logo HDM

Debito pubblico italiano

facebook

mercoledì 30 settembre 2009

Spostiamo questo paese

SABATO 3 OTTOBRE 2009, A ROMA, Piazza del Popolo
MANIFESTAZIONE PER LA LIBERTA' DI STAMPA




Confindustria si rende conto solo oggi di quello che noi diciamo da quasi un anno: la rete avanza imperiosamente quasi ovunque, nei grandi paesi industrializzati dell’Unione Europea, tranne qui. Anzi no, anche in Italia la rete avanza, nel senso che è un di più: del di più, curiosamente, si può fare quasi sempre a meno.

I numeri che l’Osservatorio Italia Digitale 2.0 tira fuori sono umilianti. La Spagna, la Francia, la Germania, il Regno Unito ci surclassano. La Danimarca non ha neppure più una rete, ha un tessuto connettivo omogeneo e compatto che permea quasi il 90% della società. La Francia ha il 62% di famiglie connesse, la Germania il 75% e il Regno Unito il 71%. Noi abbiamo un retino da pesca. Siamo fermi a 42 famiglie su cento e nel 2008, unico caso in tutta Europa, siamo addirittura retrocessi, perdendoci una famiglia per strada (Dati Eurostat).

E non sono solo i privati cittadini a restare nel medioevo dell’informazione: le aziende che usano internet sono due terzi, il 66%, mentre in Germania e in Spagna quasi tutte – il 95% - usano la rete per sé e per i propri dipendenti. Forse per questo la Spagna ha solo 9 famiglie su cento connesse in più rispetto a noi: navigano dal lavoro, e molti di loro si portano a casa la chiavetta internet aziendale. La mia vicina di casa lavora in un’azienda americana: quando è rimasta a casa in maternità le hanno installato la fibra ottica: ha dato alla luce una bimba in tutti i sensi. Ma soprattutto, l’ha data alla rete…

In Italia invece il ritardo digitale crea un voluto e programmato ritardo mentale. Ci sono paesi dove ancora adesso non arriva neppure l’ADSL. La Rai prende centinaia di milioni di euro dalle nostre tasche per decidere che dovete vedere quello che vogliono loro. I giornali prendono centinaia di milioni di euro dalle nostre tasche per decidere che dove leggere quello che vogliono loro. Anche Mediaset prende centinaia di milioni di euro dalle nostre tasche, perché paga solamente l’1% del fatturato per la concessione delle frequenze negate a Francesco Di Stefano. Il restante 29%, che dovrebbe tirare fuori al fine di riequilibrare il rapporto costi benefici, viene sottratto alla spesa sociale e dato a Berlusconi. E anche in Mediaset ci fanno vedere quello che vogliono loro.

Invece, chi fa informazione libera non prende una lira. La rete italiana è tutta rattoppata, non viene ampliata e non viene incentivata: è una rete di poveracci. Di poveracci intimiditi perché non alzino la testa. I picciotti che entrano in negozio minacciando ritorsioni si chiamano D’Alia, Alfano, Carlucci, Pecorella, Costa. Così la torta della pubblicità continuano a spartirsela loro. Così la torta dell’informazione continuano a cucinarsela loro.

Nel medioevo dell'informazione si cucinano torte mafiose, piena di redazioni più simili a cosche, piena di servizi che sembrano copioni teatrali. Voi non lo sapete, non lo potete sapere: non ve lo dicono e non ve lo diranno mai, ma se la suonano e se la cantano da soli. I finti giornalisti mandano le domande ai finti politici. I finti politici tolgono le domande dei giornalisti e ci mettono le loro. I finti giornalisti non vanno nemmeno più di persona a fare le finte domande. Ci mandano direttamente i cameramen, gli unici ad essere veri. Gli unici sfruttati, vessati e sottopagati.

La rete viene ostacolata, come qualunque altro fenomeno di aggregazione sociale che faccia acquisire un po’ di consapevolezza ai cittadini ridotti in uno stato di incoscienza e di torpore totali.

Smettete di guardare la televisione. Smettete di comprare i giornali. Disdicete tutto. Spostate i vostri soldi in rete: fate abbonamenti ad internet, comprate netbook, fate pubblicità alle vostre aziende in rete, pagate il vostro informatore libero preferito, comprate solo prodotti promozionati in rete. Vedrete che, volente o nolente, il paese si sposterà.

Lo spostiamo noi. Di peso.

Ferrara: Patfrut punta sull'energia del sole





Il settore agroalimentare della provincia di Ferrara si arricchisce di un ulteriore impianto fotovoltaico che garantirà la produzione di energia pulita e la riduzione delle emissioni nocive


(Rinnovabili.it)

– Il settore ortofrutticolo ferrarese può vantare uno degli impianti fotovoltaici più grandi della zona grazie all’investimento della cooperativa Patfrut, che ha dotato il tetto dello stabilimento di Monestirolo di ben 4000 mq di moduli solari.
L’istallazione sarà in grado di produrre 160mila KWh l’anno grazie ad una potenza istallata di 147 KWp generati da elementi in parte in silicio policristallino e in parte in film sottile, che garantiranno una riduzione delle emissioni dannose pari a 87mila kg di CO2 all’anno risparmiando trenta tep e abbassando i costi relativi alla forza motrice.
“L’installazione del nuovo impianto fotovoltaico – afferma il direttore generale di Patfrut Danilo Pirani – costituisce tra l’altro un traguardo di eccellenza per le certificazioni ambientali Iso 14001 ed Emas, conseguite e mantenute sin dal 2002, che caratterizzano Patfrut come una delle aziende più sensibili ed attente alla salvaguardia e alla tutela dell’ambiente nel settore agroalimentare delle province di Bologna e Ferrara”.

martedì 29 settembre 2009

Ancora si perde tempo e soldi con il nucleare

Con l’insediamento del Commissario e dei sub Commissari, avvenuto il 15 settembre 2009, prende avvio l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) prevista dall’articolo 37 della Legge n. 99 del 23 luglio 2009.

Secondo quanto stabilito dalla legge, l'Agenzia ENEA è finalizzata "alla ricerca e all'innovazione tecnologica nonché alla prestazione di servizi avanzati nei settori dell’energia, con particolare riguardo al settore nucleare, e dello sviluppo economico sostenibile" e svolge le proprie funzioni "con le risorse finanziarie, strumentali e di personale dell’Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente" che, a decorrere dalla data di insediamento dei commissari, viene soppresso.

Un apposito decreto del Ministro dello Sviluppo economico, da adottare di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, e sentite le Commissioni parlamentari competenti, concluderà il processo di definizione e di organizzazione dell’Agenzia.

Questo sito rispecchia ad oggi le attività dell’Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente. Sarà aggiornato non appena verrà delineato il nuovo assetto dell’Agenzia ENEA.




Fusione, il nucleare senza scorie. La ricerca europea sulla fusione si fa al Centro ENEA di Frascati


--------------------------------------------------------------------------------
Clima, energia, nascita e sviluppo dell’universo, problemi e temi della ricerca. Di questo si parla nella Settimana della Scienza, in corso a Frascati fino a sabato prossimo. A organizzare l’evento che culmina domani, venerdì 25, nella Notte Europea di Ricercatori, è l’associazione Frascati Scienza, cui aderiscono i sette grandi enti scientifici italiani (Asi, Cnr, Enea, Esa-Esrin, Inaf, Infn, Ingv), le tre università romane e il Comune di Frascati. Tra le iniziative in corso, laboratori scientifici in piazza, spettacoli, scienza vissuta. Ma anche confronto con i grandi temi dell’attualità, a partire da quello della ricerca di alternative energetiche valide alle fonti fossili.

Nei laboratori di Frascati - il più grande polo europeo della scienza per numero di ricercatori – si stanno conducendo ricerche di punta sulla fusione nucleare nel centro Enea dove in particolare si sta sviluppando il progetto FAST. Un progetto di grande ambizione di cui si discutendo in tutta Europa, che potrebbe portare a un salto decisivo nel campo dell’energia, eliminando i maggiori inconvenienti della fissione nucleare, quello della richiesta di sicurezza e della gestione delle scorie.

Fondere l’atomo invece di spezzarlo. Imbrigliare le reazioni che alimentano il sole e le stelle producendo energia che non aumenta le emissioni di gas serra. È questo l’obiettivo FAST, così come lo ha spiegato Giuseppe Mazzitelli. Il progetto, all’attenzione della Comunità Europea, nasce dall’Associazione Italiana ENEA-Euratom , come esperimento di supporto allo sviluppo del più ampio programma mondiale ITER, la vera e propria sperimentazione complessiva che darà luogo a DEMO, la prima centrale in grado di produrre energia dalla fusione dell’atomo. Niente scorie, niente depositi, né pericolose fuoriuscite inquinanti: in questo processo nucleare non ci sono reazioni a catena da controllare. La data della possibile svolta è fissata per il 2028, anno in cui questo tipo di tecnologia potrebbe essere resa disponibile per la costruzione di vere e proprie centrali. FAST è un progetto del valore di 320 milioni di euro, un terzo dei quali erogati attraverso fondi comunitari.

“La fusione – ricorda Mazzitelli – risolve in buona parte anche il problema del combustibile necessario per far andare una centrale. È infatti possibile ottenere reazioni di fusione con atomi leggeri, il deuterio e il trizio. Il primo è presente nell’ambiente: in ogni metro cubo di acqua se ne trovano 35 grammi. In meno di 3000 tonnellate di acqua di mare è presente, quindi, una quantità di questo combustibile sufficiente a far funzionare una centrale a fusione da 1 GW per un anno. Al contrario il trizio è un elemento raro in natura, ma offre il vantaggio di poter essere prodotto artificialmente in una centrale a fusione partendo dal litio, uno dei metalli leggeri più abbondanti sulla crosta terrestre. Con 150 chili di trizio (corrispondenti a 10 tonnellate di litio) si potrebbe alimentare per 365 giorni una centrale da 1 GW”.

L’ENEA avrà il compito di portare avanti questo nuovo esperimento, che affronterà le questioni tecnico/scientifiche legate alla fisica e alle altissime temperature necessarie per la fusione dei nuclei atomici: tra 100 e150 milioni di gradi. FAST è un progetto che prevede la realizzazione, in sei anni, di una grande infrastruttura di ricerca che entrerà in funzione anticipatamente e si affiancherà a ITER, il progetto mondiale sulla fusione situato a Cadarache in Francia. L’obiettivo è quello di anticipare il disegno del Reattore dimostrativo (DEMO) e in parallelo preparare un adeguato programma sullo sviluppo dei materiali. Questo avviene nonostante le difficoltà operative dovute al ridimensionamento di mezzi e strutture, e la forte competitività tra Associazioni europee. La macchina verrà realizzata nei laboratori di Frascati.

Le bugie della ricostruzione in Abruzzo

Copio e incollo una mail arrivata sull'account di facebook

Oggi rientrando in ufficio la mia prima mail è stata quella inviata dagli RDB abruzzesi: leggete un po'... Magari diffondetela tra le vostre amicizie...
1. Polistirolo city. Spese folli per tirare su in tutta fretta case in cartongesso. Mentre l'Esercito ha migliaia di alloggi-container inutilizzati. Dopo tante promesse è questa la ricostruzione di Berlusconi e Bertolaso
Sono 25.815 le persone costrette da quasi cinque mesi a vivere nelle tendopoli. E 28.400 quelle sparse tra gli alberghi e i residence della costa. Un totale di 54.215 donne, uomini, anziani, bambini prigionieri di un esperimento imposto dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dal capo della Protezione civile, Guido Bertolaso. È il modello B&B, la ricostruzione show: passare dalla distruzione alla rinascita saltando la fase intermedia degli alloggi temporanei. Mentre a Capua, in provincia di Caserta, migliaia di case mobili che potrebbero servire in Abruzzo stanno marcendo in un deposito dell'Esercito. Il risultato è un carosello di opere di facciata che solo per L'Aquila città ha già bruciato 500 milioni di euro sottraendoli alla vera ricostruzione. Queste che stanno tirando su in fretta e furia sono case imbottite con largo impiego di legno pressato, cartongesso e polistirolo. Quanti anni dureranno? E ora che i lavori della Protezione civile sono cominciati, si scopre che forse hanno sbagliato i conti. Secondo il Comune della città, i progetti voluti dal governo lasciano senza tetto almeno 5 mila famiglie. E altre 8 mila persone entreranno negli alloggi temporanei in costruzione soltanto tra ottobre e dicembre. Significa costringere la maggior parte dei sopravvissuti ad affrontare in tenda, dopo il caldo, anche il freddo e il maltempo che qui cominciano a fine settembre. L'incertezza sta spingendo alcuni proprietari di case danneggiate a vendere. Soprattutto i più anziani. Da Roma si sono fatti avanti costruttori e immobiliaristi per rilevare al 10-15 per cento del valore di superficie i negozi, le palazzine gravemente danneggiate o i volumi di quelle da demolire. È l'ombra di una speculazione colossale. "Quando tra dieci anni L'Aquila tornerà a rivivere, nel centro storico gli appartamenti ristrutturati o nuovi riavranno il loro valore di quattro o 5 mila euro al metro", sostiene un costruttore romano che chiede l'anonimato: "Chi ha denaro liquido a disposizione ne approfitta. Per gli anziani è l'occasione per raccogliere qualche soldo e andare altrove o rimanere nelle case costruite dal governo. Anche perché non è risolta la questione dei proprietari di più appartamenti. Lo Stato per ora risarcisce i danni della prima casa. Rimettere a posto il resto richiede milioni di euro".
Il numero degli abitanti che a L'Aquila avranno un tetto prima dell'arrivo del freddo lo si ricava dallo scadenziario delle opere, stabilito dal bando della gara d'appalto. Appena 4.480: entreranno nelle case dopo il 26 settembre. Altri 4.480 andranno dopo il 16 ottobre, 3.840 dopo il 7 novembre. E senza case per tutti, è stata inventata la protezione civile a punti. Un bambino fino a 5 anni vale 4 punti. Dai 6 ai 16 anni, 3 punti. Un nonno tra i 75 e gli 84 anni, 1,5 punti. Sopra gli 85 anni, 2 punti. Ogni vittima in famiglia, 5 punti. Il problema sarà la gestione della graduatoria tra persone già esasperate da quattro mesi di attesa. Anche perché non sono ancora cominciate le riparazioni delle case danneggiate. Nemmeno quelle di categoria A con preventivi sotto i 10 mila euro. Un po' perché la terra continua a tremare, ma soprattutto perché su norme e risarcimenti è il caos. "In questa situazione", dichiara Paolo De Santis, presidente dell'Ordine degli ingegneri de L'Aquila, "neppure a Natale partirà la ricostruzione. La gente è confusa e impaurita perché deve anticipare i soldi. Anche i professionisti hanno molti dubbi sulle ordinanze. E le imprese, in questo clima di incertezza, vogliono prima i soldi, poi cominciano i lavori. Ma le istituzioni, a partire dalla Protezione civile, rifiutano ogni tipo di confronto". Il sottosegretario Guido Bertolaso, dopo aver imposto le sue decisioni a colpi di ordinanza, se la prende con i Comuni: "Le altre amministrazioni e i cittadini si devono impegnare per affrontare i problemi e risolverli", ha detto qualche giorno fa alla riapertura della strada per la funivia del Gran Sasso. Adesso che sta montando la rabbia, c'è aria di scaricabarile. Tanto che il sindaco, Massimo Cialente, a capo di una giunta di centrosinistra, ripropone il suo piano alternativo, cassato in aprile dalla coppia B&B: "Bisogna accettare l'idea delle case mobili e anche reperire alloggi sfitti", dice Cialente. Gli appartamenti liberi in città e provincia sarebbero un migliaio. "Il problema è che i numeri delle case di classe E, gravemente danneggiate o da demolire, sono peggiori di quanto si pensasse. Sono il 78 per cento nel centro storico", racconta il sindaco, "e nelle frazioni come San Gregorio, il 90 per cento". Il 10 agosto è scaduto il termine per partecipare alla graduatoria a punti ed ora si farà un nuovo censimento. Il Comune de L'Aquila ha già stimato 10 mila famiglie con la casa distrutta: di queste 3.900 andranno entro dicembre nei miniappartamenti costruiti dalla Protezione civile, mille forse negli alloggi sfitti (ancora da censire). Ne restano da sistemare cinquemila. Più altre 10-12 mila che hanno subito danni oltre i diecimila euro (classe B e C) e devono attendere la ristrutturazione. Ammesso che le continue scosse non costringano fuori di casa anche le altre diecimila famiglie che hanno subito pochi danni.

lunedì 28 settembre 2009

sabato 26 settembre 2009

Mathis Wakernagel, the Overshoot Day

Esiste un orologio delle risorse della Terra. Quest'anno la lancetta si è fermata al 25 settembre, l'Overshoot Day. E' il giorno dell'anno in cui abbiamo usato tutte le risorse rigenerabili a partire dal primo gennaio 2009. La Terra è diventata un oggetto di consumo da luogo magico della nostra vita. Il blog ha intervistato Mathis Wakernagel, l'inventore dell'impronta ecologica, , l'indice che misura la richiesta umana nei confronti della natura. Wakernagel è uno dei testimoni del documentario: "Terra reloaded".

"Buongiorno, sono Mathis Wackernagel, presidente della Global Footprint Network. Siamo un centro studi internazionale con sede a Oakland, Brussel e Zurigo dove collaboriamo con circa 100 partner per portare il tema dei limiti ecologici all’interno dei centri decisionali. Oggi 25 settembre 2009, ndr) è un giorno speciale, è l’Overshoot Day, "la giornata del debito ecologico".
Cosa significa? Tutte le risorse che abbiamo consumato come umanità, comunque le consideriamo, a partire dal primo gennaio 2009 fino ad oggi sono tutte quelle che il pianeta Terra può rigenerare nel corso del 2009. Abbiamo utilizzato per intero il budget 2009 e per il resto dell’anno dovremo indebitarci. Cosa possiamo fare con questa informazione? In un certo senso è un po’ come disporre di informazioni sul tuo conto corrente bancario. Se spendi più di quello che guadagni per un arco temporale considerevole, prima o poi finisci in bancarotta. Non è diverso con le risorse naturali. Se continuiamo con questo processo, prima o poi finiremo in bancarotta ecologica. Che è più difficile da affrontare della bancarotta economica. Perché le banconote si possono stampare, le risorse naturali no.
Cosa possiamo fare? La prima cosa è considerare i processi ecologici importanti tanto quanto quelli economici e riconsiderare il modo in cui spendiamo le risorse e le amministriamo. La maggior parte delle nostre politiche si fonda sulla domanda: “come possiamo incrementare le attività economiche, quale che sia il costo in termini di risorse necessario?”. Semplicemente ipotizziamo di consumare una quantità sempre maggiore di risorse, ogni anno. Dobbiamo trovare un modo di mantenere il nostro benessere utilizzando esclusivamente le risorse che la Terra è in grado di produrre.
Come facciamo? Dobbiamo prestare maggiore attenzione al modo in cui costruiamo le città. Solo un esempio. Siena, in Italia, che ha una buona qualità della vita, usa circa un terzo delle risorse per persona rispetto a Houston, Texas. È certamente un primo passo. E personalmente, preferirei vivere a Siena piuttosto che a Houston. Il modo in cui costruiamo le città determina in modo sostanziale il modo in cui utilizziamo le risorse. Ciononostante, se tutti vivessimo come si vive a Siena, ci vorrebbero tre pianeti Terra per sostenere questo stile di vita per ciascun abitante del mondo.
Cos’altro possiamo fare? Naturalmente dobbiamo sostenere e spronare i nostri governi per essere molto più pro-attivi in materia di cambiamenti climatici. Le emissioni di CO2 contribuiscono per circa il 50% all’impronta ecologica dell’umanità. Per paesi come l’Italia, molti altri paesi industrializzati, le emissioni di C02 sono responsabili del 70% dell’impronta ecologica del Paese. Se saremo in grado di ridurre drasticamente le emissioni di C02 – e gli scienziati chiedono di ridurre dell’80% le emissioni entro l’anno 2050 – colpiremo anche il problema dello sforamento. La cosa difficile è gestire questa sfida senza spostare il problema altrove. I biocarburanti, per esempio, potrebbero ridurre le emissioni di C02, ma produrrebbero un enorme impatto in altri contesti, come le foreste vergini e le foreste tropicali per la produzione di olio di palma. Dobbiamo affrontare il problema e non semplicemente spostarlo altrove.
Ci sono grandi opportunità per i nostri governanti per siglare accordi importanti. La prima è quella di questa settimana a New York, l’assemblea ONU per la settimana del clima, dove molti leader e diplomatici si sono riuniti per preparare l’incontro di Copenhagen di dicembre, sul quale abbiamo grandi aspettative. L’altra è l’incontro del G20 di Pittsburgh, sempre in questi giorni, dove ci si troverà per preparare l'agenda di Copenhagen (incontro mondiale sui cambiamenti climatici).
È probabile che molti di noi resteranno delusi dagli accordi che si prenderanno a Copenhagen perché potrebbero essere non sufficientemente forti. Nel qual caso saremo chiamati a reagire con ancor maggior forza. In un mondo senza un accordo di Copenhagen forte, si avrà maggior confusione e disordine. I paesi dovranno attrezzarsi ancor più velocemente alla ristrettezza di risorse. Viviamo nella speranza che altri agiscano al nostro posto. Ma in un mondo che sfora continuamente il bilancio ecologico, se noi cittadini non siamo pronti a vivere in modo efficiente saremo noi a soffrire per la scarsità di risorse. Dobbiamo quindi agire localmente, sia nel caso Copenhagen produca accordi forti, sia in caso contrario.
Un’altra cosa che possiamo fare è conteggiare. Così come teniamo conto dei movimenti del nostro conto in banca, ogni nazione dovrebbe tener traccia dell’ammontare di risorse biologiche disponibili nel Paese, di quante ne vengono sottratte e di quante ne vengono utilizzate.
Se desiderate conoscere la dimensione della vostra impronta ecologica, visitate il nostro sito. L’Italia non è rappresentata, ma c’è la Svizzera, simile all’Italia, e potete fare il test in Italiano. Andate su www.footprintnetwork.org/calculators e sarete in grado di conoscere la dimensione della vostra impronta ecologica."

Dell'Utri annullato ad Isola della Scala, 1-0

http://www.youtube.com/watch?v=6qSwMBcWGZs
Il video.

Non so come scriverlo perché non sono abituato alle vittorie. Certo, mi sono sempre esposto, sempre messo in mezzo ai più grandi scandali locali e non, ma di bandiere bianche avversarie non ne avevo mai viste. La storia è nota, la fine inimmaginabile. Tutto comincia quando Marcello Dell’Utri viene invitato alla Fiera del Riso di Isola della Scala (VR) per presentare i suoi diari-bigiotteria di Benito Mussolini. Prima ancora che nascesse il polverone, avevo scritto una lettera al presidente della Provincia di Verona, Giovanni Miozzi, che è anche sindaco di Isola, e per conoscenza all’Ente Fiera, che ha come socio unico proprio il Comune. Tra le altre cose, avevo scritto: le chiedo, in virtù della mia buona fede, del mio disinteresse e della fiducia che ho in lei, di annullare l’evento con Marcello Dell’Utri e sostituirlo con la presentazione di un volume sull’antimafia, che i visitatori gradiranno senz’altro di più. Glielo chiedo nel nome di chi oggi non c’è più per aver combattuto quella mafia che Dell’Utri, stando alle sentenze, ha favorito. Da quel giorno altre persone hanno intasato la casella mail di Miozzi con una lettera standard e hanno creato un gruppo su Facebook che ha raggiunto più di 450 iscritti che promettevano manifestazioni di protesta e contestazioni che avrebbero turbato la tranquillissima fiera ormai evento importantissimo in provincia. Ebbene ieri l’Ente Fiera ha deciso di annullare l’evento a causa delle proteste per la presenza del condannato per concorso esterno. Una vittoria straordinaria che non so quanti precedenti abbia. Dell’Utri non ha potuto contaminare Isola della Scala perché la gente non ha voluto, nonostante dai cosiddetti partiti d’opposizione non sia levato nemmeno un accenno di protesta; non puoi, tu bue, dare del cornuto all’asino. Io non so che peso abbia avuto la mia lettera e le nostre lettere e non mi importa. Ma il risultato, ossia la sconfitta senza appello di Dell’Utri a causa di una insurrezione popolare, è un primo esaltante punto di partenza perché al nord si capisca che la gente non tollererà appuntamenti e incontri con persone colluse con la mafia. Scriverò una mail al senatore Dell’Utri, e nel testo ci sarà scritto soltanto: «1-0».

venerdì 25 settembre 2009

Ecco la classifica dei grandi inquinatori difesi dal Premier all'Ue

ROMA, 25 settembre 2009 –
Silvio Berlusconi ha cercato di trattare con l‘Unione Europea per ottenere maggiori quote di Co2. Greenpeace spiega perché e fa i nomi di chi c’è dietro questa mossa. L’associazione ambientalista pubblica oggi in esclusiva la classifica 2009 delle emissioni di gas serra dei maggiori gruppi industriali in Italia soggetti alla direttiva europea sull’Emission Trading, il sistema europeo di scambio della CO2. La classifica di Greenpeace mostra chiaramente chi rispetta le regole e chi no. Per il terzo anno consecutivo, l’Enel guadagna il primo posto tra i “grandi inquinatori”.

“Complessivamente le industrie italiane hanno superato i permessi di emissione per nove milioni di tonnellate di CO2, ma bisogna fare dei distinguo - spiega Francesco Tedesco, responsabile campagna energia e clima di Greenpeace. - Lo sforamento si deve solamente ai settori del termoelettrico e della raffinazione. Altri settori, invece, hanno rispettato i tetti”.

Enel si conferma il primo “grande inquinatore” con oltre 44 milioni di tonnellate di CO2. Circa un terzo delle emissioni del gruppo si deve all’impianto di Brindisi, la più grande centrale a carbone in Italia nonché primo impianto per emissioni di gas serra, con 14,9 milioni di tonnellate. In totale l’industria italiana ha emesso nel 2008 circa 220 milioni di tonnellate di CO2, registrando una riduzione netta di sei milioni di tonnellate rispetto al 2007, probabile conseguenza della crisi.

“Sebbene questo risultato sia positivo, la politica energetica dell’Italia- denuncia Tedesco - va nella direzione opposta alla riduzione delle emissioni di CO2”. Recentemente il Governo ha infatti rilasciato autorizzazione per tre nuove centrali a carbone che faranno aumentare le emissioni dell’Italia di ulteriori 30 milioni di tonnellate. Una strategia che porterà l’Italia fuori dagli obiettivi europei al 2020, e a sostenere il peso delle conseguenti sanzioni.

“Il governo autorizza nuove centrali a carbone e poi chiede all’Europa di rinegoziare gli impegni presi- osserva Tedesco - si tratta di un comportamento ipocrita per difendere gli interessi di gruppi industriali che non hanno alcuna intenzione ad avviare una rivoluzione energetica pulita, ma continuare a inquinare come se niente fosse. A risentirne, a pochi giorni dal vertice delle Nazioni Unite sul clima, è ancora una volta l’immagine dell’Italia a livello internazionale”.

Oltre alla classifica dei gruppi industriali, i dati di Greenpeace mostrano anche quali sono gli impianti più inquinanti in termini di CO2. Al fianco della centrale Enel di Brindisi, anche l’ILVA di Taranto e gli stabilimenti dell’Edison, sempre a Taranto.

Link classifica dei grandi Inquinatori 2009

Travaglio: Salvate il soldato Dell’Utri


di Marco Travaglio, da l'Espresso, 25 settembre 2009



“Nei processi non patteggiate mai, non parlate mai e fate passare più tempo possibile: magari intanto muore il pm, o il giudice, o un testimone...”. Così dieci anni fa Marcello Dell’Utri erudiva i colleghi imputati e i discepoli in un circolo delle Marche. Aveva appena patteggiato 2 anni e mezzo definitivi in Cassazione per false fatture e frode fiscale. Poi se n’era pentito e aveva licenziato i suoi avvocati. I fatti successivi gli han dato ragione. Da allora ha subìto vari processi: estorsione, calunnia aggravata, mafia. Ma ad oggi non ha riportato condanne definitive (gliene basterebbe una sola per superare i 3 anni di cumulo-pena e finire in carcere).

Tirare in lungo, a dispetto dei programmi e proclami del Pdl per una giustizia più rapida, gli è convenuto parecchio. Il processo di Milano che lo vedeva imputato per estorsione insieme al boss Vincenzo Virga s’è chiuso dopo due condanne, un annullamento in Cassazione e una nuova sentenza d’appello che ha riformulato l’accusa in “minaccia grave”, ormai caduta in prescrizione. L’appello a Palermo per concorso esterno in mafia ha appena imboccato una fulminea dirittura d’arrivo, con l’incredibile rifiuto della Corte di ammettere le nuove prove emerse dal fronte Ciancimino (compresa le lettere che Provenzano avrebbe scritto a Berlusconi per fargliele recapitare da Dell’Utri): il presidente Guido Dell’Acqua ha una gran fretta di raggiungere il Tribunale di Caltanissetta, dov’è stato promosso. E, a furia di “far passare più tempo possibile”, rischia addirittura di evaporare in zona Cesarini l’appello del “Dell’Utri-bis”, in corso a Palermo per un presunto complotto di falsi pentiti che l’onorevole imputato avrebbe imbeccato per calunniare i veri pentiti che accusano lui. In primo grado Dell’Utri era stato generosamente assolto. In appello però s’è imbattuto in un presidente inflessibile: Salvatore Scaduti, giudice conservatore di Magistratura Indipendente, celebre per aver ribaltato in appello le assoluzioni di Andreotti (prescrizione per il reato commesso fino al 1980) e Contrada (condanna a 9 anni). Sentenze inossidabili, poi confermate in Cassazione. Ora anche Dell’Utri rischia grosso. Ma, proprio in extremis, Scaduti è stato nominato consulente della commissione Antimafia. Se il Csm desse l’ok alla sua nomina, collocandolo subito fuori ruolo, il processo ripartirebbe da zero e riposerebbe in pace grazie alla solita prescrizione.

A rendere più imbarazzante il tutto, c’è un dettaglio: a proporre Scaduti all’Antimafia è stato il Pdl. Cioè il partito di Dell’Utri e di alcuni suoi avvocati. Scaduti, per la sua carriera, merita questa e altre promozioni. Ma, per un’esigenza di giustizia e per risparmiargli inutili malignità, il Csm dovrebbe autorizzarla a condizione che, prima, il giudice concluda il suo lavoro. Altrimenti si consacrerebbe una singolare versione dell’antico “promoveatur ut amoveatur”: l’imputato fa promuovere il suo giudice per far saltare il suo processo.

Salviamo il soldato Berlusconi





Forse l’Italia è l’unico paese al mondo dove non c’è un limite a tutto. Infatti, mentre passa anche lo scudo fiscale al falso in bilancio, qualcuno rilancia una vecchia proposta (datata 2002) di assegnare a Silvio il Nobel per la pace. Il piduista di Arcore dopo aver ridotto la democrazia italiana – grazie ad un’opposizione balbuziente – un involucro vuoto la spara ancora grossa: “Con il voto dell’intero Parlamento in Afghanistan e nei vari teatri di azione restiamo per contribuire alla pace e alla lotta al terrorismo internazionale”. Ne prendiamo atto. Ma che strano in Guerra non c’è la progenie del presidente Berlusconi, dei membri del governo e dei parlamentari. Perché gli onorevoli italiani non mandano i propri figli a combattere? Potrebbero arruolarsi e andare laggiù nei “teatri di azione”, a dare un a mano. La casta avrebbe dovuto spedire gli affezionati pargoli per primi, giusto per dare il buon esempio. Non vi pare? Allora, incoraggiamo gli onorevoli. Se sono per la guerra, la sostengano concretamente. In realtà sono quasi sempre i figli del Sud a trovarsi regolarmente in trincea quando c’è da difendere a costo della propria vita i privilegi del sistema. Poveri diavoli. indossano la divisa per tirare a campare e tutelano i privilegi dei potenti. Dopo il funerale della giustizia eccoci a quello delle notizie. Una delle caratteristiche fondamentali della dittatura è il monopolio dell’informazione. Ormai se una cosa non appare in tv non esiste. “Disobbedienti invece che pacifisti” ordina l’unto del signore al 90 per cento dei media tricolore. E poi come potente arma di distrazione di massa funziona sempre il calcio (da qualche stagione a pagamento). E lì in tanti maschietti a rincoglionirsi definitivamente. Allora aveva ragione il maestro Enzo Biagi: Berlusconi è un politico d’accatto” e merita un premio.

giovedì 24 settembre 2009

Berlusconi premio Nobel per la pace?


Il tesserato P2 N° 1816, insieme al suo portavoce Fabrizio Cicchitto N° tessera 2232,
in carica al governo italiano, desidera avere il Premio Nobel?
Dopo ave aderito a questo programma?:


Il Testo del documento sotto riportato è stato ritrovato e sequestrato nel 1982 alla figlia di Licio Gelli, gran maestro della loggia P2, assieme al memorandum sulla situazione politica in Italia.
Pubblicato in: Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia massonica P2 IX Legislatura Allegati alla relazione serie II: documentazione raccolta dalla Commissione Volume terzo Documenti citati nelle relazioni Tomo VII-bis, Doc. XXIII n. 2-quater/3/VII-bis, pp611-625.

PREMESSA

1) L’ aggettivo democratico sta a significare che sono esclusi dal presente piano ogni movente od intenzione anche occulta di rovesciamento del sistema
2) il piano tende invece a rivitalizzare il sistema attraverso la sollecitazione di tutti gli istituti che la Costituzione prevede e disciplina, dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla stampa, ai sindacati, ai cittadini elettori.
3) Il piano si articola in una sommaria indicazione di obiettivi, nella elaborazione di procedimenti – anche alternativi – di attuazione ed infine nell’elencazione di programmi a breve, medio e lungo termine.
4) Va anche rilevato, per chiarezza, che i programmi a medio e lungo termine prevedono alcuni ritocchi alla Costituzione successivi al restauro delle istituzioni fondamentali.

OBIETTIVI

1) Nell’ordine vanno indicati:

a) i partiti politici democratici, dal PSI al PRI, dal PSDI alla DC al PLI (con riserva di verificare la Destra Nazionale)
b) la stampa, escludendo ogni operazione editoriale, che va sollecitata al livello di giornalisti attraverso una selezione che tocchi soprattutto: Corriere della Sera, Giorno, Giornale, Stampa, Resto del Carlino, Messaggero, Tempo, Roma, Mattino, Gazzetta del Mezzogiorno, Giornale di Sicilia, per i quotidiani; e per i periodici: Europeo, Espresso, Panorama, Epoca, Oggi, Gente, Famiglia Cristiana. La RAI-TV va dimenticata.
c) i sindacati, sia confederali CISL e UIL, sia autonomi, nella ricerca di un punto di leva per ricondurli alla loro naturale funzione anche al prezzo di una scissione e successiva costituzione di una libera associazione dei lavoratori;
d) il Governo, che va ristrutturato nella organizzazione ministeriale e nella qualità degli uomini da proporre ai singoli dicasteri;
e) la magistratura, che deve essere ricondotta alla funzione di garante della corretta e scrupolosa applicazione delle leggi;
f) il Parlamento, la cui efficienza e’ subordinata al successo dell’operazione sui partiti politici, la stampa e i sindacati.

2) Partiti politici, stampa e sindacati costituiscono oggetto di sollecitazioni possibili sul piano della manovra di tipo economico finanziario. La disponibilità di cifre non superiori a 30 o 40 miliardi sembra sufficiente a permettere ad uomini di buona fede e ben selezionati di conquistare le posizioni chiave necessarie al loro controllo.
Governo, Magistratura e Parlamento rappresentano invece obiettivi successivi, accessibili soltanto dopo il buon esito della prima operazione, anche se le due fasi sono necessariamente destinate a subire intersezioni e interferenze reciproche, come si vedrà in dettaglio in sede di elaborazione dei procedimenti.

3) Primario obiettivo e indispensabile presupposto dell’operazione e’ la costituzione di un club (di natura rotariana per l’etereogenità dei componenti) ove siano rappresentati, ai migliori livelli, operatori, imprenditoriali e finanziari, esponenti delle professioni liberali, pubblici amministratori e magistrati, nonché pochissimi e selezionati uomini politici, che non superi il numero di 30 o 40 unità. Gli uomini che ne fanno parte debbono essere omogenei per modo di sentire, disinteresse, onestà e rigore morale, tali cioè da costituire un vero e proprio comitato di garanti rispetto ai politici che si assumeranno l’onere dell’attuazione del piano e nei confronti delle forze amiche nazionali e straniere che lo vorranno appoggiare. Importante e’ stabilire subito un collegamento valido con la massoneria internazionale.

PROCEDIMENTI

1) Nei confronti del mondo politico occorre:
a) selezionare gli uomini – anzitutto – ai quali può essere affidato il compito di promuovere la rivitalizzazione di ciascuna rispettiva parte politica (per il PSI, ad esempio, Mancini, Mariani e Craxi; per il PRI: Visentini e Bandiera; per il PSDI: Orlandi e Amidei; per la DC: Andreotti, Piccoli, Forlani, Gullotti e Bisaglia; per il PLI: Cottone e Quilleri; per la Destra Nazionale (eventualmente): Covelli);
b) in secondo luogo valutare se le attuali formazioni politiche sono in grado di avere ancora la necessaria credibilità esterna per ridiventare validi strumenti di azione politica;
c) in caso di risposta affermativa, affidare ai prescelti gli strumenti finanziari sufficienti -con i dovuti controlli- a permettere loro di acquisire il predominio nei rispettivi partiti;
d) in caso di risposta negativa usare gli strumenti finanziari stessi per l’immediata nascita di due movimenti: l’uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI-PSDI-PRI-Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l’altro sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali, e democratici della Destra Nazionale). Tali movimenti dovrebbero essere fondati da altrettanti clubs promotori composti da uomini politici ed esponenti della società civile in proporzione reciproca da 1 a 3 ove i primi rappresentino l’anello di congiunzione con le attuali parti ed i secondi quello di collegamento con il mondo reale. Tutti i promotori debbono essere inattaccabili per rigore morale, capacità, onestà e tendenzialmente disponibili per un’azione politica pragmatistica, con rinuncia alle consuete e fruste chiavi ideologiche. Altrimenti il rigetto da da parte della pubblica opinione e’ da ritenere inevitabile.

2) Nei confronti della stampa (o, meglio, dei giornalisti) l’impiego degli strumenti finanziari non può, in questa fase, essere previsto nominativamente. Occorrerà redigere un elenco di almeno 2 o 3 elementi, per ciascun quotidiano o periodico in modo tale che nessuno sappia dell’altro. L’azione dovrà essere condotta a macchia d’olio, o, meglio, a catena, da non più di 3 o 4 elementi che conoscono l’ambiente. Ai giornalisti acquisti dovrà essere affidato il compito di “simpatizzare” per gli esponenti politici come sopra prescelti in entrambe le ipotesi alternative 1c e 1d.
In un secondo tempo occorrerà:
a) acquisire alcuni settimanali di battaglia;
b) coordinare tutta la stampa provinciale e locale attraverso una agenzia centralizzata;
c) coordinare molte TV via cavo con l’agenzia per la stampa locale;
d) dissolvere la RAI-TV in nome della libertà di antenna ex art. 21 Costit.

3) Per quanto concerne i sindacati la scelta prioritaria e’ fra la sollecitazione alla rottura, seguendo cioè le linee già esistenti dei gruppi minoritari della CISL e maggioritari dell’UIL, per poi agevolare la fusione con gli autonomi, acquisire con strumenti finanziari di pari entità i più disponibili fra gli attuali confederati allo scopo di rovesciare i rapporti di forza all’interno dell’attuale trimurti.
Gli scopi reali da ottenere sono:
a) restaurazione della libertà individuale, nelle fabbriche e aziende in genere per consentire l’elezione dei consigli di fabbrica, con effettive garanzie di segretezza del voto;
b) ripristinare per tale via il ruolo effettivo del sindacato di collaboratore del fenomeno produttivo in luogo di quello legittimamente assente di interlocutore in vista di decisioni politiche aziendali e governative.
Sotto tale profilo, la via della scissione e della successiva integrazione con gli autonomi sembra preferibile anche ai fini dell’incidenza positiva sulla pubblica opinione di un fenomeno clamoroso come la costituzione di un vero sindacato che agiti la bandiera della libertà di lavoro e della tutela economica dei lavoratori. Anche in termini di costo e’ da prevedere un impiego di strumenti finanziari di entità inferiori all’altra ipotesi.

4) Governo Magistratura e Parlamento

a) selezionare gli uomini – anzitutto – ai quali può essere affidato il compito di promuovere la rivitalizzazione di ciascuna rispettiva parte politica (Per il PSI, ad esempio Mancini, Mariani e Craxi; per il PRI: Visentini e Bandiera; per il PSDI: Orlandi e Amidei; per la DC: Andreotti, Piccoli, Forlani, Gullotti e Bisaglia; per il PLI: Cottone e Quilleri; per la Destra Nazionale (eventualmente): Covelli);
b) in secondo luogo valutare se le attuali formazioni politiche sono in grado di avere ancora la necessaria credibilità esterna per ridiventare validi strumenti di azione politica;
c) in caso di risposta affermativa, affidare ai prescelti gli strumenti finanziari sufficienti – con i dovuti controlli – a permettere loro di acquisire il predominio nei rispettivi partiti;
d) in caso di risposta negativa usare gli strumenti finanziari stessi per l’immediata nascita di due movimenti: l’uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI – PSDI – PRI – Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l’altro sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali, e democratici della Destra Nazionale). Tali movimenti dovrebbero essere fondati da altrettanti clubs promotori composti da uomini politici ed esponenti della società civile in proporzione reciproca da 1 a 3 ove i primi rappresentino l’anello di congiunzione con le attuali parti ed i secondi quello di collegamento con il mondo reale. Tutti i promotori debbono essere inattaccabili per rigore morale, capacità, onestà, e tendenzialmente disponibili per un’azione politica pragmatica, con rinuncia alle consuete e fruste chiavi ideologiche. Altrimenti il rigetto da parte della pubblica opinione e’ da ritenere inevitabile.
PROGRAMMI

Per programmi si intende la scelta, in scala di priorità, delle numerose operazioni in forma di:
a) azioni di comportamento politico ed economico;
b) atti amministrativi (di Governo);
c) atti legislativi; necessari a ribaltare – in concomitanza con quelli descritti in materia di procedimenti – l’attuale tendenza di disfascimento delle istituzione e, con essa, alla disottemperanza della Costituzione i cui organi non funzionano più secondo gli schemi originali. Si tratta, in sostanza, di “registrare” – come nella stampa in tricromia – le funzioni di ciascuna istituzione e di ogni organo relativo in modo che i rispettivi confini siano esattamente delimitati e scompaiano le attuali aree di sovrapposizione da cui derivano confusione e indebolimento dello Stato.
A titolo di esempio, si considerano due fenomeni:
1) lo spostamento dei centri di potere reale dal Parlamento ai sindacati ed al Governo ai padronati multinazionali con i correlativi strumenti di azione finanziaria. Sarebbero sufficienti una buona legge sulla programmazione che rivitalizzi il CNEL e una nuova struttura dei Ministeri accompagnate da norme amministrative moderne per restituire ai naturali detentori il potere oggi perduti;
2) l’involuzione subita dalla scuola negli ultimi 10 anni quale risultante di una giusta politica di ampliamento dell’area di istruzione pubblica, non accompagnata però dalla predisposizione di corpi docenti adeguati e preparati nonché dalla programmazione dei fabbisogni in tema di occupazione.
Ne e’ conseguente una forte e pericolosa disoccupazione intellettuale – con gravi deficienze invece nei settori tecnici nonché la tendenza a individuare nel titolo di studio il diritto al posto di lavoro. Discende ancora da tale stato di fatto la spinta all’egualitarismo assolto (contro la Costituzione che vuole tutelare il diritto allo studio superiore per i più meritevoli) e, con la delusione del non inserimento, il rifugio nella apatia della droga oppure nell’ideologia dell’eversione anche armata. Il rimedio consiste: nel chiudere il rubinetto del preteso automatismo: titolo di studio – posto di lavoro; nel predisporre strutture docenti valide; nel programmare, insieme al fenomeno economico, anche il relativo fabbisogno umano; infine nel restaurare il principio meritocratico imposto dalla Costituzione.
Sotto molti profili, la definizione dei programmi intersecherà temi e notazioni già contenute nel recente Messaggio del Presidente della Repubblica – indubbiamente notevole – quale diagnosi della situazione del Paese, tenendo, però, ad indicare terapie più che a formulare nuove analisi.
Detti programmi possono essere esecutivi – occorrendo – con normativa d’urgenza (decreti legge).
a) Emergenza a breve termine . Il programma urgente comprende, al pari degli altri provvedimenti istituzionali (rivolti cioè a “registrare” le istituzioni) e provvedimenti di indole economico-sociale.
a1) Ordinamento giudiziario: le modifiche più urgenti investono:
- la responsabilità civile (per colpa) dei magistrati;
- il divieto di nomina sulla stampa i magistrati comunque investiti di procedimenti giudiziari;
- la normativa per l’accesso in carriera (esami psicoattitudinali preliminari);
- la modifica delle norme in tema di facoltà libertà provvisoria in presenza dei reati di eversione – anche tentata – nei confronti dello Stato e della Costituzione, nonché di violazione delle norme sull’ordine pubblico, di rapina a mano armata, di sequestro di persona e di violenza in generale.
a2) Ordinamento del Governo
1 – legge sulla Presidenza del Consiglio e sui Ministeri (Cost. art. 95) per determinare competenze e numero (ridotto, con eliminazione o quasi dei Sottosegretari);
2 – legge sulla programmazione globale (Cost. art. 41) incentrata su un Ministero dell’economia che ingloba le attuali strutture di incentivazione (Cassa Mezz. – PPSS – Mediocredito Industria – Agricoltura), sul CNEL rivitalizzato quale punto d’incontro delle forze sociali e sindacali, imprenditoriali e culturali e su procedure d’incontro con il Parlamento e le Regioni;
3 – riforma dell’amministrazione (Cost. artt. 28 -97 – 98) fondato sulla teoria dell’atto pubblico non amministrativo, sulla netta separazione della responsabilità politica da quella amministrativa che diviene personale (istituzione dei Segretari Generali di Ministero) e sulla sostituzione del principio del silenzio-rifiuto con quello del silenzio-consenso;
4 – definizione della riserva di legge nei limiti voluti e richiesti espressamente dalla Costituzione e individuazione delle aree di normativa secondaria (regolamentare) in ispecie di quelle regionali che debbono essere obbligatoriamente limitate nell’ambito delle leggi cornice.

a3) Ordinamento del Parlamento
1) ripartizione di fatto, di competenze fra le due Camere (funzione politica alla CD e funzione economica al SR);
2) modifica (già in corso) dei rispettivi Regolamenti per ridare forza al principio del rapporto (Cost. art. 64) fra maggioranza-Governo da un lato, e opposizione, dall’altro, in luogo della attuale tendenza assemblearistica;
3) adozione del principio delle sessioni temporali in funzione di esecuzione del programma
governativo.

b) Provvedimenti economico-sociali

b1) abolizione della validità legale dei titoli di studio (per sfollare le università e dare il tempo di elaborare una seria riforma della scuola che attui i precetti della Costituzione);
b2) adozione di un orario unico nazionale di 7 ore e 30′ effettive (dalle 8,30 alle 17) salvi i turni necessari per gli impianti a ritmo di 24 ore, obbligatorio per tutte le attività pubbliche e private;
b3) eliminazione delle festività infrasettimanali e dei relativi ponti (salvo 2 giugno – Natale – Capodanno e Ferragosto) da riconcedere in un forfait di 7 giorni aggiuntivi alle ferie annuali di diritto;
b4) obbligo di attuare in ogni azienda ed organo di Stato i turni di festività – anche per sorteggio – in tutti i periodi dell’anno, sia per annualizzare l’attività dell’industria turistica, sia per evitare la “sindrome estiva” che blocca le attività produttive;
b5) revisione della riforma tributaria nelle seguenti direzioni:
1 – revisione delle aliquote per i lavoratori dipendenti aggiornandole al tasso di svalutazione 1973-76;
2 – nettizzazione all’origine di tutti gli stipendi e i salari delle P.A. (onde evitare gli enormi costi delle relative partite di giro);
3 – inasprimento delle aliquote sui redditi professionali e sulle rendite;
4 – abbattimento delle aliquote per donazioni e contributi a fondazioni scientifiche e culturali riconosciute, allo scopo di sollecitare l’autofinanziamento premiando il reinvestimento del profitto;
5 – alleggerimento delle aliquote sui fondi aziendali destinati a riserve, ammortamenti, investimenti e garanzie, per sollecitare l’autofinanziamento delle aziende produttive;
6 – reciprocità fra Stato e dichiarante nell’obbligo di mutuo acquisto ai valori dichiarati ed
accertati;
b6) abolizione della nominatività dei titoli azionari per ridare fiato al mercato azionario e
sollecitare meglio l’autofinanziamento delle aziende produttive;
b7) eliminazione delle partite di giro fra aziende di Stato ed istituti finanziari di mano pubblica in sede di giro conti reciprochi che si risolvono – nel gioco degli interessi – in passività inutili dello stesso Stato;
b8) concessione di forti sgravi fiscali ai capitali stranieri per agevolare il ritorno dei capitali dall’estero;
b9) costituzione di un fondo nazionale per i servizi sociali (case – ospedali – scuole – trasporti) da alimentare con:
1 – sovraimposta IVA sui consumi voluttuari (automobili – generi di lusso)
2 – proventi dagli inasprimenti ex b5)4;
3 – finanziamenti e prestiti esteri su programma di spesa;
4 – stanziamenti appositi di bilancio per investimenti;
5 – diminuzione della spesa corrente per parziale pagamento di stipendi statali superiori a L. 7.000.000 annui con speciali buoni del Tesoro al 9% non commerciabili per due anni. Tale fondo va destinato a finanziare un programma biennale di spesa per almeno 10.000 miliardi.
Le riforme di struttura relative vanno rinviate a dopo che sia stata assicurata la disponibilità dei fabbricati, essendo ridicolo riformare le gestioni in assenza di validi strumenti (si ricordino i guasti della riforma sanitaria di alcuni anni or sono che si risolvette nella creazione di 36.000 nuovi posti di consigliere di amministrazione e nella correlativa lottizzazione partitica in luogo di creare altri posti letto) Per quanto concerne la realizzabilità del piano edilizio in presenza della caotica legislazione esistente, sarà necessaria una legge che imponga alle Regioni programmi urgenti straordinari con termini brevissimi surrogabili dall’intervento diretto dello Stato; per quanto si riferisce in particolare all’edilizia abitativa, il ricorso al sistema dei comprensori obbligatori sul modello svedese ed al sistema francese dei mutui individuali agevolati sembra il metodo migliore per rilanciare questo settore che e’ da considerare il volano della ripresa economica;
b10) aumentare la redditività del risparmio postale elevando il tasso al 7%;
b11) concedere incentivi prioritari ai settori:
I – turistico
II – trasporti marittimi
III – agricolo specializzato (primizie zootecnia)
IV – energetico convenzionale e futuribile (nucleare – geotermico – solare)
V – industria chimica fine e metalmeccanica specializzata di trasformazione; in modo da
sollecitare investimenti in settori ad alto tasso di mano d’opera ed apportatori di valuta;
b12) sospendere tutte le licenze ed i relativi incentivi per impianti di raffinazione primaria del petrolio e di produzione siderurgica pesante.

c) Pregiudiziale e’ che oggi ogni attività secondo quanto sub a) e b) trovi protagonista e gestore un Governo deciso ad essere non già autoritario bensì soltanto autorevole e deciso a fare rispettare le leggi esistenti. Così e’ evidente che le forze dell’ordine possono essere mobilitate per ripulire il paese dai teppisti ordinari e pseudo politici e dalle relative centrali direttive soltanto alla condizione che la Magistratura li processi e condanni rapidamente inviandoli in carceri ove scontino la pena senza fomentare nuove rivolte o condurre una vita comoda. Sotto tale profilo, sembra necessario che alle forze di P.S. sia restituita la facoltà di interrogatorio d’urgenza degli arrestati in presenza dei reati di eversione e tentata eversione dell’ordinamento, nonché di violenza e resistenza alle forze dell’ordine, di violazione della legge sull’ordine pubblico, di sequestro di persona, di rapina a mano armata e di violenza in generale.

d) Altro punto chiave è l’immediata costituzione di una agenzia per il coordinamento della stampa locale (da acquisire con operazioni successive nel tempo) e della TV via cavo da impiantare a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese. E’ inoltre opportuno acquisire uno o due periodici da contrapporre a Panorama, Espresso, Europeo sulla formula viva “Settimanale”.

MEDIO E LUNGO TERMINE

Nel presupposto dell’attuazione di un programma a breve termine come sopra definito, rimane da tratteggiare per sommi capi un programma a medio e lungo termine con l’avvertenza che mentre per quanto riguarda i problemi istituzionali è possibile fin d’ora formulare ipotesi concrete, in materia di interventi economico-sociali, salvo per quel che attiene pochissimi grandi temi, è necessario rinviare nel tempo l’elencazione di problemi e relativi rimedi.
a) Provvedimenti istituzionali
a1) Ordinamento Giudiziario
I – unità del Pubblico Ministero (a norma della Costituzione – articoli 107 e 112 ove il P.M. e’ distinto dai giudici);
II – responsabilità del Guardasigilli verso il Parlamento sull’operato del P.M. (modifica costituzionale);
III – istruzione pubblica dei processi nella dialettica fra pubblica accusa e difesa di fronte ai giudici giudicanti, con abolizione di ogni segreto istruttorio con i relativi e connessi pericoli ed eliminando le attuali due fasi di istruzione;
IV – riforma del Consiglio Superiore della Magistratura che deve essere responsabile verso il Parlamento (modifica costituzionale);
V – riforma dell’ordinamento giudiziario per ristabilire criteri di selezione per merito delle promozioni dei magistrati, imporre limiti di età per le funzioni di accusa, separare le carriere requirente e giudicante, ridurre a giudicante la funzione pretorile;
VI – esperimento di elezione di magistrati (Costit. art. 106) fra avvocati con 25 anni di funzioni in possesso di particolari requisiti morali;
a2) Ordinamento del Governo
I – modifica della Costituzione per stabilire che il Presidente del Consiglio e’ eletto dalla Camera all’inizio di ogni legislatura e può essere rovesciato soltanto attraverso le elezioni del successore;
II – modifica della Costituzione per stabilire che i Ministri perdono la qualità di parlamentari;
III – revisione della legge sulla contabilità dello Stato e di quella sul bilancio dello Stato (per modificarne la natura da competenza in cassa);
IV – revisione della legge sulla finanza locale per stabilire – previo consolidamento del debito attuale degli enti locali da riassorbire in 50 anni – che Regioni e Comuni possono spendere al di là delle sovvenzioni statali soltanto i proventi di emissioni di obbligazioni di scopo (esenti da imposte e detraibili) e cioè relative ad opere pubbliche da finanziare, secondo il modello USA. Altrimenti il concetto di autonomia diviene di sola libertà di spesa basata sui debiti;
V – riforma della legge comunale e provinciale per sopprimere le province e ridefinire i compiti dei Comuni dettando nuove norme sui controlli finanziari;
a3) Ordinamento del Parlamento
I – nuove leggi elettorali, per la Camera, di tipo misto (uninominale e proporzionale secondo il modello tedesco) riducendo il numero dei deputati a 450 e, per il Senato, di rappresentanza di secondo grado, regionale, degli interessi economici, sociali e culturali, diminuendo a 250 il numero dei senatori ed elevando da 5 a 25 quello dei senatori a vita di nomina presidenziale, con aumento delle categorie relative (ex parlamentari – ex magistrati – ex funzionari e imprenditori pubblici – ex militari ecc.);
II – modifica della Costituzione per dare alla Camera preminenza politica (nomina del Primo Ministro) ed alla Senato preponderanza economica (esame del bilancio);
III – stabilire norme per effettuare in uno stesso giorno ogni 4 anni le elezioni nazionali, regionali e comunali (modifica costituzionale);
IV – stabilire che i decreti-legge sono inemendabili;
a4) Ordinamento di altri organi istituzionali
I – Corte Costituzionale: sancire l’incompatibilità successiva dei giudici a cariche elettive in enti pubblici; sancire il divieto di sentenze cosiddette attive (che trasformano la Corte in organo legislativo di fatto);
II – Presidente della Repubblica: ridurre a 5 anni il mandato, sancire l’ineleggibilità ed eliminare il semestre bianco (modifica costituzionale);
III – Regioni: modifica della Costituzione per ridurre il numero e determinarne i confini secondo criteri geoeconomici più che storici. Provvedimenti economico sociali.
b1) Nuova legislazione antiurbanesimo subordinando il diritto di residenza alla dimostrazione di possedere un posto di lavoro e un reddito sufficiente (per evitare che saltino le finanze dei grandi Comuni);
b2) Nuova legislazione urbanistica favorendo le città satelliti e trasformando la scienza urbanistica da edilizia in scienza dei trasporti veloci suburbani;
b3) nuova legislazione sulla stampa in senso protettivo della dignità del cittadino (sul modello inglese) e stabilendo l’obbligo di pubblicare ogni anno i bilanci nonché le retribuzioni dei giornalisti;
b4) unificazione di tutti gli istituti ed enti previdenziali ed assistenziali in un unico ente di sicurezza sociale da gestire con formule di tipo assicurativo allo scopo di ridurre i costi attuali;
b5) disciplinare e moralizzare il settore pensionistico stabilendo: il divieto del pagamento di pensioni prima dei 60 anni salvo casi di riconosciuta inabilità; il controllo rigido sulle pensioni di invalidità; l’eliminazione del fenomeno del cumulo di più pensioni;
b6) dare attuazione agli articoli 39 e 40 della Costituzione regolando la vita dei sindacati limitando il diritto di sciopero nel senso di:
I – introdurre l’obbligo di preavviso dopo aver spedito il concordato;
II – escludere i servizi pubblici essenziali (trasporti; dogane; ospedali e cliniche; imposte; pubbliche amministrazioni in genere) ovvero garantirne il corretto svolgimento;
III – limitare il diritto di sciopero alle causali economiche ed assicurare comunque la libertà di lavoro;
b7) nuova legislazione sulla partecipazione dei lavoratori alla proprietà azionaria delle imprese e sulla gestione (modello tedesco);
b8) nuova legislazione sull’assetto del territorio (ecologia, difesa del suolo, disciplina delle acque, rimboscamento, insediamenti umani);
b9) legislazione antimonopolio (modello USA);
b10) nuova legislazione bancaria (modello francese);
b11) riforma della scuola (selezione meritocratica – borse di studio ai non abbienti – scuole di Stato normale e politecnica sul modello francese);
b12) riforma ospedaliera e sanitaria sul modello tedesco.
c) Stampa – Abolire tutte le provvidenze agevolative dirette a sanare bilanci deficitari con onere del pubblico erario ed abolire il monopolio RAI-TV.
ORGANIGRAMMA

ECONOMIA E FINANZA

Governatore Banca d’Italia
Direttore Generale B.ca It.
Presidente IRI (e finanziarie dipendenti)
Dir. Gen. – ”
Presidente ENI (e finanziarie dipendenti)
Dir. Gen. ”
Presidente e Dir. Gen. Enti di gestione PP.SS. (EGAM-EFIM- Cinema – Terme)
Presidente Cassa Mezzog
Dir. Gen. ”
Presidente IMI
Dir. Gen. ”
Presidente Mediobanca
Dir. Gen. ”
Presidente Mediocredito Centrale
Dir. Gen. ”
Presidente ICIPU
Dir. Gen. ”
Presidente INA
Dir. Gen. ”
Presidente INPS
Dir. Gen. ”
Presidente INAM
Dir. Gen. ”
Presidente INADEL
Dir. Gen. ”

MAGISTRATURA

Primo Pres. Corte Cass.

Proc. Gener. ” ”

Avv. Gerer. ” ”

Pres. C.A.

Proc. Gen. C.A.

Pres. Trib.

Proc. Repubbl.

Cons. Istrutt. Bologna di:

Roma

Venezia

Torino

Milano

Firenze

Napoli

Bari

Catanzaro

Palermo

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Presidente Consiglio di Stato
Presidente Corte dei Conti
Procuratore Generale Corte dei Conti
Ragioniere generale dello Stato
Segretario Generale Ministero Affari Esteri
Segretario Generale Programmazione
Capo della Polizia
Direttore Generale FF.SS
Direttore Generale PP.TT
Direttore Generale ANAS
Direttore Generale Tesoro
Direttore Generale II.DD.
Direttore Generale II. Indiri.
Direttore Generale UTE
Direttore Generale fonti d’energia
Direttore Generale produzione industriale
Direttore Generale produzione industriale
Direttore Generale valute
Direttori Generali istruzione (elementare secondaria 1° grado superiore tecnica professionale universitaria)

CORPI MILITARI

Capo S.M. Difesa
Capo S.M. Esercito
Capo S.M. Marina
Capo S.M. Aeronautica
Com.te Arma CC.
Capo S.M. Guardia Fin.
Com ti Regioni Territoriali Eserc
Com.ti Zone Aeree
Com.ti Dipartim. Mil. Maritt.
Com.te Guardie PS
Com.te Guardie Forestali
Com.te Guardie Carcerarie
Com.te Sid.

tratto da www.loggiap2.com




Recently:
Le domande che il “senatur Bossi” avrebbe voluto ma che poi non ha mai posto a Silvio Berlusconi
Le “nostre” grandi aziende Italiane
Elenco parlamentari Indagati, condannati, arrestati, inquisiti, patteggiati, prescritti…
Berlusconi Silvio: Appartenenza alla loggia massonica P2 (Propaganda 2)
Signornò
Sentenza processo Dell’Utri
LOGGIA MASSONICA P2 (Propaganda 2): Programma – Piano di Rinascita
intervista del Times a Daniele Luttazzi
Libertà di stampa
Giulio Andreotti, il grande tessitore

Overshoot Day, da venerdì 25 settembre 2009 inizia il debito di risorse della Terra

pubblicato: mercoledì 23 settembre 2009 da Marina in: Internazionale Web&Blog Persone Agricoltura EcoComunicazione Alimentazione Acqua






Tra poco meno di 48 ore l’umanità sarà in debito con le risorse del Pianeta: inizieremo a dare fondo alle riserve perchè quanto prodotto nell’ultimo anno è stato già abbondantemente consumato.

Nel 2008 l’overshoot Day è caduto il 23 settembre, dunque quest’anno si è verificato un piccolo miglioramento di 48 ore che purtroppo non si rivela sufficiente. I dati, sono rilevati dal Global Foodprint Network, i cui calcoli si basano sulla media delle risorse sfruttate e sulla capacità di produzione.

Vi sono poche regole per migliorare la situazione. Scrive AltraBrescia:

Consumare meno, evitare gli sprechi dei paesi occidentali e ridistrubuire le risorse fra chi non ha nulla è l’unica strada possibile per salvare la Terra che oggi conosciamo e nella quale possiamo vivere. Negli ultimi decenni l’overshoot day è arrivato sempre più presto e gli esperti prevedono che, se non ci sarà un radicale cambiamento, nel 2050 questa data potrebbe arrivare addirittura in luglio. Ogni Paese ha la sua impronta ecologica che è ovviamente molto più elevata nei paesi occidentali con in testa gli Stati Uniti, mentre esistono Paesi che consumano molto meno di quanto la Terra possa dare in un anno ma purtroppo anche questi risentono inevitabilmente dell’impoverimento globale causato da altri. Ovviamente è fondamentale che ad un giusto sfruttamento della terra corrispondano delle buone condizioni di vita e questo sarebbe possibile in ogni Paese se solo la gestione delle risorse venisse fatta in modo consapevole, oculato, economicamente equo e nel rispetto della nostra casa: la Terra.


Grazie a Giulia Loglio di AltraBrescia per la segnalazione.

mercoledì 23 settembre 2009

Primarie dei cittadini 2.0: Stato e cittadini

Dopo "Il Fatto" giornale, nato oggi e presente in molte edicole ed in rete, si attende il prossimo natale.
Sarà la data del 4 ottobre 2009, che darà vita ad un nuovo movimento popolare, gestito dalla volontà dei cittadini.

Dal blog di Beppe Grillo:

Non siete stanchi di sentire solo nomi, gli stessi nomi? Nomi che si occupano della vostra vita, del vostro futuro? Senza un programma, senza nessun contatto con la realtà? Fini e lo psiconano. Bersanetor e boccon del prete Franceschini. Calderoli e Ghedini, gasparrisacconibrunetta, dalemaveltronilatorre. Una raccolta di figurine Panini del nulla in cui primeggia con le sue interviste lo zero assoluto, l'antimateria con il buco dentro: Azzurro Casini Caltagirone. Il cittadino è un separato in casa. Può solo assistere.
Il politico non ha stimmate o discendenza regale, non ha diritti divini per nascita, ma si comporta come se li avesse. Chi gestisce la cosa pubblica, a qualunque livello, deve essere uno di noi, un elettricista, una mamma, un contadino che, per un periodo sufficiente, ma non eterno, ci rappresenti. Poi deve ritornare alla sua attività.
La politica non è una professione. Il professionismo in politica genera mostri. Come Mastella e Violante, Fassino e la moglie Serafini. Le leggi e le strutture dello Stato sono tutte a favore dell'attuale oligarchia. Un vestito su misura. I partiti hanno occupato lo Stato. Si credono essi stessi lo Stato. Non sono solo una casta, ma esseri superiori che compaiono nelle nostre case attraverso la televisione tutte le sere. La loro immagine, grazie alla ripetizione continua, appartiene alla sfera della sacralità. Intoccabili, ingiudicabili, inguardabili.
Il 4 ottobre 2009 nascerà un Movimento di persone, in cui ogni persona avrà un peso, senza capibastone, mandamenti, sezioni, strutture provinciali, regionali, tessere, correnti. Sarà presentato il programma del Movimento in 7 punti: Energia, Salute,Trasporti, Economia, Informazione, Istruzione e Stato e cittadini. Oggi pubblico la proposta per Stato e cittadini per ricevere i vostri contributi.

STATO E CITTADINI
"L'organizzazione attuale dello Stato è burocratica, sovradimensionata, costosa, inefficiente. Il Parlamento non rappresenta più i cittadini che non possono scegliere il candidato, ma solo il simbolo del partito La Costituzione non è applicata. I partiti si sono sostituiti alla volontà popolare e sottratti al suo controllo e giudizio.

- Abolizione delle province
- Accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti
- Abolizione del Lodo Alfano
- Insegnamento della Costituzione ed esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico
- Riduzione a due mandati per i parlamentari e per qualunque altra carica pubblica
- Eliminazione di ogni privilegio particolare per i parlamentari, tra questi il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo
- Divieto per i parlamentari di esercitare un'altra professione durante il mandato
- Stipendio parlamentare allineato alla media degli stipendi nazionali
- Divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari (esempio: sindaco e deputato)
- Non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati
- Partecipazione diretta a ogni incontro pubblico da parte dei cittadini via web, come già avviene per Camera e Senato
- Abolizione delle Authority e contemporanea introduzione di una vera class action
- Referendum sia abrogativi che propositivi senza quorum
- Obbligatorietà della discussione parlamentare e del voto nominale per le leggi di iniziativa popolare
- Approvazione di ogni legge subordinata alla effettiva copertura finanziaria
- Leggi rese pubbliche on line almeno tre mesi prima delle loro approvazione per ricevere i commenti dei cittadini"

domenica 20 settembre 2009

Espresso - navi dei veleni, parla il collaboratore Francesco Fonti

CN24 | RELITTI E VELENI | Caso Cetraro. Loiero sbotta al Governo: subito la bonifica

CN24 | CETRARO | Relitti e veleni: in Calabria una "task force" del Governo

Navi dei veleni: le rivelazioni di Fonti aprono nuovi inquietanti scenari

Dalle dichiarazioni del pentito Francesco Fonti emergono intrecci tra politica, servizi segreti, faccendieri e malavita organizzata, su uno sfondo internazionale. WWF: “Invochiamo più coordinamento tra le Procure e uno scambio informazioni tra le Commissioni parlamentari competenti”.







La domanda che il WWF aveva posto pochi giorni fa, in occasione del ritrovamento della nave affondata al largo di Cetraro forse comincia a trovare una risposta: chi ha coperto per anni il traffico di rifiuti e l’affondamento delle navi dei veleni? Come è stato possibile per oltre 10 anni perseverare nell’inerzia istituzionale su queste vicende? Forse la risposta è nelle dichiarazioni del pentito Francesco Fonti, intervistato oggi dal settimanale L’Espresso, che da anni segue passo dopo passo la vicenda: nelle sue parole emergono intrecci tra politica, servizi segreti, faccendieri e malavita organizzata, su uno sfondo internazionale. Fatti gravissimi che stanno emergendo anche grazie all’impegno ed alla tenacia della Regione Calabria ed, in primis, dell’Assessore Greco.

Per il WWF, impegnato su questa vicenda da oltre 10 anni e costretto negli scorsi anni a difendersi in giudizio da pesanti richieste risarcitorie avanzate da armatori i cui nomi compaiono nelle dichiarazioni del pentito Fonti, finalmente è giunto il momento di creare: a) un coordinamento delle Procure della Repubblica che hanno promosso le varie inchieste sul traffico internazionale di rifiuti ed armi; b) uno scambio di informazioni sistematico e un coordinamento straordinario su questi temi tra la Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse, la Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare e il Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di stato, che non possono più lavorare a comparti stagni.

Il fatto che ci fossero inquietanti scenari istituzionali dietro il traffico di armi e di rifiuti e' cosa nota da tempo alla Commissione Bicamerale d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse e a livello governativo, come venne confermato già nel 2004 dall'allora Ministro per i Rapporti con il Parlamento, on. Carlo Giovanardi, che in risposta ad una interrogazione dichiaro' a proposito del traffico illecito internazionale di armi e rifiuti:

“Evidenti segnali di allarme si sono colti in alcune vicende giudiziarie da cui è emersa una chiara sovrapposizione tra queste attività illegali ed il traffico d’armi. (...) Numerosi elementi indicavano il coinvolgimento nel suddetto traffico di soggetti istituzionali di governi europei ed extraeuropei, nonché di esponenti della criminalità organizzata e di personaggi spregiudicati, tra cui il noto Giorgio Comerio, faccendiere italiano al centro di una serie di vicende legate alla Somalia ed alla illecita gestione degli aiuti della Direzione generale per la cooperazione e lo sviluppo”.

"Non si può sottovalutare l'allarme che suscitano queste rivelazioni e ancor di più i riscontri, in particolare riguardo alla contaminazione nucleare - ha dichiarato Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia - Chiediamo che si proceda ad uno stop alla superficiale politica di riapertura all'energia nucleare, condotta da parte del governo con disinformazione e senza un vero ed aperto dibattito. La connivenza di strutture pubbliche nel traffico dei rifiuti radioattivi, infatti, aumenta ancor di più il senso di insicurezza, che già suscita un'energia che oltre ad essere particolarmente costosa è anche altamente pericolosa. E rende ancora più incomprensibile una scelta che va contro la volontà della maggioranza degli italiani."

sabato 19 settembre 2009

Manipolazione della comunicazione

Invito tutti a cogliere informazioni in materia e studio della comunicazione, ( termini chiave ricerca google: manipolazione della informazione).
Questo può aiutare a costruirci dei filtri su quello che può essere l’informazione in genere, è di fondamentale importanza conoscere quali siano i meccanismi condizionanti, nel valutare le informazioni da parte dei media e persone in genere.
Questi meccanismi vanno a toccare i fili dell’emotività, cercando di controllarli a proprio favore,
l’intelligenza emotiva che, a vari livelli tutti noi possediamo, è uno strumento della nostra coscienza che dovremmo usare con attenzione, soprattutto in questa era di grande comunicazione mediatica.
Esistono cinque punti fermi per autocostruirsi un buon filtro:

Svincolarsi dalla gabbia della superficialità
Procedere per ipotesi
Essere aperto alla verifica
Cambiare il paradigma
Superare il pregiudizio

Se si possiede onestà intellettuale, la manipolazione comunicativa è a fin di bene, quindi può essere accettata per la sua finalità, cioè salvaguardare la salute emotiva del prossimo, in modo disinteressato verso la propria persona .
Purtroppo, chi possiede il potere in qualsiasi campo ed è a conoscenza di questi meccanismi, può usare questa tecnica a beneficio di vantaggi personali.
Questo pericolo esiste anche nel quotidiano delle nostre relazioni, sia nella sfera professionale , sentimentale e amicizie in genere.
Il segreto è nel pensare velocemente e parlare piano, chi possiede questo dono, può cadere nella tentazione manipolativa negativa, chi non ha questa caratteristica, occorre che prenda tempo, per valutare con i suoi tempi, qualsiasi tipo di decisione, molto importante è porsi e porre delle domande agli interlocutori.
Dare per scontato tutto quello che ci viene detto può essere un errore, nei casi più estremi può essere fatale.
Un blogger di particolare interesse, il quale spiega tali meccanismi, in particolare sul controllo delle masse nei sistemi democratici, si trova nel seguente link:

http://www.eccocosavedo.blogspot.com/


E’ un blog che tratta lo studio e l’attuazione di questi meccanismi di manipolazione sulle masse , che in percentuale molto alta, non sono abituate a pensare e valutare senza condizionamenti esterni, che inevitabilmente esistono, ma che occorrerebbe filtrare in modo adeguato.
HD

Verona si mobilita contro Dell'Utri



Ricevo e pubblico da Lino Pironato, e aggiungo un grazie a questi ragazzi:


SEGNALO LE INIZIATIVE CHE STANNO EMERGENDO NEL TERRITORIO CONTRO L'INVITO DI DELL'UTRI:


1. SCRIVI UN'EMAIL, lettera o fax di protesta al Presidente della Provincia nonché Sindaco di Isola della Scala Giovanni Miozzi ( presidente@provincia.vr.it Fax: 045 9288731 Telefono: 045 9288610 ; sindaco@comune-isola.it tel: 045/6631927 ) e per conoscenza al quotidiano l'Arena ( redazioneweb@larena.it ) e alla redazione di VRonline.it ( lp@vronline.it ) per tenerne il conto.

2. ORGANIZZIAMO UN DEGNO COMITATO DI RICEVIMENTO per questa serata con cartelli oppure a sandwich con su scritte le condanne di tale personaggio! Per informazioni e per partecipare contatat Nadia tel. 3929431836 email nadia.depaoli@tiscali.it .



UN FAC SIMILE DELLA LETTERA DA INVIARE
--------------------------------------

Alla cortese att.ne del
Presidente della Provincia di Verona e Sindaco di Isola della Scala GIOVANNI MIOZZI


Sono un cittadino veronese che stamattina ha appreso con rammarico e indignazione dell’invito del senatore Dell’Utri alla fiera del riso di Isola della Scala.

Ancor più rammarico mi hanno suscitato le parole da lei rilasciate al giornale “L’arena” cito testualmente: “la nostra intenzione è insieme alla valorizzazione del riso offrire anche quest’anno un occasione di intrattenimento e di dibattito a 360 gradi senza pregiudizi nè politici nè culturali”.

Mi chiedo se sia eticamente e politicamente corretto di fronte a noi tutti cittadini invitare un senatore condannato in primo grado a nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa e interdizione dai pubblici uffici che, come espressamente scritto nella sentenza1), ha intrattenuto solidi rapporti con criminali del calibro di Bontate Stefano, Cinà Gaetano, Mangano Vittorio per citarne alcuni.

In tempi in cui tutti si ergono a paladini dell’antimafia un personaggio del calibro di Marcello Dell’Utri viene ufficialmente invitato a partecipare a una manifestazione che dovrebbe dare lustro alla nostra provincia e che verrà invece infangata da tale presenza.

Mi permetta di esprimere un ultimo ricordo a favore di Falcone e Borsellino e di tutti coloro che sono morti da eroi nell’indifferenza e nella complicità di personaggi come il bibliofilo Dell’Utri.

I vigneti? 'Super spugne' per la CO2



Grazie ad uno studio dell’Università di Firenze si è capito che le viti hanno un elevato potere di assorbimento della anidride carbonica: un metodo “verde” per combattere il riscaldamento globale

(Rinnovabili.it) – Coltivare vitigni serve a ridurre le emissioni dannose. Questa la scoperta a seguito di uno studio dell’Università di Firenze che consiste nel monitoraggio, per un mese l’anno, di una tenuta in Toscana, nella quale le piante vengono tenute sotto controllo costante per capire quanta anidride carbonica sono in grado di assorbire.
Grazie all’utilizzo di moderne apparecchiature per la rilevazione delle emissioni che utilizzano la tecnologia ad infrarossi per captare l’entità degli scambi gassosi, il professor Giovanni Mattii del Dipartimento di Ortoflorofrutticoltura dell’Università di Firenze ha potuto calcolare che un ettaro di vigna è in grado di assorbire fino a 15 tonnellate di CO2 all’anno.
Lo studio ha interessato la tenuta dell’Ornellaia che, estesa per 100 ettari, secondo i calcoli sarebbe in grado di assorbire 1500 tonnellate di CO2, l’equivalente delle emissioni di un parco macchine da 6000 unità che percorrono circa 20mila km all’anno.
La tenuta, oltre ad ospitare un vigneto di notevoli dimensioni risulta autosufficiente dal punto di vista energetico nonché autosostenibile grazie alla presenza di un impianto di fitodepurazione dell’acqua ed impianti fotovoltaici la cui energia è destinata al funzionamento dei mezzi necessari alla manutenzione e al mantenimento della coltivazione.

giovedì 17 settembre 2009

La RAI si autocensura

Alcuni programmi "scomodi" della RAI stanno subendo, in questi ultimi mesi, forme di boicottaggio interno, evidentemente ordinato dall'alto dei poteri politici.
Programmi come Repoter, Ballarò, Annozero, non vengono reclamizzati nei palinsesti RAI TV, il programma Reporter è stato addirittura soppresso, condotto stupendamente dalla giornalista Milena Gabanelli.
Divulgate attraverso la rete quanto segue, non abbiamo necessariamente bisogno di pubblicità RAI TV.....e frà alcuni mesi scadrà l'abbonamento RAI, continuerete a pagarlo?








Ricevo e inoltro da AnnoZero di Michele Santoro. L'ostracismo che questa trasmissione sta avendo è vergognosa e la dice lunga sulla stato della LIBERTA' d'informazione in questo paese. Delle volte anche un clik può servire per ostacolare lo strapotere di chi non ha più riguardi per niente e nessuno. Io mi auguro che le tantissime persone oneste di destra siano le prime a ribellarsi.

Roberto

****************************************************

Cari amici, sono Michele Santoro e ho bisogno del vostro aiuto.
Mancano pochi giorni alla partenza e la televisione continua a non informare il pubblico sulla data d'inizio di Annozero.
Perciò grave; vi chiedo di inviare a tutti i vostri amici e contatti su Internet gli spot che abbiamo preparato a questo scopo e che non vengono trasmessi.

Qui trovate i nostri spot


Su Youtube:

Primo spot: http://www.youtube.com/watch?v=8e-HvwOhmjE

Secondo spot: http://www.youtube.com/watch?v=_kJRHdrLfWI

Su Rai.tv:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-616d28e5-f635-4e1f-a3d9-e153752d2e91.html?p=0

E come sempre il nostro sito

http://www.annozero.rai.it/

Interrogazione sulla AIA per il gassificatore di Albano


Bucci e Colagrossi chiamano in causa Marrazzo

dal giornale "Cinque giorni" del 17 settembre 2009

Il gassificatore di Albano torna agli onori della cronaca.



Dopo il rilascio dell'Autorizzazione di Impatto Ambientale lo scorso agosto da parte della Regione Lazio, sulla questione è stata presentata una interrogazione alla Pisana da parte dei consiglieri regionali dell'Italia dei Valori.

"In seguito ad alcune segnalazioni - si legge in una nota congiunta firmata da Giovanni Colagrossi, capogruppo dell'Italia dei Valori alla Regione Lazio, e Claudio Bucci, Consigliere IDV e Presidente della Commissione Ambiente - abbiamo subito presentato un'interrogazione urgente a risposta immediata in Aula in merito al presunto rilascio dell'AIA per la costruzione del gassificatore di Albano da parte del CO.E.MA.".

"Riteniamo occorra far chiarezza sulla veridicità di quanto ci è stato segnalato in merito al rilascio dell'AIA" hanno detto Colagrossi e Bucci. "In questo caso desterebbe qualche sospetto il fatto che il provvedimento sia stato adottato, da quanto ci è stato segnalato, il 13 di agosto, momento in cui l'attenzione dei cittadini sulle questioni amministrative e politiche è fisiologicamente più bassa rispetto ad altri periodi dell'anno".

"Questo rilascio, sembrerebbe essere il frutto di una scelta unilaterale, che non avrebbe coinvolto, come invece era doveroso fare, i cittadini contrari alla costruzione del gassificatore" - hannpo osservato i consiglieri IDV, che hanno avanzato il dubbio che si sia trattato di "una decisione importante che sembra essere stata fatta di nascosto".

"Per questo - hanno chiesto che - "il Presidente Marrazzo riferisca in aula sull'intera vicenda che, da quanto apprendiamo, avrebbe dei connotati di grande gravità".

IL NUCLEARE APPARTIENE ORMAI AL PASSATO !



Alessandro Renzi ha inviato un messaggio ai membri di Io lo so ....

http://www.facebook.com/find-friends/?ref=email



Il governo Berlusconi, coerentemente (bisogna dirlo), con il suo programma elettorale si presenta con una riedizione del nucleare in Italia.

Inizialmente, si pensava alla ennesima boutade governativa, con un Presidente del Consiglio tradizionalmente iperattivo ed ipercinetico che vuole pontificare su tutto, perfino sulla fisica atomica.

Poi ci si è resi conto che le cose stanno procedendo: il Ministro dello Sviluppo economico Scajola ha firmato un decreto che fa partire la macchina; ora, il prossimo step, è quello di pubblicare la lista dei siti e qui, penso, ne vedremo delle belle poiché nessuno vuole avere una centrale termonucleare nel proprio giardino.
Nel frattempo, il giro vorticoso delle superconsulenze ha ripreso il suo corso; studi di fattibilità milionari, magari dati ai soliti “amici degli amici”, si susseguono a ritmo incessante.

Cosa succederà in futuro? Il nucleare berlusconiano veramente ripartirà in Italia o è una specie di “Ponte sullo Stretto” perenne di cui tutti parlano perché intanto non si farà mai? Questi gli interrogativi che attendono risposte.
Intanto vediamo perché, tecnico – politicamente, questo nucleare governativo non piace:

Il primo punto è che l’accordo tra l’Enel e l’omonima società francese di elettrcità, sembra fatto su misura per rifilare all’Italia (che del resto è storicamente abituata) un bidone tecnologico: infatti il nucleare francese è di terza generazione mentre ora già gira la versione 3.5 e fra qualche anno addirittura la 4 che prevede quasi la totale assenza di scorie radioattive (che non si sà dove mettere)
Quindi all’Italia capiterà un nucleare in sostanziale “disuso” mondiale ed il bello è che la prima centrale operativa potrà accendersi non prima di 20 anni (ma anche se fossero 10 parliamo del 2020).
Il nucleare di terza generazione poi presenta ancora problemi relativi alla sicurezza e quindi è un nucleare pericoloso e come dicevo prima produce una marea di scorie (tutt'ora non esiste un sito Italiano dove stoccare le scorie degli anni 80!).

Il secondo punto è che il nucleare, al contrario di quanto sbandierato dal Ministro Scajola e da Berlusconi costa e costa molto alla comunità, cioè a noi tutti.
Infatti, nel computo dei costi, si deve mettere anche la costruzione e lo smantellamento della centrale con il che il costo unitario di Kwh prodotto non è affatto così conveniente come si vuol fare pensare... senza contare che l'uranio è un materiale raro e le riserve si stanno esaurendo (forse si troverà per altri 40 anni )

Il terzo punto è che la gestione in sicurezza delle scorie non è affatto risolto se è vero che nessuno sa più dove buttarle, a partire dagli USA del presidente Obama che le nasconde nel sito salino di Yucca Mountains.
In più le centrali nucleari sono degli obiettivi terroristici molto sensibili e che quindi richiedono una sorveglianza “h 24” militare molto costosa .

Il quarto punto, forse il più importante, è che, guidato dagli Usa e Germania, tutto il mondo sta dirigendosi con decisione verso le fonti rinnovabili e cioè solare, eolico, biomasse, geotermico, tutte energie che potremmo sfruttare appiene in Italia paese del Sole,ma anche vicino a faglie tettoniche per il geotermico (vedi Islanda).

Infine il quinto punto,è che i cittadini italiani si sono espressi contro il nucleare con un referendum più di venti anni fa ! E' vero che ci fù la tragedia di Chernobyl ma proprio per questo motivo è bene sapere che un minimo di rischio cè sempre, ed al contrario degli anni 80 oggi ci sono le tecnologie per fare a meno di una fonte di energia così pericolosa !!

Quindi a parer mio, appare chiaro che il nucleare è una scelta di vera retroguardia scientifica, politica, civile ed umana ed occorrerà una forte opera di mobilitazione dei cittadini per impedirla, sperando che almeno in questo gli Italiani si facciano valere .

mercoledì 16 settembre 2009

I falsi trenini de "Il Giornale", di Antonino Monteleone


Ma quale “povera Italia”.



Silvio Berlusconi attacca ingiustamente la (sua) stampa senza accorgersi che, invece, questa ha il merito di cercare le notizie, scavare (a fondo) e scovare lati oscuri e contraddizioni dei personaggi pubblici. Esiste un giornalismo d’assalto, in Italia, di cui nemmeno Berlusconi si era accorto.

Eppure ce l’ha a libro paga.

La notizia del giorno, che nessuno, forse per decenza, ha avuto la faccia di firmare, appare oggi sul sito del “Giornale” di Silvio Berlusconi (il Premier più volte ha dimostrato di esserne il vero dominus a dispetto della proprietà intestata alla Finanziaria del fratello Paolo) e diretto da Vittorio Feltri.

E’ ovvio che se qualcuno gli dovesse chiedere spiegazioni lui dirà di non sapere. nulla e, magari, di non sentire Feltri da mesi.

E cosa è successo di così “scottante” da dover essere raccontato?

Succede che un gruppo di ragazzi dei Meetup di Beppe Grillo, i “Grilli del Pigneto” abbia organizzato una festa, e non un festino, a Lido di Maccarese, vicino Roma, invitando l’uomo, Luigi de Magistris, e la donna,Sonia Alfano, più votati alle ultime elezioni al parlamento europeo.

Una tornata elettorale che ha visto due stimatissime persone raggiungere uno straordinario risultato grazie alla loro specchiata moralità e alle loro capacità oggi al servizio dei cittadini italiani ed europei. Un risultato raggiunto anche grazie al sostegno della rete. Dove l’informazione, non manipolata e non “inFeltrita”, circola liberamente e senza le incrostazioni del “sistema”.

Quegli splendidi ragazzi, per organizzare questa festa, si sono autotassati per coprire tutte le spese organizzative e tenevano molto alla presenza degli importanti ospiti che non si sono fatti pregare.

In trenta righe di falso scoop, però, Il Giornale racconta almeno 5 bugìe infarcendo l’articolo di allusioni e parallelismi quantomeno azzardati, per non dire tristemente comici.

“Ma allora le feste non le fa solo il premier? – si domanda Il Giornale – No, anche l’opposizione balla e canta il karaoke, anche l’opposizione più feroce, quella dei Di Pietro boys and girls, alias grillini prestati al dipietrismo.”

Lo scopo è difendere Berlusconi e le sue arcinote debolezze.

Nessuno potrebbe scandalizzarsi per una festa dove Berlusconi figurava tra gli invitati, a parte il compleanno di una diciottenne che lo “chiamava Papi” e sulla cui conoscenza il premier ha raccontato bugìe a raffica.

L’opinione pubblica è scossa per i “festini” di Silvio Berlusconi. Cosa ben diversa.

Sempre “Il Giornale”, che vanta tra le sue file ottimi “informatori”, racconta di un trenino a cui avrebbe preso parte, oltre a Sonia Alfano e Luigi de Magistris anche Gioacchino Genchi e Salvatore Borsellino.

Falso.

Salvatore Borsellino al “Paradise Village” non c’è mai stato. E’ semplicemente intervenuto telefonicamente come Beppe Grillo per salutare i ragazzi e dare conforto del loro impegno in tante battaglie che ci li vedono quotidianamente protagonisti.

Quelle per la libera informazione, contro leggi anti-democratiche, a sostegno dei magistrati onesti che in questo paese sono tanti e circondati da ostacoli.

Sottolinea la presenza di “belle ragazze”, Il Giornale, domandandosi ancora una volta se “le feste e le danze non si fanno solo nella maggioranza” dimenticando di raccontare un particolare che non è sfuggito agli ospiti né al servizio di sicurezza.

Sul finire della serata e non alle 6 del mattino come scritto, scesa da un’automobile scura e con autista, compariva tra gli invitati una ragazza molto “allegra” che si è dilettata nel farsi scattare foto.

Una giovane e bella ragazza estremamente spigliata, che sfortunatamentenessuno conosceva e nessuno aveva invitato voleva a tutti i costi essere immortalata, in pose anche poco ortodosse, al fianco degli invitati più in vista.

Lei si è allontanata, forse delusa di non aver completato la missione che le era stata assegnata.

“Il Giornale” si accontenta con le solite, grottesche, mistificazioni.

A differenza delle feste di Noemi, l’unico “minorenne” in quella festa era il figlio tredicenne di Gioacchino Genchi, Walter.

Le due uniche verità del Giornale, a conti fatti, sono rappresentate dalla presenza, sì, di belle ragazze e che, come tutti, avevano pagato 15 euro per partecipare.

Altra cosa, rispetto alle ragazze pagate per partecipare alle feste ed i festini del premier.

Particolare da non sottovalutare, inoltre, a Lido di Maccarese non ci sono state eruzioni del finto vulcano, né finte erezioni.Mancava pure il lettone di Putin.

Il trenino è vero. E’ stato fatto in onore ad un giovane ragazzo costretto sulla sedia a rotelle.

Se solo gli spioni de “Il Giornale” avessero riportato l’intervento di Sonia per festeggiare il compleanno di Roberto Monaco ed il saluto ad un altro giovane disabile, forse ci sarebbe stata anche l’occasione per commuoversi.

Ma questa è solo la “verità” e come tale no può appartenere agli scoop de “Il Giornale”.

Questi sono i sentimenti della gioia, dell’amicizia e della solidarietà sincerca della gente per bene, che di certo non può capire ed apprezzare chi vive solo di mistificazioni, di falsità e di ipocrisia.

La festa organizzata dai “Grilli del Pigneto” era stata intitolata “Onorevoli on the beach”.

Qualcuno, rifacendosi a Villa Certosa o Palazzo Grazioli, ne aveva travisato il titolo. No. Non era “Onorevoli on the bitch”.