA UNITARIA CHE CONCORRA ALLE PROSSIME ELEZIONI DELLA REGIONE LAZIO.

2. SIAMO CONSAPEVOLI CHE IN QUESTO PAESE VIGE UN SISTEMA ELETTORALE CONTORTO E DISTORTO, CHE RENDE IMPOSSIBILE UN VERO E PARITARIO CONFRONTO TRA LE FORZE POLITICHE E SOCIALI, MA VOGLIAMO CREARE UN’ALTERNATIVA PER QUEI MILIONI DI ELETTORI CHE SI ASTENGONO DAL VOTO O ANNULLANO LE SCHEDE E PER COLORO CHE, PUR VOTANDO, RIMANGONO SENZA ALCUNA RAPPRESENTANZA.

3. E’ VIVA, VIVISSIMA IN NOI LA VOLONTA’ DI MIGLIORARE LA QUALITA’ DELLA VITA DI OGNI PERSONA, A COMINCIARE DALL’ARIA CHE RESPIRA, DA COME VIENE CURATO, DA COME E QUANTO LAVORA, DA COME VIENE ISTRUITO, DA COSA MANGIA E COSA BEVE, DA COSA COMPRA E QUANTO SPENDE, NEL RISPETTO DI TUTTI GLI ESSERI VIVENTI E DELL’AMBIENTE.

4. CI IMPEGNAMO A COSTRUIRE UN PROGRAMMA CHE REALIZZI QUESTI PRINCIPI, NEL RISPETTO DEI VALORI DELLA PACE, DELLA GIUSTIZIA E DELLA NONVIOLENZA, ATTRAVERSO L’ATTUAZIONE REALE DELLA COSTITUZIONE, IL RISPETTO DELL’AMBIENTE INTESO COME TUTELA DELL’EQUILIBRIO TRA LA TERRA E LA BIODIVERSITA’, LA CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE LOCALE E LA LOTTA CONTRO LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA E CONTRO LA CONNIVENZA TRA POLITICA E MAFIE.

5. CONSIDERIAMO L’OSSERVANZA DI LEGGI BASATE SU PRINCIPI DI DEMOCRAZIA E LAICITA’, INTESA COME RISPETTO DEI RUOLI FRA LE RELIGIONI PRESENTI NEL TERRITORIO E GLI ORGANI ISTITUZIONALI, ELEMENTO FONDAMENTALE DI UNA SOCIETA’ MODERNA CHE CONIUGHI PARTECIPAZIONE, TRASPARENZA ED EFFICIENZA.

6. SIAMO CONVINTI CHE IL NOSTRO IMPEGNO, UNITO ALLA PARTECIPAZIONE E ALLA FIDUCIA DI OGNI CITTADINO, RENDERA’ POSSIBILE, PER LA NOSTRA REGIONE, UN CAMBIAMENTO DEGNO DI ESSERE CHIAMATO TALE.

BERLUSCONI SE LA CANTA E SE LA SUONA...

Oggi per la prima volta intervengo come cittadina ad una trasmissione radiofonica di radio uno: “Radioanch’io”. Non li ho cercati io. Un altro cittadino mi ha segnalata perché pensava che il mio intervento potesse essere utile: avrei potuto dare delle informazioni sulla situazione attuale a L’Aquila che non dice nessuno. Gli ospiti presenti sono: Guido Bertolaso (capo della protezione civile, quello che il 31 marzo disse: “I terremoti non si possono prevedere, è tutto sotto controllo”), il sindaco di L’Aquila Massimo Cialente ed il Vescovo. Il primo pensiero è: “Ma chi rappresentano questi? A nome di chi parlano?” Ascolto gli interventi, poi c’è un colpo di scena: la telefonata del Presidente del consiglio. Un fiume in piena, per troppi giorni ha dovuto tacere, dopo aver detto che a L’Aquila ha fatto il miracolo delle case (bellissime, confortevoli, ecc), il suo egocentrismo prende il sopravvento e si parla dei record del Governo. Faccio fatica a pensare che stia parlando dello stesso paese dove vivo. Dopo dieci minuti, ruba dieci minuti alla trasmissione, viene data la prima voce agli aquilani con un servizio. Bertolaso replica che non accetta le critiche. Pecca di banalità, perché questo lo sappiamo dal 1994. Nessuno può dire la sua in un paese civile e democratico, con tanto di Costituzione che lo prevede nell’articolo 21. Alcuni cittadini parlano del piano C.A.S.E., alloggi che costano 2.700 euro al mq, con tubature non adeguatamente protette che si sono ghiacciate e sono scoppiate (L’Aquila è alle pendici del Gran Sasso, non in Brasile)… si aggiungono costi di riparazione. Quando si spendono soldi pubblici, tanti soldi pubblici si dovrebbe puntare alla perfezione. Ma… i fatti mostrano il contrario. Mentre mi perdevo in questi pensieri tocca a me. Mi viene in mente Valentina mi ha scritto che da gennaio se non le verrà rinnovata la cassa integrazione sarà senza lavoro, oltre ad esser senza casa perché i single non sono stati inclusi nel piano C.A.S.E. (ovviamente quelli senza conoscenze), poi mi viene in mente Alessandra che perderà il lavoro se anche lei non avrà il rinnovo della cig. Dico tutte queste cose, compreso che ho vissuto nella mia casa inagibile perché dopo la chiusura dei campi di accoglienza mi è stato proposto di andare a 160 km da L’Aquila… guadagnandone 30 al giorno… non potevo permettermelo.
Ma a queste domande non c’è risposta. Il diktat è un vergognoso spot che va tutto bene, che a L’Aquila non ci sono problemi.
Confido negli ascoltatori e adesso nei lettori!
Buon Natale!

Samanta

Il mondo sott'acqua: intervista a Greenpeace



A Copenhagen si doveva salvare il mondo, si sono salvate invece le industrie petrolifere, del carbone, del nucleare e, con loro, l' economia irresponsabile dei Paesi industrailizzati di vecchia e nuova generazione. Dobbiamo rassegnarci, chi non sa decidere in tempo ci arriva per necessità. Le isole che scompaiono nell'Oceano Pacifico non ci riguardano, quando scompariranno l'isola d'Elba e le Tremiti insieme a Venezia, forse cominceremo a preoccuparci. Verso la catastrofe con ottimismo! Buon Natale al pianeta Terra.

Blog: "Da Copenaghen tutti dicono che è stato un fallimento, ci sono dei rischi seri, superata la soglia dei tre gradi cosa ci aspetta?"
Onufrio: "Superare la soglia dei tre gradi ... intanto da Copenaghen cosa ci aspettavamo? Le basi per un accordo vincolante che fosse un accordo equo, che distribuisse i pesi per ridurre il rischio, per rimanere al di sotto dei due gradi di aumento di temperatura, in realtà alcuni mettono in discussione anche questo obiettivo, già scritto nel documento del G8, comunque accettato dalla Comunità internazionale da tutti gli Stati. Ma già con un 1,5 gradi molte piccole isole verrebbero sommerse dall’aumento del livello dei mari che è un effetto combinato tra lo scioglimento degli ghiacciai della Groenlandia e la dilatazione termica degli oceani.
Non si è chiuso alcun accordo, gli impegni presi porteranno a una riduzione delle emissioni dell’ordine del massimo del 20%, quando occorre almeno il doppio per stare in un percorso che ci porti entro il secolo a un aumento di solo due gradi. In realtà con gli impegni presi andremo oltre i tre gradi. Il vertice lascia il pianeta in una situazione in cui il caos climatico è garantito e si illustra sotto vari aspetti, un aumento del numero di persone del mondo che sono a rischio siccità salirebbe, dagli attuali 400 milioni, fino a 1.700.000.000.
Avremmo un aumento del rischio di perdere tra il 15 e il 40% degli ecosistemi, qui vediamo (vedi video) le temperature, questa è la soglia dei due gradi, noi al momento andremo oltre i tre con un aumento di tutti gli impatti, il numero di persone a rischio di andare sott’acqua è tra i due e i 15 milioni con un aumento di una serie di patologie…"

Onufrio: "In Italia in particolare le aree più soggette a questo rischio sono quelle del nord Adriatico e dello Ionio, l'ENEA ha calcolato 35/36 punti in cui la costa italiana andrebbe in crisi.
Cosa deve succedere adesso? Quello che non si è riuscito a ottenere è dovuto al fatto che negli Stati Uniti le lobby del carbone e del petrolio bloccano al Senato una proposta di legge, purtroppo anche essa debole, nel senso che negli Stati Uniti stanno discutendo un sistema, come c’è in Europa, di commercializzazione dei permessi di inquinamento, di emissione di CO2 che porterebbe a una riduzione sul 1990, che è l’anno che si è preso a riferimento già con il protocollo di Kyoto soltanto di quattro punti percentuali, noi chiediamo invece ai Paesi industrializzati di arrivare al 40%, l’Europa aveva già preso un impegno unilaterale di andare al 20% e era disponibile a salire fino al 30%, il minimo per il clima.
A Copenaghen non si è chiuso chiuso definitivamente il capitolo, quindi rimane una fiammella accesa, abbiamo un anno di tempo per poter aggiornare il protocollo di Kyoto e i Paesi con più lunga industrializzazione, devono prendersi le loro responsabilità, i Paesi emergenti devono accettare di stare al tavolo. Però tutto è stato bloccato dall'assenza di impegni precisi dei Paesi industrializzati. I Paesi emergenti che oggi emettono molto, ricordiamo che la Cina ha superato gli Stati Uniti in termini di emissioni, ma la composizione chimica dell’atmosfera è il risultato di emissioni avvenute negli ultimi 100 anni, l’anidride carbonica ha un tempo di resistenza atmosferica nell’ordine dei 100 anni, quindi guardando al complesso delle emissioni dell’ultimo secolo, i Paesi di lunga industrializzazione contano per il 75%, anche se la Cina oggi ha superato gli Stati Uniti, in realtà come responsabilità storica, Stati Uniti e Europa hanno la massima responsabilità.
... abbiamo visto che da parte di alcuni Paesi la disponibilità a trattare ci sarebbe, se però si mettono anche sul tavolo i soldi, perché è chiaro che nessun accordo internazionale può essere fatto senza delle risorse da dare a quei Paesi, non parliamo certamente dei paesi emergenti come la Cina, ma altri Paesi che hanno più difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti che colpiranno in particolare l’Africa e le coste dell’Asia che andranno sott’acqua... i soldi che servono a accedere alle tecnologie per ridurre le emissioni e per riconoscere a quei Paesi, nei quali ci sono ancora le grandi foreste pluviali, pensiamo all’Indonesia, al Brasile, al Congo, un riconoscimento del ruolo nel clima globale, soldi in cambio di una risorsa fondamentale per la biodiversità, per la stabilità del clima, infatti la deforestazione da sola conta il 20% dell’effetto complessivo.
Noi abbiamo visto quindi una conferenza fallire, voglio ricordare che 4 attivisti Greenpeace sono ancora in carcere in questo momento, sono quelli che hanno fatto un blitz durante la sfilata dei capi di Stato per la cena a Copenaghen. Abbiamo avuto la situazione paradossale che i capi di Stato che hanno fatto fallire l’incontro se ne sono tornati con i loro Jet personali nelle loro case, non avendo fatto il loro mestiere, e gli attivisti che si sono esposti ai rischi, che Greenpeace corre sempre quando fa delle proteste spettacolari, staranno lontano dalle loro famiglie durante le feste.
Il vertice ha deluso oltre le aspettative, noi non eravamo particolarmente ottimisti perché abbiamo visto i documenti circolare nel corso dell’ultimo anno e… però speravamo che il Presidente Obama avesse la capacità di far fare veramente un passo in avanti, invece c’è stato un documento che di fatto non chiude il discorso, ma rinvia sostanzialmente a vedere cosa succederà."

Blog: "Sembra la sceneggiatura di un film apocalittico, la corsa contro il tempo, gli attivisti e gli scienziati da una parte e la politica insofferente."
Onufrio:"Sì, è un po’ questo, l’unica cosa cambiata rispetto all'era Bush, è che adesso nessuno si permette, come purtroppo ogni tanto succede ancora nella stampa di questo Paese provinciale che è l’Italia, di dire che il cambiamento del clima non è colpa dell’uomo, che le cose non stanno così male.
Purtroppo i segnali che arrivano dalla comunità scientifica sono preoccupanti. Il rischio è di mettere in crisi forse l’unica sede internazionale in cui si può fare uno scambio tra Paesi ricchi e Paesi poveri per dare un senso anche alla concezione, ormai diffusa, che siamo in un pianeta piccolo, affollato, sempre più caldo e in cui la stessa sopravvivenza della civiltà, è messa in crisi da cambiamenti che possono avere anche delle dimensioni catastrofiche."

Blog:"Un giornale ha titolato “L’Italia paralizzata dalla neve e lo chiamano surriscaldamento del pianeta!” un po’ di disinformazione sul tema..."
Onufrio: "C’è sempre purtroppo questa piccineria intellettuale nel mettere insieme la climatologia con la meteorologia, sono due cose diverse, quando noi parliamo di aumento di temperatura parliamo di aumento della temperatura media nel corso dell’anno, ma non è che con l’aumento del riscaldamento globale smette di nevicare, il ciclo dell’acqua cambia, cambiano il numero di giorni all’anno in cui questi fenomeni si presentano. Ci sono persone che per mestiere stanno sul territorio mondiale e si rendono conto di come le cose stanno cambiando in maniera visibile, ci sono fioriture fuori stagione, sempre più frequenti, ci sono fenomeni di sbiancamento delle barriere coralline e un aumento degli areali della malaria, o della febbe dengue, il clima sta cambiando e questo in molti posti del pianeta è visibile, in particolare in quella che si chiama la cliosfera, la diminuzione complessiva della copertura ghiacciata del pianeta, questo è l’effetto più visibile che dà una media del fenomeno molto precisa ed è una delle prove più importanti: l’andamento dei ghiacciai e della superficie ghiacciata del pianeta."

edge vs ratzinger alias benedetto XVI

Uno psicolabile ha colpito ancora. Susanna Maiolo ha oscurato Tartaglia. Il Santo Padre ha cancellato Papi. La mossa di rugby della italo-svizzera in San Pietro non teme confronti. Per tutto il resto c'è il Duomo di Milano. Il placcaggio deciso di Ratzinger circondato da guardie svizzere da parte di una svizzera (!?) ha messo la parola "the end" alla celebrazione dell'ufo lanciato a "Colui che ama" e alle sue stimmate facciali. Tre settimane di amore sprecate, cosa farà adesso pover'uomo? Se tutti gli psicolabili del mondo si dessero la mano...

Pomigliano d'Arco, operai FIAT sul tetto del Municipio

Aiuti di Stato (nostre tasse, ndr) per produrre all'estero con il marchio "Made in Italy" e licenziare in Italia? Da noi si può!
"Hanno regalato ad uno dei miei figli un modellino in scala della nuova Fiat 500. Incuriosito l'ho anch'io osservata e mi sono improvvisamente venuti in mente sia gli operai Fiat di Pomigliano D'arco, di Termini Imerese licenziati, sia al modello reale che viene prodotta fuori dall'Italia (se non erro in Polonia). Ho poi rovesciato lo stesso modellino e, come prevedevo, sotto c'era scritto: "Made in China" (stavolta ho pensato ... e che c...o!!!). Questo è piccolo ed emblematico esempio di quello che resta dell'(ex) Marchio Italia grazie ai ns. politici e sindacalisti superpagati ed a manager "bonussati" di cartone che abbiamo. Con questa gente non meritiamo nemmeno il titolo di "repubblica delle banane" solo perchè nemmeno quelle saremmo in grado di produrre "on site" con condizioni climatiche favorevoli. Comunque, Buon Natale a tutti." Angelo D.

giovedì 24 dicembre 2009

Buon Natale da Beppe Grillo

"Buon Natale ai disoccupati, ai padri di famiglia senza lavoro, ai precari lasciati a casa a decine di migliaia, ai detenuti uccisi in carcere senza giustizia, ai lavoratori che passeranno le feste sui tetti per difendere la loro azienda, agli studenti senza un futuro, ai ricercatori senza fondi, ai malati senza assistenza e ai loro familiari che si sostituiscono giorno e notte allo Stato, ai giudici che fanno ancora i giudici, ai giornalisti che fanno ancora i giornalisti, agli insegnanti che fanno ancora gli insegnanti, a coloro che pagano tutte le tasse anche per chi non le ha mai pagate e viene condonato da Tremorti con un miserabile 5%, agli emigrati che vengono derisi a causa del loro Paese, agli emigrati il cui conto corrente è stato svuotato dallo Stato attraverso i conti dormienti, agli emigrati che si fanno passare per greci, francesi, spagnoli per la vergogna, agli italiani che tengono ancora in vita il Paese con la loro testardaggine: operai, impiegati, imprenditori, a chi ha perso il TFR e a chi perderà parte della pensione dall'anno nuovo, alle mamme delle città più inquinate del mondo e ai loro bambini con la tosse cronica, a chi viaggia per lavoro e non sa mai quando e se arriverà, ai morti di Viareggio, dell'Aquila, di Messina: tutti uccisi dall'incuria delle istituzioni e nessuno mai pagherà per loro, ai blogger che hanno prodotto un'informazione mai vista in Italia attraverso la Rete, ai familiari delle vittime di mafia sbeffeggiati da politici cialtroni, a chi ha perso la propria casa perché non è riuscito a pagare la rata del mutuo, alle forze dell'Ordine svilite da ministri che non le rappresentano, a chi ha tenuto la schiena dritta.
Buon Natale ad Antonio Di Pietro, lasciato solo come un bersaglio da un'opposizione che si è venduta da almeno vent'anni, a Travaglio definito "terrorista mediatico" da un vecchio piduista, alla Gabanelli che ci precipita ogni domenica nello sconforto di vivere in un Paese dominato da ladri e farabutti, ai preti che fanno sentire ancora, alta e forte, la voce di Cristo: Ciotti, Gallo, Farinella, Zanotelli, a chi si è messo l'elmetto ed è uscito fuori, armato solo della sua indignazione, a far sentire la sua voce, ai Meet Up che cambiano in silenzio il Paese, ai ragazzi e alle ragazze delle liste civiche che si battono e fanno cose meravigliose, a chi si incazza ogni volta che vede un sopruso e non china la testa e reagisce senza pensare alle conseguenze, ai cittadini delle "agende rosse" e a Salvatore Borsellino che pretendono la verità sulla strage di Capaci, a Greenpeace e a tutti i movimenti che si oppongono alla follia del nucleare, a tutte le organizzazioni di volontariato che sono la vera struttura portante del Paese: senza di loro si fermerebbe in pochi giorni.
Ho forse dimenticato qualcuno e me ne scuso in aticipo." Buon Natale da Beppe Grillo.

L'epoca del consumismo



di Anna Mulattieri

La nostra è l'epoca del Consumismo... e della poca sensibilità. Basta guardarsi intorno, quando si va a fare la spesa nel supermercato o in giro per le strade dello shopping: sempre di corsa, alla ricerca dell'acquisto migliore, quello che darà più soddisfazione. Si finisce così a rincorrere gli oggetti del desiderio sempre con maggiore avidità e a comperare senza pensare, preferendo la velocità invece del ritmo dell’uomo, ed è così che ci si ritrova ad avere a che fare con lo shopping compulsivo...

Ed è proprio nel periodo natalizio che la nostra scelleratezza consumistica ha maggiore sfogo. Si è accantonato il senso del focolare domestico come punto di ritrovo ed incontro per amici e parenti, sostituendolo con la gara agli acquisti che punta tutto sull’ultima novità appena sfornata appositamente per l'occasione. E’ un’assurdità e come tale, essendo degenerata all’inverosimile, non è più accettabile. Come si è potuto accettare tutto questo?
E' la società oggi ad essere compulsiva, prendendo sempre più le distanze dalla misura dell'uomo. La filosofia del consumismo, che ci obbliga a comprare sempre di più e con frequenza sempre maggiore, guarda più alla produzione che all’utilizzo. Un oggetto diventa vincente se può essere cambiato spesso. Dagli oggetti costruiti per durare, siamo passati alla realizzazione di apparati sempre più sofisticati ma spesso con tempi di vita brevissimi e da cambiare con “frequenza”. Senza parlare poi di tutti gli oggetti "usa e getta" di cui siamo soliti fare un largo uso: tutte queste cose ci rendono la vita sicuramente più comoda, ma per contro si creano montagne di rifiuti col rischio di compromettere la sostenibilità del pianeta.



Anni fa i carrelli dei supermercati erano molto più piccoli di quelli odierni, eppure più li riempiamo e più abbiamo voglia di farlo: questo aspetto ci trasforma da “distratti fruitori” a “sofferenti compulsivi”. Nella nostra società fondata sul mito della bellezza e del benessere ma soprattutto sul consumismo sfrenato sono in molti a sentirsi inadeguati. Ci si ritrova a rincorrere oggetti per stare al passo con gli altri e ritagliarsi un posto nella società, in base a ciò che si possiede. Non saranno solo le nostre tasche a svuotarsi, ma questo meccanismo porterà un senso di frustrazione e di vuoto interiore. Non c'è dubbio: il consumismo è uno tra i mali del secolo. Questo tipo di società, continuamente suggeritoci dai media e dalle mode, ci divide, incentivando la solitudine e la competizione, portandoci alla sordità nei confronti dei veri valori di cui curarsi (sensibilità, affettività, intelligenza). La fretta, il non avere tempo, sono la giusta metafora della società compulsiva... tutta presa a sprecare il suo tempo in mille modi e dietro mille frastuoni pur di non fermarsi ed ascoltare.

Proviamo a riavvicinarci al senso del sociale e del bene comune, riappropriandoci dei nostri ritmi reali, delle nostre vere emozioni, nel rispetto del nostro corpo, della mente e del cuore: solo così potremo ritrovare il giusto equilibrio tra noi, gli altri e il mondo intorno.

mercoledì 23 dicembre 2009

MLN 5 Stelle.mpg

Mafia a Milano




Milano, la capitale morale è diventata immorale. E' la capitale della droga e del cemento senza il rock and roll, ma con l'Expo 2015. E' la capitale europea della cocaina, la si respira nell'aria insieme al CO2 per produrre di più. Anche i topi milanesi sono consumatori abituali di cocaina che fluisce nelle fogne. Mortizia Moratti nulla sa, nulla vede, nulla sente. Mafia? Cos'è la mafia? Qualcuno glielo spieghi, povera stella.

Intervista a Gianni Barbacetto.

"Sono Gianni Barbacetto, faccio il giornalista, scrivo tra l’altro su Il Fatto quotidiano, Milano è diventata ormai in maniera inoppugnabile, la capitale della ’ndrangheta, ce lo dicono magistrati che hanno speso anni e anni della loro vita per indagare su quella che è ormai la più importante organizzazione criminale in Italia, ma Milano, a differenza di Palermo, di Reggio Calabria o di Napoli, non è una città monopolizzata da un’organizzazione criminale, Milano è un mercato aperto, a Milano c’è la ’ndrangheta, ma operano anche qui uomini di Cosa Nostra, uomini della camorra.
Milano è la capitale della cocaina, uno studio dell’istituto di ricerca farmacologia Mario Negri ha valutato, analizzando l’acqua delle fogne di Milano, che ogni giorno vengono consumate a Milano 12 mila dosi di cocaina, a Milano ogni giorno ci sono 5, 6 ricoveri in un anno 2 mila persone vengono ricoverate per overdose da cocaina, è un mercato immenso, la fascia principale di questo mercato è nelle mani della 'ndrangheta che ha instaurato rapporti privilegiati con i produttori latino – americani, da questo mercato enorme della cocaina arrivano un mucchio di soldi, questi soldi poi entrano nel circuito legale e inquinano gli affari di questa città.
Ormai i gruppi mafiosi sono arrivati a Milano alla seconda, alla terza generazione, continuano i vecchi affari sporchi, a Milano nell’ultimo anno e mezzo ci sono stati 5-6 omicidi di mafia, non a Palermo, non a Napoli, continuano le famiglie della ’ndrangheta, ma anche gli uomini di Cosa Nostra e della camorra i loro traffici sporchi, sostanzialmente il traffico di droghe, continuano i regolamenti di conti, poi però ci sono gli affari puliti, questa massa enorme di soldi guadagnati soprattutto con la cocaina, vengono impiegati principalmente nel settore dell’edilizia, ormai si dice che non ci sia a cantiere a Milano e di cantieri ce ne sono tanti, in cui non siano presenti le macchine di movimento terra, i camion delle famiglie calabresi della ’ndrangheta, se tu non fai lavorare i camion della ’ndrangheta, il tuo cantiere è a rischio, potrebbero andare a fuoco i tuoi mezzi, possono farti dei furti di materiale in cantiere, molti imprenditori del nord con i cognomi lombardi, milanesissimi, fanno finta di nulla, chiudono un occhio e anche due e hanno ormai imparato a convivere con la mafia, hanno capito che per avere la vita tranquilla, qui devono far lavorare alcune famiglie.
Nell’hinterland milanese sono insediate ormai da 2, 3 generazioni famiglie di peso, cognomi che sono ai vertici della ’ndrangheta Platì a Reggio Calabria e che però hanno anche qui sviluppato i loro affari, cognomi come Sergi, Trimboli, Papalia, Barbaro lavorano in Calabria, ma hanno le loro basi ormai anche a Milano. Il settore dell’edilizia privata è ampiamente inquinato dalla presenza criminale, ma ormai le ultime indagini ci hanno detto che la ’ndrangheta ha fatto il salto, è riuscita a avere anche appalti pubblici, i lavori per esempio nella costruzione della quarta corsia dell’autostrada Milano – Brescia, lavori per l’alta velocità, ormai c’è il salto anche nei cantieri pubblici anche sui soldi pubblici, sugli appalti pubblici la criminalità organizzata ha messo le mani.
Tutto ciò non sarebbe possibile senza i contatti con la politica, la criminalità organizzata a Milano, anche a Milano, ha saputo stringere contatti con alcuni politici, naturalmente non li conosciamo, però conosciamo qualche segnale, qualche nome, per esempio sappiamo che la famiglia Morabito, un clan importante della ’ndrangheta, ha organizzato una bella cena elettorale al ristorante Gianat di Milano in onore di Alessandro Colucci che è un consigliere regionale lombardo.
Sappiamo che alcuni personaggi considerati vicini e legati alla ’ndrangheta hanno avuto rapporti con Vincenzo Giudice, un Consigliere comunale di Milano che tra l’altro ha fatto fallire e ha fatto perdere un mucchio di soldi pubblici facendo fallire una società comunale che si chiama Zincare, ma ciò nonostante è stato premiato con la presidenza ben retribuita di un’altra società comunale.
Sappiamo per esempio che un deputato della Repubblica Francesco De Luca, ha avuto contatti con una famiglia napoletana, con gli emissari di una famiglia di camorra, la famiglia Guida che opera qui a Milano, l’argomento era aggiustare un processo in Cassazione, lui si è sempre difeso dicendo: ho detto di sì, ma poi non ho fatto nulla.
I contatti ci sono, conosciamo soltanto la punta dell’iceberg probabilmente di questo fenomeno, le famiglie della ’ndrangheta, camorra, di Cosa Nostra hanno molti soldi, hanno metodi molto convincenti per riuscire a penetrare nell’economia del nord, milanese, negli affari del nord e anche hanno mezzi e persone per infiltrarsi e aprire rapporti con la politica, gli appalti dell’Expo 2015 saranno corposi e fanno gola a tutti, anche la criminalità organizzata, vorrebbe sedersi a questa tavola imbandita, quando sarà imbandita.
L’attenzione per la criminalità organizzata, per le infiltrazioni soprattutto della ’ndrangheta, ma non solo a Milano, dovrebbe essere alta, invece c’è una scarsa sensibilità della politica, anche il Sindaco Letizia Moratti, quando si parla di mafia a Milano, dice: "Non esageriamo, non si deve denigrare la città, questa è la città della moda, design, volontariato e di tante cose belle", tutto vero, ma ahimè dobbiamo imparare anche a vedere il lato oscuro di questa città, perché altrimenti l’alternativa è che senza che ce ne accorgiamo, si infiltreranno nell’economia e nella politica e quando ce ne accorgeremo sarà troppo tardi!".
Gianni Barbacetto

martedì 22 dicembre 2009

Aperte le iscrizioni. Uno conta per uno.

Il motto: "Resistere, resistere, resistere" appartiene al passato. Ora bisogna: "Costruire, costruire, costruire". Oggi nasce il MoVimento 5 Stelle, qualunque cittadino italiano non iscritto a un partito può farne parte. Può iscriversi on line gratuitamente. Chi si iscrive riceverà una password, fare parte di una rete sociale, potrà discutere e modificare il Programma, proporre e eleggere i propri candidati, lanciare iniziative sulla Rete e off line. Ognuno conta uno.
Abbiamo resistito abbastanza. In questi anni, a furia di resistere, ci hanno gonfiato come dei palloni. Le foto di ieri di Napolitano che brinda con Schifani con lo spumantino, prima e seconda carica del Paese, sono l'immagine di decenni di resistenza passiva. La fotografia di un popolo che ha abdicato a sé stesso. Il Parlamento "compresso" descritto da Morfeo è una barzelletta, uno zimbello, una bambola gonfiabile usata, un esercito di signor nessuno, impiegati, amanti, mogli, servi. Il Parlamento non è compresso, il Parlamento non esiste. Non c'era la preferenza alle elezioni politiche, il cittadino ha messo una croce sotto il simbolo di un partito. I parlamentari sono stati scelti in base alla fedeltà e alla fedina penale. Con il popolo italiano non c'entrano nulla. Il Parlamento è incostituzionale, se non cambierà la legge elettorale, qualunque Parlamento sarà incostituzionale, in mano a una decina di persone che "nominano" chi pare a loro. Si parla di riforma della Giustizia che interessa solo a un soggetto, ma non di una nuova legge elettorale che interessa a tutti i cittadini.
Il Paese non può rimanere ostaggio dei partiti. Con la preferenza questi andrebbero tutti a casa, chi voterebbe La Torre, D'Alema, Fassino e sua moglie Serafini, Gasparri, Bonaiuti o Cicchitto? Il MoVimento 5 Stelle è partito dal basso, dalla Rete, dalle piazze. Siamo stati chiamati populisti, qualunquisti, demagoghi, ma siamo stati gli unici a presentare un programma con obiettivi precisi. Abbiamo eletto consiglieri delle Liste Civiche 5 Stelle in molte città di provincia senza un soldo di finanziamento pubblico e con tutti i media contro, da Scalfari a Belpietro, due facce di una stessa medaglia. Il MoVimento ha eletto Luigi de Magistris, primo deputato per voti in tutta Europa, e Sonia Alfano. ha una propria Carta: il "Non Statuto", scritto per un MoVimento centrato sulla Rete, senza sovrastrutture di rappresentanza, senza capi bastone, senza signori delle tessere. Ognuno conta uno!
Il MoVimento parteciperà alle Regionali in Lombardia, Campania, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte. I candidati sono ragazzi incensurati, professionisti, onesti, preparati, con la faccia pulita. Uno solo di loro può cambiare un intero Consiglio Regionale. Lottano per il loro e il vostro futuro. Loro e voi contro le mummie che tengono in pugno il Paese. Iscrivetevi, vi sentirete subito meglio. E' come mettersi l'elmetto. Loro non si arrenderanno ma (ma gli conviene?). Noi neppure.

lunedì 21 dicembre 2009

Fate il Regalo di Natale a B, non ai vostri cari

Siamo arrivati a livelli di alta schizofrenia, come si può consigliare di regalare una tessera di partito?
La scelta politica di ognuno, deriva da una condivisione di programmi, non da un arruolamento di numero più alto di iscritti, per stabilire un record a personam.

Berlusconi online.
Il presidente del Consiglio suggerisce un regalo natalizio da fare ad amici e parenti. Collegato in voce al sito de “Il Giornale”, il premier ha fatto gli auguri per le feste e ha dato un suggerimento per gli acquisti al popolo del centro destra:

Che possiate realizzare tutti i progetti, tutti i sogni che portate nella vostra mente e nei vostri cuori per voi e per tutti i vostri cari. A tutti gli italiani che amano la libertà a voi e a tutti i vostri amici regalate una tessera del Pdl. Ci darete più forza per continuare a resistere e a lavorare per il bene di tutti.

Appello a Richard Allan (Resp. Facebook EU)

Allan, ascolta Sonia Alfano, please.

Gino Strada: Guerra al terrorismo

domenica 20 dicembre 2009

PULMANN GRATIS ROMA-BARCELLONA (IT) CON SONIA ALFANO




L'8 gennaio cade la data dell'uccisione del giornalista Beppe Alfano, il papà di Sonia Alfano ucciso nel 1993.

Un gruppo di resistenti, Salvatore Borsellino non sa se sarà presente per impegni pregressi, ha deciso di essere accanto a Sonia, al fratello Chicco alla mamma, di presenziare a Barcellona Pozzo di Gotto, tra i comuni siciliani a più alta densità mafiosa la solidarietà alla famiglia Alfana, nonchè alla famiglia Manca, ISOLATE in quel contesto, quasi fossero loro i colpevoli.


Un pullmann partirà da Roma gratis, lo abbiamo saputo solo ora, pertanto non saprei dire luogo ed orario di partenza su cui sarete aggiornati, ma chi volesse già da ora prenotare può farlo contattandomi qui o sul profilo.
LA PRESENZA DI OGNUNO, OGNUNO, E' FONDAMENTALE,
Federica Menciotti

PUBBLICITA' U.S.A. DELLA PEPSI IN VERSIONE MAFIOSA SICILIANA

Le mafie investono sul cemento, sul Ponte di Messina, sulla TAV, sulle centrali nucleari, sugli inceneritori? Secondo Spatuzza e altri pentiti la mafia ha fatto un patto con lo Stato? Per Lunardi con la mafia bisogna convivere? In Parlamento ci sono due senatori di cui faccio solo il cognome: Cuffaro e Dell’Utri, condannati in primo grado per rapporti con la mafia? La prima impresa del Paese sono le mafie con un giro di affari di centinaia di miliardi di euro all’anno? Lo Scudo Fiscale per il rientro dei capitali mafiosi con un cinque per cento di tassa e l’anonimato garantito è un vestito su misura per la mafia? La messa all’asta dei beni sequestrati in precedenza ai mafiosi favorisce, per l’appunto, i mafiosi? Il taglio alle forze di Polizia, ridotte a spingere le autovetture per strada, rinforza la criminalità organizzata? L’attacco alla magistratura da parte del Governo esalta la mafia? Se avete letto tutte le domande ve ne farò un’altra: perché dare una risorsa come la mafia in appalto allo Stato?
La mafia può diventare il motore del Paese, i suoi enormi investimenti essere pilotati verso il futuro. Sole, eolico, energie rinnovabili per una mafia rinnovabile. Cemento e inceneritori distruggono il territorio in cui vivono i mafiosi, discariche e rifiuti tossici uccidono cittadini, anche facoltosi, che non pagheranno più il pizzo. Di cosa vivrà domani la mafia?
I politici “collegati” non sono affidabili, non lo sono mai stati, sono ominicchi, quaqquaraquà come scriveva Sciascia. Non vedono più in là della loro tangente o della posizione di potere. C’è più dignità in un Provenzano che in molti parlamentari.
Nell’Ottocento le mafie erano latenti, il loro concime, ciò che le ha fatte crescere, è stata l’Unità d’Italia. Nel 2011 si festeggeranno, insieme a quello dello Stato italiano, i 150 danni della nascita delle mafie. Un senatore a vita, Andreotti, è riverito da tutti media, dal Corriere alla Repubblica, ed è un prescritto di mafia. I migliori uomini della Repubblica, da Falcone a Dalla Chiesa, sono stati uccisi dalla mafia, o da parti dello Stato che hanno usato la mafia come braccio armato. Nella seconda guerra mondiale la Sicilia è stata conquistata dagli Alleati grazie alla mafia e gli Stati Uniti, in cambio, hanno permesso l’insediamento di frotte di uomini d’onore nelle posizioni chiave dell’isola da cui non si sono più mossi.
Oggi è difficile segnare una linea di confine tra cos’è mafia e ciò che non lo è. Di certo non si può continuare per altri 150 anni con la barzelletta, sempre meno credibile della lotta alla mafia. La mafia esiste perché esistono gli italiani, dobbiamo farcene una ragione o cambiare noi stessi.

Il GAS del Sole

La collaborazione con Energoclub si sta dimostrando più interessante che mai e lo dimostra la professionalità dell'ing. Padovan nella sua intensa ed interessante presentazione.

Vogliamo ringraziare anche gli amici del Gruppo Grotte di Treviso che ci ha reso disponibile la propria sede. Stiamo comunque valutando, per le prossime riunioni, le possibilità per una soluzione logistica meno “isolata” della precedente... che possa essere raggiunta da tutti con più facilità.

Abbiamo in calendario l'intenzione di ritrovarci tra il 10 e il 15 gennaio p.v. per riprendere il lavoro iniziato.


Vi comunicheremo al più presto data, ora e luogo, sarà l'occasione per incontrare anche coloro impossibilitati per vari motivi a partecipare al primo incontro, illustrando finalmente in dettaglio i materiali scelti, i costi convenzionati e tutti i dettagli che non abbiamo ancora potuto
illustrare. Le liste sono aperte anche per tutti coloro che nel frattempo vorrete coinvolgere: contiamo molto sul PASSA-PAROLA per nuovi aspiranti “gassisti”. Ricordo che più siamo, maggiori possono essere i vantaggi in termini di prezzo, garanzie, condizioni, etc.

Ad oggi ci sono già più di 40 iscritti che hanno versato la cauzione che, confermiamo, verrà restituita una volta sottoscritto il contratto con la ditta selezionata. Riteniamo che l'ordine di iscrizione possa dare anche certezza cronologica in un elenco che crediamo sarà un giorno piuttosto numeroso.


Invito pertanto coloro che desiderassero far parte del Gruppo di Acquisto ad iscriversi andando alla pagina http://www.solare.tv/articolo/art0977.htm
In base all'ordine di ricezione terremo aggiornato il nostro elenco cronologico.

Il versamento delle relative quote verrà fatto al nostro prossimo incontro nel quale saremo in grado anche di fornire l'eventuale riferimento bancario.



Un GRAZIE a tutti e un SOLARE augurio di un Buone Feste.

Pasqualin Francesco 348 7066192

D'Ambrosi Roberto 380 3332971

Per qualsiasi informazione: gas@igrilli.info

Tutti i vantaggi del ponte..



Manifestazione "No Ponte" oggi a Messina. Sempre oggi 23 scosse di terremoto tra 2.5 e 4.6 di magnitudo nelle province di Catania e Messina. Sulla A3, la Salerno-Reggio Calabria, un camion, uno solo, esce di strada e blocca il traffico per ore. I manifestanti dal continente arrivano con due ore di ritardo. Franco Nisticò, responsabile del Comitato per la statale 106 jonica, ha un malore mentre parla sul palco. Muore, secondo gli organizzatori, per il ritardo dell'ambulanza del 118 che comunque non era attrezzata per l'intervento di emergenza richiesto. La manifestazione è stata sospesa in segno di protesta. Sanità e trasporti a pezzi e in più un terremoto endemico nell'area. Il Ponte diventerà come la Salerno Reggio Calabria, lo inizieranno, ma non lo finiranno mai.

sabato 19 dicembre 2009

CP 30





Le parole sono pietre, pesano molto di più del modellino del Duomo. I lanciatori di pietre non hanno più nessun freno. I "servi di Silvio" indicano ogni giorno nuovi "terroristi mediatici" come bersagli da abbattere. Possiedono il 99% dell'informazione, sommando anche il Pdmenoelle, e si spaventano dei media. Incapaci assoluti, oltre che monopolisti. Il loro capo sta fuggendo in Svizzera (per farsi il lifting) come fece Mussolini nel 1945. Benito fu fermato a Dongo travestito da tedesco. "Colui che ama", travestito da mummia, passerà invece la frontiera, come hanno fatto in largo anticipo suoi danèe. Chissà se ritornerà? Lo aspettano i disoccupati, i precari, gli emarginati, i fratelli Graviano, Spatuzza, le toghe rosse, Travaglio, Mills, Kriptonite Di Pietro, Salvatore Borsellino, Genchi, il debito pubblico e il fallimento dello Stato. Tutti amanti appassionati. Ci sono milioni di persone rese schiave dai media che stanno per svegliarsi ad un tratto da un bel sogno d'amore. Schiavi che potrebbero trasformarsi presto in gladiatori moderni. Spartaco era un guerriero trace, fu ridotto in schiavitù e costretto a combattere da gladiatore. Si ribellò e il suo esercito di uomini liberi fu sconfitto dai soldi di Crasso (secondo la rivista economica Forbes, uno degli uomini più ricchi di ogni epoca con un patrimonio, valutato al 2008, di 170 miliardi di dollari). Crasso morì, anni dopo, costretto a bere oro fuso. Nulla di nuovo sotto il sole d'Italia, tranne l'esito del confronto. E' ovvio che questa volta vincerà la Rete, questione di tempo. Il MoVimento a Cinque Stelle ha per ora un suo "Non Statuto", un suo Programma, consiglieri comunali in molti capoluoghi di provincia e ha contribuito all'elezione di Sonia Alfano e Luigi De Magistris in Europa. La prossima settimana partiranno le iscrizioni on line, presto sarà attivo un sito del MoVimento e i candidati regionali per Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Campania si presenteranno sul sito. Loro, i nostri dipendenti (!?), ci vogliono schiavi, ma noi siamo i cittadini di una nuova democrazia in cui "ognuno conta uno". In Italia la democrazia non c'è mai stata, solo una sua pallida caricatura, è il tempo di provarci. "Nel 73 a.C. l'Italia romana era una foresta secca nel pieno della canicola estiva. Spartaco accese un fiammifero".
La Rete, nel 2009 dopo Cristo, è il nuovo Spartaco e l'incendio democratico è alle porte. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.